Il Messaggero. Un flash raccontato da Antonio Floro Flores: un suo allenatore era pedofilo e fu arrestato dai carabinieri.

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Antonio Floro Flores

Sassuolo

C’è un flash particolare, nella vita di Antonio Floro Flores, l’attaccante napoletano del Sassuolo. Lo rivela a “Il calciatore”, nel numero di gennaio e febbraio del mensile dell’Aic. “Sono cresciuto nel Rione Traiano – racconta -, da noi non ci sono tante scelte: o prendi la tua strada o c’è quell’altra”. Intesa come brutte compagnie e deriva della vita. “A 10 anni mi affacciai in una scuola calcio, all’Atletico Toledo. Mi infastidiva essere vincolato a un allenatore, ad orari. Non passò molto tempo e saltò fuori che il mister era un pedofilo: rivedo ancora la scena, stavamo giocando e arrivò una marea di carabinieri per arrestarlo. E allora tornai a giocare per strada”. Arrivò poi la chiamata del Posillipo, la scuola calcio che gli ha cambiato la vita ma in positivo, portandolo al Napoli (“Avevo smesso da tre mesi, quando feci il provino”) e poi il suo giro d’Italia del gol. Senza il pallone, chissà come sarebbe finita: “Mi ero fermato in terza media e il diploma mi venne regalato: all’epoca la scuola era un ostacolo e a Napoli per il 99% dei ragazzi lo rappresenta ancora. Un professore disse a papà che avrebbe dovuto vietarmi di giocare, lui gli rispose: “Con che alternativa? Morire ammazzato o in galera?”. Penso al posto dove giocavamo, ricordo le sparatorie e le corse a nasconderci”. Floro Flores ripensa anche a quel tecnico pedofilo finito in manette. Fa venire la storia dell’allenatore Gigi Cagni: “Da ragazzino frequentavo la parrocchia e il prete mi baciò in bocca”.

Vanni Zagnoli

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