Ilmessaggero.it. Russia, la prima nazionale dopo il doping di stato è con la scritta Rhf. Il Tas: «Non è stato un dimezzamento della pena»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/la_prima_volta_russia_dopo_doping_di_stato_ma_la_scritta_rhf_tas_di_losanna_non_stato_un_dimezzamento_pena-5703252.html

di Vanni Zagnoli

E’ stata la prima volta di una squadra nazionale della Russia dopo il doping di stato. Ieri sera, ad Alessandria d’Egitto, ai mondiali di pallamano, ha pareggiato con la Bielorussia, 32-32. Dallo scorso mese, le nazionali russe possono ritornare in campo, ma senza cantare l’inno, sino al dicembre del 2022. Il Cio consente di usare la scritta Russia sulle maglie, stavolta non è stata usata, c’era solo il nome dello sponsor. Dalle casacche mancava anche l’aquila dello zar, rifulgono invece i tre colori nazionali, il rosso, il bianco e il blu.

Niente bandiera nazionale, ancora, mentre la denominazione utilizzata è Rhf, ovvero Russia handball federation, in alto a sinistra, sulla maglia rossa.

Viene in mente la Csi, confederazione stati indipendenti, denominazione usata al dicembre del ’91 da 15 stati dell’ex Urss, dopo la disgregazione. All’epoca la nazionale di calcio aveva eliminato l’Italia di Azeglio Vicini dalle qualificazioni agli Europei, nel ’92 partecipò con grandi aspettative, salvo uscire al primo turno, con la scritta Csi.

E’ un passo avanti significativo rispetto all’Ana, acronimo di Authorised neutral athlete usato per esempio ai mondiali di atletica del 2017, dai 19 rappresentanti della Russia. Autorizzati sino al mese scorso a partecipare a titolo individuale, adesso ritrovano dignità come squadre. I divieti valgono per Tokyo 2021 e per Pechino 2022, l’olimpiade invernale, e per ogni mondiale di questo biennio, dunque anche a febbraio, per i campionati di sci a Cortina d’Ampezzo e di fondo a Obertsdorf, in Germania.

La sanzione per il doping di stato è scesa da 4 a 2 anni, sforbiciata dal Tas di Losanna, che ha dato il via libera a gareggiare agli atleti e alle squadre non sanzionate per doping nè coinvolti in inchieste giudiziarie. Sono state pubblicate le 186 pagine di sentenza su quel piano attuato per una decina d’anni dai funzionari da Vladimir Putin: il presidente è appassionato di judo, arte marziale, una delle discipline olimpiche per antonomasia, tradita completamente nello spirito, da quel doping diffuso. C’era anche un piano di insabbiamento, i russi hanno cercato di distruggere i dati di laboratorio, di correggere documenti. Hanno creato mail apocrife, attribuendole a Grigory Rodchenko, nel tentativo di minare la credibilità dell’ex capo del laboratorio antidoping di Mosca. E’ il medico pentito, fuggito negli Stati Uniti e protetto dall’Fbi, perchè rischia ritorsioni.

In particolare gli illeciti sono concentrati fra il 2014 e il 2019, vennero perpetrati della Rusada, l’agenzia nazionale russa antidoping.

La Wada, agenzia mondiale, era contro il dimezzamento della pena. Secondo Travis Tygart, capo dell’agenzia americana antidoping, “la sentenza del Tas è un colpo catastrofico all’integrità dello sport e del diritto, manipolato del Cio”.

Fra i tre giudici del Tas c’era anche un milanese, l’avvocato e professore Luigi Fumagalli, che preferisce non commentare. Da Losanna (gli altri giudici sono un francese e un australiano) trapela comunque che per loro non si tratta di dimezzamento della pena, poichè la sanzione non era ancora stata comminata in maniera definitiva. Si cerca di punire lo stato, non gli atleti. Putin chiederà una ulteriore riduzione della squalifica, in teoria il giudizio è finito e difficilmente riuscirà a trovare appigli.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Messaggero e Il Gazzettino. Volley femminile, Italia-Russia 3-1. Anche la 17enne Fahr contribuisce alla semifinale: pronostico rispettato ma con notevole sofferenza. I pessimi avvii di ogni set, ma il doppio dei muri

(repubblica.it)

E’ una bella Italia, altalenante ma paziente, soffre sempre, in ogni inizio di set, ma evita il tiebreak con la Russia. Tre a uno, pronostico rispettato ma con tanta fatica, per 25-27, 25-22, 27-25 e 25-21.
Servono oltre due ore, a Lodz, in un palasport inizialmente con poche centinaia di spettatori: il dato teorico sarà di 3500, arrivati soprattutto per seguire la Polonia con la Germania, nel quarto conclusivo. Sino agli ottavi l’Europeo aveva coinvolto anche Slovacchia e Ungheria, nel weekend sarà solo in Turchia, con semifinali e finali. Ad Ankara le azzurre affronteranno la Serbia, che ha battuto per 3-0 la Bulgaria e gioca da campionessa del mondo e d’Europa.
Le russe, invece, si erano aggiudicate gli Europei del 2013 e del 2015, partono con un +5, nel primo set. Egonu sbaglia un contrattacco, poi firmerà il sorpasso. Entra Lucia Bosetti al posto di Sorokaite, per stabilizzare la ricezione, sul 21-19 va però in crisi il bagher di Sylla. Egonu manda fuori e viene murata, all’altra pantera (del Conegliano) salta una ricezione e così il secondo set mette già l’Italia quasi con le spalle al muro. Va sotto di 3, riemerge con Egonu e Sylla, si affaccia qualche sorriso, fra i consigli sul parquet della più esperta, Monica De Gennaro, libero di 32 anni. Chirichella batte bene, Folie mura e dal 22 pari azzecca i servizi che pareggiano i conti, anche grazie al nastro. La tattica di Mazzanti è azzeccata, il muro sarà decisivo, con 18 punti in totale, contro 9.
Il ct Pankov ha un vice trevigiano, Sergio Busato, si faranno recuperare altri 5 punti, anche grazie a un servizio della regista Alessia Orro, entrata per due scambi. A metà set Egonu e Sylla si danno la mano aspettando che si rigiochi, è gesto di intesa e scaramanzia. Sul +2 entra il secondo libero, Parrocchiale, al posto di Sorokaite. Egonu continua a sbagliare palloni chiave (comunque chiuderà il terzo set con l’83%), arriva anche un ace russo. Sul 22-23 i nervi saldi sono di Sorokaite. Malinov difende, Folie ed Egonu murano, sfruttando la vulnerabilità della centrale Efimova. La grande paura è passata.
L’Italia va sotto di 5 anche nel quarto, entrano Parrocchiale e Sarah Fahr, 17 anni, che al centro resterà sino all’ultima palla, al posto di Folie: resta a sedere Danesi, miglior muro al mondiale. Per le nostre bocche da fuoco, è sempre un su e giù. Sul 14-18 c’è aria di quinto set, invece i muri di Fahr (nata in Germania e altro prodotto del Club Italia), Sorokaite ed Egonu portano al 19 pari. Lì la Russia si ferma da sola. Paga anche i 5 servizi vincenti concessi in più. In semifinale va anche il modenese Giovanni Guidetti, con il 3-0 della Turchia all’Olanda. Nel 2011, con le tedesce, pose fine alla striscia di 5 podi continentali per l’Italia, adesso sogna di batterla in finale.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilmattino.it, Leggo.it, volley. Europei donne, l’Italia batte la Russia ed è in semifinale: ora la Serbia

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/pallavolo_europei_donne_italia_russia_semifinale_vittoria_serbia-4714003.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/pallavolo_europei_donne_italia_semifinale_vittoria_russia-4714074.html

https://www.leggo.it/sport/altrisport/pallavolo_europei_donne_italia_semifinale_vittoria_russia-4714013.html

di Vanni Zagnoli

L’Italia va. Dopo tre uscite di fila ai quarti, agli Europei, si qualifica per le semifinali, giocherà sabato ad Ankara, in Turchia, contro la Serbia, che ha battuto per 3-0 la Bulgaria. Sarà la rivincita della finale mondiale, il 3-1 alla Russia è complicato: 25-27, 25-22, 27-25, 25-21.

A Lodz, in Polonia, le azzurre soffrono dall’inizio, sull’8-13, risalgono con pazienza, complice un bel primo tempo di Chirichella. Egonu sbaglia un contrattacco, Goncharova è alterna e viene sostituita. Il sorpasso è con Egonu, in diagonale. Entra Lucia Bosetti al posto di Sorokaite, per rafforzare la ricezione, sul 21-19 sembra fatta invece va in crisi la ricezione di Sylla. Sul 23 pari un contrattacco facile viene sbagliato da Egonu, sulla parità a 25 salta la ricezione di Sylla, poi il muro subito dal nostro opposto, sempre alterno. 

Il secondo set è da vincere e l’Italia ci riesce, sempre concedendo parecchio, sul 6-9, sul 10-12. Un contrattacco chiave è il 14-13 di Egonu, seguito dall’ace di Sylla. La tensione scende un po’, è il libero Monica De Gennaro parlare da leader, in campo. Una serie in battuta di Chirichella porta al 17-14 di Sorokaite, poi il muro di Folie. Egonu azzecca un muro ma sbaglia un diagonale. Dal 22 pari va in battuta Folie e manda per le terre la ricezione russa: si può sorridere, con il +3, anche grazie al nastro.

I balbetii riprendono nel terzo parziale, sono a lungo più continue le rosse del viceallenatore Sergio Busato, trevigiano. La correlazione muro-difesa azzurra non è consistente, sul 9-14 l’Italia recupera due punti ma spreca due contrattacchi. Un tocco a muro su Sorokaite porta al 14-15, è sempre la nostra lituana, a sancire la parità. Entra Alessia Orro per battere, Egonu fa uscire gli occhi dalle orbite, per celebrare il vantaggio, confermato da Sylla. Sul +2, si affaccia Parrocchiale per rafforzare la difesa, al posto di Sorokaite. Basta mantenere il vecchio cambio palla, Egonu però chiude fuori, un ace russo è questione di centimetri, due videocheck contrari all’Italia portano al 22-23. Sorokaite azzecca il cambio palla, un’invasione russa ridà vantaggio all’Italia. Goncharova azzecca il contrattacco punto, Sorokaite annulla il setpoint con un colpo ritardato. Malinov difende, Folie mura e anche Egonu mette le mani, per il 27-25.

Gli scambi si allungano, nella quarta partita, che peraltro sale di livello. Efimova era in ritardo, nelle letture di gioco, ma azzecca il muro del 5-9 e poi un ace. Ogni inizio set è complicato per la nazionale, dal -5 si recupera con Sylla. Entrano Parrocchiale e Sarah Fahr, 17 anni, al centro, per Folie, il quarto di finale resta serrato. Sylla schiaccia fuori e poi azzecca un ace, Egonu calpesta la riga, Sorokaite mette fuori e così si torna a 14-18. Fioccano i muri, a evitare il tiebreak: Fahr, Sorokaite, Egonu, fanno rapidamente risalire a quota 19. Gli aces di Malinov e di Indre portano al vantaggio, sul 22-20 è fatta. Tantopiù dopo il challenge a favore di Egonu. Chirichella offre 3 matchpoint, con il muro. Goncharova mette fuori, esplode la gioia delle azzurre e Fahr è la sorpresa.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”, “Leggo.it”

Il Messaggero, europei di volley femminile. Le azzurre soffrono ma passano ai quarti, battuta la Slovacchia per 3-0

Indre Sorokaite (instagram)

Due set sofferti, qualche balbettio finale anche nel terzo ma l’Italia raggiunge i quarti, agli Europei. A Bratislava soffre il fattore campo, il gran tifo per la Slovacchia, appena alla quarta partecipazione a fasi finali. E’ valorizzata al massimo da Marco Fenoglio, due scudetti (a Bergamo, con Champions, e a Novara) e fra i 7 nostri ct della manifestazione.
L’Italia va due volte a più tre, nel primo set, con Sylla e il muro di Sorokaite: da anni l’ucraina fa l’opposto, in attacco convince, in ricezione comunque migliora, rispetto alla controprestazione costata la sconfitta con la Polonia. Sul 20-15, due errori di fila di Egonu avvicinano le rosse. Si affaccia in campo Lucia Bosetti, al debutto nel torneo, non è ancora recuperata appieno, se serve potrà rafforzare la ricezione. Il 25-20 maschera le difficoltà azzurre, con Indre Sorokaite al 78% in attacco e Paola Egonu appena al 33.
La meno giovane delle sorelle Bosetti resta sul parquet sino al 6-5, piazza anche un muro, il rientro di Sorokaite sostiene l’Italia, sotto anche di 3 e per questo entra Fahr (non Danesi), per Folie. La nazionale di Mazzanti sbaglia troppo al servizio, sul 17 pari due errori in sequenza di Egonu, in attacco. La tensione è eccessiva, l’obbligo di vincere manda in confusione, è però lo stesso opposto ad azzeccare i due aces valsi il 25-23. Sorprendono gli errori gratuiti, due di seguito anche per Chirichella, in ritardo pure a muro. 
La capitana si rifà in avvio del terzo parziale, Egonu azzecca un altro servizio, l’Italia soffre il clima di bagarre, eppure resiste, con la puntualità offensiva di Sorokaite. Folie raggiunge la doppia cifra con un muro, un ace di Chirichella allarga la forbice e sul 20-10 è fatta. Lì però le azzurre si rilassano, serve un attacco centrale da seconda linea di Sorokaite per il 22-16. Altro blackout, comunque sarà 25-21.
«E’ stata la partita più brutta degli Europei – ammette Davide Mazzanti -, eravamo troppo lenti, nel gioco. E’ il dentro o fuori a metterci in difficoltà, in questi due anni abbiamo giocato molto più spesso nelle fasi a gironi. Non abbiamo mai trovato il ritmo, ci guardavamo, senza quasi riconoscerci. Approccio e gestione sono stati faticosi».
Oggi il ritorno in Polonia, a Lodz mercoledì l’Italia affronterà la Russia, che regola il Belgio per 3-1. «Il quarto è bello tosto, ci dovremo mettere in riga, sappiamo come non dovremo andare in campo».
Le ex sovietiche si sono aggiudicate gli Europei del 2013 e del 2015, in questo decennio vantano solo altri due podi, nel World Grand Prix. «Servirà il nostro cambio palla abituale e poi aggiustare i tempi sul loro muro, fatichiamo contro chi ha la palla alta come punto di forza».
Altri ottavi. A Budapest, Olanda-Grecia 3-0 e Azerbaijan (allenatore Caprara)-Bulgaria 0-3. Ad Ankara, Serbia-Romania (ct Pedullà) 3-0, Turchia (Guidetti)-Croazia (Santarelli) 3-2. A Lodz, Germania-Slovenia (ct Chiappini) 3-0, Polonia-Spagna 3-0.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, ilmattino.it, volley. Europei, 3-0 Italia alla Slovacchia fra tanti errori. mercoledì il quarto con la Russia

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/europei_3_0_italia_slovacchia_tanti_errori_mercoledi_quarto_la_russia-4708135.html

https://sport.ilmattino.it/altrisport/europei_3_0_italia_slovacchia_tanti_errori_mercoledi_quarto_la_russia-4708167.html

di Vanni Zagnoli

Miriam Sylla non vuole proprio sorridere, alla fine. E’ ai quarti degli Europei ma da vicecampionessa del mondo si aspettava di soffrire molto meno. Le azzurre sono state spesso in balia della Slovacchia, a Bratislava patiscono il fattore campo e la grinta di Marco Fenoglio, scudettato con Chirichella, due anni fa, a Novara, eppure non confermato, per l’ex ct Barbolini. Ringrazia il pubblico con l’applauso alto e ampio, con le sue ragazze, mai tanto competitive. Si gioca alla Ondrej Nepela arena, il regno dell’hockey su ghiaccio, che in Slovacchia è sport nazionale. In 10mila, gasati da luci stroboscopiche a confondere le azzurre. Con la Polonia avevano perso, era peraltro in ballo solo l’avversaria degli ottavi, al dentro e fuori non sono così abituate. La ricezione resta problematica ma in progresso, l’attacco è intermittente. 

Il primo allungo azzurro è con Indre Sorokaite, da anni opposto e qui adattata a schiacciatrice, in attacco è una sicurezza, almeno contro avversarie non di primo livello. Sul 20-15, sorprendono i due errori di fila di Egonu, che paga la fatica di una stagione infinita, in cui ha vinto la Champions league. Debutta Lucia Bosetti, utile in ricezione e per il 25-20, uscirà sul 6-5 del secondo parziale. L’Italia va sotto di tre punti, esce Folie, dal centro, per Fahr, a sorpresa, non per Danesi. Gli errori al servizio sono ricorrenti, ma anche in attacco (due di Egonu) e su palle non impossibili (Chirichella). Il 25-23 è frutto di giocate individuali, leggi i due aces di Paola Egonu.

L’Italia impatta bene il terzo set, con la centrale capitana e con l’oppostona, in battuta. Sorokaite continua su buone percentuali, Folie raggiunge la doppia cifra. Le slovacche vengono doppiate, rimontano sul 16-22, Sorokaite arresta l’empasse, si chiude a quota 21. Mazzanti lamenta il gioco lento e la desuetudine alle gare senza appello. 

Oggi si torna in Polonia con un volo charter, 700 chilometri per Lodz. Mercoledì nei quarti un’avversaria in ribasso eppure pericolosa, la Russia, che al Belgio concede un set. Vinse gli Europei del 2013 e del 2015. «Servirà il nostro cambio palla abituale – riflette Davide Mazzanti  e aggiustare i tempi sul loro muro»

Negli altri ottavi, escono 4 tecnici del nostro paese, avanza solo Giovanni Guidetti, con la Turchia, per 16-14 sulla Croazia di Daniele Santarelli, marito di Moky De Gennaro.

A Budapest, Olanda-Grecia 3-0 e Azerbaijan (ct Caprara)-Bulgaria 0-3. Ad Ankara, Serbia-Romania (ct Pedullà) 3-0, Turchia-Croazia 3-2. A Lodz, Germania-Slovenia (ct Chiappini) 3-0 e Polonia-Spagna 3-0. Oltre all’Italia, dunque, avanza solo il modenese Guidetti, che ha la nazionale migliore fra i ct parttime.

Mercoledì i quarti. A Lodz, Italia-Russia e Germania-Polonia. Ad Ankara, Serbia-Bulgaria e Turchia-Olanda. In Turchia, le semifinali, sabato, e le finali, domenica. Per le azzurre il quarto è forse più impegnativo della semifinale. Dall’altra parte del tabellone, Serbia-Turchia è il confronto più probabile, come accesso alla finale.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

Il Giornale, basket, gli Europei femminili. L’Italia eliminata dalla Russia, dopo un buon primo tempo. Zandalasini trascina, con 24 punti

Cecilia Zandalasini (Ciamillo)

Il basket fa peggio del calcio, non è una novità, fra le donne per la verità sì. Dunque l’Italia esce agli ottavi, dagli Europei, mentre nel pallone è arrivato ai quarti mondiali. Il 63-54 di Belgrado con la Russia rientra nella differenza storica fra le contendenti, ma ora le distanze erano minime. Le azzurre si sono illuse grazie a Zandalasini, stavolta trascinante, con 24 punti: nel primo tempo dominano, nel secondo naufragano in maniera inattesa e lì delude anche il ct filosofo, Marco Crespi: due anni fa solo un fischio penalizzante impedì a Capobianco di qualificarsi per il mondiale, ieri in Serbia le russe hanno meritato il quarto, contro la Spagna.

Vzagn

Il Giornale. Le ragazze ingorde del nostro volley. Nona vittoria di fila, solo 3 set concessi alle rivali. Ora la final six

 

Cristina Chirichella (elle.com)

http://www.ilgiornale.it/news/sport/ragazze-ingorde-nostro-volley-1587078.html

Vanni Zagnoli

Alla chetichella, pardon alla… Chirichella, l’Italia approda trionfalmente alla final six del mondiale di volley femminile. Tre a uno agli Usa, campioni in carica, e conferma del primo posto nella seconda fase, unica a punteggio pieno. E’ l’Italia di Cristina Chirichella, la centrale di 24 anni passata in un quadriennio da più giovane del sestetto a capitana, del resto l’età media della rosa è sui 23 anni.

Soli tre set concessi in 9 gare, tutte vinte. Con gli Usa risaltano i martelli di colore, Paola Egonu, nigeriana di 19 anni, padovana di Cittadella, e Myriam Sylla, ivoriana cresciuta a Palermo, come Balotelli. Che però è ghanese.

Trentatrè punti per l’opposto, 22 punti per schiacciatrice, sono fra le 5 nuove italiane del gruppo, tra le titolari c’è anche Ofelia Malinov, bulgara di Bassano del Grappa. La regista ha scalzato Alessia Orro, 20enne, la Giannelli al femminile, bruciata dalla eliminazione anticipata alle olimpiadi. Ogni tanto entra Carlotta Cambi, passata a Bergamo, ex miglior club italiano, salvo all’ultima giornata.

L’Italia era accreditata per il podio, nonostante le 10 debuttanti su 14, adesso spera nella finale. Nel girone di Osaka precede di una vittoria la Cina, capace di eliminare la Russia, fermata per 3 volte; terzi gli Usa, con due sconfitte. Quinta la Turchia del modenese Giovanni Guidetti, miglior allenatore del millennio e a torto mai considerato dalla federazione, Davide Mazzanti però ora è inattaccabile, anche solo per l’argento nel World Grand prix di un anno fa. Da Nagoya passano l’Olanda (una persa), Giappone e Serbia (2), fuori il Brasile per un punto. Escono, dunque, russe e brasiliane, le più grandi della pallavolo. Vincesse il mondiale come nel 2002, con Marco Bonitta (quarto 4 anni fa, a Milano), l’Italia concorrerebbe al ruolo di migliore del volley, considerato il quinto posto fra i maschi. Solo Usa (bronzo a Torino) e Serbia (quarta) sono al momento avanti, per i piazzamenti al maschile.

Mazzanti centellina i cambi, come Blengini, il volley non è il basket e quando il sestetto gira si limita il turnover. Questa è la migliore nazionale, considerato il mancato podio europeo della pallanuoto e il basket assente da 6 olimpiadi su 8 e Ventura. Le 7 (compreso il libero De Gennaro) sono in prevalenza del Conegliano vice campione d’Europa, un anno fa, e campione d’Italia: la centrale Anna Danesi è alla consacrazione internazionale, mentre Sylla un anno fa saltò l’Europeo per un doping fasullo. A Novara, Egonu ha sollevato le prime coppe della carriera, con Chirichella. Malinov e Lucia Bosetti giocano in Toscana, a Scandicci.

Da “Il Giornale”

Il Gazzettino, mondiali di volley femminile. Final six, l’Italia affronta Giappone e Serbia

(volleyball.it)

(v.zag.) A Nagoya si riparte daccapo, con le final six. Come per i maschi, il primato vale un girone più leggero, con Serbia e Giappone. Lunedì, alle 12,20, le azzurre fronteggiano le nipponiche e con un 3-0 ipotecherebbero il passaggio in semifinale: da evitare la sconfitta a parziali bassi, costata di fatto l’eliminazione ai maschi. Ne passano due, si inizia domenica, alle 12,20, con Giappone-Serbia e in effetti il fattore campo può pesare, a favore delle asiatiche. Martedì, alle 9,10, sempre su Rai2, Italia-Serbia. Nell’altro girone, dalle 9,10, domenica Cina-Usa, lunedì Olanda-Stati Uniti; martedì alle 12,20 i Paesi Bassi chiudono con la Cina. Qui sono favorite americane e olandesi, da anni le due nazionali asiatiche non erano tanto forti.
Nel gruppo di Osaka l’Italia ha preceduto di una vittoria la Cina, capace di eliminare la Russia (sconfitta 3 volte), terzi gli Usa, con due perse. Da Nagoya passano Olanda (una persa), Giappone e Serbia (2); fuori il Brasile, per un punto.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, mondiali di volley femminile. Italia-Russia 3-1, le azzurre accedono alle final six con un turno d’anticipo

Lucia Bosetti (milano.corriere.it/Galbiati)

Non finiranno come i maschi, eccellenti nelle gare di routine ma sottomessi da Russia, Serbia e Polonia. L’Italia è alle final six del mondiale in Giappone, con un turno d’anticipo, e quasi certa del primo posto. Davide Mazzanti aveva accarezzato la Champions league, a Conegliano, in nazionale strabilia, con 10 debuttanti su 14, ai massimi livelli: può ripetere l’argento del World Grand prix, di un anno fa.
La Russia è vicina all’eliminazione, come gli uomini, per tradizione e popolazione è la favorita in entrambi i generi e il Brasile è ancora più sull’orlo del precipizio.
Da Osaka arrivano le soddisfazioni colte anche dagli azzurri, nella seconda fase, la prossima settimana l’obiettivo minimo sarà confermare la semifinale di Milano, di 4 anni fa.
Le russe si aggiudicano il primo parziale, sono avanti 12-17 nel secondo, sembra persa, sembra di rivivere quelle due gare sciagurate della nazionale di Blengini e invece le bordate di Paola Egonu, da Cittadella, capovolgono il match e probabilmente il campionato del mondo. Fanno 8 successi in sequenza, con due parziali perduti, in tutto, roba da Juve in serie A, ecco, con difesa e contrattacchi.
«Cambiare l’inerzia è stato veramente complicato – ammette il ct, pesarese -. Sono state bravissime a restare sempre in partita, senza perdere la pazienza».
«E contro gli Stati Uniti – annota Egonu – ci divertiremo, perchè giocano veloci, come noi».
Ah, Mazzanti è talmente onesto intellettualmente dal lasciare quasi sempre in panchina la moglie, Serena Ortolani.
Vanni Zagnoli
ITALIA-RUSSIA 3-1 (22-25, 25-20, 25-18, 25-22): Sylla 13, Chirichella 9, Malinov 2, Bosetti 12, Danesi 9, Egonu 29; De Gennaro (l). Cambi, Parrocchiale. Ne: Ortolani, Nwakalor (l), Fahr, Pietrini, Lubian.
Italia 8 vittorie (24 punti), Cina 7 (21), Usa 7 (19); Russia 6 (18). Alle 9,10 (Rai2) Italia-Usa, dalle 12,20 Cina-Russia.
Girone di Nagoya: Serbia, Giappone e Olanda 7 (21); Brasile 6 (18). Oggi Serbia-Olanda e Brasile-Giappone.

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, volley femminile. Russia e Stati Uniti partite chiave per continuare l’avventura mondiale

Elena Pietrini (goldsport-italy.com)

(v.zag.) A Osaka, l’Italia si accinge alle partite chiave del mondiale, contro Russia e Stati Uniti. E’ a punteggio pieno dopo 7 gare (21 punti), eppure le perdesse entrambe (anche solo per 3-1) rischierebbe di uscire. Dalle 9,10 (Rai2) affronta le russe (6 vittorie, 18 punti), alle 12,20 Usa (7, 19)-Cina (6, 18). Domani, Italia-Usa e Cina-Russia, che avranno il vantaggio di sapere esattamente il punteggio da ottenere, per qualificarsi: passano le prime 3. Nell’altro girone, Serbia (7 successi, 21 punti), Olanda (7, 20) e Giappone (6, 18) vogliono eliminare la favorita Brasile (5, 16).

Da “Il Gazzettino”