Il Gazzettino, Europei di nuoto. Oro bis di Simona Quadarella nei 1500 sl dopo gli 800. Federica Pellegrini in finale nei 100

Simona Quadarella oro anche nei 1500 (Ian MacNicol/Getty Images)

Ci sono Federica e anche la sua erede, Simona Quadarella, doppietta alla Katie Ledecky, e poi il bronzo della nobile Carlotta Zofkova.

Federica Pellegrini è anche fortunata, perchè a 30 anni arriva in finale dei 100 sl, non la sua gara, con l’8° tempo e grazie alla tattica azzardata di Pernille Blume, che prova il record a metà gara, sbaglia la virata ed esce, da campionessa olimpica dei 50, mentre la vecchia rivale Kromowidjojo non gareggia proprio. Senza quella doppia defezione, la campionessa di Spinea non si sarebbe qualificata, comunque è felice: «E’ stato un anno più facile – racconta – e dagli assoluti ero impegnata in tv per 4 giorni ogni due settimane. Sono sempre andata forte quando mi sono allenata tanto, niente è mai sceso dal cielo».

Il 54”28 è dignitoso, la fuoriclasse punta a Tokyo 2020. «Le altre sono lontane, per il podio bisogna scendere sotto i 54, sarà molto difficile».

Molto più agevole coniugare 1500 e 800 per Quadarella, romana di 19 anni, che da ragazzina si sarebbe accontentata di far meglio della sorella Erica e adesso è bicampionessa europea e bronzo mondiale, sulla distanza lunga.

Nuota in 15’51”61, migliore prestazione in tessuto, seconda italiana, a 7” dal record (europeo) di Alessia Filippi. «Il tempo è ottimo – racconta -, eppure potevo abbassarlo. Ho accusato la fatica e la tensione delle ultime settimane. Da bambina chiedevo proprio l’autografo ad Alessia, al Sette Colli». E solo la romana aveva vinto due ori agli Europei, 800 stile e 400 misti, 10 anni fa. 

Simona è delle Fiamme Rosse, rarissima campionessa tesserata per i vigili del fuoco, e allenata da Christian Minotti, all’Aniene. Rifila 6” alla tedesca Koheler, che domenica disputerà la 25 chilometri di fondo e per 700 metri è rimasta in scia, e 12 alla magiara Kesely. La performance è da Paltrinieri, al comando dal primo metro.

Il bronzo è per Carlotta Zofkova, sui 100 dorso, con record italiano, in 59”61. A 25 anni torna all’apice la carabiniera romagnola di Lugo e Imolanuoto, come da ragazzina, grazie al lavoro a Verona con Matteo Giunta. Leva il primato alla trevigiana Margherita Panziera, 5. con il personale, di 59”71. L’oro è per la russa Fesikova, davanti alla britannica Davies, Carlotta arriva a 25 centesimi dall’argento. «Non mi aspettavo di crescere così tanto – sorride la figlia di un conte francese, che l’ha riconosciuta da poco -, il record è quasi incredibile: è l’anno della svolta, mi mancava lo spunto nelle gare importanti, ora sono meno emotiva».

Accarezza la medaglia Filippo Megli sui 200 sl, 5° in 1’46”70, personale, è il tempo con cui Rosolino fu bronzo a Sydney 2000. Oro al britannico Scott in 8. corsia, sul lituano Rapsys, troppo veloce all’inizio, e sul russo Dovgalyuk. A Govorov, primatista dei 50 delfino, basta il record dei campionati per trionfare sul britannico Proud, iridato e sul russo Kostin; Andrea Vergani è ottavo. Nei 200 rana, titolo alla russa Efimova in 2’21”31.

Dalle 18 le finali, Ilaria Cusinato sui 200 misti si presenta con il 3° tempo e il record italiano, 2’10”77, a un secondo dalla O’Connor e vicina a Katinka Hosszu; 11. Carlotta Toni. «Ho sbagliato nel passaggio fra dorso e rana – racconta la 18enne di Cittadella -, posso migliorare, finale, è la mia gara».

Sui 200 dorso, il friulano Matteo Restivo ha il 4° tempo (1’57”80), Luca Mencarini il 5°. Sui 50 rana, 2° tempo d’ingresso per Scozzoli (26”80), dietro a re Peaty, primo degli esclusi il senese Pinzuti.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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