Il Gazzettino, al via i mondiali di volley. Blengini: “Obiettivo è sviluppare la nostra migliore pallavolo”. La Bulgaria coinvolta, la formula farraginosa. Le rose lunghe, a 14, ma si gioca in 7…

Chicco Blengini (lagiornatasportiva.it)

C’è l’oro da rincorrere, in questo momento è lontanissimo, magari però cammin facendo, complice il fattore campo sarà un po’ più alla portata. 

Il mondiale di volley parte stasera, dalle 19,30, al Foro Italico, su Rai 2, preceduto dalla parata di grandi ex, campioni del mondo nel ’90, nel ’94 e nel ’98, con la famosa generazione di fenomeni. Suggestione a Roma per quei campioni, da Tofoli a Cantagalli, compresa gente dimenticata, tipo Masciarelli, e poi sul campo, come quando gli spettatori del tennis incitavano “Adriano”, riferito a Panatta, negli anni d’oro.

E in parte lo sono ancora, per il volley, con tutti i podi raggiunti da Berruto e da Blengini, in questo decennio, compreso alle olimpiadi. Ai mondiali è andata peggio, perchè negli ultimi 20 anni sono arrivati due quinti posti e poi il quarto con Anastasi, nel 2010, sempre a Roma, con uscita in semifinale contro il solito Brasile. 

«Tutti ci chiedono – osserva Chicco Blengini – se si può tornare a sognare un titolo. Il pubblico nutre la speranza che la squadra riesca a fare grandi cose, ma non è una novità. Viviamo questa realtà con abitudine e naturalezza. Sappiamo di non essere favoriti, siamo umili ma anche ambiziosi. Abbiamo qualità e si è sudato molto per prepararci. Obiettivo è sviluppare la nostra migliore pallavolo». 

Il girone a 6 inizia con il Giappone, al massimo l’Italia dovrebbe concedere un set. «Sono cresciuti progressivamente, migliorando il livello di gioco. Vogliamo rompere il ghiaccio, e farlo bene».

Il ct torinese e torinista è al primo mondiale. “E’ l’unica manifestazione che mi manca. Disputarlo in casa rappresenta una di quelle cose che speri di poter vivere almeno una volta, se vivi di sport».

La terza fase (due gruppi a 6 squadre) sarà proprio a Torino, anche le semifinali e finali. «Magari la finale fosse l’obiettivo minimo – obietta capitan Zaytsev, tornato opposto -. Conosciamo il potenziale nostro e degli avversari, affronteremo questo torneo per step, non possiamo guardare troppo lontano. La formula è complicata, ti porti dietro tutti i risultati fino alla fase finale quindi non possiamo permetterci di mollare mai».

Lo zar è l’unico rimasto, della semifinale di Roma 2010. «Avevo 21 anni – ricorda -, le emozioni e sensazioni erano totalmente diverse, l’esperienza fa aumentare le sicurezze, è rimasta la sfrontatezza».

L’Italia giocherà poi a Firenze, sempre alle 21,15 e su Rai2: giovedì contro il Belgio, che l’ha eliminata l’anno scorso, ai quarti degli Europei e ora è allenato da Andrea Anastasi; sabato con l’Argentina del grande Julio Velasco, che allenerà a Modena. Domenica la sfida scontata alla Dominica, martedì 18 la Slovenia, vicecampione d’Europa nel 2015, con Giani, adesso alla Germania. Passano le prime 4 dei 4 gironi da 6, trascinandosi i risultati della prima fase, per cui serve vincere quasi sempre. 

L’Italia giocherà la seconda fase a Milano, se vincerà il girone o sarà terza, o a Bologna, da seconda. Finisse quarta, giocherebbe in Bulgaria, perchè il mondiale è condiviso con la nazione dell’Est, nei primi due tabelloni. Si gioca anche a Bari, a Varna, Ruse e a Sofia. Poi l’Italia femminile ai mondiali in Giappone.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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