Il Gazzettino. Napoli, Spalletti: “13 vittorie e siamo campioni”

(repubblica.it)

La Juve è lì, a 4 punti dall’Europa, dalla Conference league, ma poi i 15 punti di penalizzazione dovrebbero ridursi e in fondo senza sarebbero terzi in Champions league. La storia delle penalizzazioni parla di punizioni spesso quasi azzerate, si parte, chessò, con la retrocessione doppia e si arriva alla semplice serie B e a -9. Ecco, -9, come minimo inderogabile -5 e allora i biancorneri avrebbero comunque la possibilità di arrivare in Champions o almeno in Europa league.
Anche senza Paul Pogba, che mai ha giocato un minuto, in stagione, e doveva essere l’uomo mercato. “E’ ai box – confessa l’allenatore Massimiliano Allegri -, mi spiace dirlo ma non è a disposizione. Potrebbe tornare fra tre settimane, si impegna come sempre”.
Giovedì ci sarà il Nantes, in Europa league, manifestazione che la Juve puntava a vincere già con Antonio Conte, un decennio fa. 
“Bonucci tornerà giovedì con i francesi, Milik sta migliorando e Kaio Jorge è ancora fuori”. 
Esclusi i rovesci di Napoli e con il Monza, la Juve sta bene, come dimostra il 3-0 di Salerno. “L’ultima mezz’ora non mi è piaciuta: dovremo fare meglio per battere la Fiorentina. Possiamo ragionare solo su mini-obbiettivi, adesso vogliamo raggiungere Udinese e Bologna a 29 punti”.
Allegri è alla seconda stagione di 4 a quasi 9 milioni ciascuna, non meritava di ritornare, per il gioco mediamente espresso. Il calcio europeo di questo millennio è zeppo di licenziamenti per crisi molto meno pronunciate, pensiamo al tedesco Tuchel, campione d’Europa con il Chelsea. Al massimo era arrivato a 5 punti dal vertice, considerato il budget è una stagione deludente, tantopiù con l’uscita al primo turno in Champions contro il Benfica, con il 2-0 di Israele. Ha ragione Sarri, che a Il Gazzettino risponde: “Massimiliano pensa solo a vincere, il resto non gli interessa. E come trofei in serie A è il migliore”. Senza le plusvalenze di Andrea Agnelli avrebbe assommato meno trofei. Per informazioni chiedere ad Arrigo Sacchi, opinionista Gazzetta e in tv, e a Lele Adani, da Sky a Rai, adesso. L’eventuale ritorno di Conte dipenderà dal budget e dalle certezze societarie.
Il terzo scudetto del Napoli è il meno emozionante, sembra quello dei record dell’Inter di Trapattoni, un quarto di secolo fa, ma pure la Juve da primato di punti con Conte. Spalletti fissa l’obiettivo: “13 vittorie e siamo campioni”. Restano 17 partite, è impossibile che Inter e Milano, per non parlare di Roma e Lazio facciano l’enplein, in questo finale di stagione.
Luciano Spalletti mai ha vinto lo scudetto, in Italia, si rivelò a Udine, nel 2005, portando una storia qualificazione al preliminare di Champions league. Caratterialmente è molto più acceso rispetto a Ottavio Bianchi e ad Albertino Bigon, il padovano campione d’Italia nel ’90, con Maradona, Careca e Alemao. Se Bianchi si aggiudicò anche la coppa Italia, Bigon uscì in semifinale, mentre Spalletti è stato eliminato negli ottavi, dalla Cremonese, ospite oggi al San Paolo e non migliorata, con Davide Ballardini.
“La coppa Italia – osserva Spallettone, come lo chiama Mourinho – serviva a mostrare la forza di Gaetano e Zerbin, di ZedaDka e Berenzynski. Contro le provinciali, prima arriva in gol e meno sale l’ansia. Mi aspetto gioco nello stretto e verticalizzazioni”.
Scontata la permanenza di Spalletti da due stagioni a Napoli. “Il mio contratto è un dettaglio, parlare ora dei rinnovi significherebbe crearci problemi”. Oggi sono attesi 50mila spettatori, al Maradona.
Lunedì Sampdoria-Inter, a Marassi, Simone Inzaghi può confermare il secondo posto della scorsa stagione però stavolta è uscito presto dalla vera lotta per il suo primo scudetto. Fra una decina di giorni, a Francoforte, Eintracht-Napoli e Inter-Porto, martedì invece c’è Milan-Tottenham, la tripletta italiana in Champions è improbabile.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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