Il Giornale. Diretta Facebook ai 200 orari, poi lo schianto. Escono sotto choc e vengono travolti, andavano nel Rodigino per la droga

Luigi Visconti (a sinistra) e Fausto Dal Moro (reggiosera.it)

http://www.ilgiornale.it/news/politica/andiamo-220-video-poi-botto-1697760.html

Vanni Zagnoli

Modena 

Non li ha uccisi la follia, il delirio da onnipotenza, la voglia e magari il consumo di droga, ma lo choc. Lo choc dall’uscita di strada, ai 220 orari, sopravvivono allo schianto, escono sulla carreggiata, con il cuore a mille e la testa confusa, vengono falciati da una o più macchine. 

E’ una morte raccapricciante, persino casuale, poichè nel cuore della notte spesso l’autosole è vuota, siamo freschi testimoni proprio di quel tratto. La strada infinita, al buio, è un invito a folleggiare, ad armeggiare con il telefonino, chi scrive racconta in video qualsiasi cosa gli venga in mente, solo però a bassa velocità. I due invece inquadrano il cruscotto e si beano di essere ai 200, fra l’altro piove, il tergicristallo non su tutte le auto è perfetto. Le voci sono alterate: “Stiamo andando a Rovigo, ragazzi, siamo solo ai 200… , fai vedere a quanto andiamo, fagli vedere”. E’ la diretta social di Luigi Visconti, 39 anni, napoletano, e Fausto Dal Moro, parrucchiere 36enne di Padova, entrambi residenti a Reggio. Il campano è alla guida della Bmw 320 tre posti, accanto ha l’acconciatore. A Modena, Dal Moro condivide su facebook il video che sarà choc e ieri raccoglierà 600 commenti assortiti e 150mila visualizzazioni. “C’è la strada pulita, si va… questa Bmw, questa macchina è un mostro, siamo ai 220”, inquadrano il cruscotto, ingrandiscono, come in un film o in un videogioco. “Ci fermiamo in autogrill?”. Ecco, noi lo facciamo fin troppo, pausa e snack, carica di telefonini e computer e anche di video. Loro no. “Ci sta aspettando la droga e il resto”, scherzano e ridono, nei loro ultimi minuti di vita. Il resto sarà stato alcool e magari ragazze. 

Andavano a una festa techno in Veneto, il Tommorrowland. E’ l’una, neanche troppo tardi, fra i caselli di Modena nord e sud, al chilometro 162, dunque verso la Romagna. Il conducente perde il controllo, la tre spider sbatte più volte contro il guardrail di destra, poi a sinistra, rimbalza accanto alla corsia di sorpasso. E’ successo anche a noi, ma da soli, nel ’93, una domenica notte. Lì, proprio, si è sotto choc, anche da sobri, figurarsi da scatenati. I due amici escono dall’auto, neanche il tempo di pensare ai soldi che serviranno per la riparazione, allo spavento, agli amici e parenti, alle fidanzate, alla vita, lo stordimento è amplificato magari da stupefacenti o alcolici. Arriva una macchina e li falcia, la dinamica dev’essere accertata in maniera completa. 

La Stradale individuato due auto e interroga i guidatori, per chiarire chi li abbia travolti, decideranno le perizie. L’impatto fa sbalzare un corpo nell’intercapedine fra i guardrail che dividono le due carreggiate, l’altro giace inerme accanto alla vettura. 

Il video accende il dibattito, inaugurato dal vicepremier Salvini, a Sassuolo, in comizio. “C’è un video sui siti, non ho voluto vederlo. Andavano ai 200 cercavano droga, poi qualcuno mi contesta se le dichiaro guerra in ogni paese, città e negozio, per salvare vite”. Osserva dj Aniceto: “Non so se facciano più male i social o la droga”. Beh, basta controllarsi, i media al limite guastano l’immagine pubblica, da soli non uccidono. “Auspico in un futuro prossimo lo stop dei telefonini – aggiunge il deejah -, dei social network, ci rovinano tutti, diventiamo idioti”. Se è per quello anche la tv e la discoteca, il bere e le scommesse, le macchinette e tanto altro. I commenti sono un mix fra cordoglio per le vittime, da parte dei conoscenti, e offese per il potenziale pericolo anche per gli altri. Fare un video ad alta velocità è un classico degli ultimi anni, fatale a due giovani russe, nel Mantovano. Non bastano gli avvisi di controllo di velocità, in fondo basta un accelerata per bersi la vita. Oppure camminare in autostrada dopo un grande spavento.

Da “Il Giornale”

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