Ghirardi vende il Parma solo in presenza di un’offerta irrinunciabile e comunque manterebbe volentieri un incarico

Il Parma rappresenta tanto, nella mia vita professionale. Meno negli ultimi anni, ma sempre tanto, e allora racconto la mia sensazione su Tommaso Ghirardi. L’arrabbiatura per l’esclusione dall’Europa league non è passata, eppure sono convinto che resti presidente e con convinzione. Al di là della formalità, magari lascerà la carica, come fece Moratti con Giacinto Facchetti, anni fa, ma poco cambia.

Lascerebbe solo in presenza di un’offerta da 80-100 milioni e magari avrebbe piacere di restare presidente onorario o comunque con una quota.

Anni fa non ricordo se gli chiesi io, personalmente, il suo bilancio, con il calcio, la risposta fu “Positivo. Perchè prima non mi conosceva nessuno e adesso mi conoscono tutti”.

Ecco, è un discorso di piacere personale, di visibilità, ma pure di opportunità.

Ricordo Delio Rossi, anni fa, in intervista poi pubblicata su Avvenire mi raccontava: “Non si preoccupi, un presidente il ritorno dal calcio l’ha sempre”.

L’entusiasmo a investire può tornare, nel tempo, anche se c’è delusione per lo scippo dell’Europa.

Sarei curioso di sapere quanto chiede il Parma per i danni, quantificare la mancata iscrizione in Europa, a spanne direi almeno 20 milioni. Una botta morale, per il presidente, ma grazie anche ai nuovi soci si riprenderà.

 

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