Il Messaggero. Tra una settimana bisogna pagare gli emolumenti. Il Parma deve trovare 50 milioni di euro per andare avanti. In arrivo il -2 in classifica.

la prima versione del pezzo di oggi uscito su Il Messaggero

 

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Giampietro Manenti

Parma

Mancano i soldi per pagare chi avrebbe dovuto spalare la neve dai campi di allenamento e dallo stadio Tardini, è anche per questo che ieri la partita Parma-Chievo non si è giocata. C’era il sole, i 45 centimetri di coltre bianca scesi giovedì sulla città ducale sono diventati un ostacolo insormontabile, servivano squadre di spalatori, non semplici volontar. Il recupero è dopodomani alle 18, sarà fondamentale per i veronesi, sempre a un punto dal Cagliari, in zona salvezza.

A Parma in due mesi si sono succedute tre proprietà e 4 presidenti e oggi sarà definito il nuovo cda. Nuovo presidente dovrebbe essere designato Giampietro Manenti, milanese di Bollate, al quale un anno fa Gino Corioni rifiutò di cedere il Brescia, sempre in cerca di acquirenti, in serie B. Manenti aveva già provato a prendersi il Parma dieci anni fa, ma il commissario Parmalat Enrico Bondi non lo trovò credibile. Ha interessi in Russia, mentre la Mapi Group li ha in Slovenia. Entro mercoledì i nuovi dirigenti promettono di pagare le 5 mensilità di stipendio, anche Donadoni peraltro si è spazientito.

Ieri intanto lo studio notarile Ricci, di Milano, ha inviato una nota per spiegare chi ci sia dietro a Manenti. “Il gruppo Proto, che aveva già manifestato interesse per il Torino nel 2010. E due anni più tardi gli venne attribuito un interesse per la Reggiana, smentito dal ceo Alessandro Proto”. Ora pareva avesse preso il Parma. “Il gruppo opera con i maggiori investitori al mondo – si legge ancora nella nota -: Donald Trump, Warren Buffet, Carlos Slim e Mark Zuckemberg. Fra i clienti vanta personaggi del calibro di Messi e Cristiano Ronaldo”.

Peccato che per il Parma quel comunicato sia fasullo. “La società smentisce categoricamente che il gruppo Proto abbia acquisito la maggioranza di Eventi Sportivi spa, controllante del club, e che la trattativa si sia conclusa presso lo studio notarile Ricci”.

Il mistero sarà sciolto oggi, servono comunque 50 milioni per andare avanti, per un debito accertato in 78 milioni dall’ex vicepresidente Fabio Giordano. Intanto il prestanome dell’albanese Rezart Taci, Ermir Kodra, ha confermato la cessione a una società di diritto sloveno: “Con azionisti italiani, sloveni e altri esteri. Per noi non c’è stato alcun guadagno, anzi abbiamo speso, contribuendo a tenere in vita la società. Di fronte avevamo una  situazione finanziaria diversa rispetto a quanto ci era stato presentato, con tempi stretti per pagare”.

Il punto è che la Mapi, fondata due anni fa, ha appena 7500 euro di capitale sociale: la sede è a Nova Gorica, dove c’era una squadra satellite del Parma, vincitrice della coppa di Slovenia, la scorsa stagione; l’ultimo bilancio presenta 71mila euro di debiti e un giro d’affari pari a zero. Non basta a fugare i dubbi Fiorenzo Alborghetti, manager bergamasco delle Cartiere Pigna di Alzano, di cui è presidente Giorgio Iannone, ex onorevole di Forza Italia: il marchio di cancelleria però è estraneo all’acquisizione. “Conosco da tempo Roberto Donadoni – ha spiegato il nuovo ad -, ci siamo sentiti e proveremo a salvare il Parma”.

Impresa disperata. Perchè entro lunedì occorre pagare gli emolumenti, per evitare la messa in mora e altre penalizzazioni. E’ in arrivo il -2, che si aggiunge al -1 relativo alla scorsa stagione.

Vanni Zagnoli

 

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