Ilmessaggero.it. Chi sarà il campione del 2019? Marquez o Hamilton? Fognini o Giannelli, Serena Williams o Simona Quadarella?

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di Vanni Zagnoli

Chi sarà il personaggio del 2019? Ma poi chi è stato nel 2018? Forse Modric, vincitore della terza Champions in 4 anni, con il Real Madrid, del mondiale per club e finalista mondiale con la Croazia. Senza campionati europei e mondiali di calcio, nè olimpiadi, comunque forse il calcio si farà preferire ugualmente nell’incoronazione del re dello sport. Potrebbe tornare Cristiano Ronaldo, se sarà in grado di portare la Juve alla supercoppa, a metà gennaio contro il Milan, alla coppa Italia, allo scudetto e magari alla Champions. O perlomeno avvicinarla. In parallelo, Messi con il Barcellona.

A gennaio c’è il primo slam, in Australia, e in generale nel tennis può ancora essere l’anno di Djokovic, su Nadal e Federer, mentre Fognini da 13° vorrebbe entrare nella topten e magari inseguire la sua prima semifinale in uno slam. E poi si vedrà Cecchinato, se vale ancora la semifinale, a Parigi. Fra le donne, Serena cerca Williams disperatamente, a 37 anni vuole rivincere uno slam, l’ultimo fu proprio Melbourne, nel 2017. E’ l’ultima cannibale dello sport mondiale.

A marzo iniziano i motori, con la sfida ai soliti noti, Marquez campione da 6 anni su 7 (il primo nella 250), destinato a battere i primati di Valentino Rossi e Giacomo Agostini, e Lewis Hamilton da 4 su 5 in F1. Valentino compirà 40 anni, alimenta il proprio mito, come la Ferrari, ferma a un solo titolo, di Raikkonen, negli ultimi 14 anni.

L’atletica ha gli Europei indoor, poi i mondiali, sorrideremo con la metà barba e le trovate di Gimbo Tamberi, dopo il quarto posto continentale, e con la crescita di Filippo Tortu sui 100. Senza Bolt, questo sport ha perso molto, una grande è la colombiana Ibarguen, la migliore in Diamond league nel triplo e nel lungo, mai successo, eppure è quasi sconosciuta, al grande pubblico.

Il ciclismo ha le classiche primaverili, il mondiali, si riparte da Gianni Moscon, quinto in Austria e meno bizzoso, dal Lombardia di Nibali, dalle volate di Elia Viviani, mentre Sagan insegue il quarto titolo iridato e non tocca più il sedere delle ragazze premianti.

Il basket ondeggia fra la voglia di titolo Nba dei Lakers, con Lebron James, i mondiali che gli Usa non possono mai perdere e la voglia di Eurolega anche del Fenerbahce, dei nostri Melli e Datome. La doppia festa del Real Madrid, fra calcio e basket, è ripetibile?

Nella scherma, Elisa Di Francisca conta di imitare Valentina Vezzali e vincere da mamma, gli Europei di Dusseldorf, mentre Arianna Errigo ha contro la federazione perchè vorrebbe gareggiare sia in sciabola che nel fioretto, alla Mangiarotti.

Il nuoto ha Paltrinieri sfidato da Romanchuk, ai mondiali di Corea del sud, sui 1500 e magari gli 800, con quella voglia anche di provare le acque libere in grande competizione, prima di Tokyo 2020. E poi Pellegrini a caccia della 51. medaglia internazionale, a difendere il titolo dei 200 che aveva promesso di non fare più, e Simona Quadarella che studia da Ledecky e la sfida sulle tre distanze del mezzofondo.

Nei tuffi, gli Europei di Kiev sono l’ideale per saggiare la macchina del tempo su Tania Cagnotto e Dallapè, forse davvero ancora da podio olimpico.

La pallavolo ha i doppi europei, prima le donne, dunque Paola Egonu, sfidanzata, fra l’altro, ora, e Sylla, e poi Zaytsev, of course. Al maschile non vinciamo da Roma 2005 e la Polonia potrebbe già avere il cubano Leon, al femminile in questo decennio siamo fermi a una coppa del mondo.

Il rugby ha il mondiale e senza Lomu aveva Carter, per 3 volte numero uno del pianeta, adesso il migliore è Sexton, irlandese, ma il più pagato è un giapponese, che guadagna 1 milione e 700mila euro. L’Italia è lontana dal primo podio nel 6 nazioni e pure dai primi quarti iridati. Spera che Sebastian Negri (Treviso) e Jack Polledri (Glouchester) possano supplire al declino di Parisse. 

Da “Ilmessaggero.it

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