Il Gazzettino, Europei di volley. La semifinale con la Francia. Errore arbitrale sull’ultimo punto, si sarebbe andati sul 24 pari, nel terzo set

(FIPAV) – today.it

La vera finale di questo Europeo rischia di essere stato il quarto con l’Olanda, avanti 0-1 e a inizio tiebreak e poi rimontata senza andare ai vantaggi. Con la Francia è stato facile (3-0), molto più di un anno fa, al mondiale, quando i campioni olimpici erano favoriti, a Lubiana, nei quarti, ed erano avanti 2-1. Stavolta non era pretattica, il ct Andrea Giani avvisava che Ngapeth aveva iniziato la preparazione tardi e che Louati e Clevenot non sono al top. Il primo set procede in equilibrio sino a quota 13, l’allungo è sul muro di Leandro Mosca, il centrale del Verona: gioca il marchigiano, non Sanguinetti, meno esperto, e lo farà benissimo. Risolve l’ingresso in battuta di Sbertoli, è un cambio rituale di De Giorgi, serve al meglio e costruisce, Giannelli si mette in difesa, per concedere fiducia all’amico alter ego in regia. 
Il secondo parziale è più azzurro, sul 13-8 Giani insiste con Ngapeth e rilancia Boyet, ex Verona. Con Romanò l’Italia resiste (20-16), i francesi sistemano la ricezione, perdono però gli scambi chiave. Lavia raggiunge presto la doppia cifra, è in serata. Come Rinaldi, entrato per battere: 25-19.
Giani parla in italiano, nei timeout, molti suoi giocatori sono passati o giocano nella nostra superlega, neanche nella terza partita cambiano l’inerzia del match. Michieletto sbaglia una ricezione, Galassi fa male al servizio e sul 9-5 in 10mila festeggiano già. Non servono i tamburi di Civitanova, prestati ancora alla coppa Davis, al tennis. Dal 12-6 Jouffroy dimezza lo svantaggio, due primi tempi di Mosca e il muro di Galassi levano preoccupazioni. Quando la ricezione va in crisi (Michieletto, persino Fabio Balaso da Trebaseleghe, Padova), svetta Giannelli, mvp delle ultime due grandi manifestazioni. Dal 21-16 c’è il classico sussulto, i blues mancano comunque l’aggancio, con Ngapeth. Michieletto piazza diagonale ed ace, Boyet il 23-22. Romanò la mette, seguono due errori al servizio, è 25-23. Ma Ngapeth aveva messo a segno un servizio vincente, sarebbe stato 24 pari.
La finale sarà alle 21,15 domani sera, con la Polonia. Che perde un set con la Slovenia, fatica anche nel secondo ma poi allunga, come con la Serbia. E’ l’ultimo atto annunciato, come a Katowice ai mondiali, solo che stavolta si gioca al palaEur, con l’esaurito già ieri. L’atmosfera è del mondiale ’78, del gabbiano d’argento, come venne ribattezzata quella nazionale, seconda. Dieci anni più tardi, sempre con Pittera, si fece onore alle olimpiadi di Seul, con Giani e De Giorgi. Poi sarebbe arrivato Velasco, a cambiare la storia della pallavolo. A Roma l’Italia si aggiudicò Euro 2005, fu il sesto titolo, in panchina c’era Montali, oggi organizzatore della Ryder cup di golf. La nazionale non si aggiudicò più trofei sino al 2021, l’Europeo con De Giorgi e Romanò uscito dalla panchina quando la Serbia era avanti. E’ l’anti personaggio, l’esatto contrario di Zaytsev. Al quale De Giorgi ha rinunciato, dopo la Nations di Bologna, un anno fa, per evitare di mettere pressione all’opposto specialista nel cogliere le linee. E mancino come Michieletto. Estrosi.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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