La differenza tra firma e cronista, la firma in scrive in prima persona, ne ha per tutti. Sbruffoncella, irride, fa sarcasmo. Il collaboratore viene censurato, se vuole personalizzare

Uh, la firma, la bella firma. La firma è un presuntuoso, ho in mente una presuntuosa, per la verità, di successo, che ne ha per tutti. Non sbaglia mai. Populista, demagoga, coglionista, sbruffoncella, fustigatrice di costumi. Si mette lì, sa esattamente cosa vuol leggere il suo pubblico e sferza. La firma lo può fare, la firma è nota, la firma porta attenzione sulla testata. il blogger, anche.

La firma può tutto, la firma ha quel modo di comunicare mai banale, mai noioso. La firma fa lo stesso pezzo, fantasioso, su tutto. Contro il politico, il vip, il trash. Tutto. E’ la firma stessa che alimenta il trash. E fa divertire.

Mancini? Brillante. Mazzarri, triste.

Conte? Lo spirito giusto. Guidolin? Un depresso. Prandelli? Un prete.

La firma cita le testate che vuole, chi vuole, anche la concorrenza, io devo scrivere da cronista, sennò vengo censurato.

Io sto, sempre, con la brava persona. Perchè si può vincere o perdere o scrivere sempre con stile. Lo sbruffoncellato lo può fare chiunque, più o meno bene, io preferisco il serio. Lo sbruffuncellato lo lascio ai comici. Le paginate di gogliardia, anche. Mi divertono, ma non sono l’unica chiave di lettura. Preferisco il serio di Repubblica. O è meglio che non nomini dove non collaboro?

 

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