Il Gazzettino, corsa a tre per la Figc. Gravina, Sibilia e Tommasi i candidati alla presidenza

Michele Uva direttore generale della Figc (gazzettadiparma.it)

Oggi si vota, mica è scontato che il presidente federale venga eletto, anzi il Coni spera di no, per cercare una maggioranza più ampia.
Sino all’ultimo si cercheranno accordi, ma poi non è detto che tutti votino secondo le indicazioni delle rispettive categorie.
Nella corsa a tre, è teoricamente avanti Cosimo Sibilia, dei dilettanti, si prevede tuttavia il ballottaggio e lì Gravina dovrebbe raccogliere anche i consensi dell’area calciatori e così diventerebbe il favorito.
Damiano Tommasi ha in mano un 20% del peso elettorale, decisivo per qualsiasi possibile maggioranza. La base gli ha chiesto di arricchire il fronte Gravina, che toccherebbe allora il 56%, perchè avrebbe dalla sua anche metà serie A e B, gli allenatori e gli arbitri. Il presidente dell’assocalciatori non si è pronunciato in maniera ufficiale, potrebbe persino ritirarsi in extremis, di sicuro non appoggerà Sibilia.
Anche sabato, Giovanni Malagò aveva invitato i tre aspiranti alla poltrona federale a compiere un passo indietro, per evitare che poi le riforme non siano fattibili. “Si voti fra tre mesi – spiegava -, dopo che la Lega di Serie A avrà nominato il suo vertice. Solo così il nuovo presidente non correrebbe il rischio del commissariamento”.
Lui vorrebbe vararlo il 1° marzo, al rientro dalle olimpiadi invernali, e fra un mese ha già calendariato la giunta straordinaria. I tre candidati riflettono sull’ipotesi, tuttavia preferiscono far votare oggi, peraltro Gravina in conference call ha citato il rischio di schede bianche, in caso di ballottaggio.
Il primo passo del presidente eletto sarà la nomina del nuovo commissario per la Lega di serie A, lì servirà la maggioranza dei due terzi, il rischio è che ci si areni subito.
A notte, intanto, l’assoallenatori ha designato i due consiglieri federali, uno è naturalmente il presidente Ulivieri, mentre l’avvocato genovese Luca Perdomi, vicepresidente, era in vantaggio sul friulano Dante Cudicio, che nel 2011 divenne famoso per essere stato l’unico consigliere federale a chiedere la revoca dello scudetto del 2006, consegnato all’Inter a tavolino.
Sino all’ultimo, si inseguiranno alleanze. Da solo, Tommasi non ha speranze, viene visto come un sindacalista, un rivale da parte delle società, potrebbe comunque incassare la vicepresidenza e la guida del Club Italia, trasformando la nazionale in una società, con tanto di dg. “Chiedo che il pallone torni al centro – spiega – e che l’eliminazione dal mondiale serva a qualcosa”.
Gabriele Gravina, 64 anni, ha grande esperienza, come imprenditore e come dirigente, dalla presidenza del Castel di Sangro in B all’under 21. Chiede “cuore, valori e sostenibilità”.
Cosimo Sibilia è figlio di Antonio, pittoresco presidente dell’Avellino scomparso 3 anni fa, che lo mantenne in serie A per un decennio. Piace a Berlusconi, che in caso di vittoria delle elezioni politiche avrebbe Galliani come ministro dello sport, e viene appoggiato da Lotito, altro uomo di destra. Nel programma parla di riforme concrete.
Come ct, Mancini piace soprattutto a Gravina e a Tommasi, Sibilia proverebbe anche con Ancelotti, che era il prescelto da Tavecchio, a eliminazione fresca. Il dg della federcalcio Michele Uva, invece, non è in discussione, è a tempo indeterminato, scelto dal Coni.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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