Il rispetto delle scelte nella stesura di un’intervista, la differenza tra collaboratore e redattore e firma. Le critiche pericolose verso i grandi personaggi

Qualche considerazione in libertà, di fronte alle critiche rituali di qualche caposervizio e comunque da redazioni, sulla qualità mia di scrittura. Non credo di essere il peggiore a scrivere sulle loro pagine e su altre.

Mi sento di dire di scrivere alla cdc o come un bambino delle elementari. Non è piacevole. Non si tratta di parlare alle spalle, davanti o dietro. Diciamo che avrei piacere di ricevere un rispetto diverso, nel passaggio dei pezzi, nelle proposte, nella professionalità, ma non importa. E’ il rispetto, la venerazione, che ho per tanti, compresi i miei censori.

Io non forzo nulla, non invento nulla, non teatralizzo risposte, non miglioro le risposte di nessuno. E’ un errore. vorrei scrivere integralmente il testo di una chiacchierata, non è un buon metodo, perchè ci sono passaggi magari banali ma che vorrei mettere, per rispetto dell’interlocutore.

Cito spesso un pezzo di Fabio Monti, che a me piace molto, da sempre – lo trovo persino eccessivo -. Ebbene, se lo vedessero la mia firma alcuni redattori riderebbero.

Fabio, come tanti altri colleghi, redattori, inviati, interni, editorialisti, gode di una stima, di una libertà di azione, di un tutto che ne fa un professionista rispettato e apprezzato, dai colleghi e dall’ambiente.

Io, di fronte a un testo o un taglio di questo tipo, mi sentirei dire: “non siamo un giornale sportivo, troppi riferimenti, date, ecc. ecc. mi perdo io. Non va bene, non si capisce, mi perdo, mi innervosisco alla 4^ riga”. E amenità del genere.

http://vannizagnoli.altervista.org/i-giornali-sottili-battutismo-lapprofondimento-proibito-mio-pezzo-dei-sogni-fabio-monti-corriere-sera-racconta-scuola-friulana-salto-in-alto-lezione-giornalismo/
Poi lo trovo esagerato io stesso, ma lo propongo come paradosso.
Se sul corriere esce questo tipo di pezzo, che per me rappresenta il giornalismo, ieri, oggi e domani, e così particolare, come tema, e trattato così, sono convinto che i miei pezzi non siano tutti da riscrivere.
Ma che siano fatti male lo pensano in 5-6.

“Non sembra neanche scritto da te”, mi disse un giorno un ex caposervizio di redazione sportiva oggi alle cronache italiane. Intendeva che era un buon pezzo.

Fortunatamente, da un po’ di tempo ho un sito internet, presto avrò l’autorizzazione del tribunale, dove posso pubblicare di chi e come voglio, senza chiedere permesso, per favore, ringraziare, passare alle forche caudine di nessuno. Dal direttore, a scendere.

Come riferimento, io ho il protagonista, il lettore, e spiego bene tutto lo scibile, di quel momento.
Il resto lo lascio ai colleghi più bravi, in ogni dove.

Nello sport, nella vita, in tutto, c’è spazio per tutti.

Un caro amico mi dice che sono come giampiero marini, ecco, un bel gregario.
perfetto.

“Fatti delle domande”, obietta quel mio critico.

Io semplicemente, se mi pagassero in tv, in emilia romagna, scriverei pochissimo. Anzi, se mi assumessero in una bella testata nazionale, non scriverei più o quasi.
perchè amo fare il resto del lavoro, ricerca, didascalie, studiarmi tutto, documentarmi. E di scrivere in sè mi interessa relativamente, di fronte alle critiche delle redazioni, spesso graffianti, e di fronte invece al timore del personaggio di uscire male dal mio pezzo.

Io non scrivo per fare carriera, io scrivo per parlare con i protagonisti dello sport e della vita.

Per uno che mi chiama per cazziarmi, ogni tanto succede, c’è la mamma di Andrew Howe che mi ha ringraziato. Questo mi basta. il resto lo lascio ai poeti, agli aziendalisti. Conosco tante categorie.
Posso citare decine di colleghi che non toccano una riga dei miei pezzi, altri che invece non va bene niente.
Oggi sono tanti bravi cazzeggiatori, un amico muratore scriverebbe meglio di me, ma non mi interessa. E non voglio crescere, come mi dice quel censore.

Preferisco crescere con i personaggi che apprezzo, nello sport e nelle cronache. Preferisco loro ai giornalisti.

Faccio meno sconti possibili ai personaggi ma capita di farne.

Sono stato in tv a Sportitalia e ho criticato apertamente la voglia di novità di Barbara Berlusconi. Molto brava nel marketing, ma il calcio è una materia delicata, vedi l’esonero di Allegri dopo la sconfitta a Reggio del Sassuolo, e poi Seedorf che pure non andava bene.

Non so quanti avrebbero il coraggio di attaccarla come ho fatto io, perchè in genere si attaccano i pesci piccoli, come me, invece dei grandi.

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