La favola del calciatore nomade

jason heldDi Salvatore Occhiuto

Dal campo nomadi agli stadi del calcio. E’ la storia di Jason Orlando Held, cresciuto nell’accampamento di Bolzaneto, estrema periferia del capoluogo ligure. Uno zingaro di origini sinti con ascendenze tedesche nel cognome. Held specifica che sono tutti italiani e cristiani ma fieri della loro discendenza. Nella storia i sinti erano imprenditori circensi o giostrai che basavano la loro esistenza sul credo del viaggio. Viaggiare in camper, orgogliosi delle proprie tradizioni e costumi, in continua esplorazione della realtà. Calcisticamente è nato nel campo di Bolzaneto dove ha imparato a calciare le punizioni, utilizzando i carrelli della spesa come porte da gioco. Approdato alla Primavera del Genoa, si è rivelato un promettente attaccante, da essere inserito nella rosa titolare.

Anche se il politicamente corretto, mutuato nel linguaggio, vorrebbe ignorare la connotazione etnica, non è il primo caso di calciatore zingaro. Prima di lui Tommaso Vailatti, centrocampista di Gubbio e Torino e la cosiddetta “trivella mourinhiana”, Quaresma portoghese di etnia gitana, ex Inter. Esiste un giocatore italiano di alto livello che avrebbe sangue sinti nelle vene. Nell’ambiente del pallone molti ne sono a conoscenza. Un quotidiano politico tempo fa ne svelò l’identità, ma nelle pagine interne. L’interessato ha preferito mantenere il profilo basso. Decisione sensata considerando il grado di civiltà espresso da curve e tifosi.

 

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