Calcio. Le rivisitazioni del 2014. De Sanctis lancia accuse sulle strategie della Juventus di volere a tutti i costi i tre punti. Pozzo reclama l’uso della moviola in campo. Lamenti preventivi in passato anche per il presidente modenese Caliendo.

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Morgan De Sanctis

Ritornando alla rivisitazione dei momenti chiave dell’anno scorso, ripercorriamo le dichiarazioni di Morgan De Sanctis, portiere della Roma, dopo il big match di Torino contro la Juventus.

Per l’estremo difensore giallorosso non è ammissibile che l’intera squadra della Juventus vada a protestare in massa dopo il primo rigore per il mani di Maicon e dopo il gol  di Totti. E’ una mossa studiata dai giocatori juventini per mettere l’arbitro in difficoltà in momenti d’indecisione. Poi De Sanctis riprende il concetto che se alla Juventus “vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta” andrebbe aggiunto “e non ci interessa tanto come”.

Già quando difendeva i pali del Napoli subì l’amarezza della sconfitta in Supercoppa Italiana nell’agosto 2012 e vorrebbe insegnare a Buffon come si perde. Magari un giorno anche quando si vince.

De Sanctis fa parte a tutti gli effetti delle strategie della Roma di lamentarsi in modo scientifico fuori dal campo. Ha ragione Pozzo quando dice che Garcia fa il furbetto e ottiene quello che vuole. Il gol – non gol di Astori ha penalizzato l’Udinese e l’uso della moviola in campo si rende a questo punto necessario.

Un lamento preventivo veniva fatto anche dal presidente del Modena Caliendo per testimoniare che più ci si lamenta e più qualcosa probabilmente resta.

Biagio Bianculli

(v.zagn.) Questo il pensiero di Biagio, sul modo di protestare della Juve onestamente sono abbastanza d’accordo con De Sanctis, basta vedere le immagini. C’è proprio una psicologia della protesta, sono convinto che Allegri sia consigliato da psicologi, in fondo anche lui ha uno spin doctor.

 

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