Tuttosport. L’americano Piazza: “La Reggiana è pronta a vincere, cercherò di coinvolgere Bryant. Vogliamo acquistare il centro sportivo, farne una galleria dei ricordi ed evitare le contestazioni al sindaco. E’ come se i giocatori fossero tutti miei bambini”

A sinistra, Piazza con l’ad granata Maurizio Franzone

Mike Piazza con la moglie Alicia e le figlie
Mike Piazza con la moglie Alicia e le figlie

L’integralità dell’intervista uscita oggi su Tuttosport

VANNI ZAGNOLI
SCANDIANO (Reggio Emilia). Mike Piazza vuol essere il presidente che riporta la Reggiana in B dopo 17 stagioni. Il budget è di primo livello, ancorchè inferiore ai 7 milioni del Venezia e anche al Parma, Mike, sale solo la prima di un girone molto competitivo, più un’altra tramite playoff infiniti. Senza promozione sarebbe un fallimento?
“L’unico flop è quando non ci si prova. Il ds Grammatica ha svolto un ottimo lavoro, abbiamo libertà di sceltà grazie a un buon investimento sul mercato, la squadra è preparata per vincere, in una competizione difficile. Per me è frustrante solo non andare in campo a giocare…”.

Sabato ha assistito al debutto casalingo, il 4-0 sull’Ancona.
“Se iniziamo a pensare di essere una squadra di alto livello, è più facile arrivarci”.

Nella rosa di Leonardo Colucci, quale giocatore predilige?
“Li vedo tutti come miei bambini, molti sono giovani. Venerdì ho spiegato loro che tanti magari giocheranno in molti club, vorrei però che si portassero dietro questo ovunque. E intanto vincano a Venezia…”.

E’ il derby fra gli americani, con il presidente Joe Tacopina, a metà dicembre arriverà la sfida dell’Enza, con il Parma…
“Speriamo non sia così determinante, ovvero che siamo davanti, fra tre mesi”.

Per ora la sfida fra tifoserie è vinta dai crociati, con 9mila abbonati contro 5mila…
“Sfondiamo questa quota grazie alla Giglio, già marchio dello stadio. Il suo ritorno è una piacevole sorpresa. Il nostro ingresso acuisce la rivalità, il Parma ha pubblico e basi solide, la volontà è di precederlo, ma non è l’unica concorrente”.

Su cosa lavorate?
“Vorremmo acquisire il centro sportivo Csi di via Agosti, serve un investimento cospicuo, con coinvolgimento di altri americani. Intanto lo miglioriamo, ringraziando la curia per l’ospitalità: sono molto cattolico, perciò inseriamo il codice etico”.

Due settimane fa, alla presentazione, al diamante Caselli, il sindaco di Reggio Luca Vecchi è stato contestato dagli ultras, perchè il Mapei è del Sassuolo…
“Conosciamo la storia dello sport in città, vogliamo incontrare l’amministrazione per risolvere i problemi. Io amo l’Italia e in particolare l’Emilia, area in cui ho molti amici nel baseball: è fra le migliori per cibo e cultura”.

Il Benevento ha perso 6 playoff, prima di raggiungere una storica serie B, la Reggiana 3. Pur di salire, si indebiterà?
“La scommessa è vincere, la stagione infinita. Dovesse crearsi un passivo di rilievo, saremmo creativi nel ripianarlo, grazie alla serietà del management e a statunitensi che già mi contattano. Non vado oltre il 60% perchè gli altri 4 soci sono di connessione con la provincia, la chimica è ottima”.

Coinvolgerà Kobe Bryant, che per due anni si formò a Reggio?
“Sfodera un italiano molto migliore – la traduzione è dell’ad Maurizio Franzone, piacentino, ex portiere -. Siamo di Philadelfia, lo inviterò a una partita e a cena. Ha un fondo di investimento, ci spero”.

L’ex Lakers entrerà anche in Pallacanestro Reggiana?
“Non so cosa voglia fare, ma è molto intelligente”.

Qual è il suo campione preferito?
“Fabrizio Miccoli, simbolo del Palermo, anche perchè la mia famiglia è di origine siciliana. Mi piaceva per la forza e il cuore, lottava molto, da underdog. Magari lo andrò a trovare in Salento, ora che si è ritirato”.

Colucci è stato allievo di Ancelotti, a Reggio allenò anche Lucescu. Giocarono Taffarel, Futre, Mazzarri e molti campioni.
“Ci furono tre anni di serie A, alla fine del millennio, anche per questo ho preso la Reggiana. Speriamo che la storia si ripeta, intanto salendo in B. Al centro sportivo dedicheremo qualcosa ai tifosi, richiamando le glorie”.

A cura di Francesco Delendati

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