Gazzetta di Parma, libri: Gigi Garanzini ne “Il minuto di silenzio. La storia del calcio attraverso i suoi eroi”. “Dalle Langhe, vengo presto a Parma, alla corale Verdi. Il partitino con Silvio Smersy e Alberto Michelotti, 40 anni fa, nel retro del Tardini. Una settimana dopo l’incidente a Gaetano, morì anche il padre di Scirea.

Gaetano Scirea morì a 36 anni: una settimana dopo, scomparve anche il padre (juventus.com)

Vanni Zagnoli

La tragica scomparsa di Tarcisio Catanese, morto d’infarto a 49 anni, starebbe perfettamente ne “Il minuto di silenzio. La storia del calcio attraverso i suoi eroi”.
Perchè il libro di Gigi Garanzini (Mondadori, 18 euro, 217 pagine) è davvero la Spoon River del pallone, scritto da una penna raffinata del giornalismo sportivo.
C’è proprio una collina immaginaria, una Superga dell’anima nella quale riposano tutti gli uomini che hanno fatto la storia del calcio. Garanzini per la verità mischia campioni indimenticabili a quasi sconosciuti, storie comunque epiche e memorabili. Alcuni rappresentano un momento chiave della storia del calcio, uno snodo. Quei 135 nomi, letti tutti d’un fiato, procurano pathos.
Si parte con Danilo (portiere della Chapecoense) e George Best, Gaetano Scirea e Matthias Sindelar, Cesarini e Garrincha, Gianni Brera e Di Stéfano, Boškov e Leônidas da Silva. L’occhio va sui meno noti, lo spagnolo Juanito lo era, un bell’attaccante, morto in incidente stradale. E poi Lucien Laurent, José Andrade, Eduard Streltsov, Obdulio Varela. E chissà chi erano Gigi Peronace e Adolfo Pedernera. E Joseph Mwepu Ilunga? E Mario Filho?
Insomma l’indice diventa a tratti un indovinello, come fossero figurine. Senza dimenticare almeno un intruso, Raf Vallone, attore ma in gioventù calciatore, del Torino.
Sono i caduti di un mondo che non esiste più, soppiantato dal calcio di oggi, tv e social. Vengono raccontati con ritratti brevi, folgoranti, con aneddoti spesso ignoti. Fra gli ex crociati c’è solo Cesare Maldini, scomparso un anno fa, allenatore di uno dei Parma più amati, a fine anni ’70.
“I miei ricordi personali della città ducale – riflette Gigi Garanzini – sono antichi. Una quarantina d’anni fa, quando passavo di lì, magari a mezzogiorno, mi invitavano Silvio Smersy (scomparso nel 2001, ndr) e Alberto Michelotti, per il partitino, al Tardini o nel retro del campo. Proprio così, al maschile, neanche la partitina”.
Com’è nata l’idea di questo libro?
“Da un amico e collega, Nicola Filippone, oggi a Il Sole 24 Ore. E’ un irpino creativo, 7-8 anni fa mi suggerì di scrivere questa Spoon River. Pensai che fosse scemo come un cavallo, gli dissi di no un paio di volte, in maniera presuntuosa, ma poi cominciai a tirar giù dei nomi. Ne avevo in mente un centinaio, fra italiani e stranieri, siamo andati oltre e ne mancano ancora. Ma non vuol essere un’enciclopedia, è normale lasciarne fuori alcuni”.
Tutta gente che non c’è più.
“Sono campioni della storia del calcio, ma tanti altri hanno lasciato una traccia tecnica o umana, o semplicemente per una fine sventurata”.
Sono con i numeri romani, vecchia maniera: 131?
“Per la verità 135, poichè 4 sono doppi. Ho messo assieme i giornalisti Nicolò Carosio e Beppe Viola, Enrico Ameri e Sandro Ciotti, che in fondo avevano passato la vita insieme. E poi Carapellese e Colaussi, ali sinistre accomunate dalla legge Bacchelli, richiesta a fine ’80 dalle famiglie, ovviamente in maniera serapata. E anche una coppia di calabresi: Angelo Mammì, autore di un gol storico alla Juve, nel ’72, valso la prima vittoria in serie A del Catanzaro, e Gigi Marulla centravanti del Cosenza. Entrambi hanno giocato quasi solo in Calabria, vivendo buone carriere molto simili”.
Fra gli stranieri alcuni sono sconosciuti…
“Ci sono un norvegese e un tedesco dell’Est, alcuni sudamericani e lo spagnolo Làngara. Rammento Bruno Neri, mediano della Fiorentina, arrivato 3 volte in nazionale, prima del mondiale di Francia. Nel ’31, all’inaugurazione dello stadio Giovanni Berta, oggi Franchi, a Firenze, fra gli squadristi del tempo, tutti erano con il braccio teso. Meno lui, che lo tiene giù. Venne arruolato, da un comandante partigiano, e ucciso dai tedeschi in montagna, mentre organizzava un lancio. Insomma, non è stata una vita sprecata, si era costruito il suo antifascismo”.
Al punto che gli hanno intitolato lo stadio di Faenza. Garanzini, ma quando sarà a Parma?
“Mi hanno invitato a un evento con la Corale Verdi, spero già questo mese”.
Debuttò a La Notte, passò al Corriere della Sera e alla Voce di Montanelli.
Scrive sulla Stampa. Altre collaborazioni?
“A 69 anni, mi basta il commento al calcio, 3-4 volte la settimana”.
Per una dozzina d’anni ha condotto su Radio 24. Ma quanti libri ha scritto?
“Questo diciamo che è il 5°, poi ci sono state alcune collaborazioni”.
E’ biellese, abita sempre in Piemonte?
“Sì, in Langa. Ho un vigneto nel Barolo, a Monforte d’Alba, provincia di Cuneo, sulle colline”.
E’ lì che Garanzini ha partorito Il minuto di silenzio. Con dedica particolare: «A Leo Messi, che ha ricreato gli incanti di ieri anticipando quelli di domani». E l’ispirazione di Eduardo Galeano, con il suo «Splendori e miserie del football».
Quando Garanzini scrive di Garrincha, si rifà alla monumentale biografia di Ruy Castro. Per il colonnello ucraino Lobanowski, ricorda l’ingiusta eliminazione della sua Urss al mondiale dell’86, per mano del Belgio, poi semifinalista. Di Scirea racconta la carriera esemplare. Sulla morte in Polonia, in incidente d’auto, c’è una riga. Ma in pochi sanno che “sette giorni dopo, stroncato dal dolore, toccò a papà Stefano”.

Libri. 999, storie vere di campioni mancati di Paolo Amir Tabloni, assicuratore fidentino con quello pseudonimo sudamericano. Il tour in Emilia, le ospitate

La copertina del libro

di Vanni Zagnoli

Per me questo Tabloni è argentino, con quel cognome da immigrato, da storia di Federico Buffa e Carlo Pizzigoni. Amir, chissà cosa significa. Scrittore e assicuratore, un bel binomio, portiere e quella faccia proprio da sudamericano. Non lo conoscevo, l’ho scoperto su Stadiotardini.it quando il libro venne presentato e poi per la sua dissertazione su Dante Bertoneri.

Non leggo più libri per intero, così come non guardo le partite con concentrazione assoluta, ho visto l’indice, non conosco più di 4-5 nomi, dei 28 campioni mancati: Addona perchè crebbe nella Reggiana, Ferretti non so se fosse quello del Carpi, gli altri neanche li rileggo. Ah, sì, Gabriele Ballotta perchè era protagonista nel Lentigione di Eccellenza che seguivo per Gazzetta di Parma. Bell’idea, molto recensita, ma tanti cercano il grande o il medio nome, non nomi così ricercati.

Spero peraltro di presentare il suo libro nel Reggiano e nella province a est della regione, dal momento che a ovest è già stato fatto molto. Bravo, Amir

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Sogni che diventano incubi, un gioco che non è più divertente, la realtà che si scontra con i desideri: un libro che racconta l’altra anima del gioco del calcio, quella fatta di campioni mancati, rinunce, delusioni, abbandoni. E riscatti.
999 racchiude le storie di vita di 29 calciatori che avrebbero potuto essere quell’uno su mille che arriva e ce la fa, ma che per motivi diversi sono rimasti incastrati nella gabbia di quelli che ci hanno provato: racconti dalla voce diretta dei protagonisti intervistati da Paolo Amir Tabloni, che vive e mastica calcio dalla più tenera età, anche lui campione mancato dai sogni infranti.
999 scorre leggero e fa da caleidoscopio sulle diverse pieghe che può prendere la vita, anche mentre si sta inseguendo un sogno. Un messaggio forte per qualsiasi lettore: per genitori che spingono i figli verso carriere luminose, i campioni mancati, i ragazzini che stanno provando a sfondare e i loro allenatori, ma anche per chi non ha niente a che fare con il mondo del calcio.
Perchè 999, più di ogni altra cosa, parla di vita.

La prefazione del libro è affidata a Vincenzo Pincolini e a Damiano Tommasi, con una nota di Arrigo Sacchi. Già patrocinato dall’Associazione Italiana Calciatori, la Lega Nazionale Dilettanti e l’associazione Calcio Dilettanti e Solidarietà, nella quarta di copertina, sono presenti anche i commenti di lettori d’eccezione come Alessandro Melli, Nicola Berti, Giovanni Di Marzio e Carlo Ancelotti.

I VALORI

999 si rivolge a chi, dopo il fallimento di una carriera sportiva e non, è in cerca di una seconda possibilità. 999 è amore per lo sport, rispetto per se stessi e per i propri sogni. Un inno alla perseveranza e alla consapevolezza che fallire nello sport non significa necessariamente fallire nella vita (citando Nicola Berti), e che i sacrifici fatti inseguendo una carriera seppur sfortunata, possono e devono comunque servire alla costruzione di un uomo migliore e più forte.
999 si rivolge ai ragazzini delle squadre giovanili, e li mette in guardia in merito ai rischi che rappresenta intraprendere una carriera così in bilico come quella del calcio. Consiglia loro di continuare a crederci, ma di non dimenticare di coltivare un’alternativa valida come lo studio, perché le possibilità di essere l’uomo giusto nel posto giusto e al momento giusto, sono davvero molto poche.
999 si rivolge ai genitori di giovani calciatori e sportivi in generale, che spesso riversano i loro desideri di rivalsa sulla carriera del figlio, caricando di inutili pressioni le spalle di un giocatore, che spesse volte, si sente ancora più responsabilizzato a non fallire.
999 si rivolge a tutti quei giocatori e sportivi, che almeno una volta nella vita, si sono sentiti sfiorare dalla possibilità di diventare dei campioni, e a quelli che, non riuscendoci, affrontano ancora oggi le frustrazioni di una carriera mancata.
999 si rivolge a chi giudica il calcio da fuori, senza averne esperienze dirette da dentro. Una lente d’ingrandimento che può aiutare a capire anche il puro appassionato, quali sono gli stati d’animo, le vicissitudini e varianti, che affronta ogni calciatore di ogni categoria e sportivo in generale, durante le sue esperienze “sui campi”.

L’ASSICURATORE

Paolo Amir Tabloni nasce a Fidenza (PR) il 3 Aprile 1982 e tutt’ora vive e lavora nel parmense. Cresciuto nei settori giovanili professionistici di calcio, come portiere ha poi militato in tutte le categorie dalla C2 alla Prima. Come autore, già vincitore del Premio speciale al concorso nazionale di poesia Violetta di Soragna nel 1994, ha scritto e pubblicato i due romanzi Onde perfette (La zanzariera 2006, Errekappa 2008) e McQueen Boulevard (Epika 2012).

IL TOUR

Lunedì 9 Maggio 2016 – Intervento di presentazione del libro in studio a Tv Parma, (programma Bar Sport) insieme a Alessandro Melli e Alessandro Lucarelli. Conduce Sandro Piovani.
11 Maggio 2016 – Conferenza Stampa nella sede della Lega Nazionale Dilettanti a Roma. Modera: Enrico Zarelli (ufficio stampa LND). Relatori: Antonio Cosentino (Presidente LND) e Vincenzo Pincolini.
16 Maggio 2016 – Anteprima nazionale al Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme (PR).
Modera: Fabio Caressa. Ospiti: Vincenzo Pincolini, Alessandro Melli e Nicola Berti.
18 Maggio 2016 – In diretta dal TGCOM. Conduce: Federica De Boni
24 Maggio 2016 – Presentazione al Ristorante Atto Primo di Fidenza (PR). Modera: Marco Bernardini (Gazzetta di Parma). Ospiti: Alessandro Lucarelli e Gigi Apolloni (Parma Calcio).
30 Maggio 2016 – Presentazione al Nuovo Teatro di Soragna (PR). Modera: Sandro Piovani (TV Parma). Ospiti: Alessandro Melli, Marco Osio, Paolo Giordani (Preparatore atletico Parma Calcio), Silvio Guareschi (Inter Campus).
4 Giugno 2016 – Presentazione alla libreria Diari di Bordo di Parma. Relatori: Antonello Saiz e Alice Pisu.
9 Giugno 2016 – Presentazione al negozio Segreta di Monticelli d’Ongina (PC).
10 Giugno 2016 – Presentazione al D Club (evento LND) di Viareggio. Relatore: Vincenzo Pincolini.
14 Giugno 2016 – Presentazione in Comune a Busseto (PR). Modera: Marco Bernardini (Gazzetta di Parma). Ospiti: Federico Rossi, Roberto Bulgarani, Luca Concari e Giancarlo Cantarelli.
18 Giugno 2016 – Presentazione al Teatro Magnani di Fidenza (PR). Relatori: Elia Legati (Pro Vercelli), Gianmarco Gandini (Eurosport), Max Ravanetti.
25 Giugno 2016 – Presentazione a Pordenone, durante la Festa dello Sport di Villa d’Arco di Cordenons. Modera: Donatella Bianchettin.
29 Giugno 2016 – Presentazione in Rocca a Sala Baganza (PR). Modera: Marco Bernardini (Gazzetta di Parma). Ospiti: Hernan Boderone, Filippo Savi.
17 Luglio 2016 – Banchetto durante la prima amichevole del Parma Calcio, a Collecchiello (PR).
3 Settembre 2016 – Presentazione a Cadeo (PC).
7 Settembre 2016 – Banchetto durante il torneo Negri di Fidenza (PR).
12 Settembre 2016 – Presentazione al Teatro Bismantova di Castelnovo Monti (RE). Modera: Alberto Bertolini (capo scouting Reggiana). Relatori: staff della Reggiana Calcio.
3 Ottobre 2016 – Presentazione in Piazza a Sorbolo (PR), di fine fiera Un Po di Sport. Modera: Giuseppe Milano (Tv Parma). Ospite d’onore: Paolo Cannavaro.
17 Ottobre 2016 – Ospitata di presentazione del libro, all’interno del programma televisivo bolognese “4-4-2” (Nuova Rete). Conduce: Valentina Cristiani
24 Ottobre 2016 – Presentazione all’Università Cattolica di Piacenza, in collaborazione con il Piacenza Calcio. Ospiti: Filippo Inzaghi (da confermare), Nicola Simonelli (Responsabile attività di base della FIGC), Lucia Castelli (Psicologa Atalanta Calcio)
4 Novembre 2016 – Tabloni partecipa all’ottava Edizione dell’ “Outlet solidale”, organizzato dalla Fundacion Pupi presso Monnalisa, in Corso Buenos Aires, a Milano. Diabasis dona diverse copie di 999 alla Fondazione ideata da Javier Zanetti, e il ricavato della loro vendita, è destinato ai progetti di Fundacion Pupi svolge in Argentina..
21 Novembre 2016 – Tabloni viene ospitato all’Università Cattolica di Piacenza, per presentare 999 agli studenti, insieme a Daminao Tommasi (Presidente AIC), la psicologa dello Sport Francesca Cenci, Massimo Cerri (Direttore tecnico Cosenza Calcio), Andrea Di Cinto (All. Giovanissimi Atalanta). Modera Mauro Molinaroli.
21 Novembre 2016 – Tabloni partecipa alla trasmissione Calcio Dilettanti di Tv Parma, per parlare di 999
27 Novembre 2016 – Inviatato dall’organizzatore Andrea Fiore de La cultura si fa sport, Tabloni “apre” lo spettacolo di Gene Gnocchi sulla storia del Parma Calcio, presentando brevemente sul palco 999.
29 Novembre 2016 – Tabloni è tra i relatori della serata “I giovani e lo Sport: riflessioni e prospettive” insieme ai procuratori sportivi Giovanni Bia e Dario Gatti, e Francesco Macrì (Avvocato AIC).
5 Dicembre 2016 – Tabloni partecipa telefonicamente alla trasmissione romana “L’occhio del gufo” in onda su Young Tv, canale 871 del digitale terrestre.
15 Dicembre 2016 – Presentazione in Rocca a Montecchio Emilia (RE). Modera Duccio Simonelli. Ospiti, oltre a Tabloni, anche Nicola Simonelli (Responsabile attività di base della FIGC) e Alessandro Spanò (Capitano Reggiana Calcio)

I RICONOSCIMENTI

Ad Aprile, Il Corriere dello Sport Stadio, pubblica un articolo sul progetto 999, annunciando il primo trailer del libro girato a San Siro l’11 Aprile.
A Maggio, l’autore di 999, viene ospitato in studio al TG COM, all’interno del programma “buone notizie dalla radio”, e nel programma Bar Sport, di Tv Parma.
La rivista Il calcio illustrato, della LND, dedica un ampio spazio a 999 (tiratura 100.000 copie).
Il sito alleniamo.com, recensisce 999.
A Giugno, il blog “idee da leggere” premia 999 tra i 4 libri sul calcio che vale la pena leggere.
A Luglio, Eurosport inserisce 999 tra i 15 libri sportivi imperdibili dell’estate 2016.
Sempre a Luglio, panorama.it riconosce 999 nella Top 5 dei libri sportivi dell’estate.
La rivista Il Calciatore, della AIC, dedica ampio spazio al libro.
Il sito tuttocampo.it, pubblica l’intervista all’autore.
Il sito Lab creativity, recensisce 999.
Ad Agosto, La Gazzetta di Parma, pubblica la graduatoria dei libri più venduti in città. 999 è 5° assoluto, unico libro di un autore italiano in graduatoria.
Damiano Tommasi, Presidente dell’AIC, ordina 120 copie da regalare ai delegati AIC di Serie A, B, Lega Pro e ai convocati della Nazionale italiana Under 21 per la partita contro la Serbia e Andorra a La Spezia nel Settembre scorso.
A Settembre, la pagina Facebook de La Gazzetta dello Sport, imbeccata da 999, pubblica la storia di Davide Addona (protagonista di 999) e inizia di fatto un’inchiesta sui campioni mancati che porta avanti ancora oggi.
Il blog Idee da leggere, premia 999 tra i “4 libri sul calcio da non perdere”.
A Ottobre, esce la recensione sul blog Libriamo. e l’intervista all’autore su fuoriareaweb.it.
L’autore, viene ospitato nel programma 442 dell’emittente bolognese Nuova Rete per parlare di 999.
La Lega Nazionale Dilettanti (LND) inaugura il suo nuovo sito dedicato alla Serie D, con una rubrica dedicata ai libri introdotta proprio dall’autore Paolo Amir Tabloni. 999, è il primo libro ad essere recensito.
Il 22 Ottobre, Tabloni interviene telefonicamente alla trasmissione Deejay Football Club, condotta da Ivan Zazzaroni e Fabio Caressa su Radio Deejay, per parlare di 999 e di campioni mancati
A Novembre, 999 viene recensito su Sport Week (settimanale della Gazzetta dello Sport), direttamente dal Direttore Matteo Dore.
Mister Eusebio Di Francesco, del Sassuolo Calcio, dopo aver letto il libro, acquista direttamente dall’autore, 30 copie di 999, da regalare ai suoi giocatori per Natale.
Il sito Chiamarsi Bomber recensisce 999.
A Dicembre, esce l’intervista a Tabloni, su blastingnews.com
Europort incorona nuovamente 999, stavolta tra i 16 libri da regalare a Natale.
A Gennaio 2017, Ibs.it inserisce 999 tra i 10 libri sportivi bestsellers!
aconfronto.org premia 999 al 19° posto delle Biografie più vendute in Italia.

Libri, I segreti della cucina dell’Emilia Romagna. Per Andrini intervengono Emilio Bonicelli, una vita a Il Sole 24 ore, Castagnetti (Tecnograf) e la professoressa di inglese Patrizia Manzini

di Vanni Zagnoli

Si ascolterebbero per ore le storie di Stefano Andrini, alla libreria all’Arco, a Reggio. La stanzetta è gremita, con ospiti di prestigio. Emilio Bonicelli per una vita ha rappresentato Il Sole 24 ore, in Emilia Romagna, e poi Castagnetti, di Tecnograf, stampatore di molto, e persino la professoressa di inglese Patrizia Manzini, una vita al liceo scientifico Lazzaro Spallanzani. “Ero in classe con Lisa Bellocchi – racconta la prof, che per anni ha lavorato a poche centinaia di metri da qua -, era l’occasione per ritrovarla”.

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Lisa ha l’influenza, avrebbe presentato “I segreti della cucina dell’Emilia Romagna”, anzi ha contribuito alla realizzazione, perchè nel volume i contribuiti sono decine, partendo da Michela Conficconi, firma di Avvenire, su Santarcangelo.

Andrini racconta l’inizio in radio, con Vasco Rossi, la carriera giornalistica, con la direzione a La Voce di Romagna, sino alla professione di scrittore, con titoli in maori, con spazio in Nuova Zelanda.

Passa dalla musica alle radio libere, dalla goliardia in onda a tavola, da Paolo Cevoli ad altri grandi personaggi che nobilitano la sua opera, presentata in una trentina di città, compreso il Salone del Libro di Torino.

Parla di erbazzone e tagliatelle. “A Piacenza li chiamano anolini, a Reggio capelletti e in Romagna tortellini”.

Andrini saltabecca con disinvoltura da Pellegrino Artusi, gastronomo romagnolo, a Pupi Avati.

“Tutte le mie testimonianze sono state raccolte di persona – conclude il giornalista romagnolo, trapiantato a Bologna -, niente posta elettronica o nuove tecnologie. Con Cevoli ci siamo visti dopo un funerale, nel Bolognese”.

 

 

Gastronomia, martedì alla libreria all’Arco “I misteri della cucina reggiana”, di Stefano Andrini, già direttore di Bologna7 (Avvenire) e della Voce di Romagna. Con Lisa Bellocchi, reggiana da una vita in Rai

(v.zagn.) E’ un grande onore, per me, presentare il libro di Stefano Andrini. Da gastronomo, gastronauta, dovrei utilizzare sempre il gastroprotettore ma spesso non lo prendo.

E poi da collega, sarò al tavolo con primattori. Andrini era direttore de La Voce di Romagna, con caporedattore Francesco Zucchini, amico ravennate, e in precedenza guidava BolognaSette, l’inserto regionale di Avvenire.

Quante volte ci siamo letti, su Avvenire, io nello sport, ma puntate anche in altri settori, lui per le cronache dalla regione. Paolo Guiducci è dalla Romagna, Lorenzo Chierici è stato per Catholica e anche Italia, Edoardo Tincani ne ha raccolto l’eredità, da Reggio, per i temi religiosi.

E poi, sapete, la mia grande passione per l’erbazzone. Al punto che Elia Pagnoni, da un anno capo dello sport de Il Giornale, mi aveva soprannominato proprio così, Vanni erbazzone. “Erbaz”. Perchè lo portai in redazione, anche al direttore Mario Cervi.

E poi la raccolta di bigliettini da visita dei ristoranti, una collezione ciclopica.

E, naturalmente, la grandissima Lisa Bellocchi, reggiana, figlia d’arte, una vita a Rai Emilia Romagna, signora perbenissimo.

 

Lisa Bellocchi

 

 

Martedì 18 ottobre, alle 17.30 alla libreria All’Arco di Reggio Emilia (Via Emilia Santo Stefano, 3/D)
lo scrittore Stefano Andrini svelerà alcuni segreti della cucina dell’Emilia Romagna, mentre i giornalisti Lisa Bellocchi e Vanni Zagnoli accompagneranno il pubblico in un appassionante viaggio tra i misteri della cucina reggiana. Con un ampio capitolo dedicato a Reggio Emilia. Erbazzone, spongata, biscione sono solo alcuni dei grandi protagonisti. Ma ci sono anche molte altre sorprese come il pesce mirabilmente raccontato dalla Congrega dei Liffi, le radici e la memoria di una cucina montanara ancora in splendida forma, la tappa obbligata nel tempio della cucina reggiana, ovvero il ristorante Canossa.
Il libro è un viaggio ironico e colto fra cuochi, sindaci, comici, nonne e giornalisti, tutti insieme appassionatamente per ricordare ai lettori che l’Emilia Romagna del cibo emana fragranze uniche e inimitabili. Animato da una certezza: che Via Emilia e tagliatelle con ragù che campeggiano sulla copertina sono due facce della stessa medaglia. Entrambe lunghe e strette rappresentano l’unico punto di unità in una regione che ha diversi dialetti e diverse eccellenze alimentari che cambiano Dna nel giro di pochi chilometri. Il grande regista Pupi Avati racconta un episodio della sua infanzia che oggi sarebbe considerato politicamente scorretto: colazione con le crescentine fritte nello strutto inzuppate nel latte.

Così come fa sobbalzare la memoria di tanti l’aneddoto del comico Paolo Cevoli che a merenda “per colpa” della nonna mangiava pane, vino e zucchero. Il volume ha avuto una fortuna editoriale notevole. Cinquanta presentazioni, tremila presenze certificate, una partecipazione significativa al Salone del libro di Torino. Con un finale di stagione previsto in gennaio a Roma.

Libri. Due thriller per l’estate: “Tremiti di paura” e “gioco mortale”. Di Cesario Picca, bolognese conosciuto alla preparazione dell’esame di giornalismo, a Bologna, e allo stadio Dall’Ara

(v.zagn.) Cesario Picca è un giornalista di Bologna, conosciuto al Dall’Ara e visto anche alla preparazione per l’esame da professionista, nel ’99.

 Tremiti di pauraGioco mortale. Con Saru Santacroce per scoprire gli odori, i sapori, le ricchezze e la magia della terra baciata dai due mari.

Tremiti di paura e Gioco mortale sono su Amazon e su Smashwords 

Copertina del libro Gioco Mortale di Cesario Picca.
Copertina del libro Gioco Mortale di Cesario Picca.

La morte di Azeglio Vicini. Il Giornale di Sicilia, l’Europeo secondo l’ex ct. “Una vita in azzurro”, come la biografia scritta dal figlio Gianluca: “L’Albania meritava di passare. Conte quando non vince è triste. A Giaccherini i prestiti hanno fatto bene”

Per ricordare Azeglio Vicini, scomparso ieri a 84 anni, riproponiamo l’intervista uscita durante gli Europei, su Il Giornale di Sicilia

Vanni Zagnoli

A 83 anni, l’ex ct Vicini si divide fra Brescia, dove lo rintracciamo al telefono, e Cesena. A Vicenza e in Lombardia ha presentato la biografia ”Azeglio Vicini, una vita in azzurro”, scritta dal figlio Gianluca. E’ seguito dalla moglie Ines Crosara, berica sposata 60 anni fa, quando giocò in biancorosso. “Parleremo del libro anche al mare – racconta -, in estate, a Cesenatico. Mi scusi per la voce, ho problemi alla gola e devo risparmiare fiato”.

Già, la raucedine nel tempo si è acuita e la concentrazione è scesa, rispetto alle notti magiche di Italia 90. E’ terminata la seconda giornata di tutti i gironi. Ma Vicini segue l’Europeo?

“Sì, non però tutte le gare. Da quando ho lasciato la presidenza degli allenatori a Renzo Ulivieri ho diminuito l’attenzione. Questo campionato mi colpisce per l’equilibrio, le squadre deboli affrontano le grandi preparando ogni dettaglio e soprattutto nella prima fase possono centrare risultati prestigiosi, la competizione è davvero incerta”.

Lo dimostra l’Albania di Gianni De Biasi, ancora però senza gol…

“Meritava di più, almeno due pareggi. Conosco il ct, ma non benissimo, del resto abbiamo 20 e passa anni di differenza. Speriamo che rimedi all’ultimo turno, con la Romania, e che possa qualificarsi agli ottavi, lo meriterebbe per il puntiglio del lavoro svolto e anche per la qualità del gioco”.

Conte è mai stato suo giocatore?

“No, perché ogni volta che si rivelava io non ero più ct. Nell’86 lasciai l’under 21 che Antonio aveva 17 anni, nel ’91 venni esonerato dal presidente Matarrese mentre lui ne aveva 22. Avrebbe giocato il mondiale del ’94, in Usa, portando a casa l’argento”.

Come giudica questo suo biennio azzurro?

“In panchina mostra idee e buona personalità”.

Anche troppa. Nelle esternazioni ricorda il guru Mourinho, va subito oltre la grinta di Capello e Lippi…

“Sono atteggiamenti che offre quando le cose vanno al meglio. Nelle mancate vittorie l’ho visto triste, anziché così battagliero, sul piano dialettico. E’ tipico della maturità di un tecnico, ciascuno tira l’acqua al proprio mulino, credo che convengano certi toni alti e che a suo modo diano frutti”.

Da cesenate, che sapore ha questa Italia di ex romagnoli?

“In effetti Eder e Candreva sono stati bianconeri con Giampaolo, Giaccherini e Parolo conquistarono la serie A con Bisoli e la salvezza con Ficcadenti. Al Manuzzi non vado più, però li apprezzo dalla tv. A Giac fece bene la gavetta, nel Forlì e al Bellaria, sino al Pavia. Segna bei gol, dalla Juve all’Inghilterra, dal Bologna alla nazionale. Anche gli altri tre sono molto validi, hanno solo bisogno di fiducia. Penso a Candreva, che in carriera non sempre l’ha avuta, mentre Eder all’Inter è discusso”.

Quali legami ha Vicini con gli azzurri e lo staff?

“Nessuno, perché sono troppi anni di differenza. Rammento solo di avere visto Buffon allo stadio Tardini, quando debuttò in serie A. Aveva 17 anni, era il ’95, giustamente punterà al mondiale del 2018, a 40 anni”.

E’ il capitano di una difesa fra le migliori al mondo.

“Con Barzagli, Bonucci e Chiellini: un anno fa portarono la Juve in finale di Champions. Gigi e Barzagli vinsero il mondiale del 2006. La saldezza della retroguardia caratterizza sempre la nazionale arrivata almeno in semifinale nelle grandi manifestazioni: anche all’europeo di 4 anni fa, con Prandelli, escluso il 4-0 in finale con la Spagna”.

E in fondo anche i successi dei club sono fissati da grandi difensori.

“Già. Penso all’Inter del triplete, con Mourinho, a quell’impresa a Barcellona; al ciclo del Milan in coppa dei Campioni, con Tassotti, Costacurta o Galli, Baresi e Maldini”.

Non è altrettanto solida la Croazia, possibile avversaria dell’Italia, negli ottavi…

“Venerdì pomeriggio l’ho seguita, nella rimonta subita dalla Repubblica Ceca. Nel finale non è stata molto convincente, si è fatta recuperare due gol e l’interruzione per i fumogeni non basta, come giustificazione. Credo che le grandi tradizionali faranno sicuramente un pizzico di strada in più”.

Chi vede, dunque, favorita?

“Penso che tre semifinaliste su 4 usciranno dal lotto delle favorite. Non ho studiato il tabellone, ma punterei sulla Germania, al di là del pari con la Polonia e dei balbettii con l’Ucraina, sulla Spagna e sull’Inghilterra, convincente sul piano del gioco. Al massimo vedo una sorpresa, ma non dimentico Francia e Italia. Molto dipenderà dagli accoppiamenti di ottavi e quarti, comunque le grandi miglioreranno, dopo i gironi”.

Si alza anche di notte, per la Copa America?

“No, ma riflettevo che il livello delle europee è notevole, in fondo rispetto ai mondiali mancano solo 3-4 sudamericane…”.

E da anziano, come giudica Tavecchio, presidente federale a 73 anni, e Ventura, prossimo ct, a 68?

“Non conta l’età, servono energia fisica e intellettuale. Qualcuno regge al passare degli anni, certamente i passaggi a vuoto sono più rituali e io ne so qualcosa. Peraltro non faccio più il professionista del calcio e allora non divento matto per le partite”.

Al contrario del suo ex vice, Sergio Brighenti, 83 anni, presidente onorario del Modena.

“Vive a Milano, è spesso ospite in tv e dà ancora consigli a Caliendo, presidente gialloblù”.

Per il dopo Conte, Tavecchio aveva scelto Donadoni, ma il presidente Saputo lo trattiene a Bologna.

“E credo avrebbe fatto meglio rispetto a 10 anni fa. Come giocatore era timido, mi diede molto con l’under 21 e anche in nazionale. E’ un bravo tecnico e nel tempo l’ha dimostrato, perché i risultati gli danno ragione. Oggi fra l’altro i giovani allenatori bruciano le tappe…”

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A cura di Giangabriele Perre

Da Il Giornale di Sicilia

Libri, Daniele Poto: La Martingala. Il romanzo sul calcioscommesse: omertà e macchinazione pagheranno? Finale a sorpresa

La copertina de “La martingala”

Fosse televisione sarebbe docufiction. “La martingala” (edizione Absolutely Free, 192 pagine) ovvero “il calcio più bello del mondo” (sottinteso ironico, ormai un luogo comune) è un libro che in avvio oscilla tra le notizie di attualità (il declino del football nostrano) e una storia di cinismo dirigenziale che man mano a mano si dipana con personaggi e interpreti vari.

Alla fine è il secondo piano, quello narrativo, che prende il sopravvento. Il tentativo di truccare tutte le partite di una giornata di campionato di serie A.

Una prova ambiziosa, una sfida con se stesso del protagonista Fausto Sebregondi. E l’occasione per dipanare uno spaccato agghiacciante sul calcio omertoso di cui si ha adeguata rappresentazione nel processo attuale di Cremona in cui sono alla sbarra ben 110 addetti ai lavori oppure la coda dell’ultimo calcio scandalo che ha tra i protagonisti negativi un giovane del giro della nazionale, il genoano Izzo.

Daniele Poto mette a frutto quaranta anni di esperienza calcistica per una realistica fotografia dell’esistente. E’ un libro che dovrebbe insegnare oltre che divertire.

Il finale è a sorpresa tutt’altro che scontato. L’omertà e la macchinazione pagheranno? Il calcio attuale non si redime mai e, soggetto a tutte le possibili scommesse, è come un boomerang che si abbatte sul malcapitato che lo lancia, tifosi compresi.

A cura di Giangabriele Perre

“Luci a Scampia”. Lo presenta l’avvocato Angelo Pisani, presidente del movimento “Noi consumatori movimento anti Equitalia”

Luci a Scampia

“Luci a Scampia”
Prima presentazione ufficiale mercoledì 8 giugno ore 13 nella Sala del Consiglio della VIII Municipalità in Viale della Resistenza Napoli

“Luci a Scampia”, il libro sulla emozionante esperienza di Angelo Pisani nei cinque anni da presidente dell’Ottava Municipalità, sarà presentato ufficialmente per la prima volta mercoledì prossimo 8 giugno, alle ore 13.00, nella Sala del Consiglio di Municipalità in Viale della Resistenza, quella stessa “cittadella della legalità” dalla quale Pisani ha guidato con mano sicura un popolo in cammino per conquistare diritti, dignità, sicurezza, lavoro  e tutto quello che quei territori non avevano avuto il giorno prima. Non poteva esserci dunque luogo migliore per la presentazione di questo libro se non l’incontro sincero con la gente di Scampia: i cittadini, le scuole, l’intero consiglio di Municipalità, le associazioni, i campioni dello sport locale, e i cittadini del quartiere di Scampia.
L’occasione è data dal saluto ufficiale di Angelo Pisani alla “sua” Municipalità, con la promessa, già lanciata nell’epilogo del libro, di restare a vigilare da cittadino e da avvocato, in nome di una politica più ‘alta’ e ‘altra’, di Scampia e di tutta Napoli Nord.

Con l’autore ci saranno il magistrato Giovandomenico Lepore, che in questi cinque anni ha affiancato Pisani come presidente dell’Osservatorio sulla Legalità.

L’invito a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza e a tutta la stampa.

Angelo Pisani

Presidente Noi consumatori

Movimento anti Equitalia

Piazza Vanvitelli 15  80129 Napoli

 

 

Libri. Il parmense Paolo Amir Tabloni, ex portiere anche di serie C2, e “999: la storia dei campioni mancati”

Paolo Amir Tabloni e il suo libro
Paolo Amir Tabloni e il suo libro

999: storie vere dei campioni mancati 
Di Paolo Amir Tabloni

E’ partito da questa domanda Paolo Amir Tabloni per raccontare le storie di chi è arrivato ad un passo dal sogno di diventare un calciatore di Serie A. Ventinove protagonisti hanno acconsentito ad aprire la valigia dei ricordi per parlare di errori, passioni, famiglia, promesse, cadute e ripartenze. In sostanza di Vita.
In 999 c’è chi il Paradiso milionario l’ha anche toccato, ritrovandosi però al posto giusto nel momento sbagliato. Qualcun altro è arrivato in Italia attratto dalle luci della ribalta e si è scontrato con la dura realtà. Altri sono diventati solo una plusvalenza di bilancio. Qualcuno ha imboccato il bivio sbagliato oppure è stato costretto a rinunciare. Nessuno di loro però ha mollato.
Il libro di Paolo Amir Tabloni, lui stesso protagonista con la sua storia di campione mancato dai sogni infranti, racconta la difficile strada verso il calcio che conta. Gli allenamenti, i sacrifici, le serate nostalgiche di adolescenti lontani dalla famiglia, le pressioni dei genitori, le necessità delle società. E poi le persone e i momenti che, nel bene o nel male, lasciano un segno indelebile nella vita.
999 le storie vere dei campioni mancati sarà disponibile dal 26 maggio 2016 in tutte le librerie. Può contare sul patrocinio dell’Associazione Italiana Calciatori, della Lega Nazionale Dilettanti e dell’associazione Calcio Dilettanti e Solidarietà. La prefazione è affidata a Vincenzo Pincolini, già preparatore atletico di Parma, Milan e Nazionale, e al presidente dell’Aic Damiano Tommasi, con una nota diArrigo Sacchi e i commenti di calciatori e tecnici quali Carlo Ancelotti, Giovanni Di Marzio, Alessandro Melli e Nicola Berti.

NOTE SULL’AUTORE
Paolo Amir Tabloni nasce a Fidenza (Pr) il 3 aprile 1982 e tuttora vive e lavora nel Parmense. Cresciuto nei settori giovanili di diverse società professionistiche nel ruolo di portiere, ha poi militato in tutte le categorie dalla C2 alla Prima. Come autore, già vincitore del Premio speciale al concorso nazionale di poesia Violetta di Soragna nel 1994, ha scritto e pubblicato i romanzi Onde Perfette (La Zanzariera 2006, Errekappa 2008) eMcQueen Boulevard (Epika 2012).

 

Vent’anni di Olimpiadi in un libro: da Atlanta ’96 a Rio 2016 Alberto Caprotti racconta le gesta degli atleti attraverso emozioni e sentimenti.

di Biagio Bianculli

Da venerdì 13 maggio è in distribuzione nelle librerie il nuovo libro di Alberto Caprotti. Giochi d’amore: Da Atlanta 1996 a Rio 2016. Vent’anni di storie, di Olimpiadi e di passioni è il titolo redatto dove vengono raccontate in 20 anni le 5 Olimpiadi piene di emozioni e sentimenti. Si parla di cuore, mente e fisico, tutte componenti che abbracciano questo sport. Nelle Olimpiadi ci sono le tre medaglie di oro, argento e bronzo a cui tutti aspirano e vorrebbero centrare, ma solo i migliori riescono a farcela. Un estratto del libro dove il cuore alcune volte supera gli ostacoli lo troviamo in Valentina Vezzali: «Piango. Come prima, più di prima. Quando perdo. Non voglio sentirmi dire che nella vita c’è altro, non può essere…». Oppure come le Olimpiadi comprendano le tre componenti enunciate prima: «Dividi una gara in tre parti: corri la prima con la testa, la seconda con la tua personalità, la terza col cuore…» dice l’americano Mike Fanelli.