Ilmessaggero.it, Ilmattino.it e Ilgazzettino.it, volley. La Champions è di Novara, Conegliano rivive l’amarezza di due anni fa, era favorita. Il 3-1 dà la 7^ coppa a Francesca Piccinini e la 4^ all’ex ct Barbolini. Egonu batte Sylla e la raggiunge. Le centrali e le straniere, i liberi e i tifosi

Yamila Nizetich schiacciatrice di Novara (ivolleymagazine.it)

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di Vanni Zagnoli

E’ la prima Champions di Novara, la società delle suore, dell’oratorio di Trecate, 3-1 all’Imoco, Conegliano, favorita.

A Berlino è spettacolo nella finale tutta italiana, con Novara imprevedibilmente dominante, dopo i 3 trofei lasciati, fra gli ultimi 4. Le blu con striscia fucsia avevano vinto solo la coppa Italia, al tiebreak, a Verona, concedendo due scudetti e la supercoppa, a Villorba. Il tricolore della scorsa settimana è salito nel Trevigiano con un parziale di 8-0, poi due set piemontesi e il quinto di gara3 perso dopo avere dato la sensazione di poter allungare la serie.

Le favorite erano a nordest, con il presidente Garbellotto capace di mettere sul piatto stagionale, assieme alla famiglia Maschio, del vino, un budget globale di 3,2, simile a quello dell’Igor, di Fabio Lombardi, mister gorgonzola.

Il 25-18 e il 25-17 sono sorprendenti, più normale il 14-25. Il quarto fa gioire le suore, la presidentessa dell’Agil Trecate, Giovanna Saporiti, è in panchina, le altre guardano la tv, non sono andate in Germania. Sylla sbaglia due palloni di seguito, Conegliano è comunque sul 20 pari, Egonu piazza il +2, poi Bartsch, il break fa la differenza. Tantopiù con la schiacciata fuori dall’americana Hill, sul 23-20. Chiude Paola Egonu, naturalmente, al secondo tentativo, sul 25-22. E proprio l’azzurra passerà nella squadra che aveva perso una finale di Champions in casa, con Davide Mazzanti in panchina e non ancora ct e Santarelli vice.

E’ la 7^ Champions per Francesca Piccinini, 40 anni e tanta voglia di proseguire, con una longevità rara, per una schiacciatrice. E’ la quarta per Massimo Barbolini, il modenese vincitore a Matera nel ’95-’96, quando aveva appena 34 anni e dg era Michele Uva, prima di passare al Parma calcio, alla Lazio e poi alla nazionale. Il tecnico modenese esultò con Perugia (ora rientrata in serie A) e tre anni fa a Casalmaggiore, con Piccinini in banda. E’ il dell’unico trofeo delle nazionali azzurre in 13 anni, ovvero la coppa del mondo 2011, femminile, peccato che con l’Italia sia uscito ai quarti alle olimpiadi di Pechino e Londra, quando valeva almeno il podio.

E’ la sera di Lauren Carlini, regista prevalente su Wolosz, la polacca che festeggia ogni scudetto nuda, coperta solo dalla coppa. Non bastano i 6 muri in più per le gialloblù (ovvero quelli della vicecampionessa mondiale Anna Danesi), dominano l’americana Michelle Bartsch, 21 punti, e Paola Egonu, 27. Le centrali Chirichella (7) e Veljkovic (5, oro iridato) reggono appunto i 12 di Danesi e gli 11 dell’olandese Robin de Krujif. Risolvono gli attacchi piemontesi e i 3 aces in più, ovvero il terno al servizio di Egonu, ghanese nata a Cittadella, che annuncia su Dazn: “Adesso torno lì vicino, a Conegliano”. Fa valere la sua fisicità, ha un corpo allenatissimo, molto più di Sylla, che vista da vicino è in sovrappeso. Non è la finale di Samantha Fabris, Santarelli è ct anche della Croazia, di cui l’opposto è l’unica stella, le preferisce Lowe, autrice di 16 punti, da titolare nel terzo e quarto parziale. 

In difesa, la pugliese Sansonna per una volta si aggiudica il confronto con la napoletana Monica De Gennaro, miglior libero al mondo ed mvp delle finali scudetto, raro esempio di non attaccante premiata. Sperava nel tris di titoli con il marito allenatore, Daniele Santarelli, umbro battuto, come Perugia, nella finale scudetto.

Piccinini è commossa, manda baci tramite la tv. Lasciò la nazionale al penultimo appuntamento prima della 5. olimpiade, Mazzanti potrebbe richiamarla per Tokyo, come cambio, come fece Berruto a Londra con Samuele Papi, 39enne.

La festa sarà un po’ già domani pomeriggio, al rientro in aereo a Milano, poi in serata a Novara, 104mila abitanti, 370mila compresa la provincia. I 35mila trevigiani devono accontentarsi di supercoppa e scudetto, coppa Italia e Champions sono per Novara. Al 7° trofeo: in bacheca aveva lo scudetto di due anni fa, tre coppe Italia (due in sequenza), una supercoppa e la Cev 2002-03. Per Conegliano sono 6 titoli (tre scudetti, due supercoppe e una coppa Italia), ma in questo millennio era fallita per due volte, questa società è stata fondata solo nel 2012 e con Egonu ripartirà da favorita, per la prossima stagione. Questa, con questa Champions, è di Novara, che nella scorsa prevalse per due trofei (supercoppa e coppa Italia) a uno (scudetto lasciato alle trevigiane). Monza e Scandicci inseguiranno le prime finali della loro storia. La storia, stasera, fa tappa a Novara e all’oratorio di Trecate, dove il sestetto si allena ancora.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

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