Ilmessaggero.it. La Spal licenzia Marino, arriva Rastelli. In serie B e in C si esonera il doppio che in A

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/la_spal_esonera_marino_arriva_rastelli_serie_b_c_si_esonera_doppio_a-5834473.html

di Vanni Zagnoli

Cambia una panchina nobile, in serie B, salta Pasquale Marino, capace di vincere a Reggio con il Sassuolo, in coppa Italia, e di raggiungere quarti di finale storici, 40 anni dopo.

Marino è uno dei grandi sottovalutati del calcio italiano, dal quarto di finale di Europa League con l’Udinese ha spesso dato spettacolo senza tuttavia cogliere il grande risultato. Il suo capolavoro è stato il Catania, promosso e salvo in serie A, a scapito dell’ultimo Chievo di Gigi Delneri. Poi l’Udinese, appunto, con quella cavalcata in Europa, con Totò Di Natale, e poi l’ha inseguito il fantasma di Guidolin. Di cui prese il posto a Parma, scelto dal ds Pietro Leonardi per antipatia nei confronti di Guidolin, che sulla panchina crociata aveva piazzato promozione e il 4° posto a metà stagione, 9° finale, eppure era stato congedato con Leonardi che aveva convinto qualche tifoso a fischiarlo. Leonardi che rischia di finire in galera, per il crack del Parma.

Ecco, Marino a Parma iniziò benissimo ma venne esonerato. Idem a Genoa. A Pescara andò un po’ meglio. A Vicenza fu super, meritava la promozione diretta, uscì ai playoff, ma dava spettacolo. Idem, a Frosinone, eliminato in semifinale 11 contro 9, allo Stirpe, dal Carpi di Castori, che trovò la punizione vincente a 5’ dalla fine. Così così a Brescia, spettacolo invece a La Spezia, con playoff ma non promozione. A Palermo firmò che era in B, ma la società fallì. A Empoli, gran subentro ma uscita nei playoff. Insomma, gli manca sempre qualcosa.

Stessa cosa a Massimo Rastelli, formidabile ad Avellino, promozione in serie B e semifinale playoff con il Bologna in netta difficoltà. A Cagliari promozione e un buon 11° posto in A, ma nella seconda stagione viene esonerato a ottobre. Maluccio alla Cremonese, subentro ed esonero, e adesso la missione di promuovere la Spal. 

Prima di Semplici, Ferrara faticava in serie C1, con il tecnico ora al Cagliari arrivarono due promozioni, ma all’insegna del primo non prenderle, e altrettante salvezze in A, rocambolesche, con finale di stagione super e le romane vittime a sorpresa, della gran voglia di vincere dell’allenatore toscano. Un anno fa venne esonerato, Di Biagio fece peggio e non fu riconfermato, con Pasquale Marino c’era proprio la voglia di ritornare al gioco, si è visto nel girone d’andata, meno nel ritorno, con 9 punti in 10 gare.

Con questo cambio siamo a 12 e non è ovviamente finita. Nel gruppo di coda resistono solo Occhiuzzi, miracoloso in estate, al Cosenza, salvo, e Alvini, alla Reggiana, che ha riportato in B dopo 21 anni. Idem Di Carlo, che a Vicenza è un idolo e ha restituito la cadetteria, e Tesser, che a Pordenone meritava la finale playoff. Poi c’è Nesta, che resta a Frosinone proprio perchè conquistò quella finale. 

Ecco la famiglia Colombarini è l’unica a cambiare, lassù, con il suo metro dovrebbe fare la stessa cosa il Chievo (ma Aglietti sfiorò la finale playoff, dalla parte dello Spezia) e persino il Monza. Non adesso, ovviamente, visto che è secondo ma ha speso più di tutti, forse, nella storia della serie B, a parte l’anno in cui salirono Juve, Napoli e Genoa. Castori, per esempio, a Salerno, raramente ha convinto, come gioco, e in fondo ha solo 5 punti più di Marino. Il Lecce si era staccato dalle prime, Corini però viene dalla promozione di Brescia, dove Cellino avrebbe dovuto pazientare di più, in serie A.

Fra i tecnici subentrati, le migliori performance sono di Clotet a Brescia, ma è arrivato da poco, e di Baroni a Reggio Calabria.

Tornando alla Spal, esonerare con l’ottavo in classifica è come se il Sassuolo cacciasse De Zerbi, ottavo in A. Certo la serie A non è la B però in A la prima in classifica ad avere cambiato tecnico è la Fiorentina, tredicesima, Spezia e Benevento sono in difficoltà, da settimane, eppure con almeno 4 punti sulla zona retrocessione resistono alla tentazione di cambiare. Chi vince il campionato, come Filippo Inzaghi e Italiano, merita sempre maggiore credito. In B non l’ha avuto Mimmo Toscano, dal romano Luca Gallo, presidente della Reggina, che l’ha cacciato presto. 

Comunque, in serie A i cambi sono 6, contro i 12 della B. In serie C, sono 11 nel girone A, 13 nel girone B e nel girone C. Nel massimo campionato, insomma, i presidenti hanno maggiore pazienza. O forse davvero allenano i migliori.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Spal, facile 2-0 nel derby con la Reggiana. Aspettando la Juve in coppa Italia

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spal_facile_2_0_derby_la_reggiana_aspettando_la_juve_coppa_italia-5709179.html

https://www.ilmattino.it/sport/serie_b/spal_facile_2_0_derby_la_reggiana_aspettando_la_juve_coppa_italia-5710427.html

di Vanni Zagnoli

C’è anche la Spal, lassù, per la promozione diretta. Ferrara arriva a un punto dal Cittadella, che ha una partita da recuperare causa covid, supera il Monza e la Salernitana, offrendo un bel seguito al quarto di finale raggiunto in coppa Italia, in cui affronterà la Juve, a Torino. Un tempo per trovare il gol, l’avvio di ripresa in contenimento, un’altra accelerazione, il controllo delle offensive granata e il raddoppio.

La Spal attacca tanto, soprattutto sulle fasce, con Strefezza, che meritava di restare in serie A, e con Marco Sala. Sul campo ghiacciato dello stadio Paolo Mazza la Reggiana difende con anche 5 uomini in area. Cerofolini para sulla linea, proprio su Sala. Si arrende al 38’ a uno schema su angolo da destra, Missiroli tocca e Valoti appoggia in gol. Ci riprova subito, da fuori, il portiere stavolta c’è. Sino a luglio, c’erano due categorie di differenza fra le squadre, il gap tecnico si avverte. In serie C Massimiliano Alvini dava spettacolo, in B fatica tanto, ha la squadra più in crisi, con un punto in 8 gare e 6 gare senza segnare. Neanche gli ultimi acquisti, Del Pinto dal Benevento a centrocampo e Ardemagni in avanti, permettono ai granata di subire di meno, peraltro affrontano una delle formazioni più manovriere, Pasquale Marino una volta di più dimostra come si gioca a calcio, cercando di dominare le partite. Alvini ha un ipad in panchina, proietta le immagini raccolte dall’alto, per seguire i movimenti e capire i settori in cui i singoli soffrono di più. Il derby diventa più equilibrato, serve tuttavia un’altra parata a terra di Cerofolini, con la Spal che dà l’impressione di poter raddoppiare, non solo per la superiorità fisica, sulle palle inattive e in acrobazia.

In tribuna c’è il presidente Carmelo Salerno, calabrese, architetto, uomo di fiducia del patron Romano Amadei, da Modena, nell’istante in cui spera nel pari arriva il raddoppio con un contropiede fulmineo, un’azione corale splendida, sublimata dall’apertura lunga di Paloschi per Matteo D’Alessandro: l’esterno romano era già stato decisivo con il Sassuolo, con il destro in velocità fa palo e gol, il 15° della carriera. 

Esce nella Spal Sergio Floccari, classe 1981, entra Demba Seck, attaccante senegalese di vent’anni più giovane. E’ un passaggio di consegne ideale, per un ragazzo che era piaciuto, nell’ottavo di coppa Italia. La famiglia Colombarini può essere fiera della ripartenza, come gioco se la vede con l’Empoli e il Cittadella, ultimamente sta migliorando anche la compattezza.

A Ferrara, i biancazzurri avevano bloccato la Juve sullo 0-0 al primo anno con Semplice e poi l’avevano battuta per 2-1, quando però Allegri impiegò giovani, per risparmiare i migliori per la Champions league. Un anno fa, con Di Biagio, impegnò comunque i bianconeri, la prossima settimana Pasquale Marino spera siano distratti, allo Juventus stadium. Magari per raggiungere i supplementari, com’è riuscito al Genoa. Il Bari arrivò in semifinale di coppa Italia, con Bruno Bolchi, dalla serie C, la Spal spera di imitare il Palermo, finalista contro la Juve quando era in B.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it, Quotidianodipuglia.it. La Spal batte il Sassuolo 2-0 e ai quarti si regala la Juve. 40 anni dopo il Torino, allora era in serie C1. Era già l’unica squadra di B agli ottavi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_spal_risultato_diretta_live_formazioni_coppa_italia-5700724.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_spal_0_2_coppa_italia-5701118.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/sassuolo_spal_risultato_diretta_live_formazioni_coppa_italia-5701133.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/sassuolo_spal_risultato_diretta_live_formazioni_coppa_italia-5701141.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/sassuolo_spal_risultato_diretta_live_formazioni_coppa_italia-5701133.html

(i voti sono sul cartaceo de Il Messaggero)

di Vanni Zagnoli

La Spal si regala la Juve, a Torino, probabilmente mercoledì 27. Vince a Reggio con il Sassuolo per 2-0, meritando una gara da serie A, dopo le due salvezze e adesso la speranza di riconquistarla anche senza playoff. Era l’unica squadra di serie B ancora in lizza già agli ottavi e da 40 anni mancava dai quarti: allora era in serie C1, battè il Torino per 1-0 allo stadio Mazza, con gol del difensore Danilo Ferrari, al ritorno  ne prese 4. Era la Spal di Titta Rota, scomparso due anni fa, di Domini, che poi sarebbe stato anche regista della Roma, di Renato Miele, poi laziale, di Serino Rampanti, Tagliaferri e di Oriano Grop. 

Il Sassuolo non ha mai raggiunto i quarti di finale, passa dal quasi punto proprio allo Juventus stadium all’ennesima occasione sprecata per fare strada in coppa Italia.

Avvio neroverde ma a basso ritmo, la prima occasione a metà primo tempo, cross di Muldur e Djuricic calcia a botta sicura da dentro l’area trovando il palo. Esce l’ex Federico Di Francesco, che il padre Eusebio ha sempre preferito non allenare, quando era a Sassuolo, entra il senegalese Demba Seck. Floccari serve bene in profondità Dickmann, che avrebbe dovuto calciare, anzichè crossare. L’ultima emozione del primo tempo quando Raspadori si libera alla perfezione al limite e chiama Berisha al grande intervento in tuffo: l’ex portiere della Lazio ha battuto il covid, era finito persino in ospedale, per accertamenti.

La svolta nella ripresa, Irrati al Var contribuisce all’espulsione di Djuricic, per l’intervento irruente su Sernicola, è il classico intervento da cartellino arancione, che non esiste. Lo stesso De Zerbi se la prende con Djuricic, che di recente aveva escluso per due gare, per motivi disciplinari, poi si lamenterà dell’arbitro: “Nè lui nè il varista hanno giocato a calcio. E’ da cambiare la regola”.

La Spal approfitta subito della superiorità numerica, Seck riceve proprio da Sernicola, se ne va sulla sinistra, l’opposizione del 18enne Oddei è flebile e Missiroli non ha problemi a toccare in porta.

Un’occasione subito per rimediare è per Oddei, arrivato 6 anni fa a Sassuolo, dal Maranello, è di famiglia ghanese, classe 2002, intraprendente in avanti ma non ancora pronto dietro, aveva debuttato domenica in serie A. 

La replica ferrarese è con l’ex Sergio Floccari. Il raddoppio è su altra azione da sinistra, D’Alessandro crossa, Oddei è di nuovo lontano, al centro area Murgia spinge Maxime Lopez di quel tanto che basta per sbilanciare il francese senza che l’arbitro Camplone fischi e Dickmann può appoggiare in porta. Senza Locatelli, Boga (uscito) e qualche altro big, i neroverdi reagiscono con il palo di Muldur da destra, è l’unico vero lampo. La Spal spreca 4 chances in contropiede, l’assolo di Seck avvicina il palo. Il Sassuolo attacca, Berisha però non deve compiere grandi interventi e nel finale guida la difesa facendosi sentire. Si attende sempre il primo acuto di Nicolas Schiappacasse, che neanche a Parma aveva lasciato il segno. Uruguagio, è stato in Portogallo e all’Atletico Madrid.

Missiroli sorride, per la qualificazione, a 34 anni regala una bella soddisfazione alla famiglia Colombarini, dopo la retrocessione anticipata. “Il Sassuolo palleggia bene, anche in 10 aveva messo in difficoltà la Juve”. 

Oggi è successo di meno, certo poteva chiudere il primo tempo in vantaggio. Vince Pasquale Marino, dunque, che ha allenato De Zerbi per 4 anni a Foggia, Arezzo e a Catania. In Sicilia vennero promossi in serie A, nella prossima stagione potrebbero ritrovarsi avversari nel massimo campionato. Sempre che De Zerbi non decida di accettare una grande all’estero, se non dovesse arrivare in Italia.

Sassuolo Spal 0-2

SASSUOLO (4-2-3-1): Pegolo 6; Muldur 6,5, Marlon 6, Peluso 5,5, Rogerio 5,5 (40’ st Kyriakopoulos ng); M. Lopez 5,5 (24′ st Ayhan 6), Obiang 6; Oddei 5,5 (24′ st Haraslin 6), Djuricic 5, Boga 5,5 (1′ st Schiappacasse 5,5); Raspadori 5,5. All.: De Zerbi 5,5.

SPAL (3-4-2-1): Berisha 6; Spaltro 6 (23′ st Ranieri 6), Vicari 6 (1′ st Tomovic 6,5), Sernicola 7; Dickmann 6,5, Missiroli 6,5, Murgia 5,5, D’Alessandro 6,5 (23′ st Sala 6); Brignola 5,5 (46′ st Strefezza ng), Di Francesco ng (25′ pt Seck 6,5); Floccari 6,5. All.: Marino 6,5. ARBITRO: Camplone di Pescara 6. Marcatori: st 4′ Missiroli, 13′ Dickmann. Note: ammonito Muldur. Angoli 7-0.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, Corriereadriatico.it.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Ilmessaggero.it e Ilmattino.it. La Spal resiste sino all’88’, vince la Fiorentina 3-1. I record negativi biancazzurri, l’andamento di Iachini come al Sassuolo. Commisso: “L’anno prossimo puntiamo alla parte sinistra della classifica”. Ma già quest’anno c’è

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/la_spal_resiste_sino_88_la_fiorentina_3_1_record_negativi_estensi_la_verve_di_sottil-5382770.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/la_spal_resiste_sino_88_la_fiorentina_3_1_record_negativi_estensi_la_verve_di_sottil-5382814.html

di Vanni Zagnoli

La Fiorentina conclude discretamente, a 2’ dalla fine raggiunge i 49 punti, resta nella prima parte della classifica, vincendo a Ferrara grazie all’ivoriano Christian Kouame e poi chiudendo sull’1-3 su rigori. Beppe Iachini ripercorre il cammino fatto a Sassuolo, subentro, buon impatto, crisi e finale positivo. Ha convinto il presidente Commisso, due anni fa invece non persuase l’ad Carnevali, il patron Giorgio Squinzi, scomparso in autunno, e neanche il nuovo ds Giovanni Rossi, arrivato al posto di Angelozzi, che l’aveva scelto.

La Spal aggiorna i suoi record negativi, perdendo la 28^ partita, come il Pescara nel 2012-13 (stagione iniziata da Stroppa, che ora ritorna in serie A con il Crotone), solo il Benevento ha fatto peggio, nel 2017-18, con Baroni e De Zerbi, 29 sconfitte. 

Mezz’ora di Fiorentina, ma con due occasioni anche per la Spal. Respinge Thiam, portiere di 2 e 02, sulla conclusione dal limite di Chiesa, il viola Vlahovic spedisce alto. La chiusura di Ceccherini su D’Alessandro, la traversa di Fares da fuori. Venuti per Agudelo, il colombiano calcia e Thiam para. E’ il 7° portiere utilizzato dalla Spal in due stagioni, record.

Duncan recupera palla nella sua metà campo, la manovra corale fiorentina è splendida, Chiesa gli restituisce palla e il ghanese con la cittadinanza italiana segna la seconda rete stagionale, abbinata a 6 assist: quasi tutto il bottino è con il Sassuolo, nel girone di andata, l’unica rete l’aveva realizzata con i neroverdi, proprio contro la squadra di Ferrara. Di Biagio chiede maggiore coraggio a Murgia, di attaccare, è però la Fiorentina a continuare ad attaccare: Vicari salva su Chiesa, poi Duncan con un sinistro volante trova il portiere. 

Il pari è improvviso, al 39’, D’Alessandro ruba palla a Venuti vicino all’area, Valoti crossa e Matteo D’Alessandro bissa il gol di domenica, al Torino. Iachini ha la miglior difesa del 2020, con 19 reti subite, per 8 gare era riuscito a non prendere gol, come soltanto l’Udinese. Tomovic trova i pugni di Terracciano, alla 7^ presenza stagionale fra i pali, non giocava da un mese, dalla gara con il Parma.
Attacchi toscani anche nel secondo tempo, con Agudelo, con un tiro da fuori di Pulgar, la conclusione di Vlahovic, su cross di Venuti. 

Di Biagio segue ogni azione con trasporto, sprona in particolare lo spagnolo Jaume Cuèllar, non ancora 19enne. Teneva a chiudere bene, nel postlockdown è fermo a 2 punti, solo il Norwich fra i top 5 campionati d’Europa ha fatto peggio, con tutte sconfitte (9, ma sono 3 partite in meno). Chiesa è a quota 10 marcature ma una palla persa banalmente sulla trequarti sintetizza la sua stagione meno brillante.

Missiroli salva su Vlahovic, che all’uscita è contrariato, dalla ripresa è l’unico attaccante della Fiorentina senza reti. Alla Spal mancano Reca e Sala, Cerri, Floccari e anche Petagna, infortunatosi a Verona. Si fa vedere con Strefezza, dal fondo, e proprio il brasiliano rischia l’autorete. Salva il portiere senegalese di 22 anni, anche sul destro da fuori di Chiesa.

Il ritmo è apprezzabile, quando però la palla esce neanche la Fiorentina ha gran fretta, a riprendere il gioco. Di Biagio fa entrare i giovani, il magiaro Horvath e l’estone Tunjov. Quando Pulgar trova Cutrone, sembra fatta per i 3 punti, invece la conclusione dell’under 21 è troppo centrale. 

Bonifazi va al tiro da fuori per la Spal, Riccardo Sottil sfiora il palo: il padre Andrea attende di giocare i playout con il Pescara, contro il Perugia, ma se il Trapani riavrà anche solo uno dei due punti di penalizzazione sarà retrocesso in C. Il gol arriva sull’angolo: calcia come sempre a effetto il regista cileno Pulgar, Vicari non arriva e Kouamè gira in porta di testa; è in doppia cifra sui gol da corner, per la Spal è solo il 4° subito da angoli. 

Sottil ha rianimato i viola, chiama al tiro Cutrone, Thiam evita il tris. Bonifazi tocca in area Chiesa, rigore fiscale, dei tempi odierni, fischiato da Prontera. Pulgar dal dischetto infila la 7^ marcatura, record personale, aveva sbagliato il rigore solo con il Lecce. 

Dopo Parma-Fiorentina Iachini tradiva un tremolio, per la tensione, in sala stampa, porta sempre il cappellino non solo per la calvizie, soprattutto per un problema agli occhi. La sua forza è proprio mantenere l’attenzione alta. Un anno fa Rocco Comisso con Joe Barone decise di confermare Montella, nonostante il subentro negativo, ci ripensò in autunno, stavolta il ds Pradè voleva De Rossi, poi aveva contattato Juric, del Verona. 
Sino a quanto resisterà Iachini? Da mediano viola raggiunse la finale Uefa, persa contro la Juve di Dino Zoff, nel ’90, retrocedette e risalì. Al netto dei torti arbitrali subiti, come gioco raramente convince, costruisce poco. Con la Spal non conta, adesso non è competitiva. 

“Quest’anno era di transizione – spiega il presidente della Fiorentina Rocco Commisso -, vorremmo vincere qualcosa ed essere sempre nella parte sinistra della classifica. Nella prima stagione, nessuno ha portato in Italia tanti soldi quanti me, anche soltanto per questo vorrei rifare il centro sportivo e lo stadio: il comune deve lasciarci investire. Chiesa? Gli ho dato il permesso di andarsene, a patto che arrivi una cifra congrua”.

In Emilia arriverà probabilmente Pasquale Marino, dopo però il playoff Chievo-Empoli, con i toscani.

Spal-Fiorentina 1-3 SPAL (4-4-1-1): Thiam 6; Tomovic 5,5, Bonifazi 5,5, Vicari 5, Fares 6 (35′ st Di Francesco 5,5); D’Alessandro 6,5 (41′ st Tunjov sv), Missiroli 5,5, Dabo 5,5, Murgia 5,5 (17′ st Strefezza 6); Valoti 6 (35′ st Salamon 5,5); Cuellar 5 (17′ st Horvath 5,5). A disp.: Letica, Meneghetti, Felipe, Cionek, Kryeziu, Valdifiori, Castro. All. Di Biagio 5.5. FIORENTINA (3-5-2): Terracciano 6; Milenkovic 6,5, Ceccherini 6, Igor 6; Venuti 6 (20′ st Sottil 7), Agudelo 6 (10′ st Kouame 6,5), Pulgar 6,5, Duncan 7 (50′ st Terzic sv), Lirola 5; Chiesa 6,5 (50′ st Dalle Mura sv), Vlahovic 5 (20′ st Cutrone 5,5). A disp: Dragowski, Brancolini, Pezzella, Caceres, Dalbert, Badelj, Benassi. Allenatore: Iachini 6.5. ARBITRO: Prontera di Bologna 6. Marcatori: pt 30′ Duncan, 39′ D’Alessandro (S); st 43′ Kouame, 49′ Pulgar rig. Note: ammoniti Fares e Chiesa. Angoli: 3-10. Recupero: pt 3′; st 5′.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it. Spal, ultrà scatenati: testa di maiale mozzata davanti al centro sportivo. Quando l’inciviltà è anche nella tranquilla Emilia Romagna

(sport.ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/una_testa_di_maiale_mozzata_al_campo_spal_dalle_croci_ai_chiodi_quando_tifo_degenera-5377359.html

di Vanni Zagnoli

Al centro sportivo della Spal, in via Copparo, compare la scritta “Via i porci da Ferrara”, sopra c’è una testa di maiale mozzata. La squadra marchiata Vetroresina è retrocessa per prima, dopo le due promozioni di fila e le salvezze con recuperi prodigiosi, partendo da situazioni non tanto peggiori di questa stagione, e allora qualche ultrà ha voluto esagerare. Il parziale di 2 gol segnati e 24 subiti è umiliante, non cancella però il super lustro della Spal, considerata anche la salvezza in C, con Leonardo Semplici.

Nelle terre di mafia, la testa di maiale da decenni è usata come messaggio di avvertimento, tipica epistola mafiosa, recapitata vicino alle case o alle attività di chi non sta alle regole o è inviso a un sistema di potere consolidato.

Anni fa arrivò a Lillo Foti, presidente della Reggina, per questioni però extra calcio. Un’altra testa di suino, con parrucca e occhiali, venne lasciata sul terreno dello stadio Massimino con una scritta offensiva indirizzata all’ad del Catania Pietro Lo Monaco, nel dicembre 2018, quando iniziava la crisi di Pulvirenti, culminata nel recente fallimento. 

Nella strada verso Copparo ci sono gli uffici della società, l’hanno trovata gli addetti, facendo avviare l’indagine della polizia, con trasmissione degli atti in procura. Non è riconducibile a gruppi di tifosi organizzati, alla caldissima curva ovest, probabilmente a “cani sciolti”. 

La Spal non commenta, lo fa invece la presidentessa del centro coordinamento club, Valentina Ferozzi: “Le proteste sono lecite, ma c’è modo e modo. Non so chi sia stato, è di cattivo gusto e non fa onore alla nostra tifoseria, che merita di meglio per come si è sempre comportata”.

Gli ultras avevano affrontato i biancazzurri alla vigilia della seconda trasferta a Genova, persa 2-0 contro i rossoblù. Dalla ripresa del campionato, la Spal ha solo fermato il Milan sul 2-2, meritando peraltro di vincere, e ripreso nel finale il Torino sull’1-1. 

Il presidente Walter Mattioli e il patron Francesco Colombarini hanno già programmato la serie B, incontrando gli sponsor e stabilendo il budget. Con il paracadute, potranno affrontare, con il ds Giorgio Zamuner, un mercato da prima della classe. Di fronte ai partner commerciali, il figlio Simone Colombarini accettava le critiche ma non le accuse di avere speso poco: “Ventuno milioni era il montestipendi il primo anno, 33 in questa stagione. Avremo sbagliato certi ingaggi, ma non siamo risparmiosi”.

Il sogno, dichiarato un anno e mezzo fa, era di vedere la Spal in lotta per l’Europa, si ripartirà dalla serie B, magari con Eugenio Corini, dal momento che Beppe Iachini è rimasto alla Fiorentina, oppure con Pasquale Marino, che fa giocare benissimo, ma anche all’Empoli, in B, tradisce problemi difensivi. Di certo non può restare Gigi Di Biagio, al debutto con un club inanella prestazioni zeppe di errori: “Quando i ragazzi riguardano le partite – spiegava -, si chiedono come possano avvenire certe distrazioni”.

Anche la tranquilla Emilia, comunque, sa essere impietosa nei confronti delle squadre in difficoltà. Nell’unica salvezza del Cesena in serie A di questo millennio, a metà stagione, con Ficcadenti, vennero intimorite commesse degli store societari. 

A Modena, nel 2008, spuntarono le croci al campo di allenamento dello Zelocchi, comunque i canarini si sarebbero salvati, in serie B. In precedenza comparvero ad Avellino. A Reggio, vennero seminati chiodi allo stadio Mirabello, ma per attaccare la Mapei che aveva comprato quell’impianto e il Città del Tricolore e pure la squadra femminile della Reggiana, che giocava lì. Adesso la testa mozzata a Ferrara.

Al Mazza, la Spal ha battuto solo la Lazio e il Parma, all’andata, il Lecce in coppa Italia, eppure era stata capace di vincere a Torino, avvicinando Mazzarri all’uscita consensuale, e a Bergamo. E’ stata l’ultima squadra a battere l’Atalanta, nei quarti di Champions. Anche solo per questo la rosa non verrà completamente rifatta.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Prodezza di Verdi e gol di D’Alessandro dopo 3 anni. Spal-Toro è 1-1, granata salvi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/prodezza_di_verdi_gol_di_d_alessandro_dopo_3_anni_toro_salvo_ma_si_fa_riprendere_dalla_spal_1_1-5369531.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/prodezza_di_verdi_gol_di_d_alessandro_dopo_3_anni_toro_salvo_ma_si_fa_riprendere_dalla_spal_1_1-5369548.html

di Vanni Zagnoli

Con 13 punti in 11 partite, il Torino si salva in anticipo e chiude con dignità una stagione negativa. 
La sconfitta del Lecce allo scadere aveva quasi azzerato le incertezze, i salentini erano a -6, anche se con i confronti diretti favorevoli, a due giornate dalla fine, bastava il pari, per la sicurezza, e arriva. Sfuma però nel finale la prima vittoria esterna per Moreno Longo. Che era stato nel settore giovanile granata, dall’88, ha fatto in tempo a conoscere Sergio Vatta, al Toro dal ’77 al ’91. Al talent scout granata è dedicato il minuto di raccoglimento.

Un anno fa, nella classifica del girone di ritorno, i granata furono quarti, meritando l’Europa league grazie all’esclusione del Milan. Iniziarono questo campionato battendo il Sassuolo e l’Atalanta, con la preparazione accelerata per la coppa, all’andata persero in casa con la squadra allenata da Semplici; a febbraio il calo che ha portato alla risoluzione consensuale con Mazzarri.

La Spal evita la 7^ sconfitta di fila, è al parziale di 3 gol segnati e 21 subiti: si avvia a chiudere ultima, a -4 dal Brescia, mai le era capitato, nelle precedenti 13 retrocessioni della storia.
Alla vigilia Di Biagio precisa di non avercela con il ds Vagnati, che è proprio passato al Torino, durante il lockdown, anzi ringrazia anche la famiglia Colombarini per la prima panchina di club in carriera, però è innegabile come abbia lasciato un vuoto, colmato in parte dal ritorno di Giorgio Zamuner. Debutta il terzo portiere, il senegalese Demba Thiam, mentre il Torino limita il turnover.

Ritmo basso, caldo, i granata attaccano, puntando spesso sul gioco aereo. Belotti ha saltato solo 2 minuti, dalla ripresa del campionato e anche Bremer e Meitè sono fra i più utilizzati, la fatica si fa sentire. Berenguer attacca a destra, uno squillo è di Zaza, sinistro fuori di poco. La squadra di Ferrara aspetta, qualche attacco arriva dalla destra, con Strefezza, Dabo si sposta a sinistra, scambiandosi con Murgia. L’unica occasione spallina è per Thiago Cionek, alto e fuori. Stessa palla per Belotti, deviata. All’intervallo si va con 5 ammonizioni, testimonianza di un match comunque teso.

Nella ripresa Fares sbaglia, Verdi da fuori coglie il palo, l’effetto impedisce a Belotti il tapin. Segna al 12’ con il sinistro da fuori, finalmente dà un saggio del suo potenziale, su Fares e Di Francesco che pure gli erano vicino. Thiam salva su Zaza, evitando il raddoppio. La Spal non manovra male ma crea poco e continua a concedere palloni filtranti. Debutta il polacco Iskra, non ancora maggiorenne. 

Il Toro ha un calo mentale in difesa quando sembra non correre rischi. D’Alessandro cade in area, ci sarebbe il tocco di N’Koulou, Abisso sceglie di non andare al Var, a rivedere, ma era rigore. Un attimo dopo segna Marco D’Alessandro su lancio di Dabo, sfugge ad Ansaldi e incrocia perfettamente il destro. Il romano ed ex giallorosso non realizzava dal 1° ottobre 2017. Esordisce anche il 18enne Horvath, ungherese. Il finale è in parte spallino, resta l’1-1. 

Meglio il Toro, peraltro appena quintultimo. E’ difficile che Moreno Longo resti, a Cairo piace Giampaolo, che di sicuro gioca meglio ma pure accusa passaggi a vuoto di concentrazione. 

Spal-Torino 1-1 SPAL (3-4-1-2): Thiam 6,5; Cionek 5,5, Vicari 6, Salamon 5,5; Murgia 5,5, Missiroli 5,5, Dabo 6, Fares 5 (13′ st Iskra 6); Strefezza 6 (39′ st Horvath sv); Di Francesco 5 (13′ st D’Alessandro 7), Petagna 5,5. A disp.: Cuellar, D’Alessandro, Kryeziu, Letica, Meneghetti, Tomovic, Tunjov, Valdifiori, Valoti. All. Di Biagio 6. Torino (3-4-1-2): Sirigu 6; Izzo 6, Nkoulou 5,5, Bremer 6; Berenguer 6, Meité 5,5, Rincon 6,5 (21′ st Lukic 5,5), Ansaldi 6; Verdi 7 (40’ st Edera sv); Zaza 6, Belotti 5,5.  A disp. Celesia, Djidji, Ghazoini, Lukic, Millico, Rosati, Lyanco, Singo, Ujkani. All. Longo 6. Arbitro: Abisso 5,5. Reti: st 12′ Verdi, 35′ D’Alessandro. Note: ammoniti Cionek, Ansaldi, Salamon, Belotti e Rincon. Angoli 0-10.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it, Quotidianodipuglia.it. Spal-Udinese 0-3, segnano De Paul, Okaka e Lasagna. Di Biagio con un piede in B

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spal_udinese_diretta_live_punteggio_formazioni_risultato-5336792.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/spal_udinese_diretta_live_punteggio_formazioni_risultato-5336896.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/spal_udinese_diretta_live_punteggio_formazioni_risultato-5336878.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/spal_udinese_diretta_live_punteggio_formazioni_risultato-5336906.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/spal_udinese_diretta_live_punteggio_formazioni_risultato-5336878.html

di Vanni Zagnoli

La Spal è vicina all’arrivederci alla serie A, perde anche al Mazza con l’Udinese, 3-0 come a Marassi con la Sampdoria. E’ ferma a un punto nelle 5 gare della speranza e a 9 dal Lecce, 10 di fatto, considerato il confronto diretto negativo. Per i friulani è il colpo della tranquillità, a +8, con il bis del successo dell’Olimpico con la Roma. Tutto sommato facile, con le due reti nel primo tempo.

E’ la sfida tra i peggiori attacchi del campionato, i bianconeri però si rianimano, con 7 gol in 3 gare. Di Biagio abbandona il 4-4-2 per il 4-3-3 con cui giocava in genere anche nell’under 21. In realtà poi D’Alessandro e Murgia arretrano, Castro resta in mezzo e diventa 4-5-1. In difesa, Felipe è a sinistra.

La squadra di Ferrara prova a fare la partita, i friulani replicano in velocità, con Fofana. De Maio è al centro della retroguardia, Becao accanto, sulla sinistra. Il vantaggio arriva su cross da destra di Stryger Larsen, rinvio corto di Bonifazi, neanche Vicari interviene e De Paul ha gioco facile nel trasformare una palla rimbalzante, senza pressione.

Murgia spreca la seconda conclusione da lontano. L’anticipo di Nuytinck su Castro è la dimostrazione della differenza di efficacia. Un’occasione ha pure Lasagna.

Un girone fa il primo rigore sbagliato da Petagna, in carriera, quello 0-0 fu una delle tante mancate svolte nella stagione biancazzurra, Musso abbranca facilmente il suo sinistro.

La Spal non pressa, i bianconeri sono prontissimi nelle ripartenze e colpiscono ancora. De Paul arriva al limite senza essere contrastato, calcia, la deviazione con la schiena di Bonifazi a centroarea favorisce Okaka che di controbalzo tocca nell’angolino. Con Di Biagio, i biancazzurri hanno peggiorato la fase difensiva, restano troppo lontani dagli avversari. La scelta del doppio playmaker, Valdifiori-Missiroli, non paga, soprattutto il regista ex Empoli è fuori dal gioco. D’Alessandro non sorprende Musso, che peraltro respinge in maniera estemporanea.

Con Dabo al posto di Missiroli, la squadra creata dalla famiglia Colombarini non migliora, l’unico squillo è di Sala, da fuori, con Semplici era stato escluso dalla rosa. 
L’Udinese mantiene la concentrazione, a differenza del 2-2 con il Genoa, Gotti non effettua cambi per 75’. La circolazione di palla spallina migliora un po’ con gli innesti di Strefezza, Reca e Floccari, il brasiliano da fuori avvicina il palo. Entrano Ter Avest e Samir, fuori De Maio e Zeegelar, il meno in palla della difesa, considerato anche il rigore causato su Biraschi, con il Genoa. L’Udinese stavolta resiste, l’anticipo netto di Becao su Petagna conferma che Di Biagio non ha cambiato faccia alla stagione, con 4 punti in 8 gare, il presidente Walter Mattioli voleva confermarlo anche in caso di serie B, non si risollevasse nelle ultime 7 partite difficilmente sarebbe confermato.

“Andiamo bene, così, chiusi”, urla Luca Gotti, dalla panchina. E’ il prologo del tris udinese, con il 7° assist di Fofana. Fila via sulla sinistra, Letica non commette fallo da rigore, Vicari però non chiude e Lasagna infila il 5° gol in 4 partite.

L’ultimo posto della Spal si spiega soprattutto con l’incapacità di vincere in casa, al Mazza ha superato solo la Lazio e il Parma, nel primo mese e mezzo di campionato. Per l’Udinese è la 4^ affermazione esterna, proverà a recuperare qualche posizione, può issarsi dov’è la Fiorentina e un 13° posto sarebbe più appagante della semplice salvezza. Gotti lo sa e lavora per questo. Non voleva fare il capo allenatore, ormai si è abituato.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it, Quotidianodipuglia.it. Spal-Cagliari, un gol nel finale: Simeone affonda Di Biagio. La doppia occasione ferrarese un attimo prima, il debutto del nuovo ds Zamuner e del portiere Letica

Giovanni Simeone (LaPresse)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spal_cagliari_simeone_gol-5305250.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/spal_cagliari_diretta_risultato_finale_live_probabili_formazioni_probabili_formazioni_commento_serie_a-5305028.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/spal_cagliari_diretta_risultato_finale_live_probabili_formazioni_probabili_formazioni_commento_serie_a-5305117.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/spal_cagliari_diretta_risultato_finale_live_probabili_formazioni_probabili_formazioni_commento_serie_a-5305123.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/spal_cagliari_diretta_risultato_finale_live_probabili_formazioni_probabili_formazioni_commento_serie_a-5305117.html

di Vanni Zagnoli

E’ Cagliari, al 93’, non vinceva da 12 partite, dalla gara con la Sampdoria di inizio dicembre. Rog ci prova dalla distanza, Letica commette l’unico errore della partita, respingendo lateralmente, Joao Pedro centra da sinistra e Simeone azzecca l’8° gol stagionale. Perde la Spal e vanifica il colpo di Parma prima della sosta, rischia di non rientrare più davvero in corsa per la salvezza. Come occasioni c’era equilibrio, i rossoblù ci hanno comunque provato con maggiore continuità e anche classe. Avevano concesso l’unica occasione vera un attimo prima, rischiando di perdere.

Zenga sceglie l’ex romanista Olsen, a sorpresa, anzichè Cragno: da ex portiere, ha spesso preferito cambiare, fra i pali, memorabile quando al Palermo azzardò Sirigu, al posto di Rubinho, che all’epoca era molto più quotato, e il campo gli diede ragione. Al Mazza, la Spal non vince dall’andata, con il Parma, dunque oltre un girone fa, conferma le difficoltà quando deve attaccare.

Il croato Letica debutta fra i pali ferraresi, viene dal Bruges, aveva giocato due gare anche in Champions league, due stagioni fa, una sul campo dell’Atletico Madrid, 

supplisce all’infortunio a Berisha. Di Biagio impiega a sinistra Sala, che con Semplici era finito fuori dai convocati, e non a Reca, nè Fares; Missiroli in panchina, c’è Valdifiori che chiuderà zoppicante. D’Alessandro fa l’esterno a destra, Strefezza a sinistra, il brasiliano è ammonito subito per uno scontro pericoloso su Pisacane, rischiava persino l’espulsione. 

Nel Cagliari Walukiewicz a destra, in difesa, rientra da squalifica Joao Pedro, in panchina ci sono 4 Primavera. E sulla panchina di casa 

Mutarelli indossa la maschera, nonostante i 40 gradi percepiti, per l’umidità. 

Gli scontri sono duri, anche a centrocampo, pure Ionita viene sanzionato, Nandez per due volte resta a terra, comunque è abile nel fermare Strefezza, al limite dell’area. Servono un cooling break a metà di ogni frazione e anche il bel riflesso di Letica, sulla punizione di Rog: la barriera si apre e il portiere salva, solo metà palla è entrata, la telecamera conferma che non è gol.

Il ritmo è discreto, la circolazione di palla spesso laterale, Petagna è fuori dal gioco. I sardi pressano, cercano il controllo del campo, mentre Di Biagio chiede maggiore ordine, nei passaggi. Il Cagliari attacca, all’intervallo il parziale sarà di 6 tiri contro 4 (di Strefezza il più insidioso per i biancazzurri) e di sei angoli a uno.

Alla ripresa ci prova Cionek, Olsen è attento. Il Cagliari è sempre manovriero, punge con cross da destra, con la regia di Nandez: Pellegrini calcia fuori, poi la difesa emiliana si salva. L’ex Castro dà poco, è naturale la sostituzione con Missiroli, idem l’uscita di D’Alessandro. Di Biagio ne cambia altri due, tenta di vincere con il doppio mancino, Fares e Reca, Zenga replica levando Ionita e Luca Pellegrini. Birsa diventa trequartista, nel 4-3-1-2, Nandez può muoversi a tutto campo e piazza subito l’ennesimo spunto. La difesa spallina a 4 resiste, Vicari si oppone a Ragatzu. Di Biagio si gioca l’ultima carta, chiude con il doppio centravanti di peso, l’ex Cerri con Petagna. Servirebbe il pubblico del Mazza, per il forcing finale, arriva comunque l’occasione da urlo: cross radente da sinistra di Fares, Walukiewicz è mal posizionato, Cerri tocca in scivolata, Olsen si oppone con il petto, sulla ribattuta Petagna sbaglia, a cercare la potenza, ma in 4 proteggevano la porta. 

A Napoli Rog non si è imposto, a Cagliari dimostra perchè Sarri lo volle, avviando l’azione decisiva, alimentata da Joao Pedro complice il ritardo di Cionek e Vicari sulla respinta di Letica.

Era la prima gara per il ds della Spal Giorgio Zamuner, che giocò assieme al collega Carli, nell’Empoli ’92-’93, e all’epoca in rosa c’era anche Spalletti. Zamuner è tornato a Ferrara, a sostituire Vagnati, passato al Toro durante la sosta. Le due salvezze avvennero con gironi di ritorno super, Semplici portò 23 e 25 punti, adesso è ferma a 6, mancano 11 giornate ma è durissima, solo il Lecce non è in salute, fra chi sta davanti, eppure conserva 6 punti di margine ed è terzultimo, la formazione di Ferrara avrebbe bisogno di superarne un’altra ancora.

Il Cagliari prova a battersi per l’Europa, resiste a 4 punti dal Milan. L’ultima volta fu 26 anni fa, semifinale Uefa con l’Inter. Il settimo posto renderebbe indelebile il centenario.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Il Messaggero. Parma-Spal 0-1, cronaca di una partita surreale, iniziata con un’ora e un quarto di ritardo. Quando le squadre stanno per scendere le scale, l’arbitro Pairetto le richiama in spogliatoio: “Inizio rimandato di mezzora”. La tensione di Floccari e del ds Faggiano, Dazn inquadra fisso il pallone, neanche dà la linea al bordocampista. L’incertezza favorisce chi difende

(sportface.it)

Parma
Al Tardini si gioca la partita più lunga del millennio. Rinviata 8 giorni fa, inizia con un’ora e un quarto di ritardo, durerà un centinaio di minuti, recuperi compresi.
Vince 1-0 la Spal, sulla difensiva e avvantaggiata dall’intercertezza, emersa già sabato sera, con l’anticipazione del decreto Conte. Alle 12,25 c’è il lungo pitstop, con la telefonata a Luca Pairetto, mentre si accinge a far scendere le squadre dalle scale. Allo stadio, staff e operatori sanitari con le mascherine, una manciata di steward e i 50 giornalisti capiscono subito che il ritardo è sospetto. L’arbitro parla con alcuni dirigenti, fa rientrare negli spogliatoi i 42 giocatori. L’ex laziale Sergio Floccari sospira: “Non si può giocare, in queste condizioni”. E’ sfibrante preparare la partita, scaldarsi e rientrare ai box. Lo speaker aggiorna, il primo ritardo annunciato è di mezzora. Si pensa al rinvio, il più contrariato per l’attesa è il ds crociato, Daniele Faggiano: “Si doveva decidere prima”. Tutti ad ascoltare Dazn, allora, anche in tribuna, a lungo è inquadrato solo il pallone, fermo al centro del campo. Si resta lì, sospesi, come aspettando un treno o un aereo in ritardo. Pare si giochi, alle 13,13 Pairetto fa riprendere il riscaldamento, ritorna la musica. E con il suono dell’Aida Parma e Spal arrivano sul prato: viene in mente Perugia-Juve del 2000, un’ora di rimando per la pioggia, 1-0 e scudetto laziale. Roberto D’Aversa è squalificato, siederà silenzioso in uno skybox, in mancanza del pubblico. A fianco ha l’ex capitano Alessandro Lucarelli, che dirà: “Siamo rimasti lì mezz’ora, schiavi della situazione, senza sapere. E’ sfuggita di mano, per la confusione generata da Tommasi e dal ministro Spadafora, che rinnega le decisioni del governo”.
La Spal passa a metà ripresa, resta a 7 punti dalla salvezza, neanche c’erano i Colombarini: “Papà Francesco e io siamo rimasti a casa – spiega Simone -, rispettiamo le indicazioni, evitando viaggi non indispensabili in zona rossa”. Più occasioni crociate (Gervinho spreca), le tre ferraresi sono per Valoti, alla seconda caduta è premiato dal rigore, trasformato da Petagna, che racconterà: “Non ha vinto nessuno. Ora il calcio deve essere messo da parte, al primo posto c’è la salute di tutti gli italiani”. Di Biagio è ai primi punti: “Mai vista una situazione simile, siamo tutti a rischio”. Mezzogiorno surreale, più che di fuoco.
Vanni Zagnoli
Parma-Spal 0-1
Parma (4-3-3): Colombi 6; Darmian 6 (42′ st Siligardi sv), Iacoponi 6, Bruno Alves 5,5, Gagliolo 6,5; Grassi 5,5, Brugman 5,5 (28’ st Caprari 5), Kurtic 5,5; Kulusevski 6 (37’ st Karamoh sv), Cornelius 5, Gervinho 5. A disp.: Corvi, Radu, Dermaku, Regini, Sprocati, Pezzella. All.: Tarozzi 6 (D’Aversa squalificato).
SPAL (4-5-1): Berisha 6; Cionek 6, Bonifazi 6,5, Vicari 6,5, Reca 6 (34′ Felipe 6); Valoti 7, Valdifiori 6,5, Missiroli 6, Murgia 5,5 (44’ st Tunjov), Fares 6,5 (18’ st Sala 6); Petagna 6,5. A disp.: Thiam, Letica, Floccari, Castro, Cerri, Tomovic, D’Alessandro, Zukanovic. All.: Di Biagio 6,5. 
Arbitro: Pairetto 6.
Marcatore: 25′ st Petagna rig.
Note: ammoniti: Brugman, Gagliolo, Felipe. Angoli 4-5. 100 spettatori.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Quotidianodipuglia.it. La prima vittoria per Di Biagio è alla Semplici, difesa e rigorino, Bruno Alves su Valoti

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_spal_diretta_coronavirus_risultato_finale_live_formazioni_commento_serie_a-5098839.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_spal_diretta_coronavirus_risultato_finale_live_formazioni_commento_serie_a-5098840.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/parma_spal_diretta_coronavirus_risultato_finale_live_formazioni_commento_serie_a-5098850.html

di Vanni Zagnoli

Il Parma meriterebbe persino di vincere, attacca di più, insegue l’Europa, il rinvio di un’ora e un quarto e la mancanza del pubblico finiscono per favorire chi si difende, ovvero la Spal. Che passa su rigore dubbio per 1-0 e può recuperare qualcosa sulla zona salvezza, per Luigi Di Biagio sono i primi punti, dopo due sconfitte. Resta durissima per Ferrara, alla terza stagione in A di fila ha teoricamente la squadra più forte da mezzo secolo a questa parte, invece dall’inizio è quasi sempre rimasta in zona retrocessione. Il Parma, invece, è specialista in partenze lanciate e quest’anno regge, a differenza della scorsa annata, prova a restare in corsa per il settimo posto sino alla fine. Gioca meglio del solito, quando però deve recuperare emergono i limiti del gioco di Roberto D’Aversa, che con la Spal perde sempre, è alla 4^ sconfitta in altrettanti confronti, questo è stato il più equilibrato.

Il primo squillo è di Gagliolo, che disputerà gli Europei con la Svezia, da sinistra, diagonale fuori di poco. Gli affondi migliori sono di Darmian a destra (cross, Petagna si oppone, al centro), e di Kulusevski, fermato fallosamente dal rientrante Fares. Di Biagio sembra Semplici, deve contenere, la pressione si allenta prima dell’intervallo, con un primo tentativo di Valoti, che anni fa segnò un gol al Parma, al Verona. L’ex Kurtic non brilla, al pari di Grassi, Gervinho non ha mai spiragli in velocità. 

Alla ripresa di nuovo Valoti è insidioso, dalla parte di Iacoponi, alla 66^ partita in serie A di fila. Il duello si ripete, il difensore alza la gamba in area, Pairetto dapprima fischia il fallo di mano di Valoti, poi si va al Var, D’Aversa è in tribuna, squalificato, con accanto il club manager Alessandro Lucarelli, che consulta sullo smartphone la diretta Dazn. Da valutare c’è anche il fuorigioco, si resta in attesa, in silenzio. “Se non è offside è rigore”, dicono dalla panchina estense. La mancanza del pubblico rende il tutto più rispettoso, quando parte Pairetto si fa dare palla, opta per il tacco del centrocampista della Spal, in fuorigioco. Gervinho ha la chance in area piccola, tocca fuori, è l’occasione che può risolvere la partita. Un attimo più tardi Petagna di testa da ottima posizione mette alto. Il match è zeppo di episodi, Bruno Alves tocca Valoti in area, Pairetto fischia il rigore, il contatto è in dubbio: “Lo sai anche tu – dice al portoghese -, l’hai preso”. “Vallo a vedere”, la replica crociata. L’arbitro va, controlla che non ci sia il tocco di mano di Valoti, ma con la spalla. Pairetto conferma la prima sensazione, fischia il penalty: “Lo tocca basso”. Alves avrebbe dovuto ritrarre il piede. Dal dischetto Petagna è freddo, migliora la percentuale, la porta a 5 su 7 in questo campionato (11 su 13 nella Spal) è all’11° gol sui 20 di questo campionato estense, al Napoli potrebbe fare il cambio di Milik.  

In tribuna, D’Aversa ha quella faccia un po’ così, la mancanza del pubblico lo tranquillizza. In panchina c’è Andrea Tarozzi, il vice valorizzato da Fulvio Pea al Sassuolo, in serie B. Il derby si scalda, i contatti sono veri, altrochè metro di distanza.

Esce Brugman, sconfitto da Valoti, nel duello (Scozzarella è superiore), entra Caprari, un attaccante per un centrocampista. Cornelius è stranamente fuori partita, l’altro scandinavo Kulusevski si accende di più, eppure calcia fuori. L’ultima chance è per Gervinho, in acrobazia non la trasforma. Il Parma ha giocato peggio altre partite vinte, per esempio a Reggio, l’altro derby, con il Sassuolo. 

Con la Spal si è giocato, non c’è stato rinvio. La decisione arriva in extremis, si parte alle 13,45, quando sembrava prevalente l’ipotesi di non entrare in campo. Alle 12,30, le squadre erano naturalmente già pronte, il riscaldamento era completato, mancava giusto la terna arbitrale e infatti Pairetto comunica ai giocatori la decisione del governo di chiedere l’immediata sospensione del campionato di serie A. 

Le formazioni di D’Aversa e Di Biagio tornano gli spogliatoi, l’inizio è eventualmente posticipato di mezz’ora, all’inizio. “Ci prendiamo un po’ di tempo, nel caso facciamo 5’ di riscaldamento”, dice Luca Pairetto agli atleti. “Non si può giocare in queste condizioni”, sussurra Sergio Floccari, 38 anni, il veterano della compagnia, peraltro in panchina. Intende il tiramolla psicologico e pure la coerenza nell’evitare il rischio di contagio. I calciatori si salutano con il gomito, oppure con il pugno, com’è già avvenuto a Cagliari, per la coppa Davis, per Italia-Corea del Sud.

Del resto ieri sera anche il presidente dell’assocalciatori Damiano Tommasi aveva chiesto di non giocare, per evitare rischi per gli atleti,, che naturalmente non possono disputare una gara restando a uno, due metri di distanza. Si attende la notizia del rinvio, di Parma-Spal e dell’intera giornata di campionato. Sembrava che il calcio desse il buon esempio, dopo il rinvio anche della giornata di basket, giunto poco dopo le 8.

Il Parma accredita solo una cinquantina di giornalisti, più gli staff, Dazn per esempio ha scelto di inviare solo il bordocampista, che neanche interverrà in diretta. I raccattapalle hanno i guanti in lattice, siamo in zona arancione, il colore dei soccorritori in tribuna, dove le presenze sono davvero ai  minimi termini.

Si cerca di evitare la diffusione del contagio, gli ospedali sono in sofferenza, come personale, non solo per i casi di coronavirus. 

Passa la mezz’ora, trascorre un altro quarto d’ora, i giocatori si spazientiscono, aumenta la tensione, nella pancia dello stadio Ennio Tardini. Finchè trapela l’ipotesi di giocare e così sarà. 

Il pallone resta lì, a bordo campo, rotolerà normalmente, con un’ora e un quarto di ritardo. A Parma c’è il sole, è acceso comunque l’impianto di illuminazione. Si ricomincia, dunque, con un nuovo riscaldamento, le squadre scendono sul campo alle 13,13. Mai successo, riparte la musica della Lega e tutto o quasi sarà come sempre. Anche il risultato di Parma-Spal, regolarmente favorevole ai ferraresi. Reduci da 5 sconfitte in sequenza e da 8 nelle precedenti 9 gare. E’ stata una vittoria quasi alla Semplici, con il baricentro basso, ma meno basso del solito. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Quotidianodipuglia.it”