Giornale di Sicilia. Con Tedesco in panchina il Palermo coglie 4 punti in 2 gare: “Siamo passati al 4-4-1-1, nel secondo tempo, per avere più palleggio in mezzo al campo”

giovanni tedesco
Giovanni Tedesco, 43 anni

Vanni Zagnoli

Il binomio Schelotto-Tedesco porta un punto che mantiene il Carpi a 6 lunghezze, l’obiettivo minimo è centrato.

Giovanni Tedesco, partiamo dall’episodio chiave. Come giudica il rigore fischiato da Rizzoli?

“Dal campo mi pareva inesistente, è stata la prima sensazione. Rivedendolo, qualche dubbio mi è venuto, ci poteva stare, c’è forse prima l’impatto con l’avversardio, rispetto alla palla. Non mi fermo su quella situazione, è una dinamica talmente veloce che si può fischiare o anche no”.

Perchè nel secondo tempo è passato al 4-4-1-1, quando il Palermo aveva un’identità chiara?

“Cercavamo più palleggio in mezzo al campo. La squadra ha fatto una buona partita, però in alcuni momenti del match mancava qualche manovra in più e con l’ingresso di Cristante cercavamo di tenere più la palla”.

Qual è stato il momento più critico?

“I primi 10’ del secondo tempo. Ci eravamo abbassati troppo, faticavamo a ripartire. Abbiamo esercitato la supremazia nel possesso palla, ma avremmo potuto essere ancora superiori”.

Qual è stato il suo impatto emotivo, con la panchina rosanero?

“Ho avvertito tanta emozione nei giorni precedenti, non durante la partita. Mi sono ritrovato catapultato sulla panchina della mia città, in un club importante, avevo dormito veramente poco: in fondo però sono 4 anni che faccio questo mestiere, al fischio d’inizio ero tranquillo e fiducioso. La squadra aveva lavorato bene durante la settimana, c’era consapevolezza di reggere al meglio”.

Da metà novembre (1-0 al Chievo e 1-1 all’Olimpico con la Lazio) il Palermo non incasellava due risultati utili in sequenza.

“La continuità è fondamentale, a una grande prestazione ne aveva sempre fatto seguire una non buona, sotto ogni punto di vista. Da Modena è arrivata una gran risposta, qui negli ultimi mesi aveva vinto solo la Juve. Ritroviamo la continuità che ci ha sempre contraddistinti, rispecchia la voglia dell’allenatore. Non abbiamo sbagliato l’approccio al match”.

Durante la gara come si divide i compiti con Schelotto?

“C’è collaborazione su tutto, nei 90’ però parliamo pochissimo, anche per via dei regolamenti. Ha impartito 2-3 indicazioni importanti, per il resto comunichiamo poco. Capivo che la squadra stava facendo quanto avevamo preparato in settimana, è viva”.

Cosa serviva per mantenere i tre punti? Anche nel finale ha sciupato due opportunità.

“Rivedendo le immagini, se c’è una squadra che meritava di vincere, ai punti, era il Palermo. Mancava giusto l’ultimo passaggio, l’idea finale: l’occasione di testa di Quaison era importante. Peraltro c’era anche il rischio di perderla, con quell’occasione nel recupero per il Carpi. Ci prendiamo un punto chiave, contro una squadra in bella condizione”.

Quale dettaglio la fa sorridere di più?

“La situazione sull’1-1. Dopo il pareggio abbiamo continuato a giocare, vivendo il momento migliore e lottando sino al 90’”.

Il Carpi può riaprire la corsa salvezza?

“Sì, perchè sul campo dà tutto, esce con la maglia sudata, inoltre conosciamo il valore dell’allenatore. Ne abbiamo studiato tutte le ultime gare, sino all’ultima giornata sarà in corsa”.

vzagn

 

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