Il Giornale, in prima edizione il mercato del Napoli non decolla: contestato De Laurentiis, c’è anche il pericolo Bilbao

Vanni Zagnoli
Dieci anni fa, De Laurentiis rilevava il Napoli dal fallimento, dopo un tentativo a vuoto di Luciano Gaucci, ha vinto due coppe Italia, ogni tanto però viene contestato.

L’altra sera, durante il 2-1 del Paris Saint Germain, al San Paolo si sentiva il coro “Aurelio fuori i milioni”.
I tifosi vogliono il grande colpo, non si accontentano di due acquisti di contorno, perchè se il francese Koulibaly rafforza la difesa, lo spagnolo Miciu va bene per la panchina. Benitez rischia di spazientirsi (“Lavoro con quelli e con quello che ho”), come all’Inter nel 2010, perchè durante il giro di campo per il mondiale per club chiese 5 rinforzi e Moratti lo licenziò.

Il portiere Reina sarà la riserva del campione del mondo Neuer al Bayern, Behrami è all’Amburgo e allora a centrocampo torna Gargano, ma all’Inter e a Parma non ha giocato tanto. Il presidente ha decine di milioni da investire, ancora dalla cessione di Cavani, subordina però gli acquisti al passaggio alla fase a gironi di Champions.

Martedì arriva l’insidioso Atletico Bilbao e gli azzurri rischiano di imitare il Parma e l’Udinese (eliminate due volte su 3, in agosto), l’Inter di Lippi, il Chievo e la Sampdoria.

Non è tanto questione di orgoglio basco o della finale Uefa vinta dalla Juve nel ’77, fra indicibili sofferenze nella “cattedrale” del Saint Mames, perchè una spagnola era già stata fatale a Mazzarri, il Villarreal in Europa league, 3 anni fa.
I tifosi campani vogliono almeno un nome, fra il belga Fellaini (Il Manchester City compartecipa all’ingaggio) e due perni del Liverpool: l’esterno brasiliano Lucas Leiva e il capitano della Danimarca, perfetto per la difesa, a sostituire l’argentino Fernandez, che per 10 milioni andrà in Galles, allo Swansea; il belga-congolese M’Poku (Standard Liegi) è di livello inferiore.

L’1-0 sul Barcellona della scorsa settimana non illude perchè 8 titolari blaugrana erano assenti e il gol di Dzemaili è stato determinato dall’errore del portiere.

I fischi all’ex Cavani, contrappuntati dai cori per Lavezzi, testimoniano l’atteggiamento opposto dei due, sulla via di Parigi. L’uruguagio voleva andarsene, il Pocho sarebbe rimasto e resta sensibile alla corte di Mazzarri, all’Inter.

Un anno fa gli inserimenti di Higuain, Callejon e Mertens avevano compensato quelle partenze, ma se il 26 agosto il Napoli finisse in Europa league sarebbe difficile trattenerli tutti.
Tre settimane fa, in centro c’erano manifesti della curva A: ”Il calcio è ricerca della vittoria, è tempo di osare. Napoli è stanca di partecipare”. La vignetta raffigurava De Laurentiis con le ragnatele sui 2 scudetti vinti da Maradona, mentre brillava il tricolore del fair play finanziario…

La prima contestazione fu nel 2009, mentre a gennaio, con il Chievo, compariva lo striscione “Sulla nostra passione vuoi lucrare”. Ora è allarme. E la tregua è circoscritta alle due settimane verso il verdetto Champions.

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