Il Gazzettino, Padova, nuoto. Ilaria Cusinato è una mistista da medaglia mondiale. “Il Cittadella e Ostia, le lingue e il dimagrimento, Stefano Morini e le vasche. Gli amici e il record di Alessia Filippi”

Ilaria Cusinato (ilmattinodipadova.it)

E’ l’anno di Ilaria Cusinato, la talentuosa mistista di Cittadella. Al Settecolli di Roma si aggiudica un incredibile primo posto, mostrando un potenziale da podio olimpico o mondiale, sui 400 misti.

Arriva a 31 centesimi dal record italiano di Alessia Filippi, da Pechino 2008, e curiosamente la romana ieri è tornata in piscina con le figlie. Stampa il 2° crono mondiale dell’anno in 4’34″65, polverizzando il personale di aprile, con questi passaggi: 1’03″02, 2’14″55, 3’31″29, 4’03″52. L’assolo è super, grazie ai consigli di Stefano Morini. Batte la britannica Aimee Willmott (4’38”81) e l’ungherese Boglarka Kapas, quarta la scozzese Hannah Miley.

«L’esame di maturità – racconta l’atleta di Fiamme Oro e team Veneto – è andato bene, mi ha caricato. Finite le lezioni, ho intensificato gli allenamenti, non pensavo di poter nuotare già questo tempo. Ho cancellato i brutti ricordi del passato che avevo dello stadio del Nuoto, questa giornata cambia tutto».

Ilaria sta diventando il grande personaggio del nuoto italiano, in prospettiva, l’erede di Federica Pellegrini, come potenziale. E’ il Filippo Tortu del nuoto.

Ha 18 anni, si è avvicinata alle piscine in ritardo, ma passione e volontà la portano al successo. Poco più che decenne, provò l’agonismo, a 13 anni si affacciò a una competizione internazionale, Eurojunior 2014. Agli European games del 2015 conquistò due argenti, nei 200 e nei 400 misti. In vasca corta, agli Europei di Copenhagen incassa il bronzo nella distanza più breve, tesaurizzando il lavoro con Stefano Morini a Ostia, con l’allenatore dei campioni Gregorio Paltrinelli e Gabriele Detti.

Ilaria, un passo indietro. Il 2017 è stato il miglior anno della sua vita.

«Non era iniziato nel migliore dei modi, per l’infortunio alla spalla di gennaio, a compromettere la prima parte della preparazione. Poi il collegiale a Flagstaff, in Arizona, con recupero dopo 2-3 settimane. Gli assoluti di un anno fa andarono secondo le aspettative, comunque l’anno non era stato facile per il cambiamento di località, da Cittadella a Ostia, e di allenamento. Il fisico si deve sempre abituare, tanto che al Settecolli di Roma era andata male, con la mancata qualificazione al mondiale».

Lì tornò a casa. 

«Approfittando delle settimane a Budapest per il coach, agli Europei. Mi sono chiarita le idee, operando le scelte giuste, suffragate dalla bontà delle ultime gare annuali. E’ da settembre che mi sono messa sotto, complice un bel periodo di vacanza, con stacco, perchè è sempre molto pesante avere la testa concentrata sul nuoto, considerato che io coltivo sempre mille interessi».

Quest’anno come va?

«Bene. Sono dimagrita e da settembre ho perso quasi 6 chili, dovrei stare bene così, sono contenta. Cercherò di metterci il massimo per essere al top, agli Europei. Tengo molto alla scuola, voglio fare bene tutto. L’ansia di perfezionismo mi toglie un sacco di energie, perchè mi ritrovo a studiare tardi, la notte. Comunque tutto serve, nella vita».

Ha seguito il terzo playoff del Cittadella?

«Poco, perchè non amo il calcio, è raro che sia andata allo stadio Tombolato, però conosco qualche giocatore. In paese ho ancora amici, in particolare Giulia Fraccaro e Maria Vittoria Giacon, Madalina Cerri e Giulia Rizzo, ragazze che mi sono sempre vicine e seguono le gare anche lontano da casa». 

E uomini?

«Frequento la crew, il gruppo di amici con i quali esco di solito, i più stretti: Giacomo Zulian, Jacopo Grigolon, Riccardo Cervi e Ianire Casarin. Condivido i momenti di festa e anche di dolore».

Chi è il fidanzato?

«Sinceramente quest’anno non ho nemmeno il tempo di pensarci, mi bastano i tanti amici».

Com’è la sua giornata tipo, nel Lazio?

«La sveglia è alle 7,30, faccio solo un allenamento al giorno, per reggere con gli studi. Al mattino la colazione e la scuola. All’uscita il pranzo e via, quasi subito in acqua. Un anno fa mi allenavo verso le 18, nella seconda parte della stagione alle 16,30 o alle 17, in vasca lunga. E’ tutta una corsa e magari al mattino entro dopo, a scuola, per fare palestra o per parlare con il coach, di virate o partenze».

Dagli Europei di nuoto porterà una doppia medaglia?

«No, vado senza pretese. Anche se non venisse il podio sui 200 come sui 400 sarebbe importante confermare i tempi recenti, la bontà del lavoro. Con Carlotta Toni e Sara Franceschi siamo una bella squadra, ben figureremo sicuramente. La favorita resta Katinha Hossu, magari però non sarà a Glasgow».

Vanni Zagnoli (ha collaborato Marina Pomante)

Da “Il Gazzettino”

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