Tuttosport, basket. Reggiana-Fiat Torino 85-98. La sera strepitosa di Carr, Wilson e James McAdoo, con gran circolazione di palla

Primo stop interno per la squadra reggiana (ilrestodelcarlino.it)

VANNI ZAGNOLI
REGGIO EMILIA. Ancora senza Larry Brown, negli Stati Uniti per curarsi, Torino vince al PalaBigi conducendo sempre e offrendo una gran dimostrazione di squadra, con efficacia dal perimetro e sottocanestro e sprazzi di buona difesa. E’ la sera di Carr, Wilson e McAdoo, a bersaglio con alte percentuali.
Con Rudd e proprio con James McAdoo, Fiat spicca il volo nel primo quarto, arrivando sul 17-24. Funzionano i giochi a due, la difesa è buona, soffre un po’ di più con l’ingresso di Elonu, che era in dubbio. Delfino incide solo come leadership, va in panchina, meglio Cotton. Il quintetto con tutti americani dà spettacolo in contropiede e con i canestri di Wilson, per il 28-40, mentre Reggio preferisce gli italiani, Gaspardo e Cervi. Che guida la riscossa e chiama pure lo schema, a 27 anni prova a fare il leader, non solo capitano. McAdoo è preciso come fosse in Nba, la Grissin si riprende con lui in panchina, arrivando a -3. Wilson trapana che è un piacere, dalla distanza, 15 punti all’intervallo, in 12’, con due soli errori.
Si riprende con un libero per Poeta, per il tecnico a Elonu durante la pausa lunga, caso unico. Jamil Wilson da tre resta immarcabile (43-54), replica Ledo, secondo Cagnardi il potenziale crack biancorosso. Un fallo fischiato a Gaspardo è davvero lieve, McAdoo invece è ingiustamente bersagliato dal pubblico di casa, arriva anche Carr ad allungare, di nuovo a +11. La scivolata in backdoor di Victor Ruud è uno degli schemi preferiti da Paolo Galbiati. Taylor va a sfondare, nel momento in cui nessuno segna per un paio di minuti, sul finire del terzo quarto. Cusin interrompe il digiuno con due liberi, qui incide molto più che a Milano e va a prendersi il fallo di De Vico. Il tapin di Carr agevola l’ultimo parziale, con il +11. Le triple di Butterfield e Griffin non spaventano l’Auxilium, a +8 con Cusin. Il 4° fallo di Elonu, contestato, porta anche al tecnico per la panchina reggiana, Carr riallontana la Grissin. Che arriva sul 76-81 con Candi autore di 12 assist. Taylor, i liberi di Carr e la tripla di Cotton mostrano tenuta nervosa. La bomba di Carr dà il +10 e la certezza del successo esterno, solo accarezzato a Venezia. Quando Cotton mette l’ultima tripla, esulta anche Galbiati, rivolto alla curva, in lutto per la morte di Max, 50enne ex vigile.

GRISSIN BON-FIAT 85-98
REGGIO EMILIA: Llompart 5 (0-1 1-3), Butterfield 20 (3-5 4-7), Ledo 18 (4-8 3-6), Griffin 9 (3-5 1-3), Cervi 5 (2-4); Mussini, Candi (0-1 0-1), Gaspardo 6 (2-4 0-3), De Vico 7 (2-2 1-4), Elonu 11 (4-6). Ne Cipolla, Vigori. All. Cagnardi.
TORINO: Poeta 8 (1-2 0-2), Carr 20 (3-6 4-7), Cotton 13 (2-5 2-2), Wilson 18 (3-5 4-7), McAdoo 13 (5-8 0-1); Taylor 8 (3-4), Rudd 10 (2-3 2-5), Delfino (0-1 0-1), Cusin 8 (2-3). Ne Anumba, Guaiana, Marrone. All. Galbiati.
Arbitri: Rossi, Vicino, Calbucci.
Note: parziali 19-24, 43-50, 60-71.
Da 2: R 21-38, T 21-37. Da 3: R 10-29, T 12-25. Liberi: R 13-16, T 20-21. Rimbalzi: R 33 (10 off, Candi 7), T 34 (5 off, Cusin 6). Perse: R 16, T 12; recuperate: R 9, T 10.
Assist: R 22 (Candi 12), T 19 Spettatori: 4000 circa.

Da “Tuttosport”

Tuttosport, basket. Reggio Emilia-Sassari 85-77, debutto con vittoria per Devis Cagnardi, eppure i sardi erano avanti, nel secondo quarto. Butterfield e Ledo i nuovi idoli. Petteway e Bamforth i migliori sardi

(immagini.quotidiano.net/artioli)

(v.zag.) Devis Cagnardi debutta in A da capoallenatore con una bella vittoria, a 45 anni può ripetere la parabola di Menetti. Assieme a Cervi, è l’unico rimasto della finale scudetto più incerta, vinta da Sassari alla 7^ gara, a Reggio. La Dinamo supera anche i 10 punti di margine, nel secondo quarto, sospinta da Petteway, si arena nella ripresa, segnando 34 punti, nonostante la propulsione di Cooley. Buon esordio di Elonu, Butterfield azzecca le due triple decisive (75-68 a -4’); Ledo è potenzialmente devastante, Candi in regia migliora.
GRISSIN BON REGGIO EMILIA – BANCO SARDEGNA SASSARI 85-77
GRISSIN BON REGGIO EMILIA: Mussini 3 (1-4 da tre), Ledo 22 (4-8 3-9), Butterfield 17 (1-1 5-9), Elonu 9 (4-5), Cervi 9 (3-4), Griffin 12 (4-7
1-2), Llompart 7 (1-2 1-1), De Vico 6 (2-2). Candi (0-1 0-1), Gaspardo (0-1 0-1). Ne Vigori e Cipolla. Allenatore: Cagnardi.
BANCO SARDEGNA SASSARI: Bamforth 15 (3-8 1-5), Petteway 18 (5-10 2-5), Devecchi 3 (1-1 da tre), Magro 3 (1-2), Pierre 3 (1-2), Gentile 9 (2-6 1-4), Rashawn 5 (0-6 1-2), Polonara 2 (0-1 0-2), Diop, Cooley 18 (7-13). Ne Re. Allenatore: Esposito.
Arbitri: Baldini, Paglialunga, Borgo.
Note: i parziali 21-16; 38-43, 62-63. Tiri, da 2: R 18-31, S 18-46. Da 3: R 13-29, S 6-19; liberi R 10-13, S 23-31. Rimbalzi: R 30 (3 off; 7 Elonu), S 40 (14 off; 8 Pettaway). Perse: R 13 (4 Elonu), S 12. Recuperi: R 7, S 9. Assist: R 21 (6 Candi e Llompart), S 9. Spettatori 3387. Tecnico a Cooley al 31′. Antisportivo a Elonu al 34′.

Da “Tuttosport”

Tuttosport, basket. La Reggiana promuove Devis Cagnardi capo allenatore. I movimenti biancorossi

Devis Cagnardi (gazzettadireggio.gelocal.it)

(v.zag.) La Reggiana promuove come capo allenatore Devis Cagnardi, 42 anni, bresciano con moglie parmigiana. E’ nello staff biancorosso dal 2006 e da 3 stagioni era vice di Menetti: ha firmato per 2 anni, con opzione di uscita a favore di Reggio dopo la prima stagione, ha chiesto la conferma di Markoishvili. Menetti piace ad Avellino e a Udine. Il ds Frosini ha prolungato sino al 2020, mentre l’ex dg Dalla Salda sarà presentato oggi all’assemblea dei soci della Virtus Bologna.

Da “Tuttosport”

Ilmessaggero.it, basket. Capo d’Orlando in serie A2, dopo i playoff e la Champions league, con quella serie infinita di sconfitte. La ricca Bologna e Sassari fuori dai playoff, come Torino e Reggio. Venezia prima. I voti alla stagione

 

Bologna è fuori dai play off (reggionline.com)

https://sport.ilmessaggero.it/basket/capo_d_orlando_a2_bologna_sassari_fuori_dai_playoff_venezia_prima_oscar-3720927.html

di ​Vanni Zagnoli

Finisce la favola di Capo d’Orlando, passata dal debutto in Champions league, di fatto la terza coppa del basket europeo, alla retrocessione in A2. Colpa di quella striscia da record di sconfitte dopo un avvio dignitoso, venti e passa, quasi una trentina, considerata la coppa. C’erano solo altri due verdetti veri, da emettere, ovvero le ultime due ai playoff, passano Cantù e Cremona, non Bologna e Sassari. Fa specie la sconfitta della Virtus a Reggio, da due settimane matematicamente fuori, nonostante la semifinale di Eurocup, dovrebbe dunque lasciare coach Alessandro Ramagli e potrebbe arrivare proprio Menetti, accanto al (certo) approdo di Alessandro Dalla Salda come dg.

Venezia batte Milano, è prima e il vantaggio fa la differenza nel 60% di finali.
La classifica dopo 30 giornate, con relativi voti: Venezia 46 (voto 9, compresa anche la Fiba Eurocup cup), Milano 44 (6+, per l’Eurolega da penultimo posto), Brescia (8) e Avellino (7/8, finalista di Eurocup) 40; Trento 36 (7,5, per la sequenza finale di successi), Varese (7/8, partita da handicap) e Cantù (7,5, rischiava di fallire) 32, Cremona (7) 30; Bologna (6) e Sassari (6+, con l’Europa) 30, Torino (7, per la coppa Italia e il turno passato in Europa) e Reggio Emilia (7 per la semifinale persa contro una corazzata) 26, Pistoia (5,5) 20, Brindisi (5,5) 18, Pesaro (5+) 16; Capo d’Orlando 14 (4,5, pur tenendo conto dell’impresa estiva).
Si salva, dunque, Pesaro, da anni sul filo.

Già sabato iniziano i quarti. Domenica: Venezia-Cremona (gara-1 alle 19) e Avellino-Trento (ore 20.45), sabato: Brescia-Varese (alle 20,45, ma a Verona) e Milano-Cantù (20.30, con ritorno a Desio).

I migliori della stagione, invece. Mvp è la guardia americana della Sidigas Avellino Jason Rich, nominato da una giuria di giornalisti specializzati e dagli allenatori, general manager e capitani delle 16 squadre della Serie A che hanno attribuito gli Lba Awards. Segna oltre 19 punti a partita, con il 40% da tre. Tra i coach, Attilio Caja della Openjobmetis Varese, vincente già nel ’95-’96 con Nuova Tirrenia Roma, succede a Vincenzo Esposito di Pistoia. Miglior dirigente è il presidente della Umana Venezia, Federico Casarin, come 6 anni fa, mentre Diego Flaccadori della Dolomiti Trentino da tre stagioni è il miglior under 22.

Da “Ilmessaggero.it”

Tuttosport, basket. Reggiana-Torino 89-82, Markoishvili e Reynolds portano alla 7^ sconfitta di fila dell’Auxilium, record negativo in A. 29 punti e 18 rimbalzi per il lungo al rientro, 7/7 da tre per il georgiano. Buono il primo quarto di Mbakwe

Markoishvili e Reynolds hanno aggravato la crisi di Torino (immagini.quotidiano.net)

La versione originaria del commento per Tuttosport

VANNI ZAGNOLI
REGGIO EMILIA. Quel briciolo di speranze playoff è forse più della Grissin Bon che di Torino. Ma siamo lì, a pari punti, a quota 24, a 4 dalla soglia odierna, a sole 3 giornate dalla fine. Varese, Cantù e Bologna sono lontane, a 28: una resterà fuori e pure Sassari e Cremona (a 26) hanno maggiori chances delle duellanti di ieri. Per i gialloblù arriva la 10^ sconfitta in 12 gare, nonostante il vantaggio per due terzi di incontro.
7-11 torinese e primo sorpasso emiliano con la tripla di Markoishvili: saranno 7 (su 7), dopo un periodo negativo, a meritare la conferma.
L’Auxilium non può controllare l’esuberanza di Reynolds (29 punti e 18 rimbalzi, al rientro), ma inizialmente difende bene, costringendo Della Valle e compagni a forzare. Primattore del quarto incipiente è Mbakwe, con 13 di valutazione. Nella curva di casa spunta lo striscione “Ultras = no lame”, riferito ai tafferugli di domenica, prima di Virtus-Varese, con successivo coro contro i tifosi lombardi. Il clima si surriscalda per un tecnico alla panchina emiliana, intanto i gialloblù arrivano sul 20-29 con due schiacciate di Pelle e la propulsione di Poeta. La squadra di Paolo Galbiati è pericolosa, lo testimoniano gli 11 falli procurati contro 5, in 14’, e ha buona circolazione di palla, sintetizzata dall’appoggio e poi dalla sospensione di Jones, a mantenere 7 punti di margine. Galbiati deve chiedere timeout per il taglio backdoor concesso da Boungou a White e il -2 reggiano. Markoishvili azzecca il canestro pesante del sorpasso, facendo preoccupare il presidente Antonio Forni, in panchina. Poeta è bravissimo a indurre Chris Wright allo sfondo, mentre Garrett azzecca due contropiedi, fimando il 37-42. L’Auxilium arriva al quarto d’ora di pausa avanti di 2, grazie anche al buon apporto di Pelle, nonostante la sospensione concessa a Chris Wright.
Si riprende con il canestro in arretramento di Mbakwe, a urlare di gioia davanti alla tribuna. Lì Torino si invola, con il 2-11 autografato Garrett e Boungou. Il clima è fin troppo rilassato, al punto che Washington si ferma a parlare con uno spettatore, così Reggio rientra sul 48-55. Torino ha pazienza, contiene l’arrembare biancorosso, sul +5. Mazzola raggiunge i 4 falli, Jones si becca un tecnico evitabile e la Grissin arriva al sorpasso sul 65-60 con la tripla di De Vico e lo strapotere fisico di Jalen Reynolds, su Pelle. Nel finale emerge l’esperienza di Menetti nei confronti di Galbiati, con difesa e rotazioni. Il canestro più acrobatico della serata è di Poeta (67-64), gli risponde l’ex Chris Wright, allungando a +8. L’Auxilium è stata inferiore a rimbalzo, deficitaria da 3 e nell’ultimo parziale. Solo con la tripla di Garrett (-4) trova speranze, frustrate dall’infallibilità di Manuchar Markoishvili, dalla lunga distanza. Il gioco a 2 per Washington vale l’82-76, Reynolds leva ogni pathos, suggellando la miglior gara in carriera, con 41 di valutazione.
REGGIO EMILIA-TORINO 89-82
GRISSIN BON: C. Wright 7 (2-6 1-2), Della Valle 10 (2-7 0-5), Markoishvili 24 (1-2 7-7), White 9 (2-6 1-3), Cervi 2 (1-1); Llompart, Candi (0-1), Reynolds 29 (10-14), De Vico 8 (1-1). Ne Dellosto. All. Menetti.
FIAT: Garrett 17 (5-7 2-4), Vujacic 5 (1-4 0-3), Mazzola 4 (1-3 0-1), Washington 10 (4-7 0-1), Mbakwe 19 (7-9); Poeta 2 (1-3), Pelle 10 (4-6), Tourè, Jones 8 (3-4 0-2), Boungou Colo 7 (1-1 1-5). Ne: Akoua, Mittica. All. Galbiati.
Arbitri: Seghetti, Attard, Giovannetti.
Note: parziali 18-21, 40-42, 65-60. Da 2: R 19-38, T 27-44. Da 3: R 10-23, T 3-18. Liberi: R 10-23, T 19-25. Rimbalzi: R 39 (14 off, Reynolds 18), T 24 (7 off). Recuperi: R 4, T 9 (3 Washington). Perse: R 16 (5 Reynolds), T 7. Assist: R 23 (6 Lompart e C. Wright), T 20 (5 Garrett e Poeta). Spettatori: 3500, incasso di 67mila euro.

Da “Tuttosport”

Tuttosport, basket. Reggio-Vanoli 91-84, Cremona alla 3^ sconfitta di fila, la Grissin si è fermata a 4. Julian Wright è il trascinatore, sprazzi di Odom, di Sims e dei Diener

Darius Johnson Odom guardia di Cremona (cremonaoggi.it)

REGGIO EMILIA-VANOLI 91-84
GRISSIN BON: C. Wright 13 (5-8 0-2), Della Valle 14 (2-7 2-3), Markoishvili 7 (0-1 2-5), White 16 (4-5 1-3), Cervi 8 (3-4); Candi, Bonacini, Llompart 7 (1-2 1-1), De Vico, J. Wright 23 (10-17). All. Menetti.
VANOLI: Ruzzier 4 (2-2), Johnson-Odom 17 (5-7 1-5), Fontecchio 9 (2-5 1-4), Martin 6 (3-8 0-1), Sims 17 (7-14); T. Diener 15 (3-4 2-4), D. Diener 6 (2-5), Milbourne 10 (3-3), Portannese, Ricci. Ne Gazzotti. All. Sacchetti.
Arbitri: Lo Guzzo, Borgioni, Nicolini.
Note: parziali 27-22, 45-42, 67-63. Da 2: R 25-44 C 6-20. Da 3 R 7-17, C 6-20; liberi R 20-23 C 16-22. Rimbalzi: R 36 (6 off, White 8), C 29 (4 off, Sims 8). Recuperi: R 5, C 9. Perse: R 12 (3 White), C 9. 5 falli: Milbourne. 2500 spettatori.
REGGIO EMILIA. Un pizzico di speranza di playoff per il patron Landi, dopo 4 sconfitte: con Della Valle, è comunque un’altra Grissin. Il cuneese rientra da lombalgia e regala 12 punti nel primo tempo, contornati dai 7 di Llopart, mentre Fontecchio all’intervallo è il leader di Cremona. L’equilibrio resiste, con sprazzi dei Diener, Drake è l’ex, vicecampione d’Italia a Reggio. Menetti lascia fuori Reynolds e Nevels, nè De Vico è al top. Il suo amico Meo bissa la sconfitta d’andata, nonostante una serata da 6,5, con il 71-75 di Johnson Odom, vanificato da un 6-0. Entrambe hanno 4 in doppia cifra, Vanoli però è alla 3^ persa in sequenza. Spicca Julian Wright, autore del libero decisivo, dopo il canestro di Chris.
VANNI ZAGNOLI

Da “Tuttosport”

Il Messaggero, basket. Amedeo Della Valle: «Sacchetti non limita il talento, Pianigiani e Messina curavano i dettagli ma con altre idee. La pesca e i messaggi notturni della presidentessa. Avere una presidentessa. L’America, i college e le università. Torino e Alba, Casale e Reggio, papà e LeBron. L’Eurochallenge e l’Eurocup, Hackett e un procuratore serbo”

Amedeo Della Valle è l’unico italiano nei quintetti delle coppe (corrieredellosport.it)

La prima stesura dell’intervista ad Amedeo Della Valle, per Il Messaggero

https://sport.ilmessaggero.it/basket/amedeo_della_valle_l_italia_di_sacchetti_non_limita_il_talento-3656711.html

Reggio Emilia
Amedeo, perde mai la testa? “Diverse cose mi rendono felice. La supercoppa vinto a Torino, con la Reggiana, è stata un grande successo. Come la semifinale raggiunta in Eurocup”. Neanche fuori dal campo? “Cerco di essere professionale, di rientrare nelle righe. E’ questione di carattere”.
Ma quella faccia cattiva? “Nulla di pensato, fu un’espressione istintiva. Era gara-5 della finale scudetto con Sassari, divenne uno slogan, una maglietta”.
Fu lo snodo della carriera di Amedeo Della Valle e della storia di Reggio Emilia, tre anni fa, vinse la Dinamo alla 7^, con Romeo Sacchetti in panchina, ovvero il ct azzurro, che fa di Adv il leader. “Cerca di metterti nelle migliori condizioni possibili, non limita il tuo talento, fa giocare il più libero possibile”.
Amedeo è il santo tiratore del basket italiano, lo incrociamo da 4 anni, dagli spogliatoi del palaBigi. Saluta papà Carlo, familiari e amici e magari il procuratore. Occhiali e riccioli, è il miglior italiano della serie A, per continuità, da quando è a Reggio, Pianigiani e Messina non se n’erano accorti. “Erano basati sui dettagli e su determinate idee”.
Ovvero difesa e fisicità, soprattutto il catanese vice in Nba. Chi è il più bravo coach, per la difesa?
“La strategia conta, ma è fondamentale il sacrificio, non basta uno specialista, serve l’applicazione del quintetto”.
Amedeo palleggia, si arresta da ogni posizione e spara a canestro, ma difende?
“Devo migliorare, come in altro, ci lavoro”.
Se papà Carlo era il marchese, tre volte semifinalista con Torino, playmaker atipico, lei?
“Nessun nomignolo, solo Ame”.
Senza di lui sarebbe diventato Amedeo?
“Ha influito, certo, e in positivo. Mi segue sempre, in parterre”.
Dalle tribune cose le urlano per scoraggiarla?
“Frasi censurabili. In trasferta arrivano”.
A chi si ispira, a chi somiglia?
“Ho tanti modelli diversi, uno solo non ha senso. Apprezzo il sacrificio di atleti e nuotatori”.
Abita a nemmeno mezzo chilometro dal pala Giulio Bigi, come passa il tempo libero?
“Mi riposo, per reggere la stagione, lunghissima. Ogni tanto vado a pescare, quando c’è bel tempo, vicino alla città”.
E’ nel miglior quintetto di Eurocup, grazie alla semifinale di Reggio, persa 2-0 contro Kuban, a quando l’Eurolega?
“Non saprei, davvero. Ho simpatia per il Fenerbahce, per il reggiano Nicolò Melli e per Datome, i turchi sono ad alti livelli, campioni d’Europa e adesso secondi nel girone”.
Ma è giusto che chi vince lo scudetto non vada in Eurolega, che partecipi Milano, a prescindere?
“La regola è molto particolare, tuttavia impianto e organizzazione vengono prima di ogni altra cosa”.
Chi tiene in Nba?
“Sono tifoso di LeBron James, quindi di Cleveland”.
Ecco, l’mvp è 113 chili. Lei come farebbe in America, con i suoi 86?
“C’è chi basa molto sul fisico, io punto sulla dinamica e la tecnica, tutte e 3 le peculiarità sarebbero il massimo. Occorre inoltre essere forti mentalmente e saper leggere il gioco”.
E’ pentito di avere ascoltato i messaggi notturni della presidentessa Licia Ferrarini?
“Sono felice di essere rimasto a Reggio. Dal 2011, con il ritorno in A, ha sempre centrato i playoff e le final8 di coppa Italia, escluso quest’anno, e l’8^ piazza resta alla portata”.
Anche Brescia ha una presidentessa, Graziella Bragaglio, danno qualcosa in più?
“Una loro impronta, lo stile nei rapporti”.
Ma come ha resistito alla corte di Torino?
“Io fra l’altro sono di Alba, 30-40mila abitanti, nel Cuneese, e sono cresciuto nel Casale Monferrato, con Marco Crespi in panchina e Lorenzo Pansa coach giovanile, ma ho il contratto qui, sino al 2019”.
Andò a studiare a Las Vegas, Nevada, in high school, e poi in Ohio, sino a 21 anni, all’università.
“Anche papà spinse per gli Usa, quel triennio è stato determinante, anche per Daniel Hackett. Federico Mussini è rientrato da due anni, adesso è in prestito in A2, a Trieste. A St. Buckeyes mi sono abituato al gioco fisico, sulla scelta incise la grandezza del college. Seguo ancora Gonzaga, per il coach Riccardo Fois, che mi pure mi aveva reclutato”.
Qual è stata la miglior partita della carriera?
“Con la Croazia, in nazionale, pochi mesi fa. Ora sono titolare per le assenze, ma anche per le scelte del ct”.
Quali compagni di stanza ha?
“In nazionale Hackett, adesso Gaspardo, a Reggio si cambia”.
Andate in ritiro solo in trasferta, entrano procuratori e fidanzate?
“Mai. E’ per fare squadra, per il bene comune”.
Toro e Juve?
“Non seguo il calcio”.
Aveva l’ex trevigiano Massimo Iacopini, come procuratore, perchè è passato al serbo Misko Raznatovic?
“Mi ha convinto il progetto”.
Alessandro Gentile è il Lebron italiano?
“Viene da annate difficili, alla Virtus Bologna è in grande ripresa. La dinamica del tiro lo condiziona ancora, ci lavora. Possiamo coesistere, in azzurro”.
Datome prevedeva Aradori come 6° italiano in Nba. Quando sarà?
“Arriverà, di sicuro, qualcuno, non so dire quando nè chi”.
Della Valle, è fidanzato?
“No. E non facciamo gossip”.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Il Gazzettino, Venezia. Menetti e le 7 sconfitte al Bigi, per anni invitto: “Meritavamo un successo, fra Brescia e Venezia”. Reynolds non è al meglio, Nevels incide poco, per surrogare Dalle Valle. Markoishvili è assist e perse. “L’inizio e la fine sono negativi”

Riccardo Cervi ostacolato dalla difesa avversaria (reggionline.com)

Reggio Emilia
Anche il PalaBigi crolla sotto le triple ospiti, Venezia imita Capo d’Orlando e Pesaro, Milano e Brindisi, Trento e Brescia. Sette sconfitte che costeranno i playoff, se la Grissin non sarà in grado di vincere almeno 4 gare su 6, compreso il recupero con Cremona. Mancavano Della Valle e Reynolds, in parterre assieme a Llompart, in esubero rispetto alla formula del 5+5, mentre Mussini è passato a Trieste.
“Abbiamo buttato un’altra occasione – sostiene Massimiliano Menetti, che un anno fa piaceva a Venezia -, pur mettendo in campo energia, offrendo spunti interessanti, su entrambi i lati del campo. Dopo la splendida vittoria di Pistoia sono arrivate 3 sconfitte. Merito anche degli avversari. Dispiace quell’inizio timoroso, in una partita che volevamo aggredire per il quintetto in campo, eravamo quasi spaventati”.
Poi due quarti complicati, per Venezia.
“Non siamo stati bravissimi nei dettagli, nei possessi principali, è mancata freddezza, anche alla fine del terzo quarto, con un’azione chiave. Abbiamo distribuito bene il gioco, sui lunghi, fatichiamo sulle guardie. Chris Wright era spremuto ha chiesto i cambi per affaticamento, sentiva i crampi, l’ho rimesso a 7’ dalla fine. Fra mercoledì con Brescia e stavolta meritavamo una vittoria, occorre iniziare meglio e passare a Varese”.
Perchè il PalaBigi è espugnabile?
“Non saprei, venivamo da 4 vittorie, compreso su Avellino. La gente ci spinge, come in coppa, anche sul 14-27. Serviva la convinzione di meritare un successo, siamo più corti rispetto all’Europa. Mi sono lamentato con Paternicò per il fallo fischiato a De Vico. L’unico vero errore è stata la persa da Riccardo Cervi, ma a 5’ dalla fine. Persino il gancio mancino di Julian Wright era ad alta percentuale”.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Venezia. Dominique Johnson: “I tifosi lagunari sono fantastici, la città è speciale”. Biligha gioca molto più in nazionale: “Qui siamo tanti e abbiamo voglia di Fiba Europe cup”. De Nicolao applauditissimo ex

Dominique Johnson (quotidiano.net/lapresse)

Reggio Emilia
Venezia resta lì, appiccicata a Milano e davanti a Brescia, e anzi spera ancora di vincere la prima regular season della sua storia. Esce Andrea De Nicolao, fra i primi: “Per me è un’emozione tornare qui, dopo un biennio – racconta il regista di Campodarsego -, ringrazio tutti. Abbiamo fatto una gara di lotta e sacrificio, per 40’, ottenendo il risultato negli obiettivi. Bravi tutti a mettere un mattoncino alla volta. Siamo stati bravi dopo che ci hanno ripreso una prima volta e anche a gestire il finale, evitando rischi”.
Dominique Johnson ha un pensiero per i tifosi. “Sono stati fantastici – confessa all’uscita -, come in molte trasferte. Venezia è veramente speciale, per chi viene da fuori”.
E poi la previsione sulla Fiba Eurocup. “E’ probabilmente la quarta coppa, per importanza, la seconda è la Champions league, dove eravamo noi, speriamo di vincerla, ci teniamo. Il focus è gara per gara, sul serio, non pensiamo già a difendere lo scudetto”.
Anche Paul Biligha si racconta volentieri. “Questa vittoria è significativa – spiega -, tantopiù in assenza di Bramos, abbiamo dimostrato di essere solidi, anche Jenkins di solito dà un gran contributo, tutti sono stati all’altezza e ci hanno permesso di espugnare Reggio”.
Colpisce che il camerunese abbia più spazio in nazionale, dove parte in quintetto, rispetto a Venezia. “Mi sono ritagliato quel ruolo già in estate, con un buon Europeo, qua sono nuovo e siamo in tanti, di altissimo livello, anche fra i lunghi. La concorrenza è elevata, per cui il minutaggio va spalmato fra tutti, e il roster è forse superiore rispetto alla nazionale”.
Il pubblico di Reggio è molto caldo ma altrettanto rispettoso e allora non succede come nel calcio che certe tifoserie becchino i nuovi italiani. “Giocare per l’Italia è una sensazione fuori dal comune, siamo ben voluti. Io fra l’altro ho un fratello che inizia a giocare a basket, ma non qua”.
Affascinante il duello in chiave azzurra con Riccardo Cervi, eppure il capitano di Reggio non è al top. “A me piace molto Charles Barkley, l’ex Philadelfia e in ogni partita cerco di mettere qualcosa di lui e di quell’epoca”.
Mercoledì gara-1 di semifinale, contro gli olandesi, la vincerete? “Speriamo, siamo forse favoriti assieme ad Avellino, sarebbe bella una finale tutta italiana, in Fiba, ma non fidiamoci degli avversari. Anche gli irpini faranno attenzione ai danesi”.
L’Umana ha perso appena tre trasferte di campionato, un bilancio da Eurolega, addirittura. “Vogliamo reggere su tutti i fronti. Arrivare in fondo alla coppa, difendere la posizione in campionato e poi tuffarci nei playoff”. Lì anche gli italiani della Reyer saranno al top.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Tuttosport, basket. Reggio-Venezia 76-81, gli orogranata hanno perso solo 3 trasferte, gli emiliani sono alla 7^ sconfitta interna. I cori beceri reciproci, il contatto scongiurato a fine gara. Gli strattoni dell’Umana, la grande di Austin Daye e di Pesic

James White a canestro (Ilrestodelcarlino.it/ciamillo)

VANNI ZAGNOLI
REGGIO EMILIA. Venezia resta a contatto con Milano e respinge Brescia. Con Reggio sono sempre sfide accesissime, dalla semifinale di tre anni fa, vinta al Taliercio dai biancorossi. Stavolta la curva emiliana non canta “Alta marea, portali via”, dunque siamo già un passo avanti. Ma è la curva orogranata alla fine a intonare quel coro, sono scintille a distanza, le maschere evitano il contatto, la polizia sorveglia e filma il centinaio di lagunari arrivati sull’inizio di gara, con due pullman.
Eccellente l’impatto dell’Umana, davanti ad Andrea Brugnaro, fra i 5 figli del presidente-sindaco. L’impatto della Grissin Bon è molle, manda a nozze il talento di Johnson e Haynes, sino al +13. Sembra pregiudicata, per Reggio, come con Brescia e nelle troppe sconfitte interne della stagione, che costeranno i playoff, se 4 vittorie nelle ultime 6 giornate (devono recuperare con Cremona) non dovessero bastare. Gli orogranata perdono la confidence, escono dall’inerzia. Sbagliano i tiri difficili poi i facili, nel secondo quarto il parziale è di -20, pur senza Amedeo Della Valle, fuori per lombalgia non si sa fino a quando, e a bordo campo accanto a Lompart e a Reynolds, con un ginocchio in disordine. C’è Nevels e gioca maluccio, come Markoiskvili, l’Umana resiste dal -7, ripassa sul 51-52 del 24’, con Daye. Non c’è la tensione dei playoff ma spettacolo, come sull’entrata di Chris Wright, 20 punti in 23’, con un 9-11 al tiro e 4 assist e 4 rimbalzi. E’ tonico anche White, 17 punti in 22’. De Raffaele reagisce con pazienza, sorretto dalla buona percentuale da tre e da una discreta difesa. Reggio non è mai stata così talentuosa, Venezia per contro responsabilizza poco gli italiani: De Nicolao in biancorosso era leader, Tonut è al servizio di Daye e Biligha è più incisivo in nazionale. La freccia veneziana si accende al 32’, con Haynes, 64-66. Si sporcano le percentuali, è Peric con tripla e sospensione a siglare il 66-71 del 34’. Lì emergono la profondità lagunare e la tenuta nervosa. Peric è in striscia, Reggio rientra solo sul 74-77, a -5 a un minuto dalla fine esce la percussione di Chris Wright. La squadra della presidentessa Licia non ha la palla dei supplementari: “Fossero andati dentro gli ultimi 3 tiri…”, si rilassa coach Menetti, con un amico, a fine partita. La Reyer lontano dal Taliercio ha perso solo ad Avellino, a Brescia e di recente con Pistoia. Anche senza Bramos, fuori da due settimane, e Jenkins, escluso per turnover. Mercoledì a Mestre l’andata con gli olandesi, molto più facile di ieri. Soprattutto con questi Peric e Daye.
REGGIO EMILIA-VENEZIA 76-81
Grissin Bon: C. Wright 24 (10-13 1-4), Nevels (0-1 0-2), Markoishvili (0-1 0-6), White 21 (5-6 1-2), J. Wright 20 (9-19); Candi 3 (0-1 1-1), De Vico (0-3), Cervi (3-5); ne Bonacini, Cipolla. All. Menetti.
Umana Reyer: Haynes 18 (2-3 4-9), Johnson 13 (3-4 1-7), Cerella, Daye 15 (2-4 2-3), Watt 5 (2-3); De Nicolao 2 (1-2 0-1), Sosa 4 (1-4 0-1), Tonut 5 (1-1 1-3), Peric 18 (7-14 1-1), Biligha 1 (0-2). Ne Ress, Bolpin. All. De Raffaele.
Arbitri: Paternicò, Baldini, Galasso.
Note: parziali 14-27, 46-39, 64-61. Da due: R 28-48, V 19-37. Da 3: R 3-18, V 9-25; liberi: R 11-16, V 16-23. Rimbalzi: R 36 (7 off, 10 Wright), V 41 (9 off, 9 Tonut, 8 Daye). Perse: R 9, V 11 Assist: R 18 (5 Markoishvili), V 12. Spettatori 3624 per un incasso di 70.691.

Da “Tuttosport”