Il bello dell’hockey su pista campione d’Europa dopo un quarto di secolo e gli sport minori

claudio lavaggipino marzellaRacconto l’hockey su pista e la mia passione per gli sport molto minori. E’ uno sport bello, popolare negli anni 80 e tornato campione d’Europa dopo 25 anni.

Gli azzurri brillano in questo sport di squadra a dispetto del flop rituale di calcio e basket. Il volley maschile è sempre sul podio o quasi, con orgoglio, e con Mauro Berruto non sbaglia mai. Il calcio a 5 nell’ultima stagione ha vinto gli Europei.

La storia di Tataranni, talentuoso veneto, arrestato per l’esultanza in Spagna, proprio per il titolo continentale, è grottesca e ha trovato spazio sui quotidiani italiani, ma avrei preferito leggere più sport che costume, in questo caso.

Se nell’hockey su ghiaccio l’Italia ha sempre fallito, restando lontana dai vertici anche solo continentali, a rotelle c’è grande tradizione: in Toscana, Veneto, in Piemonte; a Lodi, in Emilia e in Puglia, persino in Basilicata.

I bastoni su pista all’inseguimento della pallina trasudano ardore, offrono scontri epici e arbitraggi contestati.

Il personaggio di questo sport resta Pino Marzella da Giovinazzo, maggior talento di ogni tempo e oggi allenatore. Due mesi fa ha lanciato fra i maschi la ragazza Teta, è stato protagonista a Reggio, Correggio e forse anche a Scandiano. All’epoca era popolare anche Pietro Turturro, pugliese.

Quando ci sono finali scudetti e di coppa dei Campioni, do sempre un’occhiata su Raisport alle telecronache di Federico Calcagno, incontrato negli stadi dell’Emilia Romagna con l’under 21 e in generale per la serie A e B.

 

federico calcagno

Rammento i pezzi di Aronne Anghileri, sulla Gazzetta, di Barnaba Ungaro su Tuttosport, di Ruggero Quadrelli sul Corriere dello Sport.

 

L’hockey è sport vero, ascoltato da bambino alla radio quando a Reggio Emilia giocava in via Zandonai, a un chilometro e mezzo in linea d’aria da dove abito. Da ragazzino leggevo gli articoli di Ivan Paterlini su Gazzetta di Reggio e di Claudio Lavaggi su Carlino Reggio.

Quando iniziai la professione, una delle prime cose fu andare al palahockey Guglielmo Fanticini e vedere scrivere Lavaggi, da 20 anni ora commercialista mio e di mia moglie. Poi l’amico Paolo Bellodi, suo vice sempre sul Carlino. Lavaggi è caustico, ha un umorismo inglese. Paterlini è il mago dei doppi sensi, a scrivere, un fenomeno.

 

 

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