Enordest.it. Tennis, Jannik Sinner vince gli Australian open. Va oltre i due mondiali di Francesco Bagnaia con la Ducati, l’Europeo e il mondiale del volley, l’Europeo con due vittorie ai rigori dell’Italia

(ilmessaggero.it)

https://www.enordest.it/2024/02/04/tutti-per-sinner-sinner-per-tutti/

Vanni Zagnoli

Jannik Sinner firma l’impresa sportiva del decennio e siamo a un terzo.

Sono passati 48 anni dal successo di Adriano Panatta al Roland Garros, da allora l’Italia non si era più aggiudicata uno slam maschile, mentre al femminile Francesca Schiavone si è presa Parigi, nello scorso decennio, e Flavia Pennetta gli Us Open.

Questo successo ha un sapore anche politico, il pacifismo dell’Italia sulla Russia invasora, di Danil Medvedev. O facciamo gareggiare tutti i russi, di tutti gli sport, nazionali e club, o fermiamo tutti i russi.

Ma restiamo sul nostro campione, questa rimonta da 0-2, doppio 3-6, gli altri tre sono filati via con relativa disinvoltura, peccato che nonostante questo oro, il primo, negli slam, appunto, a 22 anni e mezzo, non valga la scalata ulteriore nella classifica Atp. Resta quarto, certo sarebbe bello se vincesse tutti gli slam, se centrasse il grande slam, appunto. Non si tratta di sognare, il potenziale di Sinner si è visto anche a Torino, nella Atp finals, nella Davis levata alla Serbia, di Djokovic, appunto.

Questo Melbourne vale più dei campionati mondiali e degli Europei vinti dal volley, nel 2021 e nel ’22, iù dell’Europeo ai rigori nel calcio. Intendiamo, il calcio è fuori categoria, ma quel successo fu per due volte dal dischetto, dunque non era così pieno. Tantopiù che poi è stato seguito dalla mancata qualificazione ai mondiali, la seconda di fila.

Neanche i due titoli mondiali della Ducati hanno lo stesso peso, per il nostro Paese, perchè tanto incide la moto, certo Borgo Panigale ha i migliori ingegneri e tecnici ma il tennis è tutto nervi, preparazione, concentrazione, umanità, solitudine.

Qui gioco a fare il grande giornalista, a 52 anni e mezzo, a fare il direttore, di testate mondiali.

E allora pubblicherei a firma loro articoli di Adriano Panatta e Nicola Pietrangeli, gli altri italiani a slam, più appunto le azzurre, compresa la finalista Sara Errani. E, naturalmente, Roberta Vinci, battuta in Usa da Pennetta.

Ancora, testo raccolto da, Vanni Zagnoli, con il presidente federale Angelo Binaghi e con il presidente del Coni Giovanni Malagò.

Poi, senza scherzi, perchè per le grandi testate ci possono essere, la premier Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, andando oltre i loro tweet e complimenti e invito a palazzo Chigi o a Monte Citorio.

Inoltre, a firma sua – magari qualcuno come semplice intervista, su temi socioculturali -, il presidente del Trentino Alto Adige.

Mi sarebbe piaciuto salire per il racconto dal paese, a Sesto, val Pusteria, provincia di Bolzano. Vedo su Skysport24 Riccardo Re, amico e collega che avevo già intervistato su vannizagnoli.it, su youtube, materiale perduto.

Ancora, a firma sua Novak Djokovic, ospite dopo Torino di Fabio Fazio, su Nove.

Interviste o racconti a firma loro dei genitori, del fratello, della fidanzata.

Gli amici rivali, Matteo Berrettini e Andrea Vavassori, Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti, il ct Filippo Volandri. Sarebbe bello se Berrettini accettasse, perchè viene sminuito, come interesse, visto che era numero 7 al mondo, la miglior classifica per un tennista italiano dopo decenni.

Ancora, l’ex ct della Davis Corrado Barazzutti che lo criticava per avere saltato 4 momenti fra Davis e olimpiadi.
A firma loro, di nuovo, Roberto Mancini, Francesco Bagnaia e Fefè de Giorgi. E poi Chiellini e Giannelli, Simone, il campione di volley, altoatesino, come lui.

Non dimentichiamo la finale in doppio, di Simone Bolelli e di Vavassori. Altro azzurro, Davis, è Matteo Arnaldi, da sentire.

Sarebbe bella anche una bella galleria a firma loro dei grandi campioni nella storia d’Italia o dei loro congiunti.

La classifica dei campioni nella storia d’Italia. Fausto Coppi – il figlio Faustino venne da vannizagnoli.it intervistato per Libero – e Gino Bartali, Alfredo Magni e Marco Pantani – mamma Tonina -, Vincenzo Nibali e Francesco Moser, Paolo Bettini e Alessandro del Piero, Roberto Baggio e Gianni Rivera, Gigi Riva – il figlio – e Enzo Bearzot – i figli -, Francesco Totti e Paolo Rossi – Federica Cappelletti -, Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon, Dino Meneghin e Danilo Gallinari, Julio Velasco e Alessandro Gamba, Valerio Bianchini e Franco Uncini, Marco Lucchinelli e Valentino Rossi.

E via a seguire, con la galleria di campioni di ogni sport, campioni e tecnici.

E tutto questo, almeno la prima parte, l’ho inviato a tutti i capi dello sport e anche ai direttori di quotidiani sportivi con cui ho contatti, in primis Pier Bergonzi, di Sportweek.

E’ il massimo, credo, per Sportweek.

Esegesi giornalistica a parte, a me piace la sobrietà del campione, è un italiano vero, anche se non è il tipico italiano. Preferisco il nord, la serietà, alla scanzoneria del sud, che spesso diventa sbruffoneria.

Sinner vale 500 Mari Balotelli e Antoni Cassano e 200 Franceschi Totti. Ne parlavo con Alessandro Nesta, allenatore della Reggiana. “Sti’ cazzi”, dicono a Roma.

Alle società sportive amiche e meno amiche suggerisco di accodarsi, di fare i complimenti tramite i loro social e Sinner e di invitarlo ai campi, alle partite. Alle regioni, alle province, ai comuni, di fargli girare l’Italia. E’ un grande. Esempio.

Per i ragazzi. La gratitudine per i genitori e i sinceri complimenti agli avversari, sempre.

Unico.

E quello sguardo, durante la rimonta. Come guarda l’antagonista.

E vince. E vince.

E complimenti a Eurosport per la sobrietà, a Jacopo e alla commentatrice tecnica, peccato non abbiano detto i cognomi.

Eccellente diretta, da noi seguita tutta tramite Dazn, Eurosport pura, canale 210, aveva l’immagine sfarfallata.

Sinner for president.

Ah, dimenticavo un amico, Andrea Abodi, ministro per lo sport e le politiche giovanili.

E poi il colore, chi ha i capelli rossi, come Pippi calzelunghe, forse, e Anna, dai capelli rossi, appunto, il cartone animato.

La prima stesura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”

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