Gli sportivi nel mirino della malavita: le uccisioni del colombiano Escobar e del fratello dell’ex milanista Kaladze; tutti i precedenti

Il sequestro lampo del padre adottivo di Tevez, chiuso fortunatamente presto, con la liberazione, fa tornare alla mente molti precedenti del genere, di campioni o relativi parenti nel mirino della malavita.
Il caso più eclatante naturalmente è l’uccisione del colombiano Pablo Escobar, che firmò un’autorete al mondiale del ’94.
Il 24 maggio del 2001, Levan Kaladze, 21enne (cardiopatico) fratello del difensore ex milanista ed ex genoano Kahkaber, venne rapito in Georgia e poi ucciso.
Nel 1999 Manchester United, Arsenal e Leeds avevano assicurato presso i celebri Lloyd’s di Londra alcuni giocatori contro i rapimenti. Il “ratto” toccò anche alla sorella del centravanti milanista Ricardo Oliveira, brasiliano non tanto brillante, in rossonero.
Prima della coppa del mondo di Francia ’98, fu rapito il padre del brasiliano Romario, campione del mondo 4 anni prima, da una banda di Rio de Janeiro.
In Sudamerica portarono via anche Cervara, centrocampista del Banfield (serie A argentina) e il fratello. Proprio fratelli e sorelle finiscono spesso al centro dei sequestri: i fratelli del brasiliano Marcos Assuncao, ex Roma, degli argentini Riquelme, di Gabriel e Diego Milito.
Rapimenti lampo anche per le madri dei brasiliani Robinho (ex milanista), ma un decennio fa, Luis Fabiano e Gratife.
In Italia era stata profanata e poi portata via la salma del figlio di Salvatore Bagni, mai ritrovata.
Nel ’58, invece, venne rapito dai barbudos Juan Manuel Fangio, il mitico ex di Formula uno.

 

 

 

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