Il Gazzettino, short track. Arianna Fontana oro nei 500 metri. La vittoria condivisa col marito Anthony Lobello, ex collega, ora suo tecnico

Arianna Fontana col marito (instagram)

Vengono i brividi a seguire la gara di Arianna Fontana. L’oro corona una vita sul podio, adesso davvero aurea, un po’ meno lontana da Federica Pellegrini e da Tania Cagnotto, che peraltro non ha mai vinto il titolo olimpico. Arianna nobilita i Giochi, più vicini alle emozioni estive, alla grandezza di Federica e delle sue sorelle, nella storia.
Arianna è nella storia, dello short track, la disciplina dell’ovale, ci si lancia piegati, magari con una mano dietro la schiena. Arianna non è magrissima, non è una pinup ma è terribilmente vera, in quello sprint con la coreana la spinge l’Italia intera. E’ una volata zeppa di pathos, una gara tutta d’un fiato, i 500 metri somigliano ai 400 di atletica, magari con ostacoli, via, perchè sul ghiaccio volano spinte e appoggi. Arianna è in testa dal primo metro, vacilla alla fine, si fa infilare all’interno ma resiste, anche alle scorrettezze dell’asiatica. Punibili, assolutamente, e punite a posteriori. Sul momento serve il photofinish e allora l’urlo resta lì, strozzato in gola, perchè Arianna non sa subito se salirà sul gradino più alto del podio. Ci vessero detto subito che l’inseguitrice era squalificata avremmo trepidato di meno, con la nostra portabandiera. Che così brandisce di nuovo il tricolore, per il giro d’onore, soffermandosi con il marito, americano della Florida, di origine calabrese.
Arianna ha il viso pulito, arrossato dal freddo, alla 4. olimpiade trionfa, fra quelle traiettorie sicure e al tempo stesso infide. Bronzo a Torino, a 15 anni, e a Vancouver, argento a Sochi, leggenda a PyeongChang, nella patria dei pattini. Lo short track è per pochi, in Italia, però è in grado di accendere, tantopiù un anno senza mondiali, Arianna diventa il nostro Belotti, indomita come il centravanti del Torino.
“Il viaggio è stato lungo ma ce l’ho fatta – racconta -, è più bello di quanto immaginassi. Inseguivo la medaglia, ora sono felice”.
Quarti e finali sono relativamente tranquille, la finale è contrastata da Minjein Choi, sostenuta dal K-pop e dagli applausi. “Non mi sorpassi alla fine, non ci provare – sorride Arianna dopo quei 4 giri e mezzo di pista -. Mi ripetevo: “Hai patito la fame per tre mesi, fai solo sacrifici e ora vuoi regalare la medaglia agli altri?”.
Fontana resta controllata, volutamente, nelle emozioni. “E’ una sensazione indescrivibile, sono sempre trattenuta ma stavolta non ci sono riuscita e le lacrimucce sono scese giù e in tribuna piangevano pure mamma e papà. Questa medaglia ha il sapore più buono di sempre. E poi vincere qui, in casa loro. Ci tenevo tanto, troppo, gli ultimi mesi sono stati davvero tosti”.
Allenamenti e dieta: “Pochi carboidrati, niente latticini, tanta frutta, verdura e pesce”. E adesso prepara altri ori, sui 1500 e i 1000, più la staffetta.
Per la sondriese è festa anche a Berbenno, in Valtellina. Davanti al maxischermo della palestra comunale c’è tutto il paese, 2400 abitanti, e il momento più bello è quando vedono l’abbraccio fra mamma Lucia Vedovatti e la figlia Arianna. “Che momenti, per noi è una gioia indescrivibile – commenta Mauro Achilli, assessore allo sport -. E’ come se fossimo tutti là in Corea. Ricordo i sacrifici anche di papà Renato, per portare Arianna agli allenamenti, a Lanzada e poi Bormio, tre volte la settimana. Già con i pattini a rotelle, da bimba, aveva una marcia in più”.
Qui c’è il fan club, “We Four Ari”, con i comuni di Colorina, Postalesio e Cedrasco, più la comunità montana e la provincia. I suoi istruttori vanno nelle scuole, la campionessa si divide fra Valtellina e Courmayeur, a fine carriera andrà in Florida. “Al mare e in barca con mio marito”. Amante del rap e del punk, è cresciuta inseguendo il fratello Alessandro a bordo di un triciclo, con il suo carattere ribelle. Ha tatuaggi (un maori sulla schiena), 8mila followers su instagram e medaglie: 14 mondiali (1 oro, 6 argenti e 7 bronzi; una coppa del mondo) e 24 ori europei.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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