Il Giornale (prima edizione). Manenti è il nuovo presidente del Parma e svolgerà anche il ruolo di amministratore unico: “L’ambiente è provato psicologicamente”

La prima edizione de Il Giornale di oggi, nello sport.

 

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Giampiero Manenti

Vanni Zagnoli

Parma

Da ieri Giampietro Manenti è il nuovo presidente del Parma, svolge le funzioni anche di amministratore unico, così opera liberamente nella lotta contro il tempo per evitare che lunedì 16 i giocatori mettano in mora la società. C’è da evitare che vadano via tutti e che in campo finisca la squadra primavera, i crociati devono chiudere con dignità la stagione più disgraziata della storia, con due punti di penalizzazione in arrivo, dopo il -1 per il mancato pagamento dell’Irpef della scorsa stagione.

Manenti è milanese, di Bollate, ha 45 anni e nel campionato passato voleva il Brescia, il presidente Gino Corioni però non glielo cedette perchè non lo riteneva credibile. La sua Mapi group ha sede a Nova Gorica, dov’era anche una delle società satellite del Parma, vincitrice della coppa di Slovenia con Apolloni in panchina. Ha 7500 euro di capitale versato, un debito di 71mila e nell’ultimo bilancio fatturava 0. Numeri neanche da calcio dilettantistico. Manenti ha incontrato la squadra di Donadoni: “Affrontano il momento con freddezza, da professionisti. Trasmetto fiducia, l’ambiente è provato psicologicamente. Chi lavora deve prendere lo stipendio, entro venerdì o al massimo lunedì salderemo anche le pendenze Irpef”.

Servono 5 mensilità e, per evitare il fallimento, almeno 15 milioni, sui 30 calcolati dall’ex vicepresidente Giordano. Peraltro è illogica la scelta di entrare in una società con 78 milioni di debiti. “Ma Parma è una delle sette chiese del calcio italiano – spiega Manenti -, ha grande fascino e mercato. A ottobre avevamo cercato un contatto con Ghirardi, non andato a buon fine. Coinvolgeremo società estere alimentari, chimico-farmaceutiche e petrolifere, in un progetto di 5/10 anni”.

La presentazione dei nuovi proprietari è domani, prima del recupero Parma-Chievo. “Risolveremo i problemi finanziari – conferma l’ad Fiorenzo Alborghetti -, abbiamo un piano industriale”. Domenica c’era stato il falso inserimento del gruppo Proto, che con un comunicato notarile aveva rivendicato di essere dietro al gruppo Mapi. Ieri a Collecchio c’erano anche gli albanesi, gli ex presidenti Kodra e Doca. Che sottolinea: “Taci aveva comprato per un euro, sobbarcandosi tutti i debiti, ma i conti non erano veritieri. Con l’addio di Cassano, Paletta e altri la società ha risparmiato 20 milioni”. Però è già condannata alla retrocessione.

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