Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Ilgazzettino.it, Corriereadriatico.it. Udinese-Bologna finisce 1-1: perla di De Paul e rigore di Palacio

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/perla_di_de_paul_rigore_causato_da_musso_su_palacio_udinese_bologna_1_1_altre_occasioni_rossoblu-5947368.html

https://www.ilmattino.it/sport/calcio/perla_di_de_paul_rigore_causato_da_musso_su_palacio_udinese_bologna_1_1_altre_occasioni_rossoblu-5947468.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/perla_di_de_paul_rigore_causato_da_musso_su_palacio_udinese_bologna_1_1_altre_occasioni_rossoblu-5947443.html

https://www.corriereadriatico.it/sport/news/perla_di_de_paul_rigore_causato_da_musso_su_palacio_udinese_bologna_1_1_altre_occasioni_rossoblu-5947427.html

di Vanni Zagnoli

Udinese e Bologna procedono a braccetto, si diceva una volta, a quota 40, la classica della salvezza e nella prossima giornata dovrebbero brindare alla permanenza, con due turni di anticipo, ma è già possibile domani.

Friulani avanti con De Paul, l’argentino davvero meriterebbe l’Inter, emiliani al pari nel finale, di Orsolini, uscita senza controllo del corpo di Musso, su Palacio, in formissima, con la tripletta alla Fiorentina.

Mihajlovic non sbaglia più, non aveva convinto a Firenze, al Milan e con la Serbia, per il resto è sempre andato parecchio bene, gli manca solo un grande bomber per finalizzare un’organizzazione apprezzabile, non lontano dal celebrato De Zerbi, che piace tanto in Ucraina, allo Shakhtar Donetsk. Vorrebbe l’Europa, Sinisa, a Bologna sarà difficile che il presidente Joey Saputo abbia davvero voglia di provarci, anche se investe nel restyling dello stadio Renato Dall’Ara. 

Anche Luca Gotti dovrebbe essere confermato, l’Udinese non pensa più alla Conference league, diciamo, al settimo posto, la famiglia Pozzo non ha più voglia di gettare soldi, le plusvalenze dopo Guidolin sono diminuite.

Alla Dacia arena un tempo per parte, con relative reti. Il primo è a ritmo bassi, ravvivato dalla conclusione di Barrow, facile, di prima, contrata da un difensore, e dalla percussione centrale di Rodrigo De Paul, il cui tocco coglie Skorupski in controtempo. Aveva recuperato palla a centrocampo, va in serpentina e angola come fosse biliardo. Servirebbe davvero all’Inter, per fare strada la Champions.

Le occasioni concrete scarseggiano, il Bologna avvicina il pari solo con Soriano e Palacio, conclusione e tapin frustrati da Musso. I bianconeri sanno chiudersi, come sempre, in casa subiscono pochi gol, grazie alla fisicità dei difensori e di Okaka, abile nel far salire la squadra. Palacio prolunga di testa una punizione di Skov Olsen, Soumaro sul secondo palo non arriva per poco. Dopo il pari, Svanberg da fuori, la palla rimbalza davanti a Musso, il portiere argentino rimedia. “Abbiamo preso gol nell’unica occasione concessa – riflette Mihajlovic -, speravo di vincerla, anche prima della fine. Con una punta e un difensore centrale, saremmo da Europa, il problema è sono i soldi…”.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Ilgazzettino.it”, “Corriereadriatico.it”

(Ziz)zagando. Globe Soccer Awards, Allegri fra i candidati. I punteggi pazzi nel calcio. I premiati che si sono persi e quelli che sono diventati grandi. Basket, il ritiro della maglia di Meneghin. Tennis, archiviato il procedimento per doping di Sara Errani

Con Traorè

(v.zagn) 1) Allegri fra i candidati come miglior allenatore ai Globe Soccer Awards. Gli altri italiani: Raiola e Federico Pastorello agenti, Berta fra i ds. I ritratti, soprattutto, dei due meno noti, uno dei figli di Giambattista Pastorello e il bresciano Andrea Berta, ds dell’Atletico Madrid, licenziato da Ghirardi, al Parma, con cui chiuse adendo alle vie legali.

2) Chi è Adnan, l’ex Udinese e Atalanta, adesso al Vancouver, fra gli attivisti a Baghdad.

3) Palacio in gol a 37 anni, gli attaccanti reggono quanto difensori centrali.

4) I punteggi pazzi, il 7-1 dell’Atalanta sull’Udinese, che aveva la miglior difesa del campionato, dopo lo 0-9 fra Southampton e Leicester, i punteggi larghi rituali. Basterebbe che Gasperini in Europa fosse molto più prudente, per provare a fare strada.

5) Il mondiale under 17 in Brasile. Perchè sempre tanti eventi in Brasile: mondiale, olimpiade, adesso il mondiale under 17. L’Italia con Cudrig (Monaco) e Barbieri (Novara).

6) I premiati che si sono persi e quelli che sono diventati grandi. Adriano (Brasile) nel ’91 fu scarpa d’oro, Lamptey pallone d’oro, in Italia. Nel 2001 a Trinidad & Tobago il francese Florent Sinama-Pongolle fu scarpa d’oro e pallone d’oro, mai sentito. Due anni dopo Fabregas (Spagna) con il doppio riconoscimento, e poi Vela (Messico) scarpa d’oro. L’ultimo pallone d’oro fu Foden, espulso l’altra sera in Manchester City-Atalanta, era in India.

7) La Juve infinita del calcio femminile, 4° trofeo in due stagioni, aveva perso solo la supercoppa, un anno fa. Girelli decide, è forse il miglior talento italiano.

8) Ognissanti, Modena, Terracielo: “Il posto più bello dove dirsi addio”. 
La creatura dell’ex dg del Modena calcio Gibellini. Fatta 4 anni fa: “Per offrire una camera ardente bella a chi non può tenere i morti in casa”. E’ stato anche dirigente del Sassuolo, fa l’opinionista tv da anni, nel modenese, e ha fatto il funerale di mia mamma. Siamo stati ospiti insieme tante volte.

9) Volley, la nuova operazione per il centrale azzurro Matteo Piano. La stagione rischia di essere già finita, è l’ennesimo infortunio della carriera. Aveva dovuto saltare il mondiale, era stato protagonista nella qualificazione all’olimpiade, a Bari, discreto anche all’Europeo, l’operazione per la lesione al crociato riportata con la nazionale, contro il Canada.

10) Volley, i sorteggi di Champions: Civitanova e Trento nello stesso girone, al femminile evitato il derby italiano. Possono passare tutte e 6, la formula è la stessa della scorsa stagione, con la doppia finale, maschile e femminile, nella stessa città, ancora da decidere.

11) Basket, il ritiro della maglia di Meneghin, da parte di Milano, dopo solo D’Antoni e Kenney.

12) Ravenna, l’archiviazione del procedimento penale per il doping di Sara Errani. Tracce di farmaco antitumorale per la mamma finirono nei tortellini.

13) Boxe, Canelo Alvarez può avvicinare il record di Roberto Duran, campione in 4 differenti categorie di peso. Il messicano sfida Kovalev per i mediomassimi, è considerato il miglior pugile in circolazione. E’ l’occasione per raccontare anche Duran, i suoi successi, l’amicizia con Maradona gli italiani che lo fecero ingrassare, tantissimi gli aneddoti.

Ilmessaggero.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Spal-Bologna 1-1: il Var annulla il pareggio di Antenucci, lo ottiene Kurtic, con il 6° assist di Lazzari. La miglior faccia rossoblù della stagione, con Soriano e Sansone vale la salvezza

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spal_bologna_pareggio_palacio_antenucci-4243774.html

https://sport.leggo.it/calcio/spal_bologna_diretta-4243789.html

https://sport.corriereadriatico.it/news/spal_bologna_diretta-4243855.html

di Vanni Zagnoli

Un tempo a testa, l’1-1 è giusto, anche se negli occhi resta il secondo tempo della Spal, con un gol annullato per un fuorigioco davvero minimo. Alla squadra della famiglia Colombarini restano 4 punti di margine, anche sulla zona retrocessione, e la sensazione di potercela fare anche quest’anno.

Il derby è sentissimo, al Paolo Mazza, la Spal viene dal successo di andata e del ritorno della scorsa stagione, con gol sbagliato a porta vuota da Destro, irriso tramite un’immagine in curva e quest’anno fra i meno utilizzati da Filippo Inzaghi. 
Con Soriano e Sansone, i rossoblù sono molto più intraprendenti, complice un’avversaria alla portata, con anche Poli, Orsolini e Palacio abbondano tecnica e velocità. Il ct Mancini annota, in tribuna, accanto al designatore Rizzoli. 

Le occasioni si susseguono, subito Palacio e tre volte Nicola Sansone. Due azioni ferraresi insidiose, sino al vantaggio petroniano. Vicari perde palla al limite dell’area, Palacio controllo di sinistro e destro da fuori, imparabile anche per Viviano, arrivato dal Portogallo, dal momento che Vanja Milinkovic Savic e Gomis non convincono. L’argentino che giocò la finale mondiale del 2014, persa al supplementare con la Germania, ha segnato in trasferta le ultime 7 reti in A. 

Lo svantaggio sblocca anche la Spal, Antenucci esalta la reattività di Skorupski, il polacco che avrebbe meritato una chance alla Roma, per i miracoli già mostrati a Empoli. Neanche con Valdifiori, lontano dai livelli empolesi, la Spal mantiene il controllo del gioco, Petagna è spesso fuori dalla manovra, sembra l’Icardi di sabato con il Sassuolo. Meglio Kurtic.

Il derby emiliano a tratti è intenso, scende di tono all’intervallo, al rientro è ancora il Bologna a condurre le operazioni. Basta però un minuto di pressione vera, alla Spal, per impattare. Antenucci viene murato al tiro, poi Orsolini in corresponsabilità con Palacio perde palla sulla trequarti, Felipe serve al centro Petagna (in fuorigioco di rientro), l’assist arretrato è per Antenucci che infila di prima. Servono quasi 4’, a Fabbri, per annullare, del resto è questione di centimetri, di un ginocchio avanti.
Le controfughe felsinee sono affascinanti, manca giusto la precisione (a Orsolini), mentre la tenuta difensiva perde efficacia. Lazzari (6° assist) traversa da destra, Kurtic incorna il pari, è alla 4^ rete stagionale. Decisamente migliore la ripresa spallina, con il movimento delle punte e un’altra chance per Antenucci, salvata da Danilo vicino alla linea. Il quarto d’ora finale è bolognese, con la frustata aerea di Palacio, alta.

In casa la formazione di Semplici non vince da quasi un girone.

Da “Ilmessaggero.it”, “Leggo.it”, “Corriereadriatico.it”

Il Gazzettino, Napoli-Bologna 3-1. Era più rigore il braccio di Koulibaly della trattenutina di Masina a Callejon. Donadoni: “Certi penalty si fischiano a favore delle prime 8”

Il colpo di testa di Palacio che ha portato in vantaggio il Bologna dopo 28″(immagini.quotidiano.net/Lapresse)

Succede molto all’inizio, in Napoli-Bologna. Tanto è attenta la Juve, nel concedere nulla, tanto è distratto il Napoli. Ventotto secondi e gli emiliani sono avanti, Dzemaili trova un lungo corridoio, serve a rimorchio Di Francesco, cross per Palacio e colpo di testa tra i due centrali, a fil di palo. Dura 5’ la partita di Verdi, l’uomo capace di dire no a De Laurentiis, complice la fidanzata Laura: colpa di un guaio muscolare, frutto probabilmente anche della tensione accumulata, dall’attesa. A ricevere il Bologna in stazione c’era solo la polizia, non è successo niente, al di là delle offese sul profilo instagram dell’attaccante. Il pari è a seguire, sul corner da sinistra, Mbaye svirgola sulla linea e infila in autogol, aveva già favorito la Juve, al Dall’Ara. Insigne e Callejon hanno due occasioni, le migliori sono però rossoblù, per Palacio. Gira in area, Koulibaly tocca con il braccio largo, la distanza è ravvicinata, siamo davvero ai limiti, Mazzoleni si consulta con il Var Orsato e decide per il non rigore. Sulla volontarietà restano dubbi, si poteva fischiare. Sempre il centravanti di 35 anni è in giornata da capocannoniere, come quand’era al Genoa e Reina para. Sul bis, c’era fallo dell’argentino.
Più Bologna che Napoli, eppure arriva il vantaggio per la squadra di Sarri, la spinta di Masina è leggera, sulla spalla di Callejon. Non è più rigore di quello negato ai rossoblù, altra decisione ai limiti, anche con i replay visibili resta la sudditanza psicologica nei confronti della squadra più grande. “Sono valutazioni che fanno sorridere – dirà Donadoni -. L’arbitro spiega che non può valutare l’intensità del tocco: allora su ogni contatto è sempre rigore? Mi sembra di vivere su un altro pianeta. Un rigore come quello di Koulibaly lo fischi a una delle prime 8, non a una squadra di seconda fascia”.
Nel primo tempo, la formazione di Donadoni calcia in porta 4 volte contro 2, concede 4’ in più di possesso palla non così costruttivo eppure è sotto. La ripresa per Sarri è tranquilla, tantopiù dopo il tris, di Mertens, da palla sradicata da Allan a Dzemaili, vicino all’area partenopea. Il destro a giro del belga è da campione, all’incrocio: tre gol in due gare, dopo 910’ di digiuno. “Conta far andare veloce la palla – spiega il belga -, non tanto chi finalizza”.
Esce Hamsik per Zielinski, gli azzurri fanno girare palla e rischiano solo nel finale, con la chiusura di Chiriches su De Maio. Il Napoli è alla 6^ partita ribaltata, bella risposta alla Juve.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Messaggero, ilmessaggero.it e ilgazzettino.it, la stagione degli svincolati. Gente ferma da un anno spera di trovare un grande ingaggio. Gli italiani e gli stranieri, da Ibrahimovic a Spolli

Zlatan Ibrahimovic (sport.sky.it)

http://sport.ilgazzettino.it/calcio/da_gilardino_a_cassano_l_esercito_dei_disoccupati-2537253.html

http://sport.ilmessaggero.it/calcio/da_gilardino_a_cassano_l_esercito_dei_disoccupati-2536606.html

Da ieri è ufficialmente svincolata una bella pletora di giocatori, un classico estivo. Gli italiani si ritroveranno per allenarsi a Coverciano con l’assocalciatori o nelle varie regioni in cui è previsto qualcosa per loro.
Come portiere spicca Casillas, 36 anni, a fine contratto con il Porto. In difesa, a destra Caceres, che era vicinissimo al Milan, a gennaio, e poi è finito al Southampton, e il portoghese Bosingwa, fermo da un anno dopo Trabzonspor. Al centro Burdisso, capitano del Genoa, Mexes, fermo da un anno, dopo il lustro al Milan, Gonzalo Rodriguez che ha lasciato la Fiorentina in lacrime ed è vicino al ritorno in Argentina, al San Lorenzo. I grandi Pepe (Real Madrid) e John Terry, 17 stagioni al Chelsea e a 37 anni vicino a smettere. E poi Andreolli, poco impiegato dall’Inter, Campagnaro, discreto al Pescara, e Dainelli, classe ’79, in ribasso al Chievo. Come Spolli. E’ fermo da agosto l’ex laziale Cana, classe ’83, dopo avere rescisso con il Nantes. Cercano squadra anche l’inglese Lescott, ex Sunderland, e il francese Sagna, dal Manchester City.
A sinistra i francesi Clichy, reduce da 6 anni al Manchester City, e Tremoulinas, ex Siviglia. Inoltre De Ceglie, emarginato dalla Juve da due stagioni, e Gobbi, classe ’80, liberato dal Chievo.
Fra i centrocampisti, il portoghese Raul Meireles, fermo da una stagione, dopo il quadriennio al Fenerbahce, il brasiliano Lucas Leiva (Liverpool), i francesi Lassana Diarra, ex Marsiglia, e Flamini, ex milanista in ombra al Crystal Palace. Muntari al Pescara è stato discreto, Di Gennaro al Cagliari sempre protagonista. Thiago Motta lascia il Psg, vorrebbe rientrare in Italia.
Come esterni spiccano lo spagnolo Jesus Navas, 31 anni, che al City guadagnava 5 milioni, e l’argentino Datolo, ex Napoli. Poi Honda (Milan), il tedesco camerunese Choupo-Moting dello Schalke 04, Ghezzal, fratello dell’ex Parma, e Croce, spesso protagonista nell’Empoli, al pari di Izco nel Chievo. Il Genoa lascia liberi Palladino e Pandev, l’Inter Palacio. C’è sempre Cassano, che si è proposto al Parma, dal momento che il Verona non è così convinto di farlo rientrare, dopo l’anno di stop in uscita dalla Sampdoria. In avanti il campione del mondo Gilardino, senza gol fra Empoli e Pescara, Maccarone, in ribasso i toscani, a 38 anni, il bulgaro Berbatov, fermo da una stagione dopo il campionato al Paok, l’ex Chievo Obinna, finito in al Darmstadt, in Bundesliga, e Arouna Konè, ivoriano ex Everton. E poi naturalmente i più grandi, Ibrahimovic, infortunato allo United, e Totti.
Vanni Zagnoli

 

Il Giornale. La prima del Carpi a Modena, in serie A: tremila abbonati sui 21mila di capienza e Paolo Belli allo stadio Braglia. Alcuni giovani appaiono acerbi per essere titolari.

Fabrizio Castori portato in trionfo dai biancorossi, per la promozione. Ma alcuni artefici partono dalla panchina
Fabrizio Castori portato in trionfo dai biancorossi, per la promozione. Ma alcuni artefici partono dalla panchina

L’integralità della vigilia di Carpi-Inter, per Il Giornale. Con il grazie a Elia Pagnoni.

Vanni Zagnoli
Modena
E’ la prima interna del Carpi in serie A, ma il 5-2 di Genova smorza un pizzico di entusiasmo. E magari alimenta i dubbi di Borriello e Amauri, centravanti ai margini del grande calcio che tuttavia non gradiscono la destinazione emiliana e preferiscono restare in panchina, al Genoa e al Torino.
Stasera allo stadio Braglia c’è l’Inter, in questo mese di casa in zona, dall’amichevole (positiva) di Parma con l’Athletic Bilbao al triangolare Tim di Reggio, con la doppia sconfitta. L’impianto intitolato all’ex campione di ginnastica rivede il grande calcio 11 anni dopo la retrocessione del Modena in B e a 3 dal terremoto. Sembrava la prima scelta del Sassuolo, due stagioni fa, ma poi il patron Squinzi preferì acquistare il Mapei nella vicina Reggio. Il Cabassi non è a norma per la A, dunque il Carpi ha scelto di restare nella sua provincia, anzichè emigrare a Parma e Bologna, nonostante l’ostilità degli ultras modenesi, al di là della categoria quasi sempre superiore frequentata dai canarini rispetto ai biancorossi. Il tifo di stasera sarà dunque in equilibrio, fra interisti in trasferta, emiliani sostenitori nerazzurri e ultrà modenesi che almeno alla prima partita intoneranno cori contro. Ci sarà Paolo Belli, showman juventino quasi sempre presente nella cavalcata della squadra di Castori verso la serie A, potrebbe affacciarsi anche il campione mondiale di nuoto Gregorio Paltrinieri, rientrato a Carpi dalla Russia. Gli abbonati sono appena 3mila, sui 21mila della capienza, non ci sarà l’esaurito anche perchè la stessa Inter in Emilia non fa più il pienone. Il primo anno di serie A biancorossa costa 13 milioni ai tre soci, Bonacini e Marani (proprietari di Gaudì) e Caliumi (Madrilena, presidente): 700mila euro arrivato da Azimut investimenti, lo sponsor meno munifico del campionato. Il ds Sean Sogliano piaceva al Milan per il dopo Braida, è arrivato da Verona con la benedizione del presidente Setti, già socio del Carpi.
Sul campo, manca Mbakogu, il bomber della promozione che aveva stuzzicato il Borussia Dortmund, e allora c’è Wilczek, capocannoniere in Polonia. Appaiono fragili i 23enni Bubnjic, difensore croato, e Fedele, centrocampista svizzero debuttante, e pure l’ex Wallace, brasiliano in fascia. Sei artefici della promozione aspettano in panchina, mentre il capitano Porcari è stato ceduto in B, al Bari. Esordiente in A a 61 anni, Castori schiera un 3-5-1-1: “L’Inter ha una corazzata, gente di qualità, dobbiamo aggredirli e ripartire. Voglio la squadra che conosco”.
Carpi diem, insomma.
L’Inter è senza Icardi, Palacio affianca Jovetic e Guarin è favorito su Hernanes come trequartista. ”Per vincere – sostiene Mancini – dobbiamo giocare al 200%, voglio una gara straordinaria. In Italia c’è troppa pressione, anche nelle amichevoli. Eder? Mi sembra una trattativa difficile. Come per Felipe Melo, uomo di esperienza che può aiutarci in mezzo al campo”. Per non restare in mezzo al guado.