Enordest.it. Allegri si può licenziare. Ma la Juve non dia lezione di morale

(enordest.it)

https://www.enordest.it/2024/05/18/allegri-si-puo-licenziare-ma-la-juve-non-dia-lezione-di-morale/

Vanni Zagnoli

Roma
La nostra finale di coppa Italia inizia con l’avvicinamento allo stadio Olimpico e video di tifosi. Juventini, soprattutto, arrivati anche da nordest, come poi si vedrà da uno striscione nella curva bianconera

Questa è l’ora di avvicinamento al match che abbiamo trascorso in diretta su Live is life network.

Vista dall’Olimpico, la finale è avvincente ma si decide subito. Con quell’errore di Hien, quasi unico, da quando è a Bergamo, puntualmente punito da Vlahovic.
Lì Massimiliano Allegri può impostare la partita preferita, tre centrali fisici a fare da schermo a Perin, che non dovrà compiere miracoli, è salvato dal palo giusto nel finale. Senza Scamacca, l’Atalanta gioca come quasi sempre, trame un po’ fini a se stesse, i cross non passano e neanche a terra si riescono a creare palle veramente insidiose. Quella torre servirebbe tantissimo, a prescindere dai gol.
Passa il tempo e nella ripresa ci sarebbe anche un rigore per i bianconeri, stavolta è l’avversaria a non doversi lamentare dell’arbitraggio perchè il contatto di Hien su Vlahovic è gamba contro gamba, punibile anche la spinta, evidente. Abbiamo visto concessi rigorini molto più tali di questo, negli ultimi anni, Maresca non va al Var. Viene in mente un Udinese-Milan di 4 anni fa, quando Donnarumma disse all’arbitro: “Maresca, sempre a fare i protagonisti, siamo”.
Il 2-0 del serbo è annullato per fuorigioco, il popolo bergamasco resta lì, a sperare in un piccolo miracolo, da tempi supplementari.

Qualche effetto sonoro, dell’atmosfera unica, di una finale.
https://www.youtube.com/watch?v=mpVGrQjqCh0&feature=youtu.be

Il recupero è infinito, neanche questa finale è di Gasperini. Era la meno complicata, a Dublino fra una settimana contro il Bayer Leverkusen sarà decisamente più difficile.
Ha vinto la Juve e Allegri addolcisce il suo congedo, nelle finali incidono ancora esperienza, attenzione.
Atalanta-Juventus è andata più o meno come un anno fa, Fiorentina-Inter, stessa finale, sempre coppa Italia.
I viola a giocare – meglio rispetto a questi nerazzurri – e l’Inter sempre con il match in mano.
Massimiliano Allegri ha sfogato tutta la frustrazione di questi mesi levandosi due volte la giacca e anche la cravatta, prima e dopo l’espulsione decratata da Maresca.
Finisce bagnato di champagne, congratulato anche da Gasperini.
Il gioco d’attesa di Allegri è stato premiante almeno una volta in questo triennio, dopo tante brutte figure. Lascia con un trofeo, che merita per la meticolosità nel lavoro. Il suo calcio ha tanto di quello di Fabio Capello e può ancora portare successi. Con equilibrio, con attesa, certo Pep Guardiola sembra fare un altro mestiere.
Poteva finire 2-0, più che 1-1. Resta la differenza di budget tutta a favore dei piemontesi, che avevano faticato quasi di più al ritorno della semifinale, sempre qui, con la Lazio. Il valore della rosa imponeva ad Allegri di vincere. Anche arrivasse quarto, in campionato, dà l’addio con un trofeo che negli anni è diventato più prestigioso. E che premia la Juve per la 15^ volta, analoga superiorità rispetto agli scudetti.
Ma Allegri al tempo stesso non meritava un congedo del genere. Passi per la minaccia al quarto uomo, per l’applauso a Maresca, ma poi il non volere Giuntoli alla premiazione è un fatto unico. Dal suo punto di vista, Allegri non ha tutti i torti. In una bella intervista di Francesco Saverio Intorcia su Repubblica il ds diceva: “Siamo noi a dover raggiungere i livelli di Allegri, lui ha già vinto 6 scudetti, è arrivato due volte in finale di Champions”.
Noi abbiamo conosciuto il primo Giuntoli dirigente, al Carpi, portato in serie A. E’ un tipo risoluto, il procuratore Vanni Puzzolo, all’epoca collaboratore di vannizagnoli.it, ci confessò quanta pressione fece su De Guzman, nazionale olandese, per fargli accettare il Carpi.
Giuntoli ha litigato spesso con Allegri, finchè l’allenatore è esploso. Anche con Guido Vaciago, direttore di Tuttosport. Che è da sempre interlocutore naturale della Juventus e ha scelto di schierarsi contro il non gioco di Allegri, e anche con i non risultati che ha ottenuto dal ritorno a Torino.
Ricordo Paolo de Paola direttore di Tuttosport contro Ranieri, che poi avrebbe vinto un titolo epico a Leicester, e anche contro -Ventura, che peraltro portò il Torino all’unica Europa vera del millennio. Qui lo ricordava Giuseppe Gattino, già ufficio stampa alla Juventus.
https://youtu.be/ejveq5oBr6c

Rammento quando per Tuttosport ebbi un pezzo sul Carpi, il pr della serie C, Stefano Gozzi, mi disse che Giuntoli teneva a fare lui l’intervista, io nel frattempo avevo già provveduto. Guintoli, insomma, è sempre stato molto vicino ai giornalisti.
Penso alla differenza di reazione fra Allegri e Pioli, nell’essere congedati, lo stile di Stefano Pioli, le escandescenze di Massimiliano. Pioli ha fatto meglio dell’Allegri bis ma è sereno. E anche se consideriamo l’Allegri 1, alla Juve, non è stato così inferiore.
Ranieri venne sostituito dal presidente Cobolli Gigli, alla Juve, a due giornate dalla fine, con Ciro Ferrara, che poi come allenatore si perse. Adesso era pronto Paolo Montero, come traghettatore. Mi spiacerebbe se Allegri venisse licenziato per giusta causa, è probabile, così la Juve risparmierebbe alcuni dei 7 milioni di euro da contratto per la quarta e ultima stagione. La soluzione più probabile è il resto dello staff di Allegri, con Marco Landucci, per la partite con il Bologna e poi con il Monza. E poi arriverà Thiago Motta, incontrato da Giuntoli a Fiorano Modenese, vicino alla sede della Ferrari.

La prima stesura dell’articolo pubblicato su “Enordest.it”

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