Il Gazzettino, volley, i veneti campioni del mondo. Fabio Balaso: “L’oro è per mamma Adriana. Equilibrio e tranquillità i nostri segreti”

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Katowice
Ha tanto di veneto l’Italia campione del mondo per la quarta volta. Vicepresidente federale è Adriano Bilato, dal Valsugana, Padova, al secondo mandato. Nella rosa dei 14 giocatori figurano Mattia Bottolo, schiacciatore di 22 anni, nato a Bassano, cresciuto in giallorosso e da 6 stagioni a Padova. “E adesso – racconta – spicco il grande salto, alla Lube Civitanova, campione d’Italia”. Magari giocherà poco, come con la nazionale iridata, ma già l’opportunità è emozionante. Come per Leonardo Scanferla, 23 anni, padovano, ex Petrarca, a caccia dello scudetto con Piacenza dopo 3 stagioni non esaltanti, come squadra. E’ il libero di riserva, dietro l’altro patavino, Fabio Balaso, muscolarissimo, alto 1,82, come un italiano medio, premiato come migliore del ruolo, domenica sera.
Balaso, le sue difese sono state determinanti, soprattutto dagli ottavi, contro Cuba e la Francia, poi con la Slovenia. Nella finale con la Polonia anche lei era finito sotto pressione, in ricezione…
“Non hanno funzionato solo le mie difese, ma tutta la squadra. Il premio è di grande orgoglio per me, la nomination merita il ringraziamento ai compagni, alla gente che ci ha supportato, a Lubiana, arrivando anche da nordest, e poi qui in Polonia, e i tanti da casa”.
Quasi 4 milioni, su Rai1, per la finale, più 465mila su Skysport.
“Bei riscontri. Sono grato anche a mia moglie Sara, che mi ha seguito sino qua, ci siamo sposati durante i playoff, a metà della semifinale con Trento. I miei genitori erano a Trebaseleghe, penso in particolare a mamma Adriana, reduce da un periodo non semplice. La medaglia va a lei”.
Il 3-1 con la Polonia è stato complicato da un primo set giocato alla pari ma perso. Come avete mantenuto lucidità?
“Eravamo avanti di 3-4 punti, la Polonia ci ha ripresi con alcuni break e servizi importanti, sapevamo di quella loro prerogativa. Abbiamo ripreso alla grande, nel secondo, restando sempre punto a punto, con la giusta tranquillità, pensando alla palla successiva, anche magari dopo un errore o una loro grande azione. La gestione è stata perfetta”.
Nel terzo e quarto parziale la Polonia neanche si è avvicinata ai vantaggi…
“Non c’è nulla di agevole, in una finale mondiale. Siamo rimasti concentrati, anche quando eravamo sopra di 4 punti, mantenendo serenità”.
Di fronte al vociare di 11500 polacchi, fra musiche e balli, anche quando il match era nelle nostre mani.
“All’inizio i tifosi hanno spinto molto, caricando i biancorossi, alcuni dei quali hanno giocato in serie A. La nostra abilità è stata non perderci d’animo. Abbiamo giocato come sempre”.
Il titolo iridato mancava da 24 anni, da Tokyo ’98. Che effetto fa?
“Come dice Fefè De Giorgi, il nostro ct, abbiamo scritto un’altra pagina di storia. E’ un gruppo nuovo, costruito l’anno scorso in due settimane, dopo l’olimpiade, abbiamo vinto un Europeo che nessuno credeva possibile e in cui avevo già vinto il premio a miglior libero. E questa è stata una lunga estate, dalla Nations league, a Bologna”.
Come siete passati in un mese e mezzo dallo 0-6 con la Francia, in semifinale, e la Polonia, per il terzo posto, a questo oro?
“Quelle finali, disputate in casa, non sono andate come volevamo, comunque eravamo fra le migliori 4. Da lì è iniziata questa bella avventura, in 12 eravamo debuttanti. Abbiamo giocato semplicemente a pallavolo, partita dopo partita”.
Già, sembra il refrain del calcio…
“Si pensa veramente palla dopo palla, poi magari il sogno si realizza”. 
Solo Anzani, 30 anni, suo compagno nei 3 scudetti di fila a Civitanova è meno giovane di lei.
“Ne ho 27 e sono in nazionale da 6 anni. Anche per me c’è stata emozione nel disputare la prima grande manifestazione, fra olimpiade e mondiale”.
C’è rivalità con l’alternativa Scanferla?
“Mi trovo benissimo, lo conosco dai tempi di Padova. Io sono cresciuto al Trebaseleghe, passai in bianconero a 17 anni, e vincemmo la coppa Italia di A2. Leo ha fatto un’ottima entrata con la Turchia, io ero in difficoltà in ricezione, è giusto che abbia avuto il suo spazio, ben ripagato”.
Sino all’olimpiade, il libero titolare era Massimo Colaci, 36, del Perugia.
“Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto, nel mondiale italiano del 2018 c’erano lui e Rossini. Furono scelte del ct dell’epoca, Blengini, da accettare. Poi ho ritrovato Blengini a Civitanova: i primi 5 trofei sono arrivati con De Giorgi, gli ultimi due scudetti con lui. Per me sono anni di successi incredibili”.
Quanto incide Ferdinando De Giorgi, nell’Italia?
“Ha lavorato su questo gruppo giovane, in poco tempo abbiamo compiuto due grandi imprese. Restando uniti e giocando la nostra pallavolo, aggiungendo un mattoncino alla volta”.
La federazione stanzierà un premio da un milione e 260 mila euro, da dividere fra i componenti della spedizione azzurra in Slovenia e Polonia.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Volley, europei, l’Italia supera 3-0 la Turchia e nei quarti affronterà la Francia. Entra Nelli per Zaytsev, Balaso è il libero per il virus che stende Colaci

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/volley_europei_italia_vittoria_francia_qualificazione_quarti_francia-4750687.html

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di Vanni Zagnoli

E’ 3-0 anche per l’Italia, negli ottavi. Imita la Francia con la Finlandia, si ritroveranno martedì, nei quarti, dopo il 3-1 platonico del girone. Contro la Turchia, è la sera di Gabriele Nelli, lucchese di 26 anni, in campo anche per il virus gastrointestinale toccato a Zaytsev.

A Nantes, il libero è Balaso, muscolare 24enne, l’unico giovane in campo: neppure Colaci sta bene, al pari di Giannelli, comunque in campo, e alla riserva Lavia.

5-1 azzurro, sorpasso turco, Giannelli rovescia in pallonetto: era un colpo che aveva anche Valerio Vermiglio, che a 43 anni era finito in B, a Palermo. Lì sembra che l’Italia prevalga, invece Zaytsev si prende due muri, sul 16 pari il solito ingresso di Nelli, stavolta però non è solo in battuta. Un errore turco vale il sorpasso, le luci nei timeout si spengono, l’ambientazione è splendida, meno la continuità del livello. Candellaro entra per Piano, in battuta e proprio i servizi sono il punto debole azzurro. 

“Occhio ai primi tempi”, ammonisce Blengini. La sequenza di cambi palla è spezzata dai due aces di Nelli, il 25-22 sa già di ipoteca dei quarti e il finale di set è diverso rispetto ai tre persi con la Francia.

La Turchia è molto fisica, manca un po’ di tecnica e intesa, si perde in ricezione e attacco, favorendo la grande giornata di Gabriele Nelli, reduce da una stagione di panchina, a Trento, e dunque anche più riposato. 6-2, 12-7 con un ace tagliatissimo di Giannelli, 21-12 con AnzaniJuantorena si prende un pestone preso dal centrale, distende la schiena con l’osteopata, era all’86% in attacco; senza Lanza, che torna in Italia per la distrazione muscolare, tocca a Lavia. Il 25-18 è in relativa scioltezza, con Anzani alterno ma leader. 

Per il terzo torna Juantorena, non Zaytsev. Giannelli continua a coinvolgere Anzani, poco Antonov. Nelli urla, significa che ha fatto un bel punto, sull’8-4 di Juantorena al servizio è proprio fatta. La superiorità ottomana a muro è inutile, Anzani firma complessivamente un set raro, come coinvolgimento offensivo. Antonov sbaglia una ricezione (e viene murato), Balaso lo imita, sul 16-14 la sospensione di Blengini è indispensabile. Sul -1 i rossi si smarriscono, con una palla fuori e il muro di Piano. Chiude un errore in battuta degli uomini della mezzaluna.

Gian(N)elli, è uno scioglilingua la diagonale, già fondamentale nel preolimpico con l’Australia.

Negli ottavi, ieri, due derby italiani, Giani (Germania) supera l’Olanda di Roberto Piazza, mentre Giuliani elimina la Bulgaria del 72enne Prandi, anche grazie al fattore campo, in Slovenia. 

I risultati. Ad Apeldoorn, Olanda: Olanda-Germania 1-3 (17-25, 22-25, 32-30, 23-25).
A Lubiana, Slovenia: Russia-Grecia 3-0 (25-16, 25-15, 25-16).
Anversa, Belgio: Serbia-Repubblica Ceca 3-0 (31-29, 25-21, 25-18)
Nantes, Francia: Francia-Finlandia 3-0 (25-16, 25-23, 25-21)
Ad Apeldoorn: Polonia-Spagna 3-0 (25-18, 25-13, 25-16)
Anversa: Belgio-Ucraina 2-3 (22-25, 25-21, 25-14, 18-25, 10-15).
Lubiana: Slovenia-Bulgaria 3-1 (25-27, 25-17, 25-16, 25-17).

I quarti sono in ciascun paese ospitante, tra le due vincitrici degli ottavi che hanno giocato in quella stessa nazione. 
Domani, alle 20, ad Apeldoorn Germania-Polonia; alle 20,30, a Lubiana, Slovenia-Russia. Martedì, alle 21 (Rai2) a Nantes, Francia-Italia; alle 20,30 ad Anversa Serbia–Ucraina. Se l’Italia passa avrà probabilmente la Serbia, gli altri due ct italiani rimasti in corsa difficilmente supereranno i campioni del mondo della Polonia e i russi, oro in due degli ultimi 3 Europei e a Londra ’12, olimpiadi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Il Gazzettino, Europei di volley. L’ottavo contro la Turchia è facile, idem il quarto con il Belgio. Due padovani giocano parecchio: il secondo libero Balaso e lo schiacciatore Antonov, russo abitante a Loreggia

Fabio Balaso (dal15al25.gazzetta.it)

(v.zag.) Agli Europei di volley si giocano i 4 ottavi, l’Italia è nettamente favorita contro la Turchia, che pure ha impegnato a fondo la Francia campione. Prima palla alle 17,30, a Katovice e su Rai2. Gioca tanto Fabio Balaso, di Trebaseleghe: “Sono il secondo libero, Massimo Colaci si occupa della ricezione, io devo salvare più palloni possibili – racconta -. E in sestetto c’è un altro padovano, Oleg Antonov, russo che abita a Loreggia”. La vincente nei quarti avrà il Belgio, la semifinale sarà contro Russia o Polonia.