

(v.zagn.) Da una mia idea, Puzzolo racconta una storia che per gli over 40 è inedita.
Vanni Puzzolo
Forse, per lo meno i più giovani, non tutti sanno che già nel 1970 il campionato di calcio aveva uno sponsor.
La più bella e unica trasmissione del calcio, la storica e fortunata Tutto il calcio minuto per minuto ideata da Roberto Bortoluzzi, raccontava in diretta alla radio le emozioni del campionato di calcio e aveva un marchio.
“La Stock di Trieste, famosa per il suo brandy, vi invita all’ascolto di “Tutto il calcio minuto per minuto” . Era la casa produttrice del famoso distillato.
Erano momenti solenni, se ti trovavi in casa, se al bar o allo stadio a vedere una partita minore, non potevi non avere una radiolina accesa o un diffusore: termine tanto caro a un radiocronista che ci ha lasciato da poco, Livio Forma, che ho avuto il privilegio di conoscere.
La tensione era diffusa, fra noi tifosi, perché allora si collegavano solo per i secondi tempi e quindi si aspettava con ansia che lo studio centrale diramasse i parziali.
Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Alfredo Provenzali, Andrea Boscione, Piero Pasini e, a volte, Adone Carapezzi e Nuccio Puleo erano i radio cronisti.
Tutti nomi che ti accompagnavano, ti raccontavano, cercavano di trasmettere le emozioni di un campionato che non si vedeva, ora sono tutti passati a vita migliore, ma rimarranno nella storia e nella memoria del campionato di calcio e di tutti i tifosi.
Memorabile quanto arrivava il classico “scusa Ameri, scusa Ameri” erano le seconde o terze o quarte voci che segnalavano interrompendo il campo principale una rete in arrivo, a volte succedeva che quelle “maledette radioline”, con le loro esili antenne, perdessero la linea proprio in quel momento, panico generale e bestemmie in abbondanza.
Anno 1967, avevo 9 anni, tifavo Inter e quattro giorni prima la Beneamata aveva perso una coppa dei campioni a Lisbona in finale con il Celtic.
Tre giorni dopo (allora anticipi e posticipi non erano contemplati), giocava a Mantova per lo scudetto, doveva vincere. Ricordo il parziale zero a zero e Ameri con voce incredula che annuncia un gol, tutti aspettavamo quello giusto, invece raccontava che era il Mantova in vantaggio: un tiro cross di Beniamino Di Giacomo, senza pretese, era sfuggito dalle mani di Sarti ed era terminato in rete, non sapeva spiegarlo nemmeno lui, raccontava solo di Sarti che sbatteva la testa contro il palo dalla disperazione, non vi dico quante radioline sono volate via .
Emozioni e delusioni che solo la radio poteva raccontare e solo loro potevano descrivere.
Avevano trovato la pubblicità pure per quelle: “Se la squadra del cuore ha vinto brindate con Stock 84. Se ha perso consolatevi con Stock”. Il pareggio non era contemplato…
Solo verso sera si potevano vedere le prime immagini, anche qui grazie ad una fortunatissima trasmissione ideata dal bravissimo e troppo presto scomparso, Paolo Valenti.
In realtà “Tutto il calcio” esiste ancora e i radiocronisti pure, anche se ormai le loro voci arrivano solo ad automobilisti e a lavoratori che fanno i turni, le paytv ormai dilagano.
La leggenda di quei bravi radiocronisti era anche aumentata dal fatto che non si conoscevano, non andavano in tv, si riconosceva solo la voce, particolarissima quella di Ciotti, che in realtà, in un secondo tempo, comincià a diventare personaggio televisivo presentando anche la Domenica Sportiva e a persino un Festival di San Remo.
Erano veramente altri tempi, ma chi come me li ha vissuti, li ricorderà con nostalgia.
