Panorama, agosto 2011. Nicolò Prandelli è preparatore atletico dell’Italia, racconta il padre Cesare, ct, nel giorno in cui lo fa diventare nonno. “L’amicizia con Cabrini, i campioni a casa nostra. La malattia della mamma, la nostra religiosità. La brescianità”

L’intervista più importante, il figlio del ct per Panorama, agosto 2011. Sì, mi manda papà, però non sono un raccomandato

Ha reso nonno il ct dell’Italia. A fine mese Nicolò Prandelli, 27 anni, per la seconda stagione nello staff dei preparatori atletici del Parma calcio, regalerà a papà Cesare la nipotina Manuela. La chiamerà proprio come la madre, scomparsa il 26 novembre 2007. «Mia moglie e io abbiamo piacere che riceva questo nome» taglia corto il figlio di Cesare Prandelli. Nel maggio 2010 sposò Veronica Gallazzi, 27 anni, varesina di Busto Arsizio che si occupa di comunicazione.

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Nicolò Prandelli

Nicolò, il suo ricordo più bello, da bambino?

Una mattina del maggio ’96 papà mi fece un regalo, la finale di Champions League Juve-Ajax, all’Olimpico. Tifavo bianconero, per il suo passato. Mille volte l’avevo pregato di portarmi alle partite, non mi accontentava mai. Quel giorno pensavo di andare a scuola, invece prese la strada di Roma: scambiai quattro chiacchiere con Michel Platini, suo ex compagno. Segnò Ravanelli, vincemmo ai rigori. Avevo 12 anni, un’esperienza indimenticabile.

Condivisa con Antonio Cabrini e relativa prole.

Uno dei pochi campioni passati da casa nostra. Veniva spesso Pierino Fanna, per 4 stagioni vice di papà a Verona e Venezia. Ci siamo trovati spesso con Domenico Morfeo, cresciuto con papà nelle giovanili dell’Atalanta e poi suo calciatore a Parma. Comunque papà non invita a casa chi allena.

Il ct azzurro che cosa fa nel tempo libero?

Anche in vacanza guarda sempre le partite, pure quelle di livello non eccelso. E poi ama lo sport in generale.

Ha qualche hobby?

Da un decennio pratica il golf, ama la lettura, è catturato dai thriller. È molto curioso e a periodi diventa esperto di un settore: era affascinato dalla storia di Firenze, lesse 6-7 libri, partendo dai Medici, poi 10 volumi sul golf. Ora è il momento dell’architettura.

Nel 2005 la famiglia scese a Firenze, dopo che Cesare aveva rinunciato alla panchina della Roma per la malattia di

sua mamma Manuela.

E furono cinque anni belli, con tanti momenti positivi, nonostante il lutto. Papà si era innamorato della città.

Confessi: la lettera d’addio ai tifosi la scrisse assieme a lei?

No, però commosse anche me.

Al Mondiale di Corea Trapattoni si presentò con l’acqua santa in tasca, anche Cesare è molto religioso. Ha anche

scaramanzie?

Non le conosco, oppure le nasconde bene. Solo fuma troppo.

E lei?

Prima delle partite facevo qualche esercizio di panca piana sotto lo stadio Franchi.

Il ct come regge lo stress?

Lo stress è notevole per tutti gli allenatori. A lui piacciono poco le pressioni esterne, dei media. Prima degli incontri, però, non ha problemi: ama il lavoro sul campo.

Nel calcio quali amici ha?

Le persone con cui lavoravo a Firenze: i preparatori Renzo Casellato e Giambattista Venturati, mentre Vincenzo Di Palma segue i portieri e Gabriele Pin è il vice; tutti hanno seguito papà in Nazionale. A Parma lavoro con il professor Bartoli, preparatore del tecnico Franco Colomba, e a contatto con i fisioterapisti.

Per quale squadra tifa?

Oggi nessuna. Prima simpatizzavo per i club dove allenava papà: Hellas Verona, Parma, Fiorentina ancora prima di entrare nello staff.

Ha mai provato a fare il calciatore?

Non ho le qualità né la passione. Ho sempre praticato il tennis a livello agonistico. Arrivai a classificarmi, C3.

Come ha maturato la passione per la preparazione fisica?

Seguendo gli allenamenti di papà. Finivo il liceo, volevo capire di più la fisiologia degli esercizi. Ero iscritto a Milano, con il

trasferimento a Firenze e la grande disponibilità dei preparatori viola dal 2006 mi sono aggiunto, occupandomi della parte

tecnologica, l’archiviazione dati.

Mai pensato di fare l’allenatore?

In casa ne basta uno. E di calcio non capisco tanto, lo giudico sul piano fisico. Capita che papà mi chieda conferme.

Qual è il calciatore con la migliore struttura corporea?

Adrian Mutu, il romeno passato al Cesena: è resistente, abbina forza e accelerazione. Tra gli italiani l’esterno destro viola Lorenzo De Silvestri.

Fra un anno potrebbe essere agli Europei, in Polonia e Ucraina.

Spero che l’Italia sia protagonista e di poter gioire alla fine.

Lippi puntava sui muscoli di Vincenzo Iaquinta e su Simone Pepe. Cesare si affida ai piedi buoni…

Non possiamo pretendere di giudicare le scelte di chi è in quel ruolo. In Sud Africa andò la formazione migliore, dopo il grandissimo 2006. Eppure…

Ora il ct insiste su Cassano e Balotelli, prima ignorati.

Cerca di instaurare un rapporto, per far sì che diano il meglio.

Si arrabbia mai?

Alza pure la voce, anche se in genere non ne ha bisogno per la grande personalità. Come Colomba, squisito tecnico del Parma:

somiglia a papà, anche nel carisma.

Lei entra nello spogliatoio?

Mai nella riunione pregara, anche se mi sarebbe permesso. In settimana sono presente, la domenica siedo sulla panchina

aggiunta dello stadio Tardini. Andrei sempre, pure in trasferta, anche se il mio ruolo non è fondamentale durante le partite.

Non si chiamasse Prandelli, magari sarebbe preparatore atletico dell’Orceana, la squadra del suo paese, Orzinuovi.

Ho percorso una corsia preferenziale, raggiungendo in fretta la serie A. Se resisto, però, significa che qualcosina valgo.

Com’è arrivato al Parma?

Quando papà ebbe la chiamata della Nazionale, seppi che c’era la possibilità di venire qua. Ha inciso la sua amicizia con il

presidente Tommaso Ghirardi.

In Italia chi sono i migliori preparatori?

Giampiero Ventrone, ex collaboratore di Lippi alla Juve, oggi al Siena, Vincenzo Pincolini al Milan con Arrigo Sacchi e ora

alla Dinamo Kiev e Roberto Sassi, creatore di Juvelab.

Nessun ex calciatore intraprende la vostra professione.

Si comincia da giovani e i compensi sono molto diversi da quelli degli atleti, comunque siamo fortunati.

Forgiate sempre più calciatori «fisici».

Con grandissime capacità di recupero, aerobica e forza. Tranne il periodo estivo, i volumi di lavoro sono però inferiori rispetto

ad altre discipline.

Il suo podio assoluto di supermen?

Usain Bolt mi affascina, con i record su 100 e 200 metri. Nel tennis mi fa impazzire Rafael Nadal, con sacrificio e testa è diventato un campionissimo.

Magari un giorno seguirà un big come Federica Pellegrini o Valentino Rossi…

Sarebbe bellissimo. Apprezzo anche i motori, lì però si nota meno la prestazione fisica. È più marcata in tennis, basket e

Il Corriere della Sera. Nel ’96, Zola lascia il Parma per il Chelsea: Ancelotti non ama i trequartisti, come Sacchi, nel 4-4-2. Il fantasista affida il suo articolo a Zagnoli, dopo la conferenza stampa di addio all’Italia.

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Gianfranco Zola

La mia esclusiva più importante, a 25 anni. Era il 1996, Gianfranco Zola lasciava il Parma per il Chelsea. Raccolsi il suo articolo per Corriere della Sera, ma non aggiunsi la dicitura testo raccolto da Vanni Zagnoli. Me ne sono sempre pentito.

http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml <http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml>

– LETTERA D’ ADDIO, di Gianfranco Zola, testo raccolto da Vanni Zagnoli.

– – – – – – – – – – – – – Me ne vado in Inghilterra, al Chelsea, parto lunedi’ . Ho sperato fino all’ ultimo di restare in Italia, ma poi ho capito che questa soluzione era ideale per tutti. Chiunque restasse fuori squadra, infatti, tra me, Crespo e Chiesa, avrebbe avuto da ridire. E allora ho deciso di intraprendere questa nuova avventura. Imparero’ una lingua, l’ inglese, finalmente. Con le audiocassette restavo sempre a meta’ . Faro’ un’ esperienza importante, sul piano umano e culturale. A Parma sono stato bene, tre anni ricchissimi, ma questo mondo del calcio e’ fatto cosi’ .

Mi ha dato tante soddisfazioni e altrettante botte morali ho preso. Ricordo con piacere il giorno dell’ esordio in serie A, mentre la delusione piu’ cocente e’ stata il rigore sbagliato in Inghilterra, contro la Germania. Ora, comunque, stavo iniziando a dimenticarlo. Questo calcio sta cambiando, agli uomini concede sempre di meno, eppure i giocatori di qualita’ serviranno anche in futuro. Non dite che noi trequartisti siamo una razza in via d’ estinzione. A trent’ anni ho ancora tanto da dare. Per emergere ho sempre perseguito le mie idee, in maniera quasi maniacale. E anche stavolta e’ stato cosi’ .

Giocare all’ ala non mi entusiasma. Sono convinto di essere piu’ utile, di esprimermi al meglio in altre zone del campo. Ancora una volta ho voluto mantenere fede ai miei principi. Me ne vado senza rancori, nei confronti di nessuno, e voglio ringraziare soprattutto i tifosi per i tre anni che ho trascorso in Emilia. Confesso di non amare molto i cambiamenti, soprattutto quando mi trovo bene, e allora sarei rimasto volentieri a Parma. Spero tuttavia che l’ Inghilterra mi regali le stesse emozioni della mia prima emigrazione, dalla Sardegna a Napoli. A Parma ritornero’ a fine mese, il 27, per disputare un’ amichevole con il Chelsea.

Sembrera’ strano, ma garantisco che in queste settimane non ho ricevuto una sola offerta, da parte di una squadra di serie A italiana. Tifosi e giornalisti mi imputano di non essermi saputo imporre, nei confronti della societa’ . Forse avrei dovuto chiedere che venisse acquistato un attaccante di mio gradimento, perche’ io sono Zola e ho diritto a scegliere il partner. Ma io penso che nella vita ciascuno debba fare il proprio mestiere, cosi’ alla fine siamo tutti contenti.

 

Corriere dello sport, vannizagnoli.it: “Il prete non può assolvere Calisto Tanzi e invitarlo in paradiso con tutte le truffe perpetrate”. Italo Cucci, 82 anni: “L’orazione funebre è un elogio, sempre, dovuto”

(parmatoday.it)

Caro direttore,

ieri ero alla camera ardente dell’ospedale Maggiore, per le esequie di Calisto Tanzi, unico giornalista presente. Ho salutato il figlio Stefano, assaporato negli anni d’oro, del Parma, da giornalista freelance. Rivisto Francesca, conosciuto Laura, le altre figlie, visti i nipoti del lattaio, come lo chiamava qualche giornalista buontempone, a Parma. E poi al funerale, all’inizio fuori, con la chiesa gremita, non volevo essere invadente, come vengo accusato da anni da molti giornalisti, addetti stampa, hostess, steward, segretari, uomini e donne di marketing e di comunicazione. Poi ho visto tv Parma, giornalista e cameraman, poi il fotografo di Repubblica Parma, alcuni giornalisti sono rimasti fuori, io sono entrato lateralmente, non ho spinto particolarmente, con le parole, per avanzare, ho fatto una diretta youtube mal riuscita perchè c’era poco segnale, con la mia wind. Mi ha colpito il buonismo del sacerdote. Devo a Calisto tantissimo, ho raccontato per tanta stampa nazionale e regionale 6 delle 8 coppe, partendo sempre da Reggio, osteggiato anche solo per questo o per l’arcicriticismo. Senza la sua Parmalat, sarei diventato professionista magari con difficoltà superiori, avrei guadagnato di meno e sarei stato meno incubo di tante redazioni, fra mail e telefonate, whatsapp ed sms. Però. Però non credo sia giusto dimenticare quanto ha fatto con la Parmalat, i bilanci truccati. Anche un sacerdote amico avrebbe dovuto stigmatizzare almeno un passaggio, un qualcosa. La persona era di prim’ordine, un generoso, un gentiluomo, un visionario, però… Però non basta essere il presidente più educato, galantuomo, in apparenza, perchè il tempo cancelli tutto. Sì, sono passati giusto 20 anni, ma ne ha combinate tante, di sicuro più di me che non scrivo quasi per nessuno, perchè disturbo, con i miei smartphone. A 50 anni, era il primo funerale di personaggio a cui ho partecipato, prima e dopo a stento trattenevo le lacrime, nei miei soliqui in video, neanche fossi un giudice. Ecco, credo che la chiesa debba anche offrire il buon esempio. Va bene la conversione, nel comportamento, non ricordo se e quanto Calisto si sia scusato con i risparmiatori che hanno perso molto, con i bond Parmalat, carta straccia, ma a prescindere non è il massimo additare come esemplare, nell’orazione funebre, chi è stato così ambiguo, con quelle firme, con quei falsi. Mi levo il cappello, mi inchino di fronte alla grandezza sua e della famiglia ma penso più in generale. Un pizzico di etica dev’esserci anche in chiesa, l’omelia funebre non può essere analoga a quella di uno Squinzi, gigante senza macchie. Chiedo scusa alla famiglia, chiedo scusa per l’impopolarità, ma il mio discorso è assolutamente generale. Con questo metro, “portiamo al cospetto degli angeli”, espressione usata dall’anziano sacerdote nella chiesa di ognissanti, in via Bixio, a Parma, la quasi totalità della popolazione mondiale. Se 17 anni e passa di condanna non bastano a garantire un pizzico di critica, chiunque è autorizzato a comportarsi con cinismo, nel quotidiano.

Il Gazzettino. Roberto D’Aversa rischia la panchina, la Sampdoria sconfitta

(lecceprima.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/le_altre_partite_roberto_d_aversa_rischia_la_panchina_la_sampdoria_sconfitta-6308515.html

Roberto D’Aversa è lì, appeso al ds Daniele Faggiano. Sono forti della doppia promozione con il Parma e delle due salvezze in A, mentre il presidente della Sampdoria Ferrero in estate spingeva per richiamare Giampaolo. Ovvero il bel gioco contro l’attesa di D’Aversa, 9 punti in 12 gare e 25 gol subiti. Il casting prevederebbe Iachini, promosso in A nel 2012, con i blucerchiati, e poi Di Biagio (che in A è solo subentrato alla Spal, retrocedendo male) e Corini, che vanta due salvezze al Chievo ma pure due esoneri, immeritati.
“Con il Bologna – spiega D’Aversa – Avevamo rimediato allo svantaggio e dopo nemmeno un minuto siamo andati di nuovo sotto. Per un tempo avevamo creato tanto, ora lavoriamo sulla nostra fragilità”.
La terza sconfitta in sequenza con i gol di Svanberg e Arnautovic, in mezzo il pari di Thorsby. Parate di Skorupski su Ekdal e su Caputo, palo di Askildsen, ma anche 4 occasioni per il Bologna. Sblocca il match nella ripresa il triangolo di Soriano con Dominguez, il pari parte dalla punizione di Candreva spizzata da Yoshida. L’1-2 è su cross di Svanberg; per il doriano Audero anche due parate.
Al Genoa subentra Shevchenko, contratto sino al 2024, eppure ha allenato solo l’Ucraina, e bene, la scelta è azzardata, nonostante abbia un signor vice, Tassotti. 
La Lazio, invece, è lì, a un punto dalla zona Champions, ne fa tre alla Salernitana, l’altra squadra del presidente Lotito. Con l’Inter, è l’unica imbattuta in casa nel 2021, considerando anche i campionati di Germania e Inghilterra, di Francia e Spagna. Immobile al 31’ raggiunge la doppia cifra realizzativa in campionato, dietro solo a Lewandowski del Bayern, a quota 13: Milinkovic-Savic da destra, Pedro corregge per il centravanti. Lo spagnolo ruba il pallone a Gyomber e raddoppia di destro. A metà ripresa Felipe Anderson serve Luis Alberto, che non perdona.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

énordest.it. B come Buffon che ricomincia dalla serie B

MAPEI STADIUM, REGGIO EMILIA, ITALY – 2021/05/19: Gianluigi Buffon of Juventus Fc celebrates at the end of the Timvision Italian Cup final match between Atalanta Bergamasca Calcio and Juventus Fc . Juventus Fc wins 2-1 over Atalanta Bergamasca Calcio. (Photo by Marco Canoniero/LightRocket via Getty Images)

https://www.enordest.it/2021/06/27/b-come-buffon-che-ricomincia-dalla-serie-b/

di Vanni Zagnoli

B come Buffon e B come serie B. C’eravamo anche noi, allo stadio Tardini, al ritorno di Gianluigi Buffon, a Parma. E dalla curva Matteo Bagnaresi abbiamo ascoltato le sue parole, accorate, ai tifosi, e anche poi intervistato il procuratore storico, Silvano Martina, 68 anni, ex portiere del Genoa, che lo segue dall’inizio della carriera: “Per il Parma – conferma -, ha detto no a una offerta superiore per due volte e mezza”.

Buffon si racconta. Dalla A alla B

“Mi è venuta questa idea di poter tornare, avevo offerte carine, il doversi spendere per una causa mi stimola, dev’essere però una causa a cui sono molto legato. Devo avere un rapporto viscerale, escluso a Parigi ho sempre avuto rapporti duraturi e di grande stima, in carriera. Mi si sono prospettate due opportunità anche per vincere la Champions, ma non da protagonista e allora non mi andava più, nonostante i due anni vissuti part time con la Juve, in virtù di un legame forte, per questo ho rifiutato le proposte. C’è la progettualità e la serietà del Parma, per ricostruire qualcosa di importante, è la quarta squadra d’Italia per trofei europei, la 16esima in Europa”.

Buffon spera addirittura nel mondiale in Qatar 2022

“Il mondiale è un sogno, a cui non penso sovente. Il ct ha un gruppo, con scelte da portare avanti, non va disturbato: è la sfida che lancio a me stesso. L’obiettivo dev’essere il massimo, a giugno 2023 arriverò comunque in ottimo stato”.

E poi la Nazionale di Roberto Mancini

“Supera ogni aspettativa, ridà entusiasmo e dignità al popolo calcistico, grandissimo merito è del ct Mancini. E’ sbagliato addossare troppe responsabilità ai ragazzi, ci stanno rientusiasmando. Gigio Donnarumma andrà in una città meravigliosa, Parigi, e in una squadra fortissima, il Psg, in tempi brevi può vincere la coppa più importante”.

E la Juve? Ora è in serie B

“E’ stata la mia consacrazione calcistica, insegna una cultura del lavoro che negli anni ho fatto mia. Sarò sempre riconoscente, è qualcosa di incommensurabile”.

Qualche passaggio saliente dalla conferenza stampa

“E’ cambiato l’uomo Gigi, rispetto all’arrivederci a Parma, inevitabilmente quando passi dai 23 a 43 anni c’è una fase di maturazione. Sono riuscito a dominare il mio aspetto guascone e irriverente, lo tengo per autoalimentarmi. Ho bisogno di quel ragazzo, di quei sogni. Nel 2006 scelsi la Juve non in serie B, ma scelsi la Juve. Nel 2021 scelgo il Parma, non la B. Il 2006-07 fu un anno divertente, ma anche per molti ragazzi che lo hanno condiviso: Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Chiellini, Marchisio, ci siamo riappropriati di una dimensione calcistica che ti ha avvicinato al calcio. Noi in quella stagione eravamo talmente forti che potevamo fare i globetrotters, ricordo anche che nelle prime dieci giornate il calarsi in una mentalità diversa ci risultò difficile: pareggiammo qualche partita, questo mi fa alzare le antenne sin da adesso, ci vorranno molta umiltà e determinazione”.

Infine, l’essere chioccia in B

“Negli ultimi 6-7 anni mi è sempre stata chiesta la doppia funzione, anche di far crescere la squadra. I compagni mi hanno sempre apprezzato, amo scherzare ma so anche essere serio, comunque non sono il Pasdaran”.

Insomma il vigile, in spogliatoio. Anche in serie B

E’ un raro caso di calciatore più vecchio del proprio allenatore, 1978 contro il 1980 di Enzo Maresca, al debutto nel calcio italiano. Il tecnico è una scommessa, da noi, anche se in Inghilterra ha vinto la Premier2, con il Manchester City bis, Buffon sarà naturalmente il capitano.

Bentornato.

Da “énordest.it”

Il Messaggero. Parma-Sassuolo 1-3, De Zerbi: “Vado via”. Vuole lasciare con l’Europa ma è quasi impossibile, al sesto tentativo ha battuto D’Aversa

(corrieredellosport.it)

Parma
Dice tutto Roberto De Zerbi, alla fine. “Nessuna volontà di infierire sugli avversari, volevamo segnare più gol possibili per migliorare la differenza reti e avere più chances in caso di successo nell’ultimo turno sulla Lazio e di pari della Roma. Con questo 1-3, saremmo dietro”.
Già, al Sassuolo servirebbero 5 gol di scarto sulla Lazio, mentre con il 4-0 (quasi impossibile) abbinato allo 0-0 si andrebbe al sorteggio per la qualificazione in Conference league. I neroverdi sperano che lo Spezia, già salvo, superi i giallorossi, per raggiungere la seconda qualificazione in Europa, dopo il girone raggiunto 4 anni fa da Eusebio Di Francesco.
De Zerbi ammette che andrà via: “L’ho comunicato alla squadra prima della partita di Genova, dopo 3 anni di mia gestione martellante, non potrei dare più di questi due ottavi posti”. Il tecnico bresciano andrà allo Shakhtar Donetsk, secondo nel campionato ucraino e in Champions.
Al sesto tentativo, batte d’Aversa, ultimo e all’8^ sconfitta di seguito. Conclusione di Berardi e fallo di Busi su Raspadori, dal dischetto Locatelli. Pareggio al volo di Bruno Alves, sorpasso di Defrel, azionato da Berardi, e tris di Boga, lanciato da Ferrari. Per Berardi anche un palo. Nel finale 4 parate di Consigli.
Vanni Zagnoli

Parma-Sassuolo 1-3
Parma (3-5-1-1): Sepe 6,5; Dierckx 5 (25′ st Zagaritis 5,5), Bruno Alves 6, Valenti 5,5; Laurini 5 (33′ st Bani ng), Sohm 5 (11′ st Brugman 6), Kurtic 5, Hernani 6,5, Busi 5; Brunetta 5,5 (25′ st Gervinho 6); Cornelius 5 (33′ st Pellè 6). Allenatore: D’Aversa 5,5.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6,5; Muldur 6 (12′ st Toljan 6,5), Chiriches 6,5, Ferrari 6,5, Rogerio 6; Locatelli 7, Lopez 6,5 (19′ st Traore 6); Berardi 7,5, Defrel 6,5 (19′ st Caputo 6), Boga 7 (34′ st Obiang ng); Raspadori 6 (12′ st Djuricic 5,5). Allenatore: De Zerbi 7.
Arbitro: Piccinini 6,5
Marcatori: 25′ Locatelli rig, st 18′ Defrel, 25′ Boga, 32′ Bruno Alves.
Note: ammonito Kurtic. Angoli 2-12.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Quotidianodipuglia.it. Parma-Sassuolo 1-3, Defrel mantiene i neroverdi in lotta per la Conference. Le combinazioni con la Roma

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/parma_sassuolo_1_3_defrel_mantiene_neroverdi_lotta_la_conference_le_combinazioni_la_roma-5963837.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/parma_sassuolo_1_3_defrel_mantiene_neroverdi_lotta_la_conference_le_combinazioni_la_roma-5963895.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/parma_sassuolo_1_3_defrel_mantiene_neroverdi_lotta_la_conference_le_combinazioni_la_roma-5963914.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/parma_sassuolo_1_3_defrel_mantiene_neroverdi_lotta_la_conference_le_combinazioni_la_roma-5963914.html

di Vanni Zagnoli

Il derby emiliano si gioca senza grandi pressioni, il Parma vuole evitare l’ultimo posto (il Crotone sale a +2), il Sassuolo resta in corsa per la Conference league, con questo 1-3. Chiuderà con la Lazio, mentre la Roma andrà a La Spezia: ha 2 punti in meno e la differenza reti generale penalizzante (-4, rispetto ai giallorossi), per cui deve solo vincere e sperare che la Roma perda; è quasi impossibile che batta la Lazio con 4 gol di scarto, in tal caso gli basterebbe che la Roma pareggiasse, dipenderebbe anche dal numero di reti realizzate nell’ultima giornata.

In trasferta, il Sassuolo è a 33 punti, meglio delle romane, e alla 4^ vittoria esterna di fila, come in avvio di stagione.

Prima del match una cinquantina di tifosi a Collecchio contestano il Parma, alcuni invitano il ds Marcello Carli ad andarsene, resta la fiducia nel presidente Krause. Che deve ancora scegliere il nuovo allenatore, vorrebbe Juric ma è dura convincerlo a lasciare una media serie A, a Verona, e poi piace anche al Torino. La squadra è in maglia nera, come messaggio contro il Black Lives Matter, si mette in ginocchio prima del fischio d’inizio, senza 14 giocatori. 

De Zerbi, invece, si è ormai accordato con lo Shakhtar Donetsk, disputerà la Champions con gli ucraini. “Aspettiamo la fine del campionato – dice l’ad Giovanni Carnevali -, tiferemo per lui ovunque vada. Locatelli? Andasse via, spero resti nel nostro campionato, comunque vorremmo tenerlo”.

Per la successione del tecnico, piacciono Italiano, che però la famiglia Platek vuole trattenere a La Spezia, e Giampaolo, uno che a Empoli e alla Sampdoria faceva giocare bene.

In avvio le occasioni per Berardi, alto, su appoggio di Raspadori, e l’inserimento di Hernani, sull’altro fronte, fuori. Laurini rischia l’autogol, Sepe alza e poi devia il destro di Boga, servito da Locatelli. La formazione targata Mapei piace sempre, arriva al tiro anche con Defrel e Berardi, fatica la difesa parmigiana, con il quasi 40enne Bruno Alves affiancato da Daan Dierckx: il belga ha la bellezza di 22 anni in meno, mentre Busi per la prima volta gioca a sinistra. E’ proprio l’altro fiammingo a sbagliare, sul vantaggio del Sassuolo: su Berardi che, lanciato da Locatelli, impegna Sepe, e toccando Raspadori sulla deviazione. Dal dischetto va Locatelli, dopo l’errore di Berardi contro la Juve.

Passano 6’ e Bruno Alves pareggia con uno splendido destro al volo sul secondo palo, Ferrari non arriva, mentre il Var conferma che non c’è fallo sulla trequarti: è una delle reti più belle del campionato, il portoghese è alla 5^ in A, lascerà Parma ma dovrebbe continuare a giocare. Il Sassuolo riprende il suo tikitaka, i crociati sino all’intervallo lo contengono bene. 

Al rientro, si riprende con opportunità a raffica. Una buona occasione per Busi, dalla sinistra, la palla va oltre il secondo palo, Boga sbaglia ma era in fuorigioco. Maxime Lopez calcia da fuori, Sepe vola. D’Aversa cambia regista, Brugman per Sohm, De Zerbi replica con il trequartista Djuricic per Raspadori e Toljan per Muldur, in fascia destra. Dierckx salva sul sinistro di Rogerio. Il 2-1 arriva sul traversone di destro di Berardi (Kurtic è lontano), l’ex Defrel si allunga e anticipa Dierckx.

In tribuna c’è Fausto Salsano, vice di Mancini, a seguire tutti gli azzurrabili del Sassuolo, anche Caputo, subentrato a mezzora dalla fine, al rientro dopo due mesi. Il tris è a metà frazione, Ferrari per Boga, il francese sfugge a Laurini, Dierckx non chiude. Debutta il greco Zagaritis, 20 anni, nella difesa è il 41° giocatore utilizzato dal Parma in stagione. Segna Caputo ma in fuorigioco, poi Berardi coglie il palo da fuori. Consigli piazza 4 parate, sulla girata e sullo stacco di Pellè, sulla ribattuta di Gervinho e su Brugman; chances anche per Bruno Alves e Busi. E’ la prima volta che De Zerbi batte D’Aversa, così può sperare nella seconda Europa del Sassuolo, dopo quella ottenuta da Eusebio Di Francesco.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Parma-Sassuolo 1-3

Parma (3-5-1-1): Sepe 6,5; Dierckx 5 (25′ st Zagaritis 5,5), Bruno Alves 6, Valenti 5,5; Laurini 5 (33′ st Bani ng), Sohm 5 (11′ st Brugman 6), Kurtic 5, Hernani 6,5, Busi 5; Brunetta 5,5 (25′ st Gervinho 6); Cornelius 5 (33′ st Pellè 6). Allenatore: D’Aversa 5,5.

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli 6,5; Muldur 6 (12′ st Toljan 6,5), Chiriches 6,5, Ferrari 6,5, Rogerio 6; Locatelli 7, Lopez 6,5 (19′ st Traore 6); Berardi 7,5, Defrel 6,5 (19′ st Caputo 6), Boga 7 (34′ st Obiang ng); Raspadori 6 (12′ st Djuricic 5,5). Allenatore: De Zerbi 7.

Arbitro: Piccinini 6,5

Marcatori: 25′ Locatelli rig, st 18′ Defrel, 25′ Boga, 32′ Bruno Alves. Note: ammonito Kurtic. Angoli 2-12.

Tabellino pubblicato sul cartaceo de “Il Messaggero”

Il Gazzettino. L’Atalanta meno formidabile del solito, la Lazio supera il Parma solo allo scadere. Le 4 salvezze anticipate. Lo Spezia può restare davanti al Benevento

(pianetagenoa1893.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/la_dea_vola_lazio_in_extremis-5957148.html

Il Benevento perde a Bergamo ma non è ancora retrocesso. Con l’Atalanta i sanniti mantengono il pari sino a metà primo tempo, dopo un’occasione per Pessina la rete arriva su scambio nello stretto fra Muriel e Malinovskyi, il colombiano chiede l’uno-due all’ucraino e anticipa l’uscita di Montipò, con la suola. Piove, all’Azzurri d’Italia, i nerazzurri sono meno pimpanti del solito, merito anche della difesa giallorossa. Il raddoppio è dei nuovi entrati, Miranchuk inventa il corridoio per Zapata e Pasalic finalizza il suggerimento del colombiano. La squadra di Pippo Inzaghi reagisce con Barba, che trova l’opposizione di Zapata. Caldirola fra i campani subisce due ammonizioni in due minuti, interviene duro e poi sbraccia su Zapata.
In alto vincono tutte, anche la Lazio, uno a zero al Parma, al 95’. Primo tempo a ritmi bassi, con la sola occasione per Luis Alberto, traversa. Nella ripresa un gol annullato al Var ai biancocelesti, poi due occasioni per il Parma. Allo scadere Hernani prende un palo e sul ribaltamento di fronte Immobile segna il gol vittoria sparando in rete un pallone vacante in area. La Lazio deve recuperare la gara con il Torino, mantiene un pizzico di speranza Champions, potrebbe salire a -2 dalla Juve. 
E’ la sera della salvezza matematica per il Bologna e l’Udinese, per la Fiorentina e il Genoa. Non ancora per il Cagliari, comunque a +5 sul Benevento, grazie allo 0-0 con i viola. Il Grifone passa a Bologna con Zappacosta e con il rigore di Scamacca. Lo Spezia sale a +4 sui sanniti con il 2-2 di Genova, con la Sampdoria: avanza con Pobega, pareggio di Verre, altra rete dell’ex Pordenone, il 2-2 è di Keità Baldè a 10’ dalla fine. Il Torino deve sempre recuperare la gara con la Lazio, solo un miracolo può salvare il Benevento di Pippo Inzaghi, che come a Bologna tradisce i limiti del suo gioco, in serie A, con il solo successo a Torino, con la Juventus, da una ventina di gare. 
Domani sera chiuderà il turno Crotone-Verona, entrambe peraltro sono senza obiettivi.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Messaggero. Parma-Atalanta 2-5, il calcio di Gasperini dà lezione anche a D’Aversa, non va d’accordo con il ds Sartori però dà spettacolo e manda un messaggio agli irriducibili della Superlega

(corrieredellosport.it)

Parma
Gasperini dà lezione di calcio a chiunque, in particolare a Castori e a Conte, a D’Aversa e a Simeone, ad Allegri e agli allegristi, a Pioli e a Pirlo, a Gattuso e a tutti. Come emozioni e occasioni, come tutto. In parte anche a De Zerbi.
Al Tardini arriva l’ennesima cinquina dell’Atalanta, del tecnico torinese cresciuto nella primavera della Juve e anche Juve, da allenatore, eppure mai considerato per la prima squadra. E’ l’uomo che ha detto alla Roma, dopo la Champions. E’ l’uomo che non va d’accordo con il ds Giovanni Sartori ma insieme assemblano la macchina da secondo posto. Poi magari resterà fuori dalla Champions, perchè ancora non è detto, con i 4 punti perduti a Reggio e all’Olimpico, con la Roma, ma intanto dà uno schiaffo morale alla Juve, al Real e al Barcellona, gli irriducibili della Superlega.
Al Parma, sono 8 gol a 2, fra Liverani, il meno colpevole, 3-0 all’andata ed esonero, immeritato, perchè a Lecce aveva esaltato, come gioco, certo non avrà mai la difesa di D’Aversa. Il tecnico nato in Germania meriterebbe comunque di restare nel ducato, perchè come risultati ha fallito solo in questo ritorno, ma spesso ha dato spettacolo e non è una celia. E’ mancato solo nei finali di partita, con Spezia e Udinese, a Cagliari e non solo, i punti che gli impediscono di salvarsi a scapito di Benevento, che era lontanissimo, e di Cagliari o Spezia, appunto. Gasperson offre il classico calcio rutilante, controllo a uomo e spettacolo, Muriel e non solo, magari in estate rinuncerà anche a Ilicic. Sottolinea unicamente che “mai l’Atalanta potrà partire per vincere lo scudetto”. Ma sempre lui esalterà. Ha fallito solo al Palermo, parziale di 2 vittorie in 23 gare ed esonero. A Parma Krause vorrebbe imitare l’Atalanta, avanti 0-1 nel primo tempo e poi dilagante, cinquina e altrettante occasioni. Stupefacente. I crociati beccano il pokerissimo come il Crotone, almeno non finiranno ultimi. Mentre Bergamo vuole il primo secondo posto della storia.
Vanni Zagnoli

Parma-Atalanta 2-5
Parma (4-1-2): Sepe 5,5; Busi 5, Osorio 4,5, Alves 4,5, Gagliolo 5 (35’st Conti ng); Grassi 5 (16′ st Valenti 5), Sohm 6, Kurtic 4,5; Kucka 5,5 (30′ st Brunetta 6), Cornelius 5 (30’st Camara 5,,5), Gervinho 5 (16′ st Pellè 6). All.: D’Aversa 4. Atalanta (3-5-2-1): Sportiello 6; Djimisti 6,5, Romero 6, Palomino 6; Maehle 6,5, De Roon 7, Freuler 7 (30’st Pasalic 6), Gosens 7 (23’st Hateboer 6,5), Ilicic 7 (1’st Pessina 7), Malinovskiy 7,5 (13’st Miranchuk 7); Zapata 6,5. (1’st Muriel 7). 
All.: Gasperini 8. 
Arbitro: Giua di Olbia 6,5. 
Marcatori: 12′ Malinovskiy; st 7′ Pessina, 31′ Muriel, 32′ Brunetta (P), 40′ Muriel, 43′ Sohm (P), 48′ Miranchuk. 
Note: angoli 3-1 per l’Atalanta. Ammoniti Grassi e Hateboer.

Da “Il Messaggero”

Il Gazzettino. Atalanta, cinquina europea. Per la Roma, il pokerissimo serve a tenere dietro il Sassuolo. Il colpo dei neroverdi sul campo del Genoa. Il Cagliari avvicina il Benevento alla serie B, le accuse del presidente Vigorito: “Inammissibile rimandare Mazzoleni al Var, contro il Cagliari”

(Alessandro Castaldi/Silpress – forzaparma.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/atalanta_cinquina_europea-5950339.html

La regola del 5, come fosse il libro di Lollo Bernardi, la regola del 9, del grande ex azzurro del volley.
La regola del 5, come i gol dell’Atalanta a Parma e della Roma al Crotone, del resto le due cenerentole più o meno pari sono, in coda alla classifica. E allora è tutto normale, in teoria gli emiliani valevano una buona terza salvezza di fila, in A, come gioco alle volte con D’Aversa sono pure piaciuti, come risultati rivaleggiano con il peggior Parma di ogni tempo, dell’ultimo Roberto Donadoni, che in realtà l’anno prima si era qualificato per l’Europa league. E in fondo c’era riuscito anche Gasperini, al Genoa, la seconda volta non venne ammesso al tabellone per i debiti di Preziosi, ma lui ha fallito solo al Palermo, due vittorie in 23 gare, non all’Inter, perchè un professionista del suo livello non si può giudicare in 5 gare.
Dunque, al Tardini è la solita mareggiata nerazzurra, con doppietta di Muriel, da subentrato, rete iniziale di Malinovskyi, fuoriclasse ucraino degno della miglior Dinamo Kiev, coppa delle Coppe con il colonnello Lobonovski, scomparso, e finalista agli Europei dell’88, come Russia. C’è gloria anche per Pessina, entrato per Ilicic, e per Miranchuk, alla prima rete italiana, al pari di Brunetta, argentino, e Sohm, elvetico, fra i crociati.
L’Atalanta stramerita la seconda piazza, dà lezione a chiunque, persino al Real Madrid, a tratti e nonostante l’uomo in meno, Gasperini non piacerà ad Agnelli, che finirebbe per litigare subito, come con Conte.
L’altro pokerissimo è della Roma, dunque, tutto nel secondo tempo, il Crotone aveva retto bene. Doppiette di Borja Mayoral, che piace persino più di Borja Valero, con quel loro nome unico, e di Pellegrini, rete di Mkkhitaryan, il Sassuolo resta così a 2 punti, pur avendo vinto 2-1 a Marassi, con il Genoa.
E’ la vera sorpresa della giornata, dal momento che Ballardini non è ancora salvo, a +5 sul Benevento. Segnano Raspadori, leader dell’under 21 di Paolo Nicolato, e Berardi, 7 reti e un assist nelle ultime 6 gare, mai era stato così incidente e così a lungo, in carriera. De Zerbi costruisca la solita masnada di occasioni, compreso vantaggio creato da Traorè, per il grifone la traversa di Goldaniga. Il raddoppio è su errore di Masiello, da un anno in ribasso, nel finale accorcia Zappacosta.
Il Torino è a +4, sul Benevento, a Verona va di nuovo a bersaglio con il magiaro Vojvoda, su cross di Ansaldi, replica in 3’ Dimarco, come all’andata, nel finale. La squadra di Juric è stata superiore, da tempo ha mollato, merita di arrivare davanti alla Sampdoria per la cifra di media mostrata spesso, anche con le grandi, con Zaccagni da nazionale e con Barak.
In coda, è la giornata della probabile retrocessione del Benevento, superato al Santa Colomba-Ciro Vigorito dal Cagliari, per 1-3, ora a +3, appunto. Vantaggio immediato del greco Lykogiannis, pari al quarto d’ora di Lapadula, dopo un’ora Pavoletti, allo scadere Joao Pedro. A 5’ dalla fine, Asamoah tocca in area Nicholas Viola, che allarga di proposito la gamba, Doveri fischia il rigore e poi lo leva, richiamato dal var Mazzoleni. Siamo ai limiti, la decisione è accettabile, non per il patron delle streghe Oreste Vigorito, re dell’eolico: «Un delitto rimandare Mazzoleni al Var, con il Cagliari, dopo una settimana. Non vuole il sud in serie A“.
Vanni Zagnoli

Parma-Atalanta 2-5
Parma (4-1-2): Sepe 5,5; Busi 5, Osorio 4,5, Alves 4,5, Gagliolo 5 (35’st Conti ng); Grassi 5 (16′ st Valenti 5), Sohm 6, Kurtic 4,5; Kucka 5,5 (30′ st Brunetta 6), Cornelius 5 (30’st Camara 5,,5), Gervinho 5 (16′ st Pellè 6). All.: D’Aversa 4,5. Atalanta (3-5-2-1): Sportiello 6; Djimisti 6,5, Romero 6, Palomino 6; Maehle 6,5, De Roon 7, Freuler 7 (30’st Pasalic 6), Gosens 7 (23’st Hateboer 6,5), Ilicic 7 (1’st Pessina 7), Malinovskiy 7,5 (13’st Miranchuk 7); Zapata 6,5. (1’st Muriel 7). 
All.: Gasperini 8. 
Arbitro: Giua di Olbia 6,5. 
Marcatori: 12′ Malinovskiy; st 7′ Pessina, 31′ Muriel, 32′ Brunetta (P), 40′ Muriel, 43′ Sohm (P), 48′ Miranchuk. 
Note: angoli 3-1 per l’Atalanta. Ammoniti Grassi e Hateboer.

Da “Il Gazzettino”