Il Gazzettino, volley. Perugia-Civitanova 3-0, Sir Safety campione d’Italia

Con Giampaolo Medei, di Civitanova

Perugia

La festa è qui, a Pian di Massiano, dove allo stadio perse la vita Renato Curi, 40 anni fa, e dove furono vicecampioni d’Italia, nel calcio, con il trevigiano Ilario Castagner, nel ’79. E non a Bucarest, perchè Conegliano ha perso la semifinale al tiebreak, 14-16, mancando la finale bis, persa a Villorba, un anno fa.

Niente epica, dunque, per le pantere, terze in Champions league grazie al 3-0 sul Galatasaray. L’oro va per la 4^ volta nelle ultime 5 edizioni al Vakifbank del modenese Giovanni Guidetti, miglior allenatore italiano del millennio, anche più di Massimo Barbolini. Il 3-0 sulle romene è previsto, la vera finale è stata appunto sabato, quella meravigliosa partita delle gialloblù, che meritavano la doppietta, scudetto-coppa. Se Novara al femminile aveva vinto supercoppa e coppa Italia, il maschile è completamente di Perugia: supercoppa, coppa nazionale e ieri scudetto, 3-2 la serie con Civitanova, 3-0 la bella. Non bellissima, per la verità, nel senso che c’era aria di sfida epocale, infinita. “Come il volley di una volta, con il cambio palla”, spiega da Atene Daniele Ricci, re del mondo con Ravenna, un quarto di secolo fa.

La Sir Safety esiste solo da inizio millennio, creata da Gino Sirci, eccentrico proprietario-manager, che curiosamente impiega l’addetto stampa Simone Camardese al customer care. “Della mia ditta di servizio per la sicurezza sul lavoro”.

A Perugia la festa è senza fine, resta gente davanti al palaEvangelisti sino a notte. Esce per ultimo Zaytsev, atteso dalla moglie manager Ashley, irlandese di Roma. “E adesso sotto con la nazionale, con i mondiali dalla finale a Torino”.

Il volley sta bene e lotta insieme a noi, l’esaurito è stato in tutte le gare chiave di semifinale e in tutta la finale, per la 5. partita c’erano richieste per 10mila biglietti.

La partita è equilibrata a metà, smaschera una volta di più la fragilità negli istanti chiave dell’ex Macerata versione Giampaolo Medei. L’erede di Chicco Blengini è alla 4^ finale persa in stagione, un record che probabilmente sarà corroborato domenica, contro il Kazan, favoritissimo su Perugia, mentre i polacchi dello Zaksa, nonostante Gardini, dovrebbero arrendersi in semifinale a Civitanova, in Champions league.

Il primo scudetto di Perugia (alla 4^ finale, ma l’atto iniziale venne perso da un’altra società) è frutto di un servizio schiacciante, che manda in crisi Kovar e Grebennikov e le alzate di Christenson. Juantorena non è protagonista, Sokolov viene contenuto e neanche Sander trova continuità. 

E’ la finale dell’ex Podrascanin, fondamentale nei primi due successi di Perugia. Il 3-0 del primo maggio aveva fatto pendere la bilancia dalla parte dei cucinieri, nella serata si illudono sul 12-15, salvo flettersi per 25-22. Mai una squadra maschile del capoluogo umbro aveva vinto lo scudetto, impedisce a Civitanova di raggiungere il quinto, soprattutto nel secondo parziale, sul 21-17. L’errore chiave è di Juantorena, in crisi fisica quando le serie sono infinite. Il sestetto costruito dall’ex Stefano Recine raggiunge il +5 nel terzo, con Zaytsev, chiuderà 27-25. La Lube meritava un set. Mvp è Atanasijevic, l’oppostone serbo: “Per reggere, non avete idea di quanti antidolorifici siano serviti”. De Cecco lo coinvolge a scapito di Zaytsev, che in nazionale tornerà e farà l’opposto. “Non ci sono arrivate proposte di rinnovo – sussurra la moglie-manager -, perciò ce ne andiamo. Magari all’estero”. Qua arriva Leon, numero uno al mondo, sostituito a Kazan da Ngapeth. 

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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