Da La Gazzetta dello sport. Basket, l’intervista di Andrea Tosi a Drake Diener, ieri

diener drakeEpisodicamente, ma anche frequentemente, valorizzerò i pezzi che mi colpiscono dei colleghi. Questa è la Gazzetta di ieri, l’intervista di Andrea Tosi al nuovo della Grissin Bon, miglior giocatore dell’ultimo campionato.

Bolognese, Andrea è mio compagno di tribuna stampa in molti stadi della regione. E’ il numero uno dell’Emilia Romagna, per calcio e basket. Per il basket, è il top d’Italia, proprio.

http://archiviostorico.gazzetta.it/2014/settembre/02/Nuovo_Mandrake_anti_Milano_Reggio_ga_0_20140902_8d7f06d6-3267-11e4-b9d1-c9b64603767f.shtml

Nuovo Mandrake «L’anti Milano? Reggio, si può»

Pubblicato nell’edizione del 02 settembre 2014
Diener «La chimica è più decisiva del talento Siamo tra quelle 5-6 che puntano alla finale» Dura lasciare Sassari e un padre come Meo ma il mio ciclo era finito
DAL NOSTRO INVIATO

REGGIO EMILIA

Nel suo processo di crescita che punta al vertice della Serie A, l’ambiziosa Reggio Emilia ha scelto di cambiare la strategia di gioco e il profilo del suo leader in campo passando dall?uomo volante Flight White al mago dei trepunti Mandrake Diener. Drake Diener, perchè a quasi 33 anni ha deciso di rimettersi in gioco?

«Perché sentivo il bisogno di cambiare. Non è stato facile lasciare Sassari dopo tre anni stupendi, col successo in Coppa Italia, il titolo di capocannoniere e Mvp e la prospettiva di tornare in Eurolega. I miei figli sono nati in Sardegna, per me sarebbe stata la soluzione più comoda rimanere ancora con coach Sacchetti, una specie di padre putativo. Ma il ritiro di mio cugino Travis e il mancato ritorno di molti dei miei compagni dell?anno passato mi hanno fatto capire che un ciclo della mia carriera era finito e dovevo iniziarne un altro».

Dopo il college, lei è diventato professionista partendo dalla piccola Castelletto Ticino passando per uno scudetto con Siena fino al boom di Sassari.

Qual è l?aspetto della sua carriera italiana che la soddisfa di più?«Non è un successo ma un pensiero: quando sarò più vecchio, rifugiandomi nei ricordi, potrò dire di essere stato molto fortunato a venire in Italia per scoprire un mondo che non conoscevo, per me incredibilmente suggestivo. Molti americani devono lavorare tutto l?anno per permettersi una vacanza di 7 giorni nel vostro Paese, io ci vivo da tanti anni e ho trovato il lavoro che ho sempre sognato»

Con lei, Polonara e Darius Lavrinovic come rinforzi tutti indicano Reggio Emilia come una potenziale candidata alla finale-scudetto. Potete essere l?anti Milano?

«Sulla carta siamo una squadra forte, ma dobbiamo ancora allenarci al completo, per la nostra stagione più che il talento sarà decisivo trovare la chimica. Direi che Reggio rientra nel gruppo di 5-6 pretendenti alla finale. Dobbiamo provarci anche se Milano rimane ancora la grande favorita per il titolo» .

Lei e Kaukenas siete due veterani inossidabili come Parker-Ginobili?

«E? un paragone forte che mi piace anche se io sono bostoniano. Diciamo che la nostra esperienza può essere molto importante per una squadra giovane come Reggio».

Oggi il basket moderno è nelle mani dei trepuntisti. Lei quante ore e quanti tiri dedica al giorno a questo fondamentale?«Certamente mi alleno tanto, ma quello che conta è la qualità e la motivazione. Quando mi alleno al tiro non penso ai canestri che ho realizzato nella partita precedente ma a quelli che ho sbagliato. Solo così potrò segnare domani il tiro che ho fallito ieri».

Sempre a proposito di tiratori, è sorpreso della scalata di Belinelli in Nba?

«No perchè Beli ha grande talento e la mentalità del tiratore. Con merito è finito nella squadra giusta al momento giusto della sua carriera. Questo è il segreto del successo del 99% dei giocatori Nba».

Come vede il suo futuro? Farà l?allenatore come suo padre Dick?

«Mio padre oggi è assistente di mio fratello maggiore Drew al Cardinal Stritch, un college di divisione Naia. Magari un giorno ci riuniremo tutti e tre nello stesso staff tecnico. Per me è difficile immaginare la vita senza il basket».

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Tosi Andrea

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