Il Corriere della Sera. Nel ’96, Zola lascia il Parma per il Chelsea: Ancelotti non ama i trequartisti, come Sacchi, nel 4-4-2. Il fantasista affida il suo articolo a Zagnoli, dopo la conferenza stampa di addio all’Italia.

zola

Gianfranco Zola

La mia esclusiva più importante, a 25 anni. Era il 1996, Gianfranco Zola lasciava il Parma per il Chelsea. Raccolsi il suo articolo per Corriere della Sera, ma non aggiunsi la dicitura testo raccolto da Vanni Zagnoli. Me ne sono sempre pentito.

http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml <http://archiviostorico.corriere.it/1996/novembre/09/Zola_finalmente_imparero_inglese_co_0_9611095310.shtml>

– LETTERA D’ ADDIO, di Gianfranco Zola, testo raccolto da Vanni Zagnoli.

– – – – – – – – – – – – – Me ne vado in Inghilterra, al Chelsea, parto lunedi’ . Ho sperato fino all’ ultimo di restare in Italia, ma poi ho capito che questa soluzione era ideale per tutti. Chiunque restasse fuori squadra, infatti, tra me, Crespo e Chiesa, avrebbe avuto da ridire. E allora ho deciso di intraprendere questa nuova avventura. Imparero’ una lingua, l’ inglese, finalmente. Con le audiocassette restavo sempre a meta’ . Faro’ un’ esperienza importante, sul piano umano e culturale. A Parma sono stato bene, tre anni ricchissimi, ma questo mondo del calcio e’ fatto cosi’ .

Mi ha dato tante soddisfazioni e altrettante botte morali ho preso. Ricordo con piacere il giorno dell’ esordio in serie A, mentre la delusione piu’ cocente e’ stata il rigore sbagliato in Inghilterra, contro la Germania. Ora, comunque, stavo iniziando a dimenticarlo. Questo calcio sta cambiando, agli uomini concede sempre di meno, eppure i giocatori di qualita’ serviranno anche in futuro. Non dite che noi trequartisti siamo una razza in via d’ estinzione. A trent’ anni ho ancora tanto da dare. Per emergere ho sempre perseguito le mie idee, in maniera quasi maniacale. E anche stavolta e’ stato cosi’ .

Giocare all’ ala non mi entusiasma. Sono convinto di essere piu’ utile, di esprimermi al meglio in altre zone del campo. Ancora una volta ho voluto mantenere fede ai miei principi. Me ne vado senza rancori, nei confronti di nessuno, e voglio ringraziare soprattutto i tifosi per i tre anni che ho trascorso in Emilia. Confesso di non amare molto i cambiamenti, soprattutto quando mi trovo bene, e allora sarei rimasto volentieri a Parma. Spero tuttavia che l’ Inghilterra mi regali le stesse emozioni della mia prima emigrazione, dalla Sardegna a Napoli. A Parma ritornero’ a fine mese, il 27, per disputare un’ amichevole con il Chelsea.

Sembrera’ strano, ma garantisco che in queste settimane non ho ricevuto una sola offerta, da parte di una squadra di serie A italiana. Tifosi e giornalisti mi imputano di non essermi saputo imporre, nei confronti della societa’ . Forse avrei dovuto chiedere che venisse acquistato un attaccante di mio gradimento, perche’ io sono Zola e ho diritto a scegliere il partner. Ma io penso che nella vita ciascuno debba fare il proprio mestiere, cosi’ alla fine siamo tutti contenti.

 

Ilmessaggero.it. Nations league: promozioni e retrocessioni. La cinquina della Serbia, i poker di Belgio e Inghilterra

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/nations_league_promozioni_retrocessioni_la_cinquina_serbia_poker_di_belgio_inghilterra-5594202.html

di Vanni Zagnoli

Parecchi gol nella serata di Nations league, il torneo serve davvero a vivacizzare gare che diversamente sarebbe solo amichevoli.

L’Albania supera la Bielorussia 2-1, la Lituania vince in Kazakhistan nella sfida tra nazioni ex sovietiche. 0-0 in analoga disfida, tra Georgia, che 40 anni fa era all’apice nelle coppe europee, con la Dinamo Tbilisi, e l’Estonia.

L’Armenia regola la Macedonia, la Norvegia è capace di vincere in Austria.

Il Belgio si candida a vincere l’Europeo, con il 4-2 alla Danimarca, e la doppietta di Lukaku. Il Galles conta di rinverdire la cavalcata del 2016, quandò arrivò in semifinale.

Il fenomeno Islanda è finito, con il poker preso in Inghilterra (doppietta di Foden). Senza reti Irlanda-Bulgaria, i rossoverdi sono in ribasso, vantano un unico squillo internazionale, il 4° posto a Usa ’94, sono fermi a 7 partecipazioni mondiali (ultima nel ’98) e a due agli Europei, nel ’96 e nel 2004. Anche la Romania non brilla, 1-1 in Irlanda del nord ma l’ultima partecipazione al mondiale è del ’98, mentre agli Europei vanta 6 partecipazioni.

0-0 anche Grecia-Slovenia. Bene Israele, con la Scozia, e il Kosovo, emergente, sulla Moldavia. La Cechia si conferma superiore alla Slovacchia, come l’Ungheria di Marco Rossi sulla Turchia. L’Olanda rimonta in Polonia (decide Wijnaldum), la Serbia ne fa 5, addirittura, alla Russia, con doppietta di Jovic.

Le classifiche. Girone A: Italia 12, Olanda 11, Polonia 7; Bosnia Erzegovina 2.

Gruppo B: Belgio 15, Danimarca e Inghilterra 10; Islanda 0.

Gruppo C: Francia 16, Portogallo 13, Croazia e Svezia 3.

Girone D: Spagna 11, Germania 9, Ucraina 6; Svizzera 3.

Nella league B. 

Gruppo A: Austria 13, Norvegia 10, Romania 5; Irlanda del nord 2.

Girone B;: Cechia 12, Scozia 10, Israele 8; Slovacchia 4.

Girone C: Ungheria 11, Russia 8, Serbia e Turchia 6.

Gruppo D: Galles 16, Finlandia 12, Irlanda 3; Bulgaria 2.

Dalla categoria C salgono Montenegro, Armenia, Slovenia e Albania.

Fra le cenerentole brillano Faer Oer e Gibilterra.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it e Ilmattino.it. Calcio femminile, il terzo bronzo mondiale della Svezia, 2-1 all’Inghilterra. Il pari annullato dal Var. I britannici hanno il miglior calcio, con la doppia semifinale iridata e le 4 finaliste nelle coppe maschili. Le scandinave Asllani e Fridolina, nome da filmino…

Svedesi in festa per il bronzo (AP Photo/Claude Paris)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/terzo_bronzo_la_svezia_2_1_inghilterra_pari_annullato_var-4603089.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/terzo_bronzo_la_svezia_2_1_inghilterra_pari_annullato_var-4603112.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/terzo_bronzo_la_svezia_2_1_inghilterra_pari_annullato_var-4603108.html

di Vanni Zagnoli

E viva viva l’Inghilterra, dunque, come da canzone di Claudio Baglioni, come un anno fa, quando celebrammo il bronzo mondiale. Le femmine peraltro non eguagliano i maschi, è terza la Svezia, con questo 2-1, come gli inglesi un anno fa sul Belgio. La finale per il podio è a mente libera, come tutte le finaline, come Italia-Inghilterra di Italia ’90, la consolazione è per le scandinave, che avevano portato l’Olanda ai supplementari, resistendo per un centinaio di minuti sullo 0-0. Il miglior calcio del mondo resta britannico, adesso anche come nazionali, dopo anni di oblio, pure con i club. Gli inglesi sono i migliori nella doppia veste, tradizionale e muliebre, terzo e quarto posto, più le finali di Champions e di Europa league monopolizzate, solo peraltro al maschile. 

A Nizza, l’Allianz riviera è semivuoto, il caldo non penalizza lo spettacolo, il finale è all’ombra. Le gialloblù segnano all’11’ con Asllani, la centrocampista offensiva sfrutta la respinta errata di Greenwood. Il raddoppio è a metà tempo, con il gran destro di Jakobsson, da sinistra, a giro sul secondo palo. Si fa male Fridolina (il nome più curioso del mondiale) Rolfo, l’Inghilterra accorcia al 31’ con la palla filtrante di Scott per Kurby, rientro da destra, palo e 2-1. Il pari arriva subito, di White, viene annullato tramite il Var per un controllo sospetto, di mano, a centrocampo. 

Anche il secondo tempo è emozionante, con azioni su ambo i fronti, alla ricerca dello spettacolo, ovvero difensivo per la Svezia, con il 4-4-2 di attesa, nell’ultima mezz’ora. Le bianche strameriterebbero persino di vincere, costruiscono tanto, eppure le bionde resistono e per la terza volta sono terze. Domani sempre alle 17, a Lione, culla delle Champions league, la finale, con gli Usa favoritissimi sull’Olanda. Inseguono la quarta stella, dopo i titoli del 1991, del ’99 e del 2015, per migliorare il record assoluto. All’attivo anche 4 ori olimpici, mentre i maschi sono fermi al quarto mondiale del 2002. Per i Paesi Bassi è la prima finale, sempre una storia straordinaria, per una nazione di 17 milioni di abitanti, 160mila dei quali tesserati nel calcio femminile. 

Non è detto che sia il miglior mondiale di questa disciplina per le donne, di certo è il più mediatico, con le dirette di Raisport (e Sky) e radio Rai. La par condicio richiesta dalla capitana Gama e dal presidente della Repubblica Mattarella si vede anche alla stazione Termini, con gigantografie di questo pallone. Sta cambiando la cultura, vediamo anche se un’europea sarà in grado di fermare le americane. Non ci riuscì la Norvegia, 28 anni fa, neanche la Cina (ai rigori), nè il Giappone, 4 anni fa. Anzi, le nipponiche furono le uniche a sconfiggere gli Usa in finale, ai rigori, nel 2011. Aspettiamo il primo podio italiano, neanche Francia e Spagna l’hanno mai ottenuto, al femminile. 

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it e Ilmattino.it. Il mondiale femminile, Inghilterra battuta 2-1, Usa prima finalista. La superiorità delle americane

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/mondiale_donne_usa_in_finale_battuta_inghilterra_2_1-4594526.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/mondiale_donne_usa_in_finale_battuta_inghilterra_2_1-4594533.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/mondiale_donne_usa_in_finale_battuta_inghilterra_2_1-4595969.html

di Vanni Zagnoli

E’ sempre il calcio degli Usa, in finale con il 2-1 all’Inghilterra, che aveva superato la Norvegia per 3-0. Il pari a metà ripresa è annullato dal var, il finale è senza grande pathos. Stasera l’altra semifinale, sempre alle 21, fra Olanda e Svezia, molto equilibrata.
Con tutta la partigianeria, per la ct Milena Bertolini, l’Italia resta di un livello inferiore rispetto alle migliori 4 al mondo, magari con l’Inghilterra avrebbe avuto qualche chances in più, non con gli Stati Uniti, nè probabilmente con la Svezia, capace di eliminare la Germania, che già aveva escluso la nazionale di Cabrini, dagli Europei.

Dunque, al 10’, l’americana Heath folleggia a destra, assist per Kelley O’Hara, con finta di Lavelle, cross del terzino destro, Press stacca in anticipo su Bronze e caratterizza già la prima semifinale. Gli Usa hanno segnato almeno un gol nei primi 12’ di ciascuna delle 5 gare mondiali. Le britanniche reagiscono con calma, l’1-1 arriverà al 19’, su traversone dalla sinistra di Beth Mead, Ellen White devia in area, è capocannoniera di questa Francia ’19, con 6 reti.

L’ultima rete è al 31’, suggerimento di Lindsay Horan dal limite, Morgan in acrobazia raggiunge pure le 6 marcature. Le ragazze di Phil Neville ci provano, White manca il 2-2 alla ripresa, infilerà a metà frazione, ma in fuorigioco per pochi centimetri e dunque il Var giustamente fa annullare. A 9’ dal termine Sauerbrunn tocca White, è rigore, rivisto in tv: calcia Houghton, debolmente, Alyssa Naeher para. Bright entra a gamba alta su Morgan, arrivano il secondo cartellino e l’espulsione. I 7’ di recupero non offrono una chance da supplementari, tantomeno in inferiorità numerica. Sarà la quinta finale a stelle e strisce, 3 le hanno vinte, si presenteranno comunque da favorite. Nel finale c’è stato spazio anche per Lloyd, stella dello scorso campionato del mondo: in tutto sono 11 successi di fila, nelle due rassegne iridate. Alla perfida Albione resta la consolazione della semifinale, arrivata anche al maschile, un anno fa. Fra uomini e donne, sono i migliori. Bravi.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”

Ilmessaggero.it, ​Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it. L’under 21 perde 2-1 dall’Inghilterra, nonostante un grande Zaniolo. Il pari è di Kean, gli azzurri sono di tante squadre

 

(ilmessaggero.it)

La stesura integrale del pezzo sull’under 21

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/l_under_21_perde_inghilterra_2_1_ferrara_zaniolo_insidioso-4109877.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/l_under_21_perde_inghilterra_2_1_ferrara_zaniolo_insidioso-4109923.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/l_under_21_perde_inghilterra_2_1_ferrara_zaniolo_insidioso-4109935.html

https://sport.leggo.it/calcio/l_under_21_perde_inghilterra_2_1_ferrara_zaniolo_insidioso-4109901.html

Vanni Zagnoli

L’under 21 a Ferrara attira di meno, rispetto alla scorsa stagione. Qui c’era più gente anche per il calcio femminile, in proporzione e forse in senso assoluto, del resto la curva ospiti è chiusa. Lo stadio Paolo Mazza è bellissimo, altro che inglese, bellissimo con seggiolini in ogni settore e pronto per la prima Europa della Spal. Perchè, in prospettiva, è l’obiettivo della famiglia Colombarini, un settimo posto, prima o poi, a ricordare le mirabilie degli anni ’70.

Di mirabile in Italia-Inghilterra under 21 c’è poco, gli inglese sono in maglia rossa, sembrano il Belgio, ospite qui a livello femminile, nelle qualificazioni ai mondiali. Doppietta di Solanke, a bersaglio in avvio di entrambi i tempi, inframezzata dal pari di Moises Kean, servito da Parigini. Di Biagio schiera due giocatori dell’Udinese, Giuseppe Pezzella e Mandragora, gli altri sono tutti di squadre diverse, almeno di militanza. La panchina è lunga, si fanno esperimenti in vista dell’Europeo in programma fra Emilia, San Marino e Friuli, a primavera. 

Castrovilli della Cremonese non è male, Bastoni del Parma è eccellente, a parte sul vantaggio, e viene sostituito dal romano Kevin Bonifazi, primattore della promozione in A della Spal. Kean coinvolge La Gumina, appena entrato manca l’aggancio. A 5’ dalla fine Henderson argina Cutrone, sul tirocross di Orsolini. 

In tribuna ci sono naturalmente i Colombarini e il presidente Walter Mattioli, lo stato maggiore della Figc per le giovanili, e Luca Toni, in attesa di incarico, dopo le dimissioni dal Verona, un anno e mezzo fa.

La partita si spegne nella ripresa, anche i bambini nei distinti si acquietano. Resta un bello spettacolo, con tifosi imbandierati, con la città degli Este rinata, grazie al calcio semplice di Leonardo Semplici, con il ds Vagnati. 

Zaniolo potrebbe essere il leader già all’Europeo e Tokyo 2020, ammesso di qualificarsi: era stato pericoloso nel primo tempo, da fuori.

Romagna non fa come Romagnoli, cioè non segna in extremis, Cutrone si vede poco, il portiere Audero non è tanto sollecitato.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”

Ilmessaggero.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Belgio-Inghilterra 2-0: Meunier e Hazard firmano lo storico 3° posto, i fiamminghi sono i finalisti virtuali, avevano impegnato la Francia come nessuno. L’argento di Euro 80, a Roma, con il tatticismo di Vandereychen e compagni

 

Meunier e Hazard hanno segnato le due reti per il Belgio (repubblica.it)

https://sport.ilmessaggero.it/calcio/russia_2018_belgio_inghilterra_diretta_risultato_live_finalina_terzo_posto-3855883.html

https://sport.leggo.it/calcio/russia_2018_belgio_inghilterra_diretta_risultato_live_finalina_terzo_posto-3855893.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/russia_2018_belgio_inghilterra_diretta_risultato_live_finalina_terzo_posto-3855916.html

di Vanni Zagnoli

Il bronzo va il Belgio, è il minimo considerati i vertici di gioco mostrati nel mondiale e l’abbattimento del Brasile, eterna favorita. I fiamminghi colgono il miglior piazzamento della storia, che vale anche più dell’unica finale internazionale disputata, persa all’Olimpico di Roma nel 1980, contro la Germania. Quel tatticismo esasperato, subliminato dalla grinta di Erik Gerets, barbuto terzino destro poi al Milan, è sostituito da classe e ritmo, da gialloneri modello ciclismo, quasi campioni di una bella corsa a tappe di ciclismo, come nello sport in cui è specialista il Paese di 16 miloni di abitanti. Il 2-0 all’Inghilterra non scalfisce, ovviamente, il titolo di capocannoniere di Harry Hane, uragano che non esplode, 6 reti ma con tripletta a Panama, doppietta alla Tunisia e digiuno nelle gare più importanti.

I britannici sono stanchi eppure forse meritavano il supplementare, prendono gol in avvio e non recuperano più. Lukaku si prende palla a centrocampo, verticalizza sulla sinistra per Chadli, cross di prima intenzione, sul secondo palo si Meunier anticipa Rose e infila Pickford, toccando la palla con il ginocchio. Il portiere inglese era in panchina, nella doppia sfida all’Atalanta, in Europa league, con l’Everton, 3-0 a Reggio e 5-1 in Inghilterra, sempre per i bergamaschi. Il calcio è strano, insomma, e il goalkeeper si fa valere a 10’ dalla fine, a pigliare il destro di Mertens, in chiusura dell’azione più bella.

Era stato bravo anche su De Bruyne, come Courtois su Loftus-Cheek e su Maguire. Due le occasioni per Kane, a cavallo dei due tempi, poi Alderweireld salva sul pallonetto di Dier, che manca un’altra chance, al pari di Maguire. Raddoppia Eden Hazard, nel top 11 del mondiale, perno del Chelsea di Maurizio Sarri, se non passerà al real Madrid. De Bruyne attira 4 avversarie e poi verticalizza, Hazard elude Jones e fa 2-0.

A San Pietroburgo c’è pieno anche per il terzo posto il mondiale è stato appagante, la perfida Albione resta di legno, Southgate non scompone il panciotto. Le semifinali britanniche sono rarissime, fra Europei e mondiali, tra le grandi nazioni solo la Francia fa meglio. Martinez resterà, con il vice Titi Henry, Southgate anche: nel ’96 sbagliò il rigore valso l’uscito all’Europeo ospitato. Resta solo Francia-Croazia, l’epilogo, aspettando Cristiano Ronaldo. L’Inghilterra è stata da 7, il Belgio da 7/8, gratificato di 40 mila euro a testa. Domani la parata a Bruxelles, festa per i la Vallonia e non solo.

Da “Ilmessaggero.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”

(Ziz)zagando. Cristiano Ronaldo, ma l’Italia se lo può permettere? L’Inghilterra solita incompiuta. Bella edizione dei mondiali, stadi pieni, nessuna protesta, var promosso. Moto, Dani Pedrosa lascia. Basket, il quadro delle italiane in Europa

Con Gustav Thoeni

(v.zagn) 1) Perchè le altre non hanno preso Cristiano Ronaldo? Se il Napoli avesse vinto lo scudetto, con Ancelotti l’avrebbe preso. La Champions è l’obiettivo, lo scudetto si può perdere, dalla Juve. Dal Cin che portò Zico e Futre. Marotta, Paratici e Agnelli, affari spendendo tanto. La Juve è davvero come il Bayern e il Psg, troppo più potente.

2) L’Inghilerra solita incompiuta.

3) Ma l’Italia si può permettere Cristiano Ronaldo? Perchè la ricca Germania non compra tutti i migliori stranieri, del calcio?
L’estro della Croazia e le nazionali più estrose della storia. La scuola danubiano-carpatica: l’Ungheria due volte vicecampione del mondo, la Jugoslavia vice d’Europa 50 anni fa, gli slavi nella storia dello sport: basket, volley. Quel lembo d’Europa di classe, che mai ospitava eventi, escluso il nuoto in Ungheria.
I grandi croati nella storia: Tony Kukoc, i fratelli Petrovic, la pallanuoto. Sarebbe il mondiale dell’ex Jugoslavia, ma anche di Austria, Ungheria, Bulgaria, Romania, Moldavia, Grecia, magari di qualche paese dell’ex Urss. Le distanze da nordest della Croazia, gli italiani che vanno là in vacanza e viceversa.

4) Indugiare sulle persone in tv, io lo faccio su vannizagnoli.it ed è un problema. Diretta tv, si cercano belle, bambini, immagini curiose, quando io eventualmente tento di farlo negli impianti sportifvi per me non basta il diritto di cronaca. Anche fuori, nella vita, il bimbo in tv non ha problemi di minore, il bimbo nella vita, anche in positivo, serve il permesso dei genitori. Un collega di ufficio stampa giovanile fa decine di video con bimbi fra i 13 e i 17 anni.

5) Bella edizione dei mondiali, stadi pieni, a dispetto per esempio di Italia 1990, nessuna protesta, var promosso, arbitri tranquilli, spettacolo da 7, emozioni anche. Insomma un buon mondiale.

6) Zola al Chelsea, Sarri con un mito, allenatore però modesto, si è visto al Cagliari. Tutti i senza contratto, che si alleneranno con l’Aic, con tanti volti noti, di serie B e C.

7) Caracciolo in serie C a salò, a 37 anni. Non si ferma, non sarà più bandiera del Brescia, Cellino l’ha indotto a scendere di categoria.

8) Moto, Dani Pedrosa lascia presto, è un ’85, mi pare, l’età di Cristiano Ronaldo.

9) Basket, il quadro delle italiane in Europa. Torna la Virtus Bologna, con wild card, neanche ai playoff, manca Reggio, semifinalista di Eurocup, la seconda coppa. C’è Cantù, che rischiava di fallire.

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. La Croazia è leggenda, in finale mondiale con 4 milioni di abitanti. La Jugoslavia perse l’Europeo di Roma in finale bis, la grande classe dei plavi, anche nel basket e a pallanuoto. Lo Zjelezniçar di Sarajevo (magari Bosnia) diede spettacolo in coppa Uefa, 32 anni fa. L’estro d’oltre Adriatico, la perfida Albione resta impietrita. La differenza fra Perisic e Kane

 

Battuta l’Inghilterra, la Croazia è in finale (ilmessaggero.it)

https://sport.ilmessaggero.it/calcio/russia2018_croazia_inghilterra_diretta-3849986.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/russia2018_croazia_inghilterra_diretta-3850030.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/russia2018_croazia_inghilterra_diretta-3850202.html

https://sport.leggo.it/calcio/russia2018_croazia_inghilterra_diretta-3850005.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/russia2018_croazia_inghilterra_diretta-3850118.html

di Vanni Zagnoli

Viva viva l’Inghilterra, anzi la Croazia, capace di rimontare con Ivan Perisic, che vale davvero i 70 milioni rifiutati dall’Inter al Manchester United, e risolve ai supplementari con Mario Mandzukic. E’ la finale degli slavi, contro la Francia, in grande equilibrio. Sono gli anni dell’ex Jugoslavia, con l’Europeo di basket vinto dalla Slovenia e questa finale di un Paese di 4 milioni di abitanti. Nulla, nei confronti della perfida Albione.

Si era cominciato con la punizione di Trippier, con Subasic partito in ritardo, si finisce in gloria per i biancorossoblù, bravi non solo nella pallacanestro e a pallanuoto. Viva la Croazia, allora, due volte passata grazie ai rigori, con i miracoli di Subasic con la Danimarca e capace di eliminare la Russia pseudopata di ammoniaca. Si scompone il panciotto di Southgate, che ci riproverà fra 4 anni e intanto sabato alle 16 a San Pietroburgo si giocherà il podio di consolazione, contro il Belgio.

E’ la prima finale per i croati, nazione giovane, è la prima finale calcistica per una nazione giovane, perde la vecchia scuola inglese, dalle mille coppe e presunzione, vince il talento, l’estro dei croati, mezzo secolo dopo l’Europeo perso nella finale bis a Roma contro l’Italia. Era Yugo, la Yugo che dominava il basket ai tempi dei plavi, di Aldo Giordani, è la Croazia degli ic, Brozovic a lungo compassato, come regista, e Ivan Perisic girata acrobatica che porta al supplementare e poi tocca per Mandzukic. Dunque è una finale anche molto italiana, con Rebic non aspettato dalla Fiorentina, con gli interisti bravi e con Mario molto più super, per esempio, di Balotelli, e voglioso di essere affiancato da Cristiano Ronaldo.

Sarà una gran finale, con la Francia, domenica alle 17, con la Croazia non così sfavorita e neanche tanto stanca. E’ fisica, meno fisica dei transalpini e anche forse dell’Inghilterra, però flemmatica e poi convinta nel rush finale. I britannici durano un’ora, poi spariscono, non raggiungono i rigori. Almeno volevano sfatare in maniera definitiva. La perfida resta ferma all’unica finale, vinta in casa nel ’66, la Croazia vuole imporre la scuola danubiano-carpatica, mai a mondiale nè a Europeo, neanche con l’Ungheria, battuta dalla Germania dopata nel ’54.

E’ il mondiale dei nostri vicini, i transalpini e gli adriatici, l’Italia è inerme nel basket, eliminata dai croati dalle olimpiadi, e anche nel calcio, con la serie A valorizzante di eredi di Prosinecki. Di mezzo c’è la Slovenia, di mezzo c’è il nostro calcio e il loro e un ct, Dalic, sconosciuto, rispetto a Deschamps e a Southgate. Mister gilet assiste all’uscita, all’1-2, inerme, si consola con il miglior calcio giovanile d’Europa. Trionfa Zlatko Dalic, già centrocampista, 52 anni, nell’Hajduk Spalato, e allenatore giramondo: Albania, Arabia, ct da un anno.

A Mosca, è la serata della fantasia, di un calcio scatenante e scatenato, di tifosi da sempre osteggiati dai terribili serbi. E’ festa a Zagabria e a Spalato, non a Londra. Viva la Croazia, un po’ meno l’Inghilterra, al di là della canzone di Claudio Baglioni. I croati possono vincere oltre il 90’ tutto, come il Portogallo all’Europeo. Sono tosti e dinamici, senza punti deboli, capaci anche di rimontare e rovesciare. Kane? E’ sparito.

Sull’1-1, Perisic aveva colto subito un palo clamoroso. La Croazia ha meritato, anche solo per quello, con Strinic e Vrsaljko, gente valorizzata dalla serie A. Ah, Modric se vince il mondiale è da almeno Pallone d’argento. Magro e manovriero, leader. Festa oltre Adriatico, di un popolo tranquillo. Visto anche a Trieste, contro l’Italia di Meo Sacchetti, nella palla a spicchi. Perdono Alli, Lingard e Maguire, comunque da 7,5. Croazia da 8,5, vent’anni dopo la semifinale con Davor Suker. E’ la 13^ finalista mondiale. L’ultima vincitrice diversa fu la Spagna, nel 2010. Questi croati possono essere i migliori per un po’. Lo meritano soprattutto al passato.

da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmatttino.it”, “Leggo.it”, “Corrieredellosport.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Ilmattino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Svezia-Inghilterra 0-2: Maguire più Dele Alli, Leoni in semifinale, grazie anche alle 3 parate di Pickford

 

Il gol di Maguire (Ryan Pierse/Getty Images)

https://sport.ilmessaggero.it/calcio/svezia_russia2018_inghilterra-3842538.html

https://sport.ilgazzettino.it/calcio/svezia_russia2018_inghilterra-3842552.html

https://sport.ilmattino.it/calcio/svezia_russia2018_inghilterra-3842549.html

https://sport.leggo.it/calcio/svezia_russia2018_inghilterra-3842540.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/svezia_russia2018_inghilterra-3842554.html

di Vanni Zagnoli

E’ semifinale per l’Inghilterra, 28 anni dopo Italia ’90, quando uscì per la prima volta ai rigori, contro la Germania. Da allora la raggiunse solo a Euro ’96, con ulteriore uscita dal dischetto, in casa.

Fuori la Svezia, come da pronostico, ha costruito tre buone occasioni, dopo essere andata sotto, tradendo fatalmente limiti. Mercoledì 11, a Mosca, affronterà la vincente di Russia-Croazia.

Inghilterra-Svezia va secondo i binari prospettati, i gialloblù dietro, a proteggere la difesa, come nello spareggio con l’Italia, l’Inghilterra attacca, preferibilmente sulla destra. Equilibrio, opposizione svedese fiera, con il passare dei minuti la pressione aumenta, sino al gol della mezz’ora: da sinistra l’angolo di Ashley Young, lo stacco di Maguire è di forza, dall’alto del metro e 93, ad anticipare Forsberg. Genitori spagnoli, 25 anni, Harry Maguire dall’Hull City è passato al Leicester. E’ il quinto gol britannico su palla inattiva, grazie agli schemi di Southgate, che in tribuna ha persino un sosia, con quel panciotto che fa raddoppiare le vendite dei gilet. Elegante come questa Inghilterra, che per una sera ha nulla dal capocannoniere Kane eppure non tremerà.

A Samara, gli scandinavi vanno sotto per la prima volta (con la Germania avevano perso allo scadere, avevano subito gol solo dai tedeschi), non cambiano il canovaccio tattico, sulla pressione della nazionale dei tre leoni. Sterling è onnipresente, sbaglia una chance ma in fuorigioco, prima dell’intervallo calcia sull’uscita di Olsen e poi è chiuso da Granqvist, 33enne partito dal Wigan e discreto nel biennio al Genoa.

Alla ripresa occasione per la Svezia, cross da sinistra, stacco di Berg (centravanti senza gol, al mondiale) e parata di Pickford, portiere vero, finalmente, per l’Inghilterra. Nelle precedenti 3 grandi manifestazioni, fra i pali c’era stato Joe Hart, ex Torino, in Brasile e soprattutto in Francia sbagliò, era già declinante, al pari di vari predecessori. Pickford non si è fatto travolgere dalla stagione negativa dell’Everton, ha reattività. Come Sterling negli sprint e Maguire negli inserimenti. L’Inghilterra è tosta e continua, fa girare palla e raddoppia. Il destro da fuori di Lingard non è decisivo, Trippier alimenta l’azione come fosse rugby, il cross è della stessa ala dello United, Dale Alli ruba il tempo a Krafht, difensore del Bologna, in acrobazia e infila.

Sotto di due gol dopo un’ora, la Svezia ha comunque fiammate, Berg per Claesson e Pickford salva ancora. Le occasioni si susseguono, molto più che in Inghilterra-Colombia, Henderson e compagni non si accontentano, serve un altro salvataggio di Granqvist, propulsore anche offensivo. Il doppio cambio vivacizza i gialli, Guidetti (nonno paterno di Ferrara, cresciuto in Kenya) libera Berg e Pickford piazza la terza parata complicata. La Svezia meriterebbe il gol, ha costruito quasi di più in questo quarto di finale mondiale che nel doppio spareggio con l’Italia. L’Inghilterra è anche spettacolare, con i 5 ragazzi di colore, sembra una delle tante squadre Nba sospinta dalla fisicità e della velocità degli esterni.

Il finale è di controllo, a evitare rischi. E’ 2-0, come Francia-Uruguay, la Svezia però ha costruito più della nazionale di Tabarez. Anche il fantasma di Ventura adesso è eliminato, la sua riabilitazione postuma è finita. Con Prandelli, l’Italia iniziò lo scorso mondiale battendo gli inglesi ma poi venne eliminata. Chissà se avrebbe fatto meglio della Svezia, uscita per la seconda volta ai quarti. Niente podio, raggiunto due volte, l’ultima nel ’94, con Brolin, trottolino del Parma. Senza Ibrahimovic, ha fatto meglio che nei mondiali disputati o saltati nonostante il totem, eguagliando il quarto di Euro 2004.

E’ festa inglese, sugli spalti “God save the Queen” furoreggia. Nel 4° mondiale monomarca, con semifinaliste solo europee, l’Inghilterra ha superato tutte le sue paure. Conta di giocare la finale nel giorno dell’ultimo atto di Wimbledon. E di bissare il titolo del ’66, si può fare.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”

(Ziz)zagando. Pianigiani è il miglior di tutti, enplein nelle finali. La B del Cosenza, con Piero Braglia, allenatore del sud. I palloni gettati in campo indegnamente dal Frosinone. Il Napoli è l’unica del sud in serie A. La Svezia brava e fisica. Viva l’Inghilterra, la Tunisia cenerentola. L’Argentina senza trofei da un quarto di secolo, il ritorno del Perù. Tutta l’Islanda davanti alla tv, l’incredibile Senegal di Fadiga. Ettore Cuper re delle finali, i ritorni di Sinisa e Sabatini. Quando Trieste era il basket, Mario Ghiacci. Lupo Rossini al posto di Portaluppi, Sacripantibus è il migliore. Rudic e Velasco

 

(v.zagn) 1) L’infallibile Pianigiani, 7 finali vinte su 7, di campionato, straordinario. Male solo in Eurolega, solo una final four, in carriera.

2) La serie B del Cosenza, l’infinito Piero Braglia, il più grande al sud. Tante promozioni, l’ultima in B del Catanzaro, la prima con la Juve Stabia, dai playoff sfiorati. Burbero ma da Champions League, ex Catanzaro in A, trequartista.

3) De l’ostruzionismo, i palloni lanciati in campo dalla panchina del Frosinone, indegno. L’invasione con un minuto e 10” di anticipo. Quel rigore negato, dato, rinnegato c’era, il Palermo è stato penalizzato anche a Parma, perchè in odore di fallimento. Longo: “Sarebbe salita una squadra con il bilancio in disordine, ringraziamo Stirpe, ineccepibile”.

4) Fanna sabato compirà 60 anni, dai 44 fa nulla: “Mi godo la famiglia, la vita”. Mai sentito nessuno, così. Debuttai nell’Atalanta in B a 17 anni, gli screzi con Trapattoni, che alla Juve non mi fece consacrare”. Era ieri a Carpi, fisico invidiabile. “Ho guardato Spagna-Portogallo, guarderò solo le finali, non sono fatto per fare l’allenatore, pur essendo stato il vice di Prandelli a Verona e a Venezia”.

5) Il Napoli è l’unica del sud in serie A, mai successo, una squadra e basta, direi.

6) La Svezia, allora, sono stati bravi, hanno tradizione, fisicità, coraggio nel rinunciare a Ibrahimovic.

7) Viva viva l’Inghilterra, è l’anno buono di una finale? All’attivo solo il mondiale in casa del ’66, vinto, e tante uscite al primo turno.

8) La Tunisia ha vinto la Coppa d’Africa del 2004, ha un podio nel ’62, mentre ai mondiali in 4 apparizioni mai ha vinto una partita.

9) L’Argentina splendida perdente, dal 94 vince nulla, ha il record di finali perse in Copa America, 14, più 3 finali mondiali perse.

10) Il ritorno del Perù, era fra l’altro in dubbio perchè voleva statalizzare la federazione, mi pare, mancava dal 1982, quando fermò l’Italia sull’1-1.

11) Islanda al 99,6% davanti alla tv è un dato unico.

12) Quell’incredibile quarto di finale del Senegal, con Fadiga, poi fermato per problemi cardiaci.

13) Ettore Cuper e l’Egitto, un perdente di successo.

14) I ritorni. Mihajlovic allo Sporting di Lisbona, Walter Sabatini alla Sampdoria.

15) La serie A di Trieste, nel basket. Quando c’era Stefanel, con Tanjevic, ho appena intervistato De Pol, fra l’altro, anche in video, sui grandi di Trieste, in quella storia. Il Venezia Giulia nello sport italiano: Pamich, Pozzecco.

16) Basket, Lupo Rossini al posto di Portaluppi, da 6 anni gm di Milano. Era stato playmaker al mondiale d’Argentina nel 1991. Era già all’Olimpia.

17) Basket, Sacripanti alla Virtus Bologna: “Obiettivo superare il primo turno di Champions League – la terza coppa -, la mia pallacanestro spumeggiante”. Il Sacri, bel personaggio, tranquillo, nessuna sparata. Quell’oro under 20 con Della Valle e Abass, europeo, ha fatto bene a Cantù e Avellino, gli è mancata solo la finale scudetto, magari la troverà a Bologna.

18) Volley, sarà la settimana della Nations League a Modena, quindi Zaytsev che è tornato in nazionale si rivede per la prima volta in Italia, dopo 2 anni, direi.

19) Il ritorno in Italia dei santoni, Rudic alla Pro Recco, a 70 anni, dopo Velasco a Modena.

20) Scherma, male, gli europei, oggi niente medaglie, ma tante uscite individuali molto lontane dal podio.