Il Messaggero. Il capitano Lucarelli: “Ci laveremo i panni a casa. Preferiamo organizzare noi la trasferta di Genova”.

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Alessandro Lucarelli

Parma

Ogni giorno il Parma perde pezzi, la situazione si fa sempre più grottesca, in uno stillicidio imbarazzante. Giovedì 5 marzo andranno all’asta anche tre panchine dello spogliatoio del Tardini, compresa quella in cui Roberto Donadoni aveva l’abitudine di aspettare l’inizio delle partite. Magari la società crociata troverà qualcuno che ricompra quel “modulo spogliatoio in alluminio con cassetti portaoggetti”, come si legge su internet nel lotto 7 (come il numero di maglia del Donadoni calciatore) e poi lo regala all’allenatore: si parte da 2mila euro. Quel giorno saranno messi all’asta pure i pulmini e le attrezzature medicali utilizzate dallo staff sanitario. Ieri mattina sono stati portati via da Collecchio anche i computer e stampanti, affittati da un’azienda, non pagata da un anno e mezzo: l’unico risparmiato era usato dal dg Pietro Leonardi, semplicemente era stato portato altrove.  Nel pomeriggio è stato sospeso il servizio di lavanderia, già interrotto per le giovanili. “Vorrà dire – sorride sarcastico il capitano Alessandro Lucarelli – che ora ci porteremo a casa la roba per lavarcela da soli”. Persino le squadre di pulcini usano la lavanderia, magari fatta pagare alle famiglie con la retta di iscrizione alla scuola calcio, però il Parma si avvia a una bizzarra situazione in cui i calciatori devono veramente fare tutto. Compreso pagarsi l’albergo per la gara di domenica a Genova. “Il pullman – spiega Lucarelli – dovremmo averlo, all’hotel pensiamo noi. Preferiamo evitare che ce lo paghi il Genoa”. Tutto questo mentre il presidente Manenti garantisce di avere almeno pagato la trasferta imminente. “Se tutto va bene andrò a Genova e la squadra da sola non si pagherà niente”.

La sua credibilità ormai è nulla, eppure avanza a suon di promesse. “Tra venerdì e martedì presenterò in procura e al sindaco il piano di rientro dai debiti”. Ieri avrebbe dovuto incontrare proprio Federico Pizzarotti, ha preferito rinviare  per l’intervento chirurgico alla madre. Neanche il primo cittadino ha più fiducia, come dimostra il tweet: “A Parma politica e calcio sono stati in mano a irresponsabili”.

In strada, all’ingresso del centro sportivo di Collecchio c’è la foto dell’ex presidente Ghirardi mentre festeggia la salvezza del 2007, ottenuta con Ranieri in panchina, ma è comparsa la scritta “truffatore”, opera di un dipendente crociato. Si prospetta anche una battaglia legale proprio fra Ghirardi e Taci, che aveva rinunciato all’acquisto per debiti raddoppiati, rispetto a quanto prospettato dall’ex proprietario. Il nuovo ha spazientito i giocatori, al punto che in 4 hanno fatto partire la messa in mora: Lodi era stato il primo, in avvio settimana è stato imitato da Josè Mauri, Costa e Belfodil.

Vanni Zagnoli

 

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