Ilmessaggero.it. Coppa Italia con le solite 4: Civitanova è favorita, non solo su Modena, Trento-Perugia incertissima

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/coppa_italia_le_solite_4_civitanova_favorita_non_solo_su_modena_trento_perugia_incertissima-5730323.html

di Vanni Zagnoli

Dunque ci sono le solite, alla final four di coppa Italia di volley. Si gioca sabato, dalle 15,30 Modena-Civitanova e alle 18 Trento-Perugia. 

L’ultima volta che in un trofeo nazionale si inserì un’altra squadra fra le migliori 4 fu Piacenza, nel gennaio del 2017, quando battè Perugia nei quarti di finale di coppa Italia. Nella corsa scudetto, invece, l’egemonia venne spezzata nel 2015 da Latina, che eliminò la Lube. E’ un quadripotere unico, nello sport italiano, Modena già dalla stagione interrotta per covid sembra più debole e invece ha chiuso per 3-0, su Monza, soffrendo davvero solo nel terzo parziale. Trento ha regolato Milano, Civitanova ha dominato Padova con parziali molto bassi. L’unica davvero coriacea è stata Ravenna, ha vinto il primo set a Perugia ed è arrivata ai vantaggi nel secondo e nel terzo.

La finale sarà domenica alle 18, si gioca a Casalecchio di Reno per il terzo anno di fila, i precedenti videro naturalmente l’esaurito. La Lube vinse già nel 2016-17, all’Unipol arena, poi due successi di Perugia, l’ultimo trofeo è stato dei marchigiani, con un sensazionale 36-34 per la Sir Safety nel quarto set. Il tiebreak andò al sestetto di Fefè De Giorgi, di nuovo favorito e non soltanto secondo Andrea Zorzi.

“Questa volta – spiega il presidente di Lega Massimo Righi, dal palasport già in allestimento – sottoporremo tutti ai tamponi, all’ingresso, in tutto saranno oltre 200 persone, ovvero 24 componenti e 10 dirigenti per ciascuna squadra, più le autorità e gli organizzatori. I tempi di inizio dei vaccini non ci hanno permesso di far entrare i vaccinati, com’era nostra speranza. Coinvolgeremo categorie speciali di tifosi tramite i nostri club ai playoff, penso a San Patrignano, a chi vive in una sorta di bolla”.

Senza pubblico, ci saranno riprese particolari, su Raisport.

“Utilizzeremo un drone, per immagini dall’alto e poi la tecnologia 4k. E su due megaschermi si collegheranno i tifosi in diretta, da casa, diventa il loro murales. Il campo sarà tricolore, come sempre, ce ne sarà uno anche per il riscaldamento”.

Fefè De Giorgi si era aggiudicato con Cuneo la sua prima coppa Italia da allenatore, con Civitanova ha perso le ultime tre supercoppe, vincendo quasi tutto il resto. 

“Modena ha meritato il passaggio – racconta l’allenatore detentore del trofeo -. In campionato l’abbiamo appena battuta per 3-2, siamo coscienti del loro livello e anche delle nostre qualità. Sarà una semifinale impegnativa”.

L’assenza del pubblico penalizza Perugia, i sirmaniaci sono il gruppo più caldo. 

“Giocare senza – dice l’ex alzatore – è stato complicato all’inizio. Occorre trovare una forma di autoagonismo, per la performance di alto livello, con un contesto simile all’allenamento. Si riflette e si spinge verso la fase agonistica”.

Con Modena Nemanja Petric si è aggiudicato due coppe. “Questa qualificazione – sostiene lo schiacciatore serbo – dà valore a quanto facciamo da giugno. E’ molto difficile trovare punti deboli nella Lube, abbiamo comunque la qualità per restare in partita e di mantenere il ritmo elevato, con una concentrazione superiore. Avevamo perso tante occasioni nei finali di set, ora è cresciuta la lucidità”.

In banda, la Leo Shoes ha due giovani interessanti, Lavia e Rinaldi. “Sono curiosi di imparare, vivono per la pallavolo. Daniele Lavia conferma la buona stagione di Ravenna, qui ha un altro incarico. Tommaso Rinaldi è un ragazzo d’oro, ha poco spazio ma per due volte ha mostrato di saperci fare. Sono una fortuna per noi e per l’Italia”.

Nell’altra semifinale ci sarà grande equilibrio. Trento partirà probabilmente da terza, nei playoff, ma adesso sta forse meglio di Perugia, capolista in Superlega. Il libero Totò Rossini chiarisce le difficoltà in avvio di stagione: “Abbiamo alternato buone prove ad altre meno convincenti, con 5 nuovi sui 7 della squadra base (cioè il sestetto più libero, ndr), solo Giannelli e Lisinak c’erano già e quindi dovevamo amalgamarci. Questo ci ha rallentato la crescita, ora siamo contenti di questo up, di essere risaliti”.

Convince la crescita di Alessandro Michieletto, figlio d’arte, del dirigente Riccardo. “E’ un processo graduale, gli serve tempo e stare in campo nei momenti difficili”.

A Perugia, Atanasijevic è all’annata più difficile, dopo il covid e qualche acciacco. “Ci siamo tutti – garantisce il serbo -. Russo ha fatto il libero per la seconda volta in stagione, nonostante sia un centrale. Abbiamo dovuto contenere Francesco Recine, di Ravenna, è il figlio del nostro ds Stefano. Siamo la squadra che ha avuto più assenze, in questi mesi. In queste due gare inciderà tanto la battuta, siamo pronti a battagliare anche per due ore e mezza”.

Domenica sera, come sempre, ci sarà l’Afterhours, sullo youtube della Lega, con gli ex Andrea Zorzi e Andrea Brogioni. “La coppa Italia – chiosa “zorro” – è il sogno di mezza stagione. Dall’ultima, non ho più visto una gara dal vivo. Per me è favorita Civitanova. Sabato sera  saranno collegati con noi Zaytsev e Anastasi, Berruto, Savani e Marco Montemagno, guru del web. Domenica avremo Buti e Cisolla, Bruninho dal Brasile e Gian Paolo Montali”.

Che torna a parlare di volley dopo anni. La coppa Italia serve anche questo.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, volley. Civitanova favorita su Perugia e Trento. E in 3 vogliono scalzare Modena

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_civitanova_favorita_su_perugia_trento_3_vogliono_scalzare_modena-5390562.html

di Vanni Zagnoli

Nel volley è stato il giorno dei calendari, in serie A1, A2 e pure in A3, con la preghiera delle società, come nel basket, a giocare con il pubblico.

Si comincia il 27 settembre, la prima giornata prevede: Leo Shoes Modena-Vero Volley Monza, Sir Safety Conad Perugia-Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia, Allianz Milano-Top Volley Cisterna, Consar Ravenna-Gas Sales Bluenergy Piacenza, Padova-Itas Trentino e Nbv Verona-Cucine Lube Civitanova.

I marchigiani restano la favorita, dietro potrebbe esserci il sorpasso di Trento nei confronti di Perugia, mentre Modena non parte neanche per essere fra le prime 4, Milano e persino Piacenza sono più attrezzate, buono anche il roster di Cisterna, l’ex Latina.

Il movimento è preoccupato perchè ancora non arriva l’autorizzazione agli allenamenti in forma libera. “Il 6 contro 6 – spiega Andrea Sartoretti, ds di Modena – è permesso solo con le mascherine, tutte le squadre chiedono una possibilità più semplice per allenarsi. Lavoriamo per mettere in sicurezza il palasport, per lo sport il pubblico è parte integrante, si deve per forza trovare una soluzione per offrire la possibilità di seguire le partite”.

A Milano, si studia la possibilità di giocare all’aperto, nella gara d’esordio, ovvero all’arena civica Gianni Brera.

Prima del campionato ci sarà la supercoppa, con le solite 4 che da anni monopolizzano le semifinali di ogni manifestazione, stavolta però si sfideranno in gare di andata e ritorno, con eventuale golden set, come in Europa, prima della grande serata finale all’Arena di Verona. Domenica 13, dunque, Trento-Civitanova e Perugia-Modena, il ritorno la domenica successiva, mentre la finale sarà venerdì 25. Il pronostico fra Trento e i campioni d’Italia e d’Europa è molto incerto, Perugia invece è favorita nell’altro accoppiamento.

Gli altri otto club di serie A1 giocheranno gli ottavi di coppa Italia, divisi in due gironi, con partite di sola andata: le due vincenti di ogni pool raggiungeranno ai quarti le 4 big.

Domenica 13, per il girone A, Milano-Verona e Monza-Vibo, nel B Ravenna-Padova e Piacenza-Cisterna. Domenica 20 e mercoledì 23 gli altri match dei gironi, i quarti saranno il 26 novembre, le final four a fine gennaio. I playoff del campionato inizieranno il 21 di febbraio.

La Lube conferma i cubani Simon, al centro, e Leal, in banda, in regia ha l’ex capitano di Perugia De Cecco, a sostituire Bruninho. Trento ha un attacco stellare, con lo schiacciatore brasiliano Lucarelli e l’opposto olandese Adbel-Aziz, dopo stagioni in cui pagava qualcosa proprio in attacco. Modena perde Ivan Zaytsev (in Russia, al Kemerovo) e l’americano Anderson punta sul giovane Lavia e sui ritorni di Vettori e Petric. 
Perugia ha Travica come palleggiatore e Solè al centro, dovrebbe rinunciare all’azzurro Lanza.

Con gli azzurrabili Randazzo, Sabbi e il francese Tillie Cisterna ha ambizioni di Europa. Patry è l’opposto francese e Maar lo schiacciatore canadese che vorrebbero portare Milano fra le prime 4. Piacenza ha il francese Clevenot e 3 italiani che puntano all’olimpiade, Antonio, Botto e Candellaro.

Da “Ilmessaggero.it”

Zizzagando. 12 titoli di sport

Con Simone Anzani


1) Al Torino arriva il ds giovane, Vagnati del miracolo Spal. Ex giocatore, la storia in parallelo a quella di Cristiano Giuntoli. Il ritorno al settore giovanile di Bava, dopo una sola stagione, comunque il presidente Cairo lo mantiene nei ranghi.

2) Le classifiche, con i 3 e con i 2 punti. Andremmo a vedere come cambiano i verdetti, con il vecchio regolamento e con il punteggio in vigore dal ’94. Il vecchio calcio, più emozionante, meno tattico, con più spazi, tecnica, con persone normali come Rino Marchesi.
Il metro arbitrale molto diverso, nel dubbio si dava ragione al difensore, adesso all’attaccante. Rigorini, ammonizioni per falli tattici, inflessibilità sulla seconda ammonizione. Gli stadi molto più ampi, 90mila spettatori al San Paolo, ma non c’era la diretta tv.

3) Le varie declinazioni dello sport. Con stranieri e senza, con pochi e con liberalizzati. Con 16, 18 o 20 squadre. Con spareggi a pari punti, con spareggi di andata e ritorno o mai spareggi. Con i playoff o senza, i playout o senza. Le coppe con 4 italiane (Coppa dei Campioni, delle Coppe e due in Uefa) o con 7, adesso. Gli Europei, i mondiali e le olimpiadi con la squadra del paese ospitante ammessa di diritto o meno: se ammettiamo le nazionali, allora ammettiamo almeno un iscritto per ogni competizione.

4) Volley, Massimo Righi, dunque, come previsto, diventa presidente di Lega, traguardo meritato, meglio rispetto a un presidente di club. Al femminile, Ghiretti contro Fabris.

5) Volley, Vettori indignato, per il vincolo sportivo. E’ l’occasione per fare il punto sul vincolo, al centro del dibattito anche al femminile.

6) Volley, quindi Zaytsev va in prestito in Russia, magari torna fra un anno, e Modena probabilmente cede altri migliori, per la pandemia. Mentre le altre 3 grandi confermano. Catia Pedrini e’ pronta a farsi da parte, intanto teatralizza su facebook, e incassa messaggi di incoraggiamento dai tifosi, magari è una manovra per far parlare di volley il più possibile, già un anno fa Zaytsev doveva andare a Civitanova e poi ci ha ripensato, costringendo Beppe Cormio a un comunicato molto cattivo.

7) Nuoto, Gregorio Paltrinieri cambia tecnico. E’ difficile che sia la stessa cosa, ricordiamo cosa significò per Federica Pellegrini l’addio a Castagnetti, che però scomparve. Sorprende questo cambio, con il carpigiano all’apice. Parlando con il Moro, emerge la sua delusione: “Cerca nuovi stimoli, ci può stare”. Antonelli e’ lo specialista del fondo: “Ha già vinto medaglie con Arianna Bridi e con Rachele Bruni”. Greg pensa al fondo, insomma. Morini perse anche Federica, di recente Cusinato, la padovana: “Ha vinto con me le medaglie. Mi resta Detti, fra i medagliabili. Qui abbiamo vinto 75 medaglie internazionali”

8) Ricciardo, l’origine messinese dell’australiano, che andrà alla Mclaren.

I videoracconti.

1) La straordinaria storia di Roberto Di Sante, dallo stress a Il Messaggero, la depressione e la corsa. Il best seller Corri, libro, con 60 presentazioni; dai castelli romani, corrispondente de Il tempo, poi de Il Messaggero. “Ma per due anni avevo lavorato alla Sip”. Era vice capo alle cronache de Il Messaggero, spesso capo, troppa generosità, troppo lavoro, lo stress, la depressione. “Finche’ un giorno decisi di correre, mi dicevano che sarei stato meglio, in 11 mesi disputai la maratona di New Jork. Ne ho fatte 8. E 3 libri. Dalla depressione alla gioia”.

2) L’allenatore italiano più all’estero di sempre, Paolo Malara, nella pallanuoto: “Quasi 17 stagioni, fra ct di Iran e Cina e le 9 in Francia, al Nizza e al Marsiglia. Mi hanno sempre pagato ovunque. Indimenticabile l’olimpiade da ct dell’Italia, a Pechino, anche se solo 9°”.

3) Marcello Fiasconaro: “Due stagioni ai massimi livelli e poi angustiato dai problemi ai tendini. Il record del mondo all’Arena di Milano. Le due olimpiadi condizionate, a Berlino sfilai e poi non gareggiai, da Montreal mi ritirai poche settimane prima, poi giocai a rugby. Vi racconto il Sudafrica, la discriminazione degli stranieri che vengono nel nostro paese. La religione, Pistorius ancora in carcere, gli italiani qui. Mi notò un atleta, Rado, e mi segnalò in federazione, al presidente italiano Nebiolo”.

4) Massimo Tecca: “Ai mondiali di Argentina, a 20 anni, nel ’78, per Paese Sera. Quando passammo da Telepiu’ a Stream ma restammo un anno senza fare telecronache, perche’ le fece Tmc. Entro nelle case bussando”.

Ilmessaggero.it e Ilgazzettino.it. Milano raggiunge Modena al 3° posto, davanti a Trento. Nel femminile Conegliano surclassa Busto Arsizio, seconda a sorpresa. La sosta per le qualificazioni olimpiche sino a metà gennaio, i tabelloni di coppa Italia, il caso Caserta, nel femminile, via 5 giocatrici

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/milano_raggiunge_modena_al_3_posto_femminile_conegliano_surclassa_busto_tabelloni_di_coppa_italia_caso_caserta-4947360.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/altrisport/milano_raggiunge_modena_al_3_posto_femminile_conegliano_surclassa_busto_tabelloni_di_coppa_italia_caso_caserta-4948591.html

di Vanni Zagnoli

Tutti in campo, nel volley, come sempre, a Santo Stefano. Anzi, ieri sera si è giocata una partita di Superlega, Trento ha battuto Ravenna per 3-1, è la gara che il palleggiatore dei romagnoli Davide Saitta non avrebbe voluto disputare, per festeggiare il Natale con la moglie e la figlia Noemi, da fervente cattolico. “Anche nella ‘pagana’ Francia – raccontava -, dove ho militato fino alla stagione scorsa, il campionato si interrompe il 25 dicembre. In Italia, invece, per la nostra lega da 14 anni giocare a Natale e Pasqua è diventata una tradizione. Ma dopo la ribellione dei giocatori di tutti i club si era riusciti a trovare una mediazione sul giorno 26. Tranne che per una partita, la nostra”.

Perchè stasera il palazzetto di Trento è occupato per il basket.

In A1, dunque, è già iniziato il girone di ritorno, del resto da inizio stagione si gioca regolarmente un turno infrasettimanale, ogni volta che non ci sono coppe. 

Civitanova si conferma inarrestabile, ha vinto anche a Piacenza per 3-0, del resto l’ha sempre fatto e solo una volta è arrivata al tiebreak. Perugia è a -7, con il 3-1 su Latina, che da quest’anno si chiama Cisterna, giocando nell’impianto dell’agropontino. Milano raggiunge Modena al terzo posto, si aggiudica con sicurezza il derby su Monza e approfitta del 3-1 rimediato dagli emiliani a Padova. Trento è lì, a un punto dalla coppia e proprio l’Allianz vorrebbe spezzare il predominio delle solite 4.

Padova capeggia la seconda parte della graduatoria, staccata di 9 punti da Trento, è davanti a Verona, passata a Veroli, sul campo del Sora. Poi Ravenna e Monza, dove non ingrana l’opposto polacco Kurek, miglior giocatore del mondiale vinto a Torino, un anno fa. Altra delusione è Piacenza, quotata per dare fastidio alle 4 grandi e invece appena quartultima. 

Oggi ha riposato Vibo, che si gioca la salvezza con Cisterna, mentre Sora rischia di perdere contatto in anticipo, con Maurizio Colucci alla prima stagione dall’inizio, come allenatore. 

La classifica: Civitanova 38 punti, Perugia 31, Modena e Milano 28; Trento 27, Padova 18, Verona 17, Ravenna 16; Monza 15, Piacenza 12, Vibo Valentia e Cisterna 9; Sora 4.

Il campionato riprenderà giovedì 16 gennaio, per consentire ai nazionali di disputare il torneo di qualificazione alle olimpiadi. Gli azzurri naturalmente riposano, essendosi aggiudicati il torneo di Bari ai danni della Serbia, poi campione d’Europa.

Mercoledì 22 gennaio i quarti di coppa Italia, in gara unica, gli accoppiamenti: Civitanova-Monza, Milano-Trento, Perugia-Padova e Modena-Ravenna. Il match più tirato sarà sicuramente fra l’Allianz e l’Itas Trentino, che peraltro conta di arrivare in fondo alla Champions league, assieme a Civitanova e a Perugia.

In A1 femminile il tabellone di coppa Italia si è definito oggi, con le qualificazioni di Firenze e Chieri. I quarti saranno pure in gara unica, in casa della migliore classificata, si disputeranno fra mercoledì 29 e giovedì 30 gennaio, la final four al PalaYamamay di Busto Arsizio, sabato 1 e domenica 2 febbraio.

Il tabellone. (1) Conegliano – (8) Chieri, (4) Scandicci – (5) Casalmaggiore, (2) Busto Arsizio – (7) Firenze, (3) Novara – (6) Monza.

Oggi: Bergamo – Novara 0-3, Conegliano – Busto 3-0, Monza – Firenze 3-0, Casalmaggiore – Caserta 3-1, Brescia – Chieri 3-2, Filottrano – Scandicci 0-3, Cuneo – Perugia 3-1. 

La classifica di fine andata. Conegliano 36, Busto Arsizio 30, Novara 26, Scandicci 25 e Casalmaggiore 25; Monza 24, Firenze 18, Chieri 17; Bergamo e Cuneo 15, Filottrano 14, Brescia 13; Caserta 8, Perugia 7.

Con l’ex ct Marco Mencarelli, Busto è davanti a Novara, però nel confronto diretto di oggi a Villorba è stata travolta dalle campionesse del mondo e vincitrici della supercoppa italiana, con parziali a 13, 12 e 15. In coda si staccano Caserta e Perugia, c’è curiosità per capire cosa accadrà davvero nell’unica società meridionale nel nostro volley di vertice. La Volalto Caserta 2.0 ieri è stata più che dignitosa, a Cremona, ma domenica la società aveva diffuso un comunicato durissimo, dopo la sconfitta con Cuneo. «Una vergogna. Squadra senza moralità e dignità. Il 27 a casa Bechis, Cruz, Alhassan, Gray e Holzer, più team manager e preparatore atletico. Appena 50 paganti, interviene lo staff per calmare persone che contestano coach Cuccarini e la squadra, i tifosi hanno aria minacciosa contro i dirigenti. Verranno innestate 2 centrali, 2 schiacciatrici e un opposto, per tentare la salvezza. La società ha sempre voluto separarsi dalla frangia più violenta della tifoseria, invita la questura di Caserta a identificare i facinorosi, se Lega e Fipav non saranno vicine siamo pronti a ritirarci».

Il presidente Nicola Turco voleva vendere il club, a metà novembre, aveva rilevato il titolo di A2 da Cuneo. Fare sport al sud resta molto difficile, lui ha deciso di cambiare le giocatrici, anzichè l’allenatore.

Anche al femminile la sosta sarà sino a mercoledì 15 gennaio, per le qualificazioni olimpiche, con le azzurre vicecampionesse del mondo e d’Europa a guardare, in quanto già certe di essere a Tokyo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, volley. La Supercoppa è di Perugia, Modena si arrende al tie break

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/risultato_supercoppa_finale_perugia_modena_zaytsev-4837262.html

https://www.ilmattino.it/sport/altrisport/risultato_supercoppa_finale_perugia_modena_zaytsev-4837313.html

di Vanni Zagnoli

E’ la seconda supercoppa di Perugia, con Leon miglior giocatore, prestazione da numero uno al mondo, 3-2 su Modena in una finale tiratissima. E’ il 5° trofeo nella storia umbra, contro i 41 gialloblù, finisce come la semifinale scudetto di maggio. E’ festa bellissima per il volley, nella due giorni di Civitanova. Qui è come se Perugia giocasse in casa, nonostante la rivalità, a bordo campo ci sono il ct Blengini, che aveva conquistato nelle Marche gli unici trofei da allenatore di club, e il dirigente azzurro Papi. 

La difesa di Holt origina il contrattacco del vantaggio geminiano, l’11-9 arriva grazie a un attacco sbagliato dall’idolo Atanasjievic. Il nuovo tecnico di Perugia Heynen comanda ogni azione, Giani prende appunti. Bednorz sorprende Leon in ricezione ma è un attimo, il contrattacco di Zaytsev dà il 16-14. Il livello di gioco è alto, con battute insidiose, Mazzone alza il muro su Leon, confermando la super condizione evidenziata in semifinale. Bednorz detto Benji è puntuale, escluso nel contrattacco che potrebbe chiudere il primo set e nella ricezione del 21 pari, su Atanasjievic. Leon è vulnerabile in difesa, ogni azione Colaci e l’opposto serbo guardano il replay sul tabellone. Si affaccia Russo, con Ricci è il tallone d’Achille del sestetto in maglia verde, vicecampione d’Italia. Servono due aces di Leon (uno fortunoso) a capovolgere il set, per 25-27. Resta il più pagato della Superlega, con un milione di euro, e ambitissimo da molti club. Quando un primo tempo di Holt viene contenuto dalla Sir Sifety si capisce che non è giornata, per Modena. E quando batte Zaytsev, la curva umbra fa il massimo del baccano, per disturbarlo. Mostra comunque grinta, per il 7 pari, non sempre la precisione del braccio, con copertura sponsorizzata. Stesso frastuono quando batte l’altro grande bombardiere di Modena, Anderson, che a Kazan vinse 4 Champions. Il suo turno porta al 13-11, con la partecipazione di Zaytsev. La rotazione al servizio di Christenson offre il 19-16, con un contrattacco di Anderson. Leon dà il -1 e poi sbaglia la parità. Entrano per un attimo Zhkouski e Plotnytskyi fra gli umbri, non basta per capovolgere il secondo parziale, con il 23-20 di Zaytsev al servizio. Chiude proprio lo zar, con sicurezza. 

Sulla panchina di Modena manca Cantagalli, vice di Giani, uscito dall’ospedale di recente. Trepidano la presidentessa di Modena, Catia Pedrini, che neanche guarda molti scambi, e la vice Giulia Gabana, figlia di Marcello, mister Gabeca, proprietà e sponsor storico di Montichiari, scomparso in incidente in elicottero, 10 anni fa. Il presidente umbro Gino Sirci, da solo in piedi, in un angolo, sotto la curva perugina. Che è quasi psicologa, nell’incitare Lanza, lo schiacciatore in estate aveva perso il posto in nazionale per Antonov, fra qualificazione olimpica ed Europei. I leader in campo sono spesso i liberi, Colaci e Rossini, che invitano a giocare, a pensare al punto successivo. Serve proprio allo stesso libero di Perugia, sull’ace di Anderson dell’11-9, dopo il muro di Mazzone. Mancano i muri di Podrascanin (la moglie è in dolce attesa, resta nell’area giochi l’altra figlia), arriva quello di Leon, per il 15-16, e poi il +2 di Ricci. Giani chiama timeout ma il terzo set è girato, tantopiù con l’ace di Leon. Che sbaglia in ricezione e fa impattare Modena, a 21. Si vince in battuta, con Atanasijevic, +2 e 2-1, 25-23, con la chiusura di Leon, quasi senza muro. 

Leo Shoes scappa nel quarto (4-0), è ripresa subito, ha Kaliberda per Bednorz, che era sceso nelle percentuali d’attacco. Il tedesco era stato miglior schiacciatore dell’Europeo di due anni fa, con la Germania allenata da Giani, avrà maggiore spazio rispetto a Velasco. Con il piccolo martello Modena va sul 15-8, nell’unico set squilibrato, in cui Heynen dà spazio anche a Russo, al centro, e poi a Hoogendoorn, che dà il 21-17, e ad Haut. Il 25-18 spedisce al quinto, con superiorità emiliana in ricezione, in attacco e a muro. 

Il videocheck garantisce il primo break a Perugia, Christenson respira e si distende ogni volta che va in battuta, dal suo turno Zaytsev pareggia. E’ tornato Bednorz e mura Atanasijevic, poi scappa la ricezione a Colaci, 7-5. Podrascanin a muro evita la fuga gialloblù, l’8 pari è di Leon che si oppone a Zaytsev. Colaci per spezzare la tensione parla addirittura con Papi, a bordo campo. Leon al servizio propizia il 10-9, Giani chiama timeout ma inutilmente, perchè l’ace è su Rossini. Torna Kaliberda ma sbaglia un servizio. Il 13-11 è di astuzia, di Bata Atanasijevic, nello scambio infinito. Bissato di potenza. Aveva deluso nel tiebreak con Civitanova, che festeggiò lo scudetto a Perugia. Urla sotto la curva, di rabbia, dopo la mancata qualificazione olimpica della Serbia, si fa il segno della croce. Con Podrascanin ha appena vinto l’Europeo. 

E’ stato il grande evento della Legavolley, che riavrà come presidente Diego Mosna, di Trento, l’aveva già retta per un decennio, in due momenti. Anche la Pedrini lo ritiene super partes. Intanto festeggia Perugia, sino a notte, all’infinito. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

(Ziz)zagando. La prima volta a Trigoria. Carpi, Gaudì lascia. De Rossi come Del Piero, chiuderà altrove la carriera. Volley, il ritorno di Giani a Modena. Nuoto, Filippo Magnini squalificato per quattro anni

Con Darius Johnson Odom

(v.zagn) 1) La mia prima volta a Trigoria, naturalmente Ranieri: “Dalla parte di De Rossi, considerata la bandiera avrei usato più tatto. Ai tifosi ho detto che decidono Pallotta e Baldini. Sono pochi i presidenti presenti, io ero stato quello che parlava più con Abramovich, Sarri non l’avrà mai visto. Tributiamo un grande applauso a De Rossi, nell’ultima sua all’Olimpico”.

2) La classifica del calcio italiano in base ai trofei. Nell’ordine, come fossero medaglie d’oro, argento e bronzo potremmo piazzare Champions league, scudetto, Europa league, Coppa delle coppe, Supercoppa europea, Coppa Italia, Supercoppa italiana. L’Atalanta ha solo la Coppa Italia del ’63.

3) Con la retrocessione in serie C, la Gaudì lascia il Carpi, vende, finisce un ciclo, con l’anno di serie A e uno di B. Quella salvezza che il Carpi avrebbe meritato, del resto se il Palermo da 3 anni aveva bilanci non in ordine, dopo che i rosanero si erano salvati all’ultima giornata, sul Carpi, avrebbero dovuto essere retrocessi e i biancorossi ripescati. A prescindere, il paese non ha la potenzialità per reggere una serie A, difficile che arrivi un altro big della moda a rilanciare. Sassuolo e Carpi in A, Modena in B, facevano del Modenese il regno del calcio, assieme a Genova, con Sampdoria, Genoa ed Entella.

4) Le ragioni di Allegri e della Juve. Allegri è a un solo scudetto dai 7 vinti da Trapattoni, in serie A, ha diritto a essere sul suo stesso piano, dal momento che come gioco siamo lì. La Juve ha diritto a giocare meglio, con Conte e con Lippi ha toccato vertici più convincenti. Il rendimento in Champions non è male, Conte aveva fallito ma con squadre inferiori. Lui è voluto andare via, Agnelli se l’è legata al dito. Dovrebbe provare con Guardiola, potrebbe provare con Ancelotti, che però è onestamente in ribasso. Anche Klopp meriterebbe.

5) L’ingratitudine verso i campioni: De Rossi come Del Piero, costretto a chiudere la carriera altrove.

6) Il ritorno di Zandvoort, dell’Olanda in F1 dopo 35 anni. Con un rugbyista sudafricano di Reggio ricordavo i gran premi dell’infanzia, Kyalami, Sud Africa, appunto, i paesi del passato, le piste mito: Brands Hatch, il Paul Ricard, Buenos Aires, Watkins Glen, Imola, New York e i circuiti cittadini, il Nurburgrin e via controllando. Voglia di un gp in Africa, ai Caraibi, a Est, non solo in Ungheria e Russia, nei paesi europei poveri. In Svezia, ad Anderstorp, in realtà paese ricco. Il turnover scientifico, coinvolgere più nazioni possibili, stessa cosa nella motogp.

7) Volley, il ritorno di Giani. Aveva già allenato Modena nel 2007-08, vincendo una Challenge cup, da giocatore era rimasto per 11 anni, le due finali europee con Slovenia e Germania sono storiche, da allenatore.

8) Atletica, la presentazione del Golden Gala, sarà il 6 giugno, ci sarà Filippo Tortu. La vivacità delle staffette azzurre, ai mondiali, nonostante il cambio sbagliato fra Manenti e proprio Tortu.

9) Nuoto, i 4 anni di squalifica per doping a Pippo Magnini, una macchia sulla carriera, soprattutto sull’immagine di spettacolo, di bello, per il futuro.

10) Rimini, fino a domenica i campionati Europei di breakdance, di hiphop e di boogie, il racconto di costume.

Ilmessaggero.it, volley. Velasco non allenerà più, ha 67 anni. Il calcio e la filosofia, l’Inter e la Lazio, la nazionale del secolo e l’Iran, il coaching e la Cechia. Le donne

Julio Velasco (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/pallavolo_velasco_ritiro_annuncio_modena_volley-4482945.html

di Vanni Zagnoli

Per tanti è semplicemente Giulio. (Julio) Velasco lascia, lascia la panchina, lascia la pallavolo, per ora smette, poi magari chissà farà il dirigente, il filosofo, l’autore televisivo, il dg di calcio, lo scrittore, il motivatore di sicuro, tutte cose che ha già fatto benissimo. Velasco è il più grande personaggio nella storia del volley mondiale, ha creato la generazione di fenomeni, ha vinto tutto esclusa l’Olimpiade. Ha allenato persino le donne, è stato nella staff della Lazio e dell’Inter, era ritornato in Argentina come ct, è uscito nella seconda fase del mondiale italiano.

Julio ha 67 anni, l’età giusta per smettere, proprio al mondiale era parecchio nervoso, ma pure a Modena, al di là del successo in supercoppa, a Perugia. Giulio è stato volley e vita, anche in questa stagione, in cui ha salvato il quarto posto e avvicinato la finale, impegnando due volte su tre Perugia a Perugia, dove nessuno vince, nei playoff, da 3 anni.

Julio ha qualche riflesso bianco nei capelli, resta carismatico, magari adesso si godrà la famiglia e lo sport, con il disincanto abituale.

Julio è stato portato in Italia da Beppe Cormio, 36 anni fa, a Jesi, in serie A2, dal ds che aveva appena lasciato la carriera di giornalista e adesso vive l’8. finale di seguito, con la probabilità di perderla, fra domani, in gara4, e martedì, all’eventuale bella in Umbria, con Civitanova. Julio aveva gli occhi di tigre, li ha trasmessi, ha cambiato la storia della pallavolo italiana, portandola davvero al terzo posto di squadra, per importanza, dietro al calcio e un po’ più vicina al basket. Julio ha ispirato allievi in campo, come Anastasi e Bernardi, e fuori, Montali e Berruto, collega di antropologia. Julio parla di Messi e politica, di letteratura e sudamerica, di Italia e Islam, è stato ct dell’Iran e andava a pregare. Julio ha tenuto clinic per industriali e aziende, Julio avrebbe fatto bene qualsiasi cosa, persino il premier. E’ stato anche ct della Cechia e tecnico di Piacenza e Montichiari, ct della Spagna. Magnetizza chiunque sia al suo fianco. “Chi vince festeggia, chi perde spiega”. Dalla semifinale playoff non spiegava, era troppo macerato dalla decisione. “Voglio chiudere la carriera a Modena”, disse a metà stagione. La presidentessa Catia Pedrini l’ha ringraziato. Adesso ci sarà la corsa del volley mondiale a chiedergli consigli.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Giornale, volley. Perugia-Modena è un doppio 3-2, nella serie e nella bella. Incide anche l’infortunio a Bednorz, nel terzo set. Il crollo finale degli emiliani, a lungo superiori, sulle 5 gare, eppure finiscono in Cev

Lo schiacciatore modenese Tine Urnaut, subentrato a Bednorz, infortunato (tuttosport.com)

Da tre anni Perugia non perde a Pian di Massiano nei playoff. Serve il tiebreak per domare Modena, che a lungo accarezza il colpo. Azimut avanza sull’11-12, conduce il set con il muro di Christenson su Leon, con lo svettare di Daniele Mazzone, tornato ai livelli del mondiale, e con Zaytsev: 19-25. Sull’8-14 del secondo parziale sembra troppo facile per il sestetto di Velasco, e allora   Bernardi fa entrare il canadese Hoag, che con 3 aces recupera 6 punti, complice l’infortunio di Bednorz: chiuderanno il muro di Podrascanin sullo zar e Atanasijevic (27-25). Il terzo è a prevalenza umbra, sul 21-19 due attacchi di Tillie e Holt cambiano il set, insieme all’ace di Christenson: 23-25. Sul 6-10 sembra di nuovo fatta per Modena, invece Leon in battuta la rigira. Il match è splendido, deciso anche dal videocheck azzeccato da Bernardi (17-15), per il 25-20. Il 5° set è della baraonda rossonera, sul 9-4, con Lanza, 15-8. La prima delle 5 finali è mercoledì 1° maggio, alle 20,30, a Perugia con Civitanova. 

Vanni Zagnoli

Da “Il Giornale”

Il Giornale, volley. Modena a Perugia da quasi favorita, sempre con Tillie in banda. Ma Perugia in casa è quasi imbattibile

Il libero Massimo Colaci (trentinocorrierealpi.gelocal.it)

La 5^ partita in 12 giorni deciderà la seconda finalista scudetto di volley. A Pian di Massiano, vicino allo stadio Renato Curi, Perugia non è più così favorita su Modena, dalla sua ha giusto il fattore campo, peraltro quasi sempre decisivo, a questi livelli. In casa ha vinto due volte per 3-1, al PalaPanini era arrivata al tiebreak ma il 3-0 di giovedì è stata la miglior prestazione stagionale dei gialloblù di Velasco. Che confermerà Kevin Tillie in banda, al posto di Urnaut, non al meglio. In stagione, gli umbri hanno perso davanti ai propri tifosi solo due volte al quinto set, con Monza e con i campioni d’Europa di Kazan. Zaytsev è tornato al top per i playoff, il libero azzurro Colaci non nasconde le difficoltà: “In gara4 abbiamo giocato davvero male”. La diretta è dalle 18, su Rai2.

Vanni Zagnoli

Da “Il Giornale”

Il Giornale, il volley. Civitanova in finale, Modena e Perugia a gara5. Conegliano e Novara per lo scudetto femminile. La scelta di Raisport di dare il medesimo spazio a maschi e femmine

(perugiatoday.it)

Peccato non ci fosse la doppia diretta televisiva, per le semifinali, su Raisport, per seguire la seconda è indispensabile abbonarsi alla tv della Lega. Si lascia lo stesso spazio al femminile ma ci sarebbero le differite. Ieri Modena-Perugia, nel pomeriggio, non è stata decisiva, gli emiliani dominano due set (a 19 e 17), rischiando solo nel secondo, chiuso a 23. E’ stata la giornata del francese Tillie, sottoutilizzato da Velasco, nonostante l’arrivo per i playoff. Il presidente umbro Gino Sirci aveva già fatto un video di incendio del pubblico, a inizio serie, chissà se servirà per la bella di domenica.

A Civitanova c’è stata un’altra maratona, come in gara2, ha rivinto la Lube, con parziali a 21, 19 e 29. Trento chiude la stagione con due trofei, coppa Cev e mondiale per club, Perugia e Modena sono a uno, coppa Italia e supercoppa nazionale, e in palio c’è anche la Champions, a Berlino, con i marchigiani e i russi del Kazan. Civitanova è la prima finalista, era la più forte per esempio secondo l’ex ds Recine, fra i segreti di Perugia. Resta un flash, i gialloblù e i sirmaniaci (sostenitore della Sir) a fumare assieme fuori dal PalaPanini, fra un set e l’altro. Bene, dopo la tensione di Perugia-Monza. Al femminile, Scandicci non raggiunge la bella

Vanni Zagnoli

Da “Il Giornale”