
Vanni Zagnoli con Stefano Cassani
Il Carpi.
Stefano Cassani: “Le difficoltà nel riconfermarsi, al 2° anno, da allenatore, per il club è il 3°, in serie C.
I nostri 74500 abitanti contro il milione e 200mila della provincia di Brescia, 6^ in Italia per popolazione.
Vantaggi e incognite nell’affrontare subito la favorita.
Le carte al campionato.
La sinergia con il ds Gianluca Olivieri, con il dg Enrico Bonzanini e con il presidente Claudio Lazzaretti sul mercato”.
Presenti Davide Setti (Il Resto del Carlino, speriamo Tvqui; La Gazzetta dello sport), Santiago Roque Favilla (Ilmostardino.it) ed Enrico Ronchetti (Gazzetta di Modena, ex pr).
Una domanda anche da Thomas, 10 anni, figlio di Davide Setti, voluta esplicitamente dall’allenatore, figlio dell’ex ct del ciclismo, Davide Cassani.
La nostra intervista recente, sulla storia di Stefano Cassani, calciatore al massimo in prima categoria. E oggi gli abbiamo chiesto che effetto è affrontare un ex grande regista come Eugenio Corini: “Chi è stato eccellente calciatore parte giustamente dall’alto, quando inizia ad allenare. Io ho cominciato proprio da una giovanile di prima categoria”.
Restiamo a scrivere in tribuna stampa, possiamo liberamente muoverci in tribuna e raccontare quanto desideriamo.
Una lezione per i dirigenti e per gli uffici stampa che chiedono a tutti di uscire dalla sala o dalla sede o dal campo sportivo il più in fretta possibile, impedendo ai giornalisti di terminare di lavorare.
L’intervista realizzata da Giulio Carnevali, ufficio stampa del Carpi, a Leonardo Morosini, ex rondinella, ultimo acquisto biancorosso
Oggi mancava il wifi in sala stampa e pure in tribuna, la linea dedicata ai giornalisti. Carnevali ci ha omaggiato la password riservata agli ospiti. Non è da tutti.
Sapete che sono sempre di meno i giornalisti presenti ai momenti stampa, tanti lavorano da remoto. E, purtroppo, soprattutto in tv, si dà spazio solo ai grandi club o ai grandi interessi commerciali o pubblicitari o alle bellissime, ai bellissimi, a persone e personaggi che magari hanno difficoltà con l’italiano. Non giornalisti, al massimo pubblicisti, dopolavoristi, di fatto tifosi che anzichè pontificare in curva o in tribuna lo fanno in tv.
L’inno del Carpi.
Le foto dei tifosi biancorossi.
Restiamo qui per ore, senza problemi, allo stadio Cabassi. A narrare quanto preferiamo, a inquadrare i seggiolini riservati, a mostrare tutti i settori dell’impianto: questo, in realtà, lo faremo nel corso della stagione, non oggi.
Soprattutto, non ci sono steward, hostess, dirigenti, uffici stampa assortiti, custodi a controllarci a vista, a controllarci da vicino, a metterci pressione per uscire, insomma a impedirci di godere della visuale, della magia di un impianto dove si sono disputati anche campionati di serie B.
Davvero, un’esperienza unica. Che per i giornalisti, in particolare professionisti, e con testata, e con curriculum, dovrebbe essere la regola, non l’eccezione.



