Nel dubbio, punizione di seconda, in area. Quando l’attaccante non è più in possesso di palla e subisce un fallo involontario. Quando la palla è in direzione del fondo. Quando il tocco con le braccia è involontario o minimo

Enzo Barbaresco ed Egone Burdin (aia-figc.it)

Vanni Zagnoli

Con questo articolo, pubbichiamo come cambieremmo gli sport, secondo il pensiero di vannizagnoli.it, testata, con il roc, iscritta al registro operatori della comunicazione, come pochissimi siti.

L’analisi parte dagli arbitraggi del calcio, soprattutto al vertice.

Nel dubbio, punizione di seconda, in area, anzichè rigore.

Quando l’attaccante non è più in possesso di palla e subisce un fallo involontario.

Quando la palla è in direzione del fondo campo e dunque in posizione per nulla pericolosa o sulla linea dell’area ma laterale. Quando il tocco con le braccia è involontario o minimo.

Il fuorigioco. Dev’esserci luce, dev’essersi un pizzico di margine fra il difendente e l’attaccante perchè la posizione sia realmente irregolare. O meglio, lasciamolo solo dal limite dell’area, per allungare le squadre.

Basta espulsioni per proteste, serve l’obbligo di effettuare un cambio o l’espulsione a tempo, chessò, di 15’, a seconda della gravità della protesta o anche del fallo. Non si possono equiparare le proteste alle condotte violente.

Alziamo l’età della pensione, per gli arbitri, a 55 anni, com’era forse una volta, rispetto ai 45 attuali, magari i migliori arbitrino di meno ma più a lungo.

Mandiamo in conferenza stampa uno della terna o il commissario arbitrale, a parlare anche di temi generali, non soltanto della partita.

Irradiamo le conrerenze stampa allo stadio, per allungare la magia dell’evento, per il pubblico.

Gli speaker salutino la squadra arbitrale, la squadra ospite e i tifosi arrivati da lontano, alla fine, soprattutto in partite con errori arbitrali a favore degli ospiti.

Rinnoviamo gli stadi, copriamo anche le curve, ma anche all’esterno, in maniera che quando piove il tifoso sia davvero felice nell’avvicinarsi allo stadio e poi nel seguire la partita anche sotto l’acqua o la neve.

Portare almeno un evento al giorno in zona stadio, per farlo vivere ogni giorno, appunto.

Creiamo il museo di ogni club, allo stadio e in sede, al campo di allenamento quando è distinto dalla sede e dalo stadio e poi ai campi del settore giovanile e del femminile.

Prevediamo classifiche cumulative, serie A e femminile e o primavera, classifiche per regioni, in maniera da valorizzare i club più virtuosi non solo come prima squadra.

E poi realizziamo e aggiorniamo le classifiche degli assist e dei rigori procuratori, come forse ha sempre fatto soltanto il Giornale di Sicilia,

Oltre al calciatore e all’allenatore del mese, prevediamo anche il 11 del campionato e l’arbitro del mese. A fine mercato, il premio al ds, a gennaio, idem. A fine stagione, premio al presidente e magari al dg

Valorizziamo la coppa disciplina, per davvero.

Variamo anche la supercoppa nazionale con anche la vincitrice della serie A e magari della serie C.

Pensiamo ai gregari, fra i calciatori, un premio per loro. Non soltanto i pedalatori sul campo, pensiamo ai panchinari fissi. Non tanto i terzi e i quarti portieri ma i difensori che entrano quasi o i centrocampisti di contenimento.

E poi, sì, ai portieri di riserva e al 23°.

Perchè il calcio non sia solo degli attaccanti che guadagnano enormità spingendo un palloncino in rete, un tocchettino alla Filippo Inzaghi. Che con il Var chissà quanti gol in meno avrebbe visto convalidati.

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