Il Gazzettino, volley. Berruto: “Prendere medaglie è meritorio. Ne vinsi 7, non sono mai il minimo. Il progetto con regional day e club Italia era vincente: dopo Londra è rimasto solo Zaytsev”.

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Mauro Berruto

Serviva tanto spazio in più per valorizzare il colloquio con Mauro Berruto, per il Gazzettino.

Vanni Zagnoli

Mauro Berruto, l’Italia è rimasta di bronzo, agli Europei di volley. Ci fa le pagelle?

“Non do numeri – risponde l’ex ct -, però prendere medaglie è sempre meritorio, soprattutto adesso che si affacciano nazionali meno note come la Slovenia. Ne vinsi 7, in totale, qualcuna venne sottovalutata e considerata una mezza sconfitta: mai dire che il podio è un dovere”.

Ma era l’anno giusto per l’oro, considerate anche due fasi in Italia?

“C’era l’occasione di arrivare ancora in finale, con la Francia sarebbe stata apertissima, perchè la partita di Torino aveva dimostrato quanto siano vicine”.

Blengini ha il contratto da vice ct sino a Rio. Sino a quando merita di restare, con il doppio podio e la qualificazione olimpica?

“Ha dimostrato qualità, però non esiste che abbia il doppio incarico, con anche la panchina di Civitanova. Cinque anni fa decisi di dedicarmi 24 ore al giorno e tutto l’anno alla nazionale, con attenzione invernale ai settori giovanili, ai regional day e al club Italia. Il progetto Rio 2016 venne accolto con sorrisi sarcastici ma fece uscire Vettori, Lanza, Piano, Antonov e Anzani, gente che giocava in A2 o molto poco in A”.

Tant’è che è rimasto solo Zaytsev, rispetto al bronzo di Londra ’12.

“La visione era giusta, la nazionale si è qualificata al primo tentativo ottimizzando anche quel lavoro”.

A 19 anni, Giannelli è già il miglior palleggiatore d’Europa?

“Ha meritato il premio, ora però il contorno a Trento deve aiutarlo. Comunque è un ragazzo intagliato nella pietra, pensi a Flaiano e stia con i piedi ben saldi sulle nuvole. Zaytsev è stato dichiarato miglior opposto, in coppa del mondo era a un livello ancora più elevato: peccato abbia un po’ sbagliato la semifinale con la Slovenia”.

E quel colpo del bilanciere con cui Ngapeth ha chiuso la finale?

“E’ il genio che sfuma nella follia, come il cucchiaio di Totti, neanche pensato. Non è uno sfottò, è come il pittore che dipinge in trance”.

La Francia non aveva mai vinto nulla, ora ha coniugato World league ed Europei.

“Grazie anche al libero Grebennikov e all’opposto Rouzier. Non ho memoria di compattezza analoga, è come un branco nell’accezione più nobile. Come fosse un uomo solo”.

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