Ilmessaggero.it, ilmattino.it e ilgazzettino.it, Sassuolo-Rapid Vienna 2-2. La curva austriaca, le suggestione degli eusebisti, l’ubriacatura di sassolino e i sassolini. Alla fine l’ebbrezza è danubiano-carpatica

c_2_articolo_3039795_upiimageppBiondini in contrasto con Traustason 

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/europa_league_sassuolo_rapid_vienna-2060217.html

di Vanni Zagnoli

La partita, sì, conta molto e finisce con un incredibile 2-2, perchè il Sassuolo negli ultimi 5’ subisce le due reti che complicano la corsa verso i 16esimi. Ma ancora di più vale l’evento, la curva del Rapid Vienna, impressionante, come con la Stella Rossa e il Lucerna, molto meno con il Bilbao. L’Europa league nella nebbiosa provincia emiliana è una delle cose più belle della vita, belle quanto i belli (20) e le belle (25) del mondo Mastergroup, sempre in grande spiegamento di forze, in divisa e tacchi a spillo e tubino nero, mentre la capessa ha persino la sciarpa neroverde.

Gli austriaci stravincono la gara del tifo, seducente, conturbante, elettrizzante. A queste latitudini la serie A è di casa, da mezzo secolo: da Piacenza (8 stagioni) a Parma (24), dalla Reggiana (3) al Modena (2), alla continuità del Bologna, al Cesena (3 in un quarto di secolo), aspettando magari il rientro della Spal. Però l’Europa adesso è festa, discoteca, bandiere e cori e maschere notturne. “Discanto”, diceva Ivano Fossati, poeta cantautore genovese. Ecco, nessuna curva italiana regala le emozioni delle grandi tifoserie europee.

Allora, la partita. Il Sassuolo è senza 11 giocatori, molti titolari, eppure regge. Avvicina il vantaggio a metà primo tempo, da sinistra, lo ottiene sempre di là, con il diagonale di Gregorio Defrel, puntuto mancino affilatissimo. Da nazionale. Come molti neroverdi, peccato siano ai box. Così il capitano è Marcello Gazzola, centrale adattato, meno vulnerabile di Lirola, in difesa. Eusebio Di Francesco fa miracoli, è impressionante, ieri era nervoso oggi è tranquillo. Il pubblico di casa si scatena di fronte a un intervento duro dei rossi. Il Rapid è società nobile: «32 scudetti e 45 coppe – elenca il pr Peter -, più due finali. La leggenda è Krankl, ma da noi è stato anche Dejan Savicevic, per due stagioni».

Però, ecco, i neroverdi danno un calcio alla storia, ai bianconeroverdi, appunto in casacca rosso Ungheria, più che Austria. La scuola danubiano-carpatica è sempre avviluppante, fraseggio di classe ma non tiro, traccheggio anche noioso. Al Rapid mancano rapidità e un bomber alla Toni Polster, già capocannoniere con il Torino per un terzo di stagione, nei formidabili anni ’80. Ecco, di formidabile il Sassuoloha grinta, applicazione, convinzione. A sinistra Adjapong fa il terzino, con la Roma aveva fumato (leggi, era stato fumoso), qui controlla e arremba, arrota palloni e punizioni, fa il leader a 18 anni. Benvenuti alla scuola sassolina, pardon sassolese. Ci si ubriaca come di Sassolino, il liquore ideato proprio nel distretto emiliano delle ceramiche.

Nel recupero del primo tempo c’è un improvviso silenzio, il silenzio è d’oro, gli austriaci ripartono nei cori e nello sventolio. Si assapora l’Europa, c’è odore di unità, altrochè Brexit. La partita è un corollario, attacchi emiliani palla a terra, Gregorio si procura una punizione dal limite. Credete, a vedere l’Inter e il Milan non ci si diverte così. Sono eusebismi continui. Cioè veroniche, volèè di panattiana memoria, traiettorie arcuate e sventagliate. Fa tutto Gregorio o forse no. La realtà è che arriva il raddoppio, destro effettato deviato. Lo speaker di radio Bruno annuncia Lorenzo Pellegrini, romano ed ex giallorosso, il tabellino Antonino Ragusa, messinese al primo gol in Europa. E’ l’esterno d’attacco a deviare in barriera, sbaglia il tabellone a correggere con il nome di Pellegrini.

Ma come si fa? E’ incredibile. Va beh, è un girone facile, direte voi. Ma il 3-0 all’Athletic Bilbao. Tutto merito di Eusebio e degli eusebisti, eusebismi. Eusebio, Eusebio, Eusebio, Eusebio, sempre Eusebio. Eusebio for presidente, al posto di Donald Trump. Il secondo tempo scorre via piatto, con il Sassuolo prudente, a parte la punizione arcuata di Pellegrini, cui Strebinger oppone i pugni e poi è reattivo sul tapin potente di Adjapong. Si procede fra canti ossessivi e ossessionanti, sino al 2-1 di Jelic, sottoporta. Il calo psicofisico dei modenesi è lampante, come con la Roma, e puntualmente viene punito, sull’asse Kvilitaia-Traustason, sul quale Consigli si supera e il tapin di Kvilitaia è uno schiaffo forte. La chiusura sarà fra Bilbao (Euskadi) e Gent (o Gand) al Mapei. Due punti non bastano, serve battere i belgi. E’ durissima. Però, fin d’ora, grazie lo stesso ai giovani eusebisti.

Intanto, nei Paesi Baschi, Aduriz fa cinquina, pokerissimo ai fiamminghi, compresi due rigori. Record unico.
Sassuolo-Rapid Vienna 2-2: pt 34’ Defrel, 48’ Ragusa; st 40’ Jelic, 45’ Kvilitaia.
Athletic Bilbao-Genk 5-3: pt 8’, 24’ rig e 44’ rig Aduriz (A), 28’ Bailey (G); st 6’ Ndidi (G), 29’ Aduriz, 34’ Susic (G), 49’ Aduriz rig.
Classifica: Genk e Bilbao 6; Sassuolo e Rapid 5.

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