Il Gazzettino. Sassuolo-Milan. Un anno di Generazione S, con Raspadori. Dionisi ha espresso a Venezia il suo calcio migliore. La Mapei e la famiglia Squinzi, lo stadio privato e i tifosi

Reggio Emilia
Anche il Sassuolo ha fatto il suo mediaday, come la Roma. Solo che i neroverdi sono a metà classifica, senza reali obiettivi da mesi, sono unicamente arbitri dello scudetto. Vent’anni dopo, l’Inter spera in un 5 maggio al contrario, dal pianto di Ronaldo all’Olimpico con la Lazio, da 1-2 a 4-2, con scudetto alla Juve, che vinceva facilmente a Udine, con Lippi allenatore bis e Ventura con la famiglia Pozzo, alla speranza di un capitombolo Milan, per mantenere il tricolore.
In questo millennio il diavolo ha vinto appena due scudetti, con Ancelotti e Allegri, Pioli è parmigiano come Carlo, che poi magari festeggerà una nuova Champions con il Real Madrid, cui aveva regalato la decima, prima delle tre con Zidane, suo ex allievo.
Tutto questo è ambientato nel primo stadio privato d’Italia, a Reggio Emilia, venne costruito nel ’94 da Franco dal Cin, trevigiano, per una vita nel calcio a nordest, portò Zico all’Udinese e poi Futre in questa città, neanche il ricco Sassuolo ha mai avuto un campione del genere, vice pallone d’oro. “Il Sassuolo è una falsa piccola – ci disse Maurizio Sarri, quando al debutto in serie A portò l’Empoli a metà classifica -, perchè dietro ha la Mapei”. Già, la multinazionale dei calcestruzzi per l’edilizia, per gli interni. Il patron Giorgio Squinzi era tifoso del Milan, non ha avuto il coraggio di prenderlo, rifiutò anche il Verona e il Bologna, ai figli Veronica e Marco ha ordinato di portare avanti il progetto pallone, anche con i giovani, generazione S, presentato martedì sera, al primo anno di attività. Nel distretto emiliano delle ceramiche, al confine con Modena, aspettano società affiliate anche dalle nostre regioni, ha preso la parola persino un campano.
Questa è la fabbrica dei campioncini, del tridente re del mercato, Berardi che disse no alla Juve e all’Inter, mentre l’ad Carnevali l’ha negato alla Fiorentina, dopo il titolo Europeo dell’Italia, e poi Scamacca, vicino all’Inter, e Raspadori, che piace alla Juve.
“Nasco tifoso bianconero – spiega l’attaccante originario del Bolognese, che De Zerbi volle capitano contro la Roma, un anno fa -, non ho preferenze fra Inter e Milan”.
Questo finale di campionato regala emozioni agli sportivi, in parte ricompensati dall’assenza dell’Italia al mondiale in Qatar. “Non basterebbe neppure uno spareggio, che non si disputa più – osserva Raspadori -, per restituire quanto abbiamo perso a Palermo, con la Macedonia. In nazionale arrivo prima dell’Europeo, tocchiamo l’apice a Wembley e poi entro nel finale del playoff, semifinale”. Per cancellare la delusione, servirebbe minimo una semifinale a Euro 2024, oppure vincere la Nations league, che ha il sapore della Confederation cup per la Roma.
Sulla barca nera e verde c’è Alessio Dionisi, toscano ma non tifoso della Fiorentina, simpatizzante della Juve, un giocoliere, ha vinto a San Siro con Milan e Inter, all’andata e al ritorno, e a Torino con la Juve. Il massimo, eppure chiuderà probabilmente all’11° posto. “Vorremmo proprio salire nella parte sinistra della classifica”, auspica Raspadori, brevilineo tonicissimo. Dionisi era esordiente in serie A: “Sono stato un ex difensore in C, mai avrei immaginato di scalare il calcio così rapidamente, dai dilettanti”.
Al Venezia dava spettacolo, spesso, Zanetti è partito dal suo grande lavoro, per la promozione, che Dionisi ha colto a Empoli. “Vogliamo vincere per noi stessi, per i tifosi, per la famiglia Squinzi, non per l’Inter”, dicono Dionisi e Giacomo Raspadori. “Pensaci, Giacomino!”, si chiama una commedia di Luigi Pirandello. Ecco, l’Inter spera che ci pensi lui, fra assist e gol o anche penultimo passaggio vincente, con o senza Scamacca o Berardi. Frattesi è già da nazionale, Maxime Lopez è un piccolo Jean Tiganà, il mito degli anni ’80, campione d’Europa con la Francia di Platini. Comunque vada, sarà uno spot per la Mapei. Mentre Kerakoll sponsorizza il Modena, appena tornato in B. La ricchissima Emilia Romagna ha una concentrazione di sport che sembra il nordest vecchia maniera, con i Benetton padroni di basket, volley e rugby. Qui si fa la storia, Milan al 95%, Inter al 5%, anche se è più forte. Simone Inzaghi ha già supercoppa e coppa Italia, le aveva già vinte alla Lazio, Pioli è a zero titoli, non perderà l’occasione.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. Sassuolo-Juventus 1-2, Raspadori impressiona la sua futura squadra? Dybala pareggia, ci starebbe la vittoria neroverde arriva invece la girata di Kean. La curva bianconera per Andrea Agnelli

(eurosport.it)

Reggio Emilia
Il 2-1 del Mapei è lo specchio dell’Allegri bis, lampi ma anche mediocrità. La vittoria a due minuti dalla fine firmata Kean porta di fatto a +9 sulla Roma, considerato lo scontro diretto, e a +10 sulla Fiorentina, che ha una gara da recuperare e anche da ospitare la Juve, all’ultima giornata, ma ormai il quarto posto è blindato e anzi si può superare il Napoli, a un punto. Come occasioni, il Sassuolo non è stato inferiore.
La Juve inizia a fare la partita, senza grande ritmo, Danilo è interno, accanto a Zakaria. Le prime fiammate sono con Raspadori, destro da fuori vicino alla porta, e su cross di De Sciglio, allontanato di pugno da Consigli. Torna Rugani, a sorpresa, e fa argine nella difesa in maglia gialla con bande blu, anzichè bianconera. Raspadori piace alla Juve, è nel vivo della manovra, al contrario di Scamacca, altrettanto conteso dalle grandi. L’altro azzurro di casa, Berardi, sfiora la traversa direttamente dall’angolo. La curva bianconera incita e si schiera con Andrea Agnelli: “C’è solo un presidente, un presidente”, alludendo a un possibile cambio. 
I movimenti difensivi chiamati da Allegri sono attenti, a tratti la linea è a 5. Un errore di Dybala in disimpegno serve Berardi, il calabrese trova lo spiraglio da fuori e con un destro molto forte non sorprende Szczesny. E’ a destra che la Juve punge, il cross di Bernardeschi trova Dybala, la girata è pronta ma scentrata e Zakaria manca il tapin. Rabiot fa il regista, da dietro, le verticalizzazioni ci sono, manca precisione. I raid modenesi sono più saettanti, Muldur chiama al tiro Scamacca, la replica del portiere polacco è adeguata. Alvaro Morata arretra a prendersi palla e scambia con Dybala, che ha la tendenza a scivolare. La Juve gioca palla a terra, il ritmo diventa frenetico e premia il Sassuolo, più insidioso. Scamacca leva palla a Morata, Maresca non sanziona il fallo, l’azione poi prosegue, Kyriakopoulos serve Berardi che inventa il 12° assist, un colpo di tacco a liberare Raspadori: il sinistro dell’attaccante esterno sorprende Szczesny, che poteva fare di più. L’arbitro usa lo stesso metro sul pareggio bianconero, Morata interviene su Kyriakopoulos, si potrebbe fermare l’azione, la palla arriva poi a Dybala che azzecca un sinistro prepotente. Prima dell’intervallo un colpo di testa di Morata, fuori di poco. 
Si ricomincia con gli affondi a destra di De Sciglio, da nazionale. Batte l’angolo per Morata, la girata area è eccellente e Consigli si supera nell’opposizione per evitare che la palla entri, evitando anche l’irrompere di Bonucci. La squadra di Alessio Dionisi costruisce, Muldur da fuori mette in difficoltà Szczesny. Allegri leva Dybala per Vlahovic e cambia un centrale difensivo, con Chiellini per Rugani. Si vedono poco Zakaria, Danilo, Rabiot, piace invece anche l’intesa fra Vlahovic e Morata, vicino al vantaggio. Il pressing torinese è applicato, la palla resta più tra i piedi neroverdi e quando la perdono Vlahovic è fulmineo nel lanciarsi. Colpisce l’umiltà della Juve nei duelli, l’applicazione al limite dell’area a contenere il tridente marchiato Mapei. De Sciglio crossa per Kean, è Chiriches con il petto a deviare e a esaltare di nuovo Consigli. Che addomestica una conclusione di Rabiot. Il posticipo si decide con un lancio lungo sulla sinistra, Alex Sandro svetta di testa e serve Kean, che si appoggia con il corpo a Chiriches e gira, Consigli si lascia perforare fra le gambe. 
Vanni Zagnoli

Sassuolo-Juventus 1-2
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6,5; Muldur 6,5, Chiriches 5,5, Ayhan 6, Kyriakopoulos 6,5; Frattesi 5,5 (43’ st Henrique ng) Maxime Lopez 6; Berardi 7 (34’ st Defrel ng), Raspadori 7,5, Traore 6 (34’ st Djuricic ng); Scamacca 6. All. Dionisi 6,5.
Juventus (4-4-2): Szczesny 6; De Sciglio 7, Bonucci 6, Rugani 6 (10’ st Chiellini 6), Alex Sandro 6.5; Bernardeschi 6 (43’ st Miretti ng), Zakaria 6, Danilo 5,5, Rabiot 6; Dybala 7 (10’ st Vlahovic 6,5), Morata 6,5 (22’ st Kean 6,5). All. Allegri 6,5.
Arbitro: Maresca 6.
Reti: 38’ Raspadori, 45’ Dybala; 43’ st Kean.
Note: ammoniti Scamacca, Maxime Lopez, De Sciglio. 16mila spettatori. Angoli 6-4. Recupero: pt 1’, st 4’.

Da “Il Gazzettino”

Sportsenators.it e derbyderbyderby.it. Doppietta di Traore per il Sassuolo, l’Atalanta distratta scivola fuori dall’Europa

(sport.sky.it)

di Vanni Zagnoli

Rutilante e avvolgente è Sassuolo-Atalanta, esattamente come nelle previsioni. Vincono 2-1 gli emiliani e da 15 partite di fila non ci riuscivano con la squadra di Bergamo, sono a punti 7 dal settimo posto, ma Fiorentina e Atalanta hanno una gara in meno e ora i toscani superano Gasperini. Per quasi tutte le squadre mancano 6 partite, solo la matematica tiene in corsa i modenesi per l’Europa, mentre l’Atalanta rischia di finire ottava.

E’ il girone di ritorno di Hamed Traore, l’esterno ha pure la cittadinanza italiana (il suo primo tesseramento è stato al centro di un’inchiesta, ha chiesto il patteggiamento e pagato 48mila euro di multa), il ct Mancini doveva evitare che disputasse partite ufficiali (già 4) con la Costa d’Avorio, il suo talento era evidente anche prima dei 22 anni.

Palla a terra i bergamaschi piacciono sempre, vanno al tiro di frequente, dopo la deviazione iniziale di Sportiello sulla conclusione di Maxime Lopez a sua volta deviata. 

Maglia bianca, i nerazzurri dominano metà tempo come gioco e occasioni, culminate nella traversa di Pasalic, è lo spettacolo già visto a Lipsia, un po’ meno a Leverkusen, adesso che è rientrato Zapata la profondità c’è e la differenza si vede, proprio nella capacità di creare occasioni. Il Sassuolo segna con Berardi ma in evidente fuorigioco, il Var annulla in pochi istanti, e passa un attimo dopo. Pezzella sbaglia un passaggio in avanti, i neroverdi partono in 6, Kyriakopoulos pesca Traore che infila, dimenticato da Toloi e da Hateboer. “Ci siamo posizionati male in due fuori area quando eravamo in attacco – spiega Gasperini -, andava evitato il contropiede”.

Raro vedere la squadra marchiata Mapei in difficoltà (era avvenuto con il Torino), ancor più raro vedere un vantaggio non così meritato al riposo, al di là del destro a giro sempre di Hamed Traore deviato sul palo da Sportiello, preferito a Musso. Che sporca anche la deviazione aerea di Chiriches, aiutandosi con la traversa per evitare il raddoppio.

Il ritmo scende, Hateboer crossa, Pezzella ributta palla in area, Pasalic va a colpo sicuro, alto. Da anni l’Atalanta è primatista di occasioni create e non concretizzate, la vulnerabilità difensiva resta e fa parte dei rischi; da De Zerbi a Dionisi il Sassuolo impara ad abbassare il ritmo, a reggere la pressione altrui e ripartire. 

All’intervento cambio a destra con Zappacosta per Hateboer e Koopmeiners per Miranchuk, invisibile. Come Raspadori sul fronte emiliano. L’azzurro si vede alla ripresa, con l’assist per Traore, contrato dall’uscita di Sportiello.

Mentre esce, Toloi scaglia a terra una bottiglietta, aveva saltato per infortunio la Macedonia, avverte sempre lo stesso problema muscolare. Fuori anche Boga, che qui sino alla scorsa stagione aveva lampi da Champions.

Il Sassuolo viaggia in contropiede che è un piacere, Maxime Lopez serve in corridoio Traore, Demiral è in ritardo, la battuta non troppo angolata è sufficiente alla doppietta. Si riprende con l’attaccare improduttivo atalantino, con la parata di Consigli su Muriel. 

L’Atalanta si arrende in anticipo nella lotta per il quarto posto (Juve ora a +12, con una partita in più), anzi rischia per la prima volta di restare fuori dall’Europa da quando c’è Gasperini. 

Rullano i tamburi, nella curva di casa, una dozzina di tifosi sta a torso nudo, sventano alcune bandiere orobiche, in un finale spento, in cui la Dea non crede abbastanza alla rimonta e anzi concede un palo in controfuga a Defrel. Zappacosta in assolo è insidioso ma poi prende l’ammonizione per simulazione. Muriel infila il 2-1 a mezzo minuto dal fischio finale, su lancio di Malinovskyi l’errore è di Ruan Tressoldi.

Giovedì c’è il ritorno con il Lipsia, l’1-1 non offre garanzie, la partita è comunque da vincere, c’è da bissare la semifinale di coppa delle Coppe raggiunta da Emiliano Mondonico nell’87-’88, l’Europa league di oggi vale all’incirca quel trofeo. La vera semifinale è questa, a Glasgow i Rangers partono dall’1-0 subito in Portogallo, dal Braga, se elimina la squadra della Red Bull Bergamo può volare direttamente in finale. Basterebbe maggiore attenzione difensiva, lo stesso Scalvini tradisce i suoi 18 anni.

«Speriamo di recuperare Freuler e Djimsiti – auspica Gasperini -, Toloi è il più in dubbio. Oggi non avere realizzato è colpevole, c’erano tutte le condizioni per poterlo fare, inizialmente c’erano spazi. E’ un momento di difficoltà, lo paghiamo con risultati che non arrivano”. Tre vittorie in 14 gare. «Per restare in Europa tramite il campionato serve una chiusura importante».

Il tabellino su Il Messaggero

Sassuolo-Atalanta 2-1

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6; Muldur 6,5, Chiriches 7, Ayhan 6,5, Kyriakopoulos 6,5 (33’ st Ferrari ng); Maxime Lopez 7, Henrique 6 (1′ st Magnanelli 6); Berardi 6 (25′ st Defrel 6), Raspadori 5,5, Traore 7,5 (25’ st Rogerio 6); Scamacca 6 (33′ st Ruan 5). A disp.: 56 Pegolo, 30 Vitale, 13 Peluso, 6 Rogerio, 22 Toljan, 15 Ceide, 11 Ciervo, 7 Oddei. All.: Dionisi 7.

Atalanta (3-4-2-1): Sportiello 6,5; Toloi 5 (12′ st Palomino 6), Demiral 5,5, Scalvini 5,5; Hateboer 5,5 (1’ st Zappacosta 6), Pessina 5,5, Pasalic 6 (33′ st Malinoviskyi 6), Pezzella 5,5; Miranchuk 5,5 (1’ st Koopmeiners 6), Boga 6,5 (12’ st Muriel 6,5); Zapata 5,5. (1 Musso, 31 Rossi, 46 Cittadini, 3 Maehle, 20 Mihaila). All.: Gasperini 6.

Arbitro: Sacchi di Macerata 6,5.

Marcatori: 24’ Traorè; st 16’ Traore, 48’ Muriel. Note: ammoniti Henrique, Muldur, Dionisi, Zappacosta. Angoli: 6-7. Spettatori: 7mila.

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it. Berardi fa 100 in serie A, segna anche Scamacca: poker Sassuolo allo Spezia

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572396.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/berardi_fa_100_serie_segna_scamacca_poker_sassuolo_allo_spezia-6572430.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/sassuolo_spezia_4_1_berardi_100_gol-6573690.html

di Vanni Zagnoli

Cento gol in serie A per Domenico Berardi, al Sassuolo dai 16 anni, e la squadra targata Mapei prosegue l’inseguimento al settimo posto che probabilmente varrà la Conference cup. Segnano anche Ayhan Scamacca, sino a domenica il Verona è dietro, al 10° posto: i 43 punti impongono di sperare che si fermi una tra Lazio, Atalanta e Roma ma dovrebbe stopparsi anche la Fiorentina, coincidenze improbabili. Meno improba resta la seconda salvezza dello Spezia, a +7 sul Venezia, lì in fondo sono le uniche a non avere cambiato allenatore. 

Anche Davide Frattesi meritava la convocazione in nazionale, è fra in centrocampisti migliori della serie A, più continuo del tridente neroverde chiamato da Mancini. Al quarto d’ora lo aziona Berardi, ruba il tempo a Kovalenko che lo stende, capitan Ferrari chiede l’espulsione, al posto dell’ammonizione. Dal dischetto il numero 25 conferma la ritrovata precisione, è all’8^ trasformazione di fila, gli errori restano 7 sui 48 calciati. Frattesi vola di nuovo, a destra, la conclusione è prevedibile e Provedel si oppone. In arancione, lo Spezia inizia a giocare, fa girare palla con pazienza, come quando Thiago Motta era regista. Nikolau fa correre Gyasi, il destro è pronto, Consigli respinge, comunque era fuorigioco. 

Il Sassuolo controlla anzichè affondare, al 37’ Kovalenko taglia per Simone Bastoni, Frattesi è in ritardo e Muldur non chiude: il cross è perfetto, Daniele Verde aggancia, Kyriakopoulos è lontano e teme di toccare con le mani, Traore non accorcia e l’esterno può piazzare un sinistro raro, per precisione: è abbonato ai gol pesanti o di prestigio, è il 6° della stagione, nella scorsa ne fece 3 alla Roma, in 3 gare, fa sorridere i Platek, in tribuna.

Dionisi lascia Scamacca in panchina per scelta tecnica, gioca Defrel ma quando c’è da attaccare manca la fisicità del centravanti prenotato dall’Inter. Maxime Lopez finta in area, la conclusione è sporcata.

Il resto sono cori dei 900 tifosi liguri arrivati al Mapei stadium, non mancano gli sfottò alla Reggiana, antagonista storica ai tempi della serie C. Entusiasmo mortificato alla ripresa. Frattesi soffia palla a Verde senza fallo, Maxime la allunga a Defrel, inventato centravanti da Eusebio Di Francesco, lì dimostra la sua utilità a difesa schierata, prolunga per Domenico Berardi che segna di destro, resistendo all’attacco di Reca, vulnerabile nell’opposizione. Serve l’uscita di Provedel ad anticipare Frattesi, per evitare il tris.

Una bella combinazione porta in area Kovalenko, Kyriakopoulos lo tocca fuori, Ferrari lo sbilancia appena, l’arbitro Volpi fa bene a non fischiare il rigore. Traore, invece, perde il tempo per il 3-1, rispetto al triennio con De Zerbi il Sassuolo non sa congelare il gioco, quando il ritmo scende diminuisce lo spettacolo e aumentano le possibilità avversarie di creare pericoli. Con Gyasi centravanti, peraltro, le aquile creano poco. E’ il ghanese a servire Kovalenko, Frattesi gli fa perdere il passo e anche Maxime Lopez evitano il rigore. Per l’ultimo quarto di gara c’è la staffetta programmata, Defrel-Scamacca, Motta cambia due attaccanti su tre ma il gol lo trova ancora il Sassuolo. Angolo da sinistra di Traore, sostituto dello squalificato Raspadori, Reca sfiora in acrobazia e il turco Ayhan realizza la prima rete in due stagioni neroverdi. Il poker arriva su punizione di Scamacca, la barriera si apre, con Manaj, e il coccodrillo così serve a poco. Fanno 13 in questo campionato, e così può debuttare in serie A Oddei, ghanese naturalizzato italiano, ed entra anche il norvegese Ceide.

Senza quel colpo allo scadere a San Siro con il Milan, complice l’errore dell’arbitro Serra, lo Spezia sarebbe solo a +4 sulla zona retrocessione, è probabile che quei tre punti facciano la differenza. Da quando è in serie A, aveva incassato più gol solo dalla Lazio (6) e dall’Atalanta (5), sempre in questo campionato. Dopo l’esonero al Genoa, Thiago mostra di meritare la serie A, nonostante i 4 punti in 7 gare.

Sassuolo-Spezia 4-1 Sassuolo (4-3-3) Consigli 6,5; Muldur 6, Ayhan 7, Ferrari 6,5, Kyriakopoulos 7; Frattesi 7,5 (39’ st Magnanelli ng), Maxime Lopez 7, Henrique 6,5 (39′ st Harroui ng); Berardi 7,5 (45’ st Ceide ng), Defrel 6 (23′ st Scamacca 6,5), Traore 6,5 (45′ st Oddei ng). All.: Dionisi 7,5.

Spezia (4-3-1-2): Provedel 6; Amian 5, Erlic 5, Nikolaou 5, Reca 5; Maggiore 5,5, Kiwior 5, S. Bastoni 6; Kovalenko 5,5, Gyasi 6 (29′ st Manaj 5), Verde 7 (29′ st Agudelo 5). All.: Thiago Motta 5.

Arbitro: Volpi di Arezzo 6,5.

Marcatori: 17′ Berardi rig, 35′ Verde; st 3′ Berardi, 33′ Ayhan, 36′ Scamacca. Note: angoli 6-2 per il Sassuolo.

Recupero: pt 0’, 3′. Ammoniti: Kovalenko, Henrique, Maggiore, Berardi, Erlic per gioco falloso. Spettatori: 6130, incasso di 56mila 923 euro

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Tre rigori fuori casa per il Sassuolo, il Venezia perde 4-1. Pairetto espelle Paolo Zanetti ma poi concede un penalty ai lagunari

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/tre_rigori_fuori_casa_sassuolo_venezia_perde_4_1_pairetto_espelle_paolo_zanetti_ma_poi_si_corregge_al_var-6546299.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/tre_rigori_fuori_casa_sassuolo_venezia_perde_4_1_pairetto_espelle_paolo_zanetti_ma_poi_si_corregge_al_var-6546467.html

di Vanni Zagnoli

Tre rigori per il Sassuolo, rarissimo, il Venezia si lamenta ma ci stavano e poi sbaglia il suo. L’1-4 comunque segue il trend stagionale: i neroverdi sono alla 6^ vittoria esterna, su 9 complessive, i lagunari restano a 10 punti interni in 14 gare.
Probabilmente è tardi, per la seconda Europa del Sassuolo, con il -8 da Atalanta e Roma e i 7 punti dalla Lazio, poi di mezzo ci sono anche Fiorentina e Verona, però è bel segnale il successo su una squadra decisamente inferiore. Gli uomini targati Mapei avevano faticato decisamente più a Reggio, all’andata, 3-1 dopo il vantaggio del Venezia, oggi è andata al contrario, con tre gol in mezzora, compresi due rigori. La rete arancioneroverde arriva prima dell’intervallo la rimonta è impossibile per la matricola.


Il secondo tempo è per un po’ lagunare, la fase difensiva non è il punto forte degli emiliani eppure resistono e chiudono.La squadra di Paolo Zanetti raramente delude come gioco, eppure ha vinto una delle ultime 13 gare di campionato e rischia di essere superata anche dal Genoa, prima della fine. Certo il Cagliari è lì, a 3 punti, lo Spezia e la Sampdoria a 4, ma già l’Udinese a 29 appare fuori dalla portata della rosa rivoluzionata, rispetto alla promozione, conquistata dal presidente americano Duncan Niederauer. 


La tensione, la paura di retrocedere induce a sbagliare. Svoboda lo fa dopo un minuto e 27”, perde il rimpallo con Raspadori che si autolancia con questa finta, poi disorienta Mateju e calcia sul primo palo, ingannando anche Romero. Il bolognese è alla 9^ rete in questo campionato, fuori casa va molto meglio.Traore è un altro in formissima, ha due occasioni in 10’, sulla seconda Romero respinge e Berardi calcia alto. In mezzo il primo squillo veneto, di Okekere, conclusione respinta. Il raddoppio è episodico, su punizione di Traore, al 13’, Frattesi gira di testa e il portiere controlla. Passa un minuto e Pairetto è chiamato al Var, punisce il braccio largo di Aramu, evidentissimo, al replay. Segna Berardi. Un gol del Venezia arriva, di Fiordilino, ma in fuorigioco, sul cross di Aramu.
Minuto 27’, Kyriakopoulos avanza a sinistra e rientra sul destro, cross profondo, Romero va contro Berardi, certo il rigore è cercato dall’attaccante azzurro, molto abile, ma si può dare, anche se è il secondo. Dionisi cambia l’esecutore, anche Scamacca realizza. Al 34’, bello scambio a destra fra Okereke e Mateju, Henry schiaccia di testa alle spalle di Consigli, 1-3. Il poker è di Traore, rasoterra ma in fuorigioco.


Nella ripresa c’è naturalmente il forcing veneziano, Fiordilino calcia di destro, Ferrari devia. Svoboda precede l’uscita di Consigli ma spedisce alto. Il Sassuolo riparte, destro dal limite di Traore, Romero si distende. A metà tempo il terzo penalty, Svoboda scivola e aggancia Raspadori, stavolta non ci sono dubbi, Berardi angola e fa doppietta.
Le emozioni proseguono, filtrante di Ampadu per Nsame, destro violento, di nuovo annullato per offside.A 6’ dalla fine, Ayhan ostacola Nsame con il ginocchio, Pairetto fa proseguire ed espelle l’allenatore del Venezia Paolo Zanetti, va comunque al Var e concede il rigore, non nettissimo, per la verità, dal momento che il franco-camerunese strascina un po’ il ginocchio destro. Comunque si può dare, Aramu calcia e Consigli lo para, è il primo salvataggio della stagione, dal dischetto, è fra i migliori specialisti della serie A.


Se il Venezia non si salverà, sarà anche per questa gara, in teoria alla portata. Il Sassuolo spera di fare come la Juve, all’inseguimento dello scudetto, spera in extremis di reinserirsi nella lotta per la Confederation cup. Alessio Dionisi può essere felice della stagione, al debutto in serie A. Esordì in B con il Venezia e oggi rischia di avere contribuito ad affossarlo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Venezia-Sassuolo 1-4

VENEZIA (4-3-1-2): Romero 5; Mateju 6, Svoboda 4.5, Ceccaroni 5.5, Haps 5.5; Kiyine 5.5 (19’ st Ampadu 6), Vacca 5.5 (30’ st Tessmann 5.5), Fiordilino 6.5; Aramu 4.5 (41’ st Sigurdsson sv); Okereke 5.5 (41’ st Nani sv), Henry 6 (29’ st Nsame 6). Allenatore: Zanetti 5.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 7; Muldur 6 (37’ st Tressoldi sv), Ayhan 6, Ferrari 6.5, Kyriakopoulos 6.5; Frattesi 6.5 (37’ st Harroui sv), Henrique 6; Berardi 7 (45’ st Magnanelli sv), Raspadori 7.5, Traorè 6.5 (45’ st Ceide sv); Scamacca 7 (27’ st Defrel 6). Allenatore: Dionisi 7.

Arbitro: Pairetto di Nichelino 5.5.

Marcatori: 2’ Raspadori, 17’ Berardi rig, 29’ Scamacca rig, 34’ Henry; 26’ st Berardi rig.

Note: ammoniti Aramu, Fiordilino, Vacca, Scamacca e Svoboda. Espulso l’allenatore del Venezia Zanetti al 39’ st per proteste. Angoli: 8-6. Spettatori 5732.

Ilmessaggero.it. Harrouoi gol e il Sassuolo si guadagna la Juve. Cagliari da supplementari, pari annullato dal Var Serra

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/harrouoi_gol_sassuolo_si_guadagna_la_juve_cagliari_da_supplementari_pari_annullato_var_millimetrico-6449507.html

di Vanni Zagnoli

Sono quarti storici, per il Sassuolo, mai ci era arrivato e affronterà la Juve, mercoledì 9 febbraio, a Torino. Il Cagliari meritava i supplementari, ha costruito parecchio, peraltro senza impegnare tanto Pegolo, in campo con la maglia nera, vecchia maniera, e autore di due sole parate.

Mazzarri impiega solo Pavoletti,  Nandez e Zappa, fra i giocatori più noti, il resto sono giovani o seconde linee. Dionisi limita il turnover,  Ruan Tressoldi è il nuovo del Sassuolo, sceglie bene il tempo, nei primi interventi. Su cross da destra di Zappa, Dalbert di testa ha una buona occasione, incrocia fuori. Il match è vero, Raspadori lavora bene, alle spalle di Scamacca. Il gol neroverde arriva al 18’: cross mancino di RogerioKyriakopoulos fa velo e Abdou Harroui tocca in porta, il marocchino d’Olanda è alla 29^ rete in carriera, bel bottino, per un centrocampista di 24 anni. 

Mazzarri fa giocare palla a terra, come sempre, Gagliano però accanto a Pavoletti dà poco. Sull’altro fronte pressa alto Magnanelli, il capitano di 37 anni, impiegato raramente e non a caso sostituito all’intervallo. Lo spettacolo si rianima con le fiammate emiliane sulle fasce, regge la difesa del Cagliari a tratti a 5 e proprio un esterno, Zappa, manca il pari, in acrobazia. Duettano i due azzurri di casa, Scamacca e Raspadori, in età da under 21 ma in azzurro, il guizzante bolognese coglie il palo in allungo caparbio. Pavoletti, Scamacca, le conclusioni si susseguono, ci sarebbe anche un rigorino da Var, per il Sassuolo, il colpo alla schiena di Dalbert su Ferrari, l’arbitro Marchetti usa il buon senso e opta per l’involontarietà, anche se non esisterebbe, in area. Raspadori ha davvero voglia di giocare, impegna Radunovic a terra. I sardi insistono sulla destra, rincorrono la vetrina dei quarti, non sarà affar loro.

Nella ripresa il Cagliari attacca, segna Dalbert ma in offside. Il Sassuolo ha tre occasioni in una, per iniziativa di Defrel, il portiere serbo si oppone bene e poi Scamacca gira fuori. Il match resta interessante, peccato solo per i 1300 spettatori, alla 9^ stagione di fila in serie A la squadra Mapei fatica a catturare nuovi spettatori, fuori dal distretto ceramico, lontano comunque 25 chilometri. Il pari arriva e meritato, ma in fuorigioco per la spalla di Nandez. Traversone da destra dell’uruguagio, non contrastato da RogerioFerrari non arriva, Pavoletti anticipa Tressoldi e insacca. Senza il Var, mai sarebbe stato annullato, e in postazione c’è l’arbitro Serra, di Milan-Spezia. 

In maglia azzurra, gli isolani aumentano il pressing, Dalbert si accentra. Entra Pereiro, per Gagliano, mentre Kourfalidis in assolo dà un saggio del potenziale tecnico. In campionato era finita 2-2, con il calcio rutilante di Mazzarri premiato, in coppa non bastano neppure attacchi con 6 uomini, il Sassuolo resiste. Finisce con il 3-5-2, Dionisi rispetto a De Zerbi chiede più di congelare il gioco, quando in vantaggio, al Mapei era in striscia negativa.

Entra Jacopo Desogus, unico sardo in rosa, classe 2002, non basta a segnare a una formazione che prendeva gol da 16 gare, ultima da inviolata fu con la Salernitana, di Castori. La luna piena non illumina le ultime azioni cagliaritane, su 6 ottavi solo la Fiorentina ha rovesciato il fattore campo. 

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it. Tripletta di Barak e il Verona continua a volare: 4-2 al Sassuolo

(Massimo Paolone/LaPresse)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/sassuolo_verona_barak_tripletta-6443016.html

di Vanni Zagnoli

La tripletta di Antonin Barak – che da tre stagioni merita una grande squadra – fa esultare Igor Tudor, reduce da 4 sconfitte in 8 gare, e di gran lunga alla miglior stagione da tecnico in Italia. Con il terzo successo in quattro trasferte vince a Reggio 4-2, infliggendo la seconda battuta d’arresto nelle ultime 10 gare a un Sassuolo che conferma i limiti in casa: aveva già sofferto così in avvio di stagione contro il Torino

Settore ospiti chiuso e vendita dei biglietti vietata per i residenti in Veneto: così lo stadio Mapei è ancora più vuoto, al di là del limite dei 5mila spettatori. C’è tanto, sempre, del mondo Mapei, in tribuna, e del distretto delle ceramiche. 

La partita

L’avvio è dell’Hellas, ondeggiante sulle fasce – in particolare a destra: prima Ceccherini calcia alto, poi Simeone è chiuso da Chiriches. Il dominio Hellas è inatteso, fra i neroverdi si avverte l’assenza di Berardi, squalificato. Il vantaggio arriva meritato al 16’, ma annullato dal Var per fuorigioco: Lazovic centra con il destro, Gunter gira in porta, c’è anche una deviazione e il Var Mariani avvisa l’arbitro Prontera dell’irregolarità di posizione anche di un altro giocatore. Il pressing del Verona è feroce con Maxime Lopez fatica a costruire gioco. E’ sempre a destra che la squadra di Tudor elabora manovre palla a terra con DepaoliTameze e magari Barak. La palla arriva spesso verso Consigli, anche solo per alleggerimento. Raspadori cerca il rigore, la spintina è leggera. Sempre l’azzurro azzecca il pallonetto da 40 metri, Montipò – al rientro – fra i pali alza. 

Serve la voce di Dionisi per chiamare il pressing dei modenesi, in crescita dalla mezzora. Non si vedono molto i due romani, Caprari e Scamacca: proprio Caprari però segna, di sinistro, su azione di Barak, il Var stavolta controlla ma fa convalidare, giudicando il braccio del ceco involontario sul rimpallo a centroarea con Muldur. Il doppio mancino RogerioKyriakopoulos non dà molto al Sassuolo, da questa parte arriva anche il raddoppio di Barak su angolo e respinta di Maxime Lopez: il rimpallo è casuale, lo 0-2 sta persino stretto all’Hellas, pericoloso per tre volte anche nel recupero. 

Il monologo Hellas continua nella ripresa, con il tocco di Barak per poco fuori. Il Sassuolo ha però un lampo, su angolo di Kyriakopoulos da destra, con Scamacca che azzecca una girata splendida, dimenticato da Casale. Neanche il tempo di esultare che Chiriches tocca la palla con il pugno, in area: Prontera va a vedere e fischia il rigore, Barak dal dischetto segna con il brivido per il tocco di Consigli.

Kyriakopoulos fa il gioco di Berardi a destra: a piede invertito trova un bel tiro, deviato da Montipò. La squadra di Dionisi inizia a giocare come sa sull’1-3: anche Scamacca sfiora il bersaglio, l’ingresso di Defrel per Muldur ravviva un po’ e proprio il francese va a segno a metà ripresa di testa, per lui inconsueto, anticipando Depaoli, poi sostituito. Kyriakopoulos torna a sinistra, l’allenatore emiliano continua a incitare forte dalla panchina, sperando di completare la rimonta. Il Verona controlla e punge, anche con Faraoni: Tudor fa entrare il 18enne Diego Coppola, difensore che aveva debuttato un mese fa. Il finale è meno intrigante: i veneti sanno anche difendersi, spezzano il ritmo al Sassuolo costretto a calciare da lontano e non abbastanza preciso da meritare il pari. Anzi, arriva il 2-4: torsione sulla trequarti di Kalinic per Barak, a far esultare la parte gialloblù della tribuna.

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La squadra della famiglia Squinzi è ferma a un punto nelle ultime 3 gare in casa, dove ha battuto solo Salernitana e Venezia. Il Verona è lì, per qualche ora a due punti dalla Conference league. Segna tanto: 41 reti, quinto attacco, quasi due di media a partita. Meglio del Sassuolo, passato dall’1-5 conquistato a Empoli a questo 2-4, a vanificare il 2-3 del Bentegodi, all’andata. “Peccato per il primo tempo – spiega Alessio Dionisi -, poi è stata tutta una rincorsa”.

Sassuolo-Hellas Verona 2-4

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6; Toljan 5, Chiriches 5 (35’ st Ayhan 5.5), Ferrari 5,5, Rogerio 5; Frattesi 5 (35’ st Harroui ng), Maxime Lopez 5; Muldur 5,5 (18’ st Defrel 6.5), Raspadori 6, Kyriakopoulos 6.5; Scamacca 6.5. In panchina: Pegolo, Satalino, Mata, Aucelli, Netto, Abubakar, Paz, Pieragnolo. Allenatore: Dionisi 5,5.

VERONA (3-4-2-1): Montipò 6; Casale 6, Ceccherini 5.5 (35’ st Coppola 6), Gunter 6.5; Depaoli 6.5 (23’ st Faraoni 6), Tameze 7 (35’st Bessa ng), Veloso 6,5, Lazovic 7; Barak 8, Caprari 7 (41’ st Kalinic 6); Simeone 6 (23’ st Lasagna 6). In panchina: Pandur, Cancellieri, Ruegg, Berardi, Sutalo, Ragusa. Allenatore: Tudor 7,5.

ARBITRO: Prontera di Bologna 6.

Marcatori: 37’ Caprari, 44’ Barak; st 12′ rig e 49’ Barak, 9’ Scamacca, 22’ Defrel. Note: ammoniti Kyriakopoulos, Depaoli, Ceccherini, Ferrari, Montipò, Kalinic. Angoli: 9-7 per il Sassuolo. Recupero: 2′, 5′.

Da “Ilmessaggero.it”

Destro gol da nazionale, pareggia Berardi. Il Sassuolo domina, ma il Genoa tiene l’1-1

(repubblica.it)

di Vanni Zagnoli

Quando Defrel vola verso la porta del Genoa, a inizio ripresa, Sirigu si oppone due volte e si capisce che di nuovo non è la serata del Sassuolo.

A Reggio Emilia il grande freddo è passato, non quello dei neroverdi, di nuovo sotto in casa. Però alla successiva azione pareggiano, con Domenico Berardi, che quando disse no alla Juve e poi all’Inter, per restare con Di Francesco, e ora che vuole andare a tutti i costi almeno alla Fiorentina l’ad Giovanni Carnevali non lo vende per meno di 40 milioni. 

Non festeggia Andriy Shevchenko, al 3° punto in 7 gare, ha battuto il covid, è tornato in panchina, la conferenza stampa di vigilia era stata retta da Mauro Tassotti, secondo a vita per scelta.

Il Genoa non rischia neanche tanto, la fase difensiva è discreta, manca qualcosa davanti, la rosa è numericamente ampia, la qualità non eccelsa e rispetto a Davide Ballardini il rendimento è peggiorato. L’atmosfera è rilassata, ieri sera in ritiro erano in 4 a un tavolo, dello staff, il rischio è di retrocedere con il sorriso, con gli americani appena arrivati, come avvenuto al Parma, con Krause. Il Cagliari vale di più, può superare lo Spezia, il Venezia per ora è stato superiore, Sampdoria e Udinese sono lontane 8 punti, sarà dura coinvolgerle nella lotta per evitare le ultime tre posizioni.

Il Sassuolo è sempre lì, palla a terra ma non pedalare, senza Scamacca e Frattesi fermati dal covid. Dionisi conta 9 assenti, il Genoa 7, di cui 3 positivi.

Il grifone passa al 7’, suggerimento del ghanese Ekuban, colpo di tacco di Mattia Destro a beffare Consigli. L’ex romanista è a 8 reti, sul piano realizzativo torna da nazionale, come in avvio di carriera, ma non offre altri lampi. Gli emiliani dominano il possesso palla, avvicinano il pari con Rogerio e due volte con Berardi, toccato da Bani, Manganiello evita di andare al var. L’1-1 alla ripresa, Rogerio, Raspadori approfitta di un rimpallo fortuito, Berardi non può sbagliare. Defrel manca il sorpasso per due volte, il finale non è palpitante, a parte il contatto di Fares su Defrel.

C’è silenzio, al Mapei, è un peccato perchè la famiglia Squinzi investe da 20 anni, da Marassi arrivano appena 200. E’ serie A, i 4700 spettatori sono da C, la Reggiana ha un seguito decisamente superiore, da capolista. Però, certo, nel rapporto abitanti, 40mila, pubblico, il Sassuolo resta un fenomeno. Dionisi entusiasma ormai solo contro le grandi, il Genoa respira, bissa il pari tenuto con l’Atalanta.

Fra i modenesi debutta Luigi Samele, 2002, foggiano e omonino del vicecampione olimpico della spada, tesserato alla Virtus Bologna scherma. Il Genoa è grigio, come l’Alessandria, la holding 777 partners dovrà pazientare, con la sua cinquantina di azionisti. Potenzialmente merita l’Europa, da 15 anni di fila è in serie A, rischia tantissimo.

Sassuolo-Genoa 1-1

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 6; Toljan 6, Chiriches 5,5, Ferrari 6, Rogerio 6,5; Harroui 5.5, Lopez 5.5; Berardi 6,5, Raspadori 5.5,  Kyriakopoulos 6 (39’ st Muldur ng); Defrel 5 (43′ st Samele ng). All. Dionisi 6.

GENOA (3-5-2): Sirigu 6,5; Vanheusden 6, Bani 6, Vasquez 6,5; Hefti 5,5 (19′ st Fares 6), Hernani 6.5 (19’ st Melegoni 5.5), Badelj 6, Portanova 6 (39′ st Cassata ng), Cambiaso 6,5; Destro 7 (29′ st Pandev 5.5), Ekuban 6.5 (39’ st Caicedo). All. Shevchenko 5,5.

Arbitro: Manganiello 6,5.

Reti: 7′ Destro, 19’ st Berardi. Note: ammoniti Raspadori, Rogerio e Lopez. Angoli: 7-4 per il Sassuolo Recupero: pt 1’, st 3’. Spettatori: 4696 paganti, incasso 44.822 euro

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it e ilmattino.it. Palo di Scamacca per il Sassuolo, poi il Bologna stravince (3-0) a Reggio

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/palo_di_scamacca_sassuolo_poi_bologna_stravince_reggio-6400045.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/palo_di_scamacca_sassuolo_poi_bologna_stravince_reggio-6400092.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/palo_di_scamacca_sassuolo_poi_bologna_stravince_reggio-6400117.html

Vanni Zagnoli

Il Natale è del Bologna, vince Sinisa Mihajlovic, spesso in difficoltà contro il Sassuolo, 0-3 e serie neroverde interrotta a 6 risultati utili.

Ci stava un gol della formazione targata Mapei, per il palo iniziale di Scamacca e la parata di Skorupski a metà ripresa, da anni è un signor portiere, da Champions.In giallo, la formazione del capoluogo concede anche una percussione iniziale a Frattesi, replica con Orsolini, smarrito, dopo il debutto in nazionale e le mirabilie di Ascoli e nelle under. Il vantaggio al 36’, lancio profondo dell’argentino Dominguez, quasi da rugby, dall’altro Dominguez, proprio Orsolini sorprende Ferrari alle spalle e trafigge Pegolo sotto la traversa. Il portiere di Bassano del Grappa ha 40 anni, torna titolare dopo un anno. Rogerio rischia l’autorete, il raddoppio arriva comunque all’intervallo, angolo, Hickey trova un destro imparabile, lo scozzese è alla quarta rete per la Dotta.

La ripresa è equilibrata, come gioco ci starebbe il pari, peraltro è Pegolo a negare il tris, sempre a Hickey. Berardi e Scamacca avvicinano la rete, due volte a testa, Skorupski si supera sul mancino dai 20 metri del campione d’Europa.Il finale è sereno, non per Mihajlovic, che pure si rialza dopo 3 sconfitte. Sassuolo da 5,5, Bologna da 6,5, avrebbe potuto segnare altri gol, il terzo arriva allo scadere, su appoggio sbagliato da Pegolo, con assistenza di Vignato, ex Chievo.

E’ leader in Emilia Romagna, ha tifosi da Champions, cori inebrianti, insegue l’Europa 23 anni dopo, mentre nel 2002 perse la finale di Intertoto, con Francesco Guidolin. Anche solo il 7° posto e la Conference cup sono molto difficili, come dimostrano le due ottave posizioni per Dionisi. Magistrale quando gioca contro formazioni più quotate e invece da salvezza semplice contro le altre. Certo il contesto non aiuta, è come se il Sassuolo giocasse sempre fuori casa, la curva di casa è semivuota, come i distinti e da anni i tifosi della Reggiana irridono i sostenitori modenesi presenti al Mapei. “Città del tricolore”, tendono a evidenziare.In serie C il derby Modena-Reggiana è infinito, per il primato, sono piazze di tradizione, come il Bologna, e inseguono derby rari, in A. Il Sassuolo si consola con le donne, seconde a pari merito con la Roma, considerati entrambi i generi, è dietro solo a Juve, Roma, Inter, Milan e Fiorentina.

Sassuolo-Bologna 0-3

SASSUOLO (4-2-3-1): Pegolo 6; Muldur 5 (1′ st Toljan 5), Ayhan 6, Ferrari 5,5, Rogerio 6 (43’ st Kyriakopoulos ng); Frattesi 5,5, Lopez 5,5 (43’ st Magnanelli ng); Berardi 6, Traorè 5 (19’ st Defrel 5,5), Boga 5 (1′ st Raspadori 5,5); Scamacca 5,5. All. Dionisi 5,5.

BOLOGNA (3-4-2-1): Skorupski 6; Soumaoro 6,5, Medel 6, Bonifazi 6 (35′ st Binks ng); Skov Olsen 7 (27′ st De Silvestri ng), Dominguez 7, Svanberg 6,5 (17′ st Vignato 6,5), Hickey 7; Orsolini 7 (17′ st Barrow 6), Soriano 6,5; Arnautovic 6 (27′ st Santander 6,5). All. Mihajlovic 7.

Reti: 36′ Orsolini, 44′ Hickey; 49′ st Santander. Note: angoli 5-5. Recupero: pt 0’, st 4′. Ammoniti: Svanberg, Dominguez, Santander, Magnanelli per gioco scorretto.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Il Gazzettino. L’Atalanta ribalta il Verona ed è terza. Sassuolo show. Il Torino risale

(Alessandro Sabattini/Getty Images)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/l_atalanta_ribalta_il_verona_ed_e_terza_sassuolo_show_il_torino_risale-6380658.html

Lassù, c’è l’Atalanta, assolutamente, quest’anno davvero tra le favorite. Vince a Verona, infliggendo a Igor Tudor la prima sconfitta al Bentegodi, nella stagione migliore del tecnico che alla Juve era stato il primo collaboratore di Andrea Pirlo e che per due volte aveva salvato l’Udinese. Bergamo, dunque, festeggia con la sesta vittoria esterna di fila, primato societario, l’uscita dalla Champions league, in cui ha sprecato in Svizzera, a Vila-Real e a Manchester. 
Hellas avanti con Giovanni Simeone, 12 reti, è il vero capocannoniere dal momento che Vlahovic nelle 15 reti alla Fiorentina si è aiutato con la bellezza di 5 rigori. La rimonta è fra i due tempi, con l’ucraino Miranchuk e con l’olandese Koopmeiners, sono due fra i tanti sconosciuti scelti dal ds Giovanni Sartori, l’artefice del miracolo Chievo e ora delle 5 europe di fila della Dea. Gasperini lo attaccò in conferenza stampa nel preliminare di Europa league, 3 anni fa, con l’allenatore non ha mai ricomposto, eppure sono due fuoriclasse.
Ne ha due, nel loro piccolo, anche il Sassuolo, Berardi e Raspadori, che firmano la rimonta sulla Lazio, avanti con Zaccagni e tradita da Acerbi, che al Sassuolo aveva meritato la nazionale. Maurizio Sarri proprio non gira, la Lazio sarebbe fuori persino dalla Conference cup, eppure il tecnico meritava una considerazione diversa, dalla Juve, da Agnelli: “Il mio scudetto è stato sottovalutato – ci racconta -, il ciclo bianconero era alla fine, Khedira campione del mondo 2014 fece altre 4 partite all’Hertha Berlino e poi lasciò, in due sono andati negli Usa. Il miglior Sarri è stato a Empoli, dai playout in B a metà classifica in A”.
Buono anche il Torino, per ora a 4 punti dall’Europa, grazie al 2-1 sul Bologna. Vantaggio di Sanabria a metà primo tempo, raddoppio su autorete, di Soumaoro, poi il rigore di Orsolini. Il tecnico rossoblù Mihajlovic: “La nostra prestazione peggiore”. Juric, invece, chiede rinforzi per inseguire l’Europa, centrata solo da Ventura e da Mazzarri, nell’èra Cairo.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”