Ilmessaggero.it. I ciprioti a Reggio con l’Atalanta, ancora lontani dal top calcio. Petagna sembra Iaquinta, Gasperini e lo spettacolo: “Il 4° posto è irripetibile. A Genova il miglior tempo stagionale. La grande concentrazione di tifosi orobici”

Andrea Petagna (corrieredellosport.it)

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di Vanni Zagnoli
L’Atalanta è una religione, è cultura, anche a Reggio Emilia, campo per l’Europa league. “Tantopiù con l’Europa – riflette Giampiero Gasperini -. La città e la provincia vivono per il calcio, percentualmente, come numero di abitanti, quest’avventura porta euforia”.
Euforia porta anche il gioco nerazzurro, o meglio il gasperinismo. Il tecnico torinese aveva meritato l’Inter, lo suggerì Mourinho in persona, come erede ideale, solo che l’allora presidente Massimo Moratti non lo lasciò lavorare. “O lascia la difesa a 3 o la licenzio”. Tornò alla retroguardia a 4, non bastò, il petroliere non vide l’ora di passare a Leonardo, di rapire una bandiera del Milan, che nel frattempo aveva sparlato di Berlusconi: “Si specchia troppo in sè”.
Ma il tempo è galantuomo e Leonardo fa il personaggio televisivo, a Sky, con la moglie Anna Billò, mentre Gasperson si gioca la quarta Europa. Con il Genoa, nel 2009, avvicinò la qualificazione ai 16esimi, con l’Inter in Champions venne fischiato a San Siro. La seconda Europa in Liguria saltò per i debiti di Enrico Preziosi, ma questa è un’avventura inebriante e piena, che farebbe meritare al rauco tecnico brizzolato la nazionale.
Gasperini dà spettacolo ovunque, da un decennio, solo a Palermo fallì, con appena due vittorie in 23 gare. Adesso si gode il Papu Gomez, per la verità acciacciato e in dubbio per domani sera, contro l’Apollon Limassol. I ciprioti non sono da buttare, al Mapei puntano al pari e possono conquistarlo.
“Fra Europa e serie A – insiste l’allenatore scelto dal ds Giovanni Sartori, per Percassi – non scelgo, abbiniamo le due competizioni”.
Anche grazie ad Andrea Petagna, il mulo triestino che sembra il primo Hubner e soprattutto Iaquinta. “Che in Friuli divenne campione del mondo – sorride il centravanti orobico -, è stato un grande, ma il paragone è squisitamente giornalistico”.
L’Atalanta è stata la prima a fermare la Juve, ne ha fatti 3 all’Everton, mentre a Lione ha recuperato un gol. Già domani, dovesse vincere, avrebbe ipotecato la qualificazione, punta a vincere il girone, per un migliore abbinamento nei 16esimi.
Mondonico arrivò in semifinale di coppa delle Coppe, 29 anni fa, Frosio e Giorgi ai quarti Uefa, nel ’91. Non ci sono più Stromberg e Nicolini, Ottorino Piotti nè Evair, ma una bella base anche di stranieri sconosciuti. Gente scelta da Sartori e da Gabriele Zamagna, il ds che a Parma riprese Giuseppe Rossi. A Bergamo lo portò Pierpaolo Marino, sono loro a prendere Hateboer e Castagne, sconosciuti che non sfigurano.
“L’unico problema – ammette Gasperson – sono i tanti gol subiti rispetto alla scorsa stagione. Domenica a Genova con la Sampdoria abbiamo inscenato la prestazione migliore, il calendario era difficile, la sconfitta ultima crea preoccupazione”.
Eusebio Di Francesco un anno fa diede spettacolo, si arenò presto, uscendo con una giornata d’anticipo. “L’obiettivo non era superare il turno, un mese fa, in campionato non sappiamo dove vogliamo arrivare. Il quarto posto della scorsa stagione diventa difficilmente ripetibile”.
Cipro mai è stata vicina a mondiali o Europei, è comunque la 4^ nazione del globo per incremento produttivo. Gli 800mila abitanti parlano greco e addirittura cantano l’inno ellenico. Alla faccia del separatismo che tocca molta Europa e persino referendum regionali d’Italia.

 

 

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