Ilmessaggero.it. L’addio di Kulusevski è da big, D’Aversa: «Alla Juve sfonderà». Gasperini: «Ilicic salta il Psg»

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di Vanni Zagnoli

I record dell’Atalanta si aggiornano con la 25^ gara di fila con reti, fanno 98 in campionato, ne arrivassero due anche con l’Inter, sabato, sarebbe una cifra tonda incredibile, per celebrare il miglior quadriennio nella storia del club.

A Parma vince 2-1 in rimonta, dopo un primo tempo senza nerbo, in cui gli emiliani vanno persino troppo forte, considerato il caldo. 

Al Tardini Kulusevski fu il miglior giocatore della finale scudetto Primavera, vinta dall’Atalanta sull’Inter, Gasperini lo lasciò andare in prestito (“Da noi avrebbe fatto panchina”), lui aveva risposto: “Ero già pronto anche per l’Atalanta”. Lo svedese di Macedonia avvia l’azione che porta alla parata di Gollini su Gagliolo, coglie il palo e segna sull’incursione di Gervinho. 
“Impressionare nel campionato Primavera è una cosa – spiega l’allenatore Roberto D’Aversa -, in serie A un’altra. Dejan quando è arrivato qui impressionava. Ha quantità, corre 12 km e qualità. Può migliorare, ma se capisce che quando arriva vicino all’area il difensore non interviene perché il rischia il rigore può fare ancora meglio. È un mentalizzato, quelli che crescono nell’Atalanta partono con una marcia in più. Può fare la differenza anche alla Juventus“.

Il Parma aveva cominciato con un bel movimento di Kucka (conclusione fuori) e la volata di Gervinho sul croato Sutalo, che a 20 anni non ha il passo per controllarlo e uscirà all’intervallo. L’ingresso di Malinowskyi per Pasalic cambia faccia al match, nel secondo tempo attacca l’Atalanta, con il destro fuori di Muriel e la girata alta di Zapata. Gagliolo calcia fuori, non trasforma la fuga di Kulusevski.

Gervinho vorrebbe restare in campo, prende male la sostituzione, dimenticando che sarebbe voluto andare in Qatar e perciò era finito fuori rosa. Rientrò e segnò subito, con il Sassuolo, prima del lockdown. 

Arriva il pareggio, di Malinovskyj, su punizione, poi la punizione di Caprari che per poco non sorprende Gollini, il romano poi uscirà per problemi a una caviglia. 
Decide il tunnel di Gomez su Kurtic, a 6’ dalla fine. Poi le parate di Sepe su Zapata e su Muriel. In mezzo l’assalto di Kulusevski, il tocco di Dermaku è respinto da Hateboer. 

Resta la voglia del Parma di chiudere all’8° posto, è dura considerando la chiusura a Lecce e l’opportunità che domani hanno Sassuolo, Verona e Bologna di staccarlo. 
“Abbiamo creato tanto – sostiene Roberto D’Aversa -. C’è ingenuità nel primo gol, la palla è passata in mezzo alla barriera. Già il pareggio sarebbe stato stretto, commentiamo una sconfitta”.
Questa era l’ultima stagione, per il Parma in casa. Ha sognato l’Europa, come nel 2014, quando la ottenne con il 6° posto di Donadoni, salvo restare escluso per i debiti. Adesso la società è forte, con i 7 di Nuovo Inizio, e presto avrà anche i 63 milioni in arrivo dal Qatar.

Gasperini, invece, si avvia a preparare il quarto di Champions senza Ilicic. “Non so, viaggiamo alla giornata – spiega -, ma la vedo difficile… Siamo stati per molti mesi senza Zapata e adesso purtroppo è arrivata questa assenza pesante. Non abbiamo un giocatore con le caratteristiche di Ilicic, davanti dobbiamo adeguarci un po’ con Pasalic, un po’ con Malinovskyj, un po’ con Gomez, che sta facendo tutti i ruoli. Per noi Ilicic è fondamentale, sino a marzo era stato devastante sia in campionato sia in coppa, è come se mancassero Dybala alla Juve, Immobile alla Lazio o Lukaku all’Inter”.

Dopo la mancata vittoria a Torino con la Juve il furore dell’Atalanta è sceso.
“Ci capita spesso di partire adagio, oggi abbiamo fatto tanti errori in difesa, in attacco non siamo riusciti a essere pericolosi. Forse è stato il primo tempo peggiore della stagione. Ma “mola mia” è il motto dei bergamaschi, quindi una reazione doveva esserci. E anche i cambi hanno aiutato molto. Verso Lisbona, la testa dovrà ricaricarsi di sicuro, ma anche le gambe. Dopo 12 partite con questa frequenza un po’ di scarico c’è, ma se nel secondo tempo usciamo in modo così evidente vuol dire che le gambe ci sono”. 

Resta da superare l’Inter.
“Per noi il secondo posto sarebbe il miglior piazzamento di sempre, dopo il terzo dell’anno scorso. In questi anni siamo arrivati davanti a tutte le grandi, a turno. Tranne la Juventus, ovviamente. La testa di questi ragazzi è veramente forte, ci abbiamo costruito la maggior parte dei risultati”.

Prima del match un momento commovente. Un parmigiano di 93 anni, Arrigo, vive a Brescia da tempo, è guarito dal Covid e voleva vedere il Parma dal vivo. A porte chiuse non è possibile e allora il club manager Alessandro Lucarelli gli ha telefonato prima della partita, avrà la maglia numero 93 e quando gli stadi riapriranno al pubblico tornerà al Tardini.

Da “Ilmessaggero.it”

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