Ilmessaggero.it. Il Sassuolo compie 100 anni, De Zerbi e gli Squinzi: «Adesso l’Europa league, un giorno la Champions»

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di Vanni Zagnoli

Oggi il Sassuolo compie 100 anni, vissuti sino al 2006 nel calcio delle retrovie. La prima serie C1 arrivò nel 2006-07, al secondo tentativo fu subito serie B, con Massimiliano Allegri in panchina. Poi cinque stagioni e la A, con Eusebio Di Francesco, e persino l’Europa league, con il 3-0 all’Athletic Bilbao di Ernesto Valverde, poi vincitore di due Liga e di una coppa di Spagna con il Barcellona.

Nel distretto emiliano delle ceramiche si va avanti anche senza i coniugi Squinzi, scomparsi l’anno scorso a distanza di due mesi. Adesso c’è la discrezione dei figli, Marco e Veronica, in azienda come allo stadio: “Mi sto innamorando del calcio – racconta Marco, 49 anni, ad della Mapei e vicepresidente di Confindustria ceramica -. La strategia di mio padre Giorgio è stata condivisa dalla famiglia, sarà portata avanti per realizzare traguardi più importanti e obiettivi ambiziosi che non sono tanto celati”. 

Ovvero la Champions league, non subito, inseguendo il modello Atalanta. 
“Una frase che mio padre diceva sempre era “Per vincere insieme”. Tutti, affiatati, determinati, verso obiettivi condivisi e ambiziosi”. Vedo giocatori più uniti che credono di poter arrivare al risultato e se ci credi puoi farcela. Servono risorse: abbiamo investito su persone e giovani affinché diventino parte del Sassuolo, che non siano dei semplici ospiti, per mantenere lo spirito di squadra che ci ha portato dalla C al 6° posto del 2016 e adesso all’8°. E’ importante mantenere lo spirito di famiglia, con cui papà ha fatto la forza delle nostre attività”.

Veronica ha 48 anni, a tavola con i dirigenti sassolesi parla spesso della figlia e della Mapei, ha pure molto incarichi in consigli direttivi. Parla delle vacanze in Romagna, del resto mamma Adriana Spazzoli era forlivese. “Che emozione, nel rivedere i filmati dei momenti chiave della nostra storia. Abbiamo anche attenzione sul calcio femminile, con il 5° e il 6° posto degli ultimi due campionati. Cerchiamo di crescere, abbiamo ambizioni e il sogno di ritornare in Europa. L’avventura iniziò con la sponsorizzazione della squadra, dall’88 al ’91, come debito di riconoscenza nei confronti di questo territorio per la diffusione nel mondo del marchio Mapei. “Mai smettere di pedelare” era il motto di papà, è diventato anche il nostro, nei messaggi che ci scambiamo nei dopopartita”.

Di qui sono passati Stefano Pioli, uscito in semifinale playoff di serie B nel 2009-10, contro il Torino, e Beppe Iachini, salvo in anticipo con grandi prestazioni a San Siro, con Milan e Inter, due anni fa. Squinzi padre, l’ad Giovanni Carnevali e il ds Giovanni Rossi scelsero di non confermarlo, preferendo il calcio offensivo di Roberto De Zerbi, finalista playoff di C con il Foggia, superato dal Pisa di Gattuso, discreto al debutto in A a Palermo, salvo classico esonero di Zamparini, e brillante nel subentro a Benevento. I sanniti era già quasi spacciati, da fine ottobre del 2017, lui fermò il Milan del debuttante Gattuso sul 2-2, con un gol del portiere Brignoli, e al ritorno vinse 1-0 a San Siro.

Domani, a Cagliari, sarà senza gli squalificati Magnanelli, Bourabia e Berardi, mentre Defrel e Romagna sono infortunati. Toljan non è al massimo, ha già saltato la Juve, Rogerio è in dubbio per un trauma cranico e Chiriches è fuori per un problema alla caviglia, toccherà a Magnani. Il recupero di Obiang, a centrocampo, è difficile, accanto a 

Locatelli potrebbe debuttare dall’inizio Ghion, classe 2000, oppure il 2002 Mercati, arretrare Traoré o Djuricic sbilancerebbe troppo la squadra neroverde.
“Lo snodo fondamentale – spiega De Zerbi – è proprio la gara del Sant’Elia. Riuscissimo a vincere anche lì, con il Milan potremmo davvero inseguire l’Europa”.

Persino in serie B, Giorgio Squinzi buttava lì la parola Champions league…
“Diceva anche di prenderci il nostro tempo: siamo ancora distanti, ma con me o senza di me credo che il Sassuolo ci arriverà. Adesso i giocatori credono all’Europa league, spingiamo forte, per non avere rimpianti”.

Qualcuno è rimasto male, per la gara con la Juve, da 0-2 a 3-2, sino al 3-3.
“Nello spogliatoio c’era l’orgoglio per avere fermato i campioni all’andata e pure al ritorno, ma anche il rammarico per non averla vinta. Abbiamo la sesta peggior difesa, ma pure il quinto miglior attacco. Dobbiamo concedere meno punizioni vicine all’area e fare attenzione sugli angoli”.

Berardi ha il contratto sino al 2024, quando non gioca Magnanelli è il capitano, la fidanzata Francesca Fantuzzi lo renderà padre, spinge perchè vada in una grande squadra: “Io vorrei giocare sempre – racconta il talento calabrese -, andassi via dovrei abituarmi all’idea di finire spesso in panchina”.
“Domenico – sostiene Roberto De Zerbi – è nel pieno della maturazione: fisica, tecnica e mentale. Può fare ancora di più, come tutti noi”.

Il tecnico bresciano piaceva alla Roma, un anno fa prima di Fonseca, ha rinnovato di recente, difficilmente andrà via, anche se arrivasse un’offerta irrinunciabile, come Gasperini con l’Atalanta, che appunto rinunciò ai giallorossi.
“I risultati sono il frutto della programmazione societaria, io sono anche un po’ geloso di questa squadra: sono felice al risveglio, mi dà gioia allenarla”.

A 41 anni, è il tecnico emergente del nostro calcio, nel 2013 quando ancora sperava di non smettere di giocare andò a Monaco di Baviera a curare un ginocchio, fu lì che si innamorò del calcio di Pep Guardiola, seguendo gli allenamenti del Bayern.
“Ho le idee chiare, non mi faccio condizionare da quanto si dice. Ricordo il primo incontro con Giorgio Squinzi, al contrario di qualsiasi proprietario non mi chiese i risultati o il modulo, ma di giocare bene, di farlo divertire. Per me la parola data è importante, sono orgoglioso di mantenerla”.

Il risultato deve arrivare attraverso il gioco, la concezione opposta del calcio di attesa di Diego Pablo Simeone, all’Atletico Madrid, contro le grandi. “Lavoriamo tutti per il risultato, io stesso sono valutato per quello, però non ne sono schiavo. Evito la non lealtà, sul campo, i mezzucci per arrivarci”.

Anche per questo prima del covid nei finali di partita ha perduto tanti punti: con la Fiorentina e la Lazio, all’andata, con il Cagliari al 90’, con il Napoli allo scadere, a Marassi con il Genoa complice un arbitraggio sfavorevole.
“Per una partita si può anche vincere senza gioco, ma con una rosa di qualità bisogna passare all’organizzazione di gioco, così i giocatori si divertono, come con la Juve”.

E in questo modo passano in secondo piano i sacrifici. 
“Non entro nelle vite private, chiedo però di mettere il calcio in cima anche alla famiglia”.

Da febbraio, il Sassuolo ha perso solo con il Parma, al Mapei, meritando peraltro di vincere, e a Bergamo, 4-1, alla ripresa del campionato, avendo peraltro costretto Gollini a 5 parate chiave.
“E’ sempre la testa ad arrivare prima delle gambe. Anche gli stranieri sono rimasti a Sassuolo, durante il lockdown, hanno ripreso gli allenamenti per primi. A distinguerci dal passato è la consapevolezza, che non è presunzione”.

Dopo il Milan, il Sassuolo andrà a Napoli, dove ha raccolto solo due pareggi, per chiudere con il Genoa e l’Udinese. E’ dura, ma De Zerbi le vuole vincere tutte. Come Conte con l’Inter, all’inseguimento della Juve.

Da “Ilmessaggero.it”

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