Il Messaggero. La crisi del Parma. Donadoni resta, anche perchè Leonardi preferisce non cambiare mai allenatore in corsa. Sarri: “Per noi due vittorie in fila sono tanta roba”

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Parma
Dall’Europa league svanita per 280mila euro di Irpef non pagate al rischio di uscire in anticipo dalla lotta per la salvezza. Il Parma è alla 10^ sconfitta in 12 gare, mai in serie A aveva iniziato tanto male: a febbraio arriveranno 2 punti di penalizzazione, è come se fosse a 6 dalla quart’ultima posizione. L’indebitamento ha raggiunto i 60 milioni, il presidente Ghirardi non vuole svendere la società, i tifosi intanto contestano come mai e uno striscione è significativo: “La salvezza è l’unica buonuscita. Ghirardi e Leonardi la pazienza è finita”.
Sul campo, simbolo della crisi è Belfodil, autore di un solo guizzo, nel primo tempo. Il vantaggio dell’Empoli è splendido, ma su palla persa di Gobbi: azione Verdi-Maccarone, il destro è di Vecino, al primo gol in serie A. Un lancio dell’uruguagio propizia il raddoppio, Ristovski è una volta di più fuori posizione e Tavano infila. L’esordiente Iacobucci si oppone poi a Maccarone, infine il palo di Lodi su punizione e due uscite di Sepe, una su Cassano.
Donadoni è sconsolato: “Non posso pagare io gli stipendi, durante la settimana. Facciamoci una ragione dei problemi societari e lottiamo per quanto ci compete, altrimenti le distrazioni ci tolgono anche quel piccolo barlume di speranza. Ragioniamo come se ognuno di noi fosse il proprietario. Non penso alle dimissioni, lavoro qui da 3 anni e finchè avrò energie continuerò a lottare”.
Le alternative sono Apolloni, il tecnico della primavera Crespo e l’ex Pizzi, ma l’ad Leonardi è sempre contro agli esoneri. Sarri è felice perchè ha pure trovato la quadratura difensiva: “Per noi due vittorie consecutive in A sono tanta roba. Gran parte dei nostri arriva dal vivaio”.
Vanni Zagnoli

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