Pietro Leonardi, come Novellino, si ama, non si discute

Pietro Leonardi

Al proposito, pubblico qui la mia lettera per Stadiotardini.it di primavera.

http://www.stadiotardini.it/2014/03/lettera-aperta-di-zagnoli-a-leonardi-caro-pietro-hai-vinto-tu-e-ho-perso-io-sei-il-dirigente-italiano-che-incide-di-piu-suo-risultati.html

Caro Pietro Leonardi, hai vinto tu, ho perso io. E l’ammetto volentieri. Ho sbagliato clamorosamente, io mi vanto di sbagliare, e dunque hai vinto tu. Dopo 5 anni, su tutto: il gioco, l’allenatore – Donadoni, non Guidolin o Colomba -, tutto, tanto. Ripeterò quel che pensavo, per coerenza, e dico che ho sbagliato, che sei un lusso per Parma, che meriti la Champions.

Su Seedorf e Donadoni, sugli ultimi arrivati in panchina che sono i primi spesso ho ragione io. Considero Guidolin il miglior allenatore al mondo o almeno il più sottovalutato, mi rivedo nella sua ansia, lui la smaltisce in bicicletta, io davanti alla tastiera. Dunque, il gioco di Donadoni, il fare la partita, è da grande. E’ la mentalità da grande. A gennaio 2012 trovavo ingiustificato il licenziamento di Colomba, il suo erede non sempre ha convinto, ma a gioco lungo stravincete voi.
In una telefonata che purtroppo non ho occasione di pubblicare mi raccontavi la sfida di allenare un giocatore come Cassano, di levarti uno sfizio. Bravo. Per il coraggio. Per come hai gestito la sua voglia di Sampdoria.
Bravo per quanto hai fatto per il Parma.
Ho sentito il presidente Ghirardi – e segnalato invano alle testate nazionali – rivelare che Di Natale era già del Parma, si oppose Pozzo, naturalmente c’era la tua mano.
Bravo. Bravo quanto Conte, Mourinho, io soffro la loro personalità, la personalità di quei personaggi – che ho solo incontrato in mixed zone – e anche la tua. Ma ti dico bravo. Ho sbagliato. Ma anche su Pellè. Quando Colomba lo preferiva a Crespo, mi sembrava singolare, invece in Olanda fa sfracelli. Ricordo che il team manager Sandro Melli telefonò a Bar Sport per difenderlo, io gli ricordavo i grandi come Chiesa e altri, Pellè non ha grandi piedi ma è forte.
Come sei tu. Perché la tua carriera parla per te, tutto.
Il lavoro quotidiano.
A parte che la tattica, la partita, non sono la mia specialità, preferisco le storie, come la tua, ma sei la rappresentazione della differenza tra uomo di calcio – del grande calcio – e giornalista. L’ultimo degli allenatori è più competente di tanti giornalisti.
Meriti il Milan o l’Inter, non c’è paragone fra te e Ausilio o fra te e Sogliano. Saresti il degno erede di Braida, da 4 anni mio amico.
Ebbene, ti auguro di arrivare al Milan con Donadoni, mi manchereste, lo meritereste.
Da Monterotondo all’Europa.
Ma ti facciano presidente della Lega, federale, ma non sto scherzando.
Sei, saresti, un patrimonio per il calcio italiano.
Siccome parto dal presupposto che tu sbagli pochissimo, ho parlato due volte molto a lungo con Marino, per capire. Lì forse potevi scegliere meglio, ma capisco lui e te quando parlavi di un’accoglienza ostile.
Dice un altro mio amico non segreto, Fulvio Pea, che il tempo è galantuomo.
Ecco, lo è per te, per Donadoni, per Ghirardi.
E’ curioso che il Milan ora cerchi Berta, che pure ha fatto bene all’Atletico Madrid, e non Leonardi.
Sostenevo che Guidolin a Parma – ma ovunque, escluso nelle grandi – meritasse carta bianca sul mercato, nel costruire la rosa. Mi hai spiegato che il mercato lo fa sempre la società, mi ha spiegato Delio Rossi in intervista per Avvenire che il progetto è sempre dei dirigenti.
Ecco, meriti il Milan e di avere carta bianca, per anni.
O l’Inter o le grandi d’Europa. Di cui peraltro non conosco i dirigenti.
Chissà quanto incide Antonello Preiti o che contributo ti ha dato in questi anni Imborgia.
Meriti la presidenza del Parma, come Boniperti alla Juve.
Quando nelle nostre prime conversazioni private mi raccontavi che il Parma per te è una grande, io sorridevo. Avevi ragione, ne hai rifatto una grande.
Non si vince per caso a San Siro, c’eri andato vicino con l’Inter. Siete passati a Napoli, avete fermato due volte la Fiorentina sul pari, con la Juve c’eravate andati vicino. Sedici risultati utili in fila. Mi fa ripensare al grande Parma, a Nevio Scala e a quei grandi che mi hanno commosso al teatro Regio.
Negli ultimi anni mi sono affezionato al Sassuolo, con mia moglie Silvia. Siamo più vicini, l’ambiente è più familiare, mi auguro che si salvi ma al posto di Squinzi ti offrirei il doppio di quanto ti dà il Parma per fare grande il Sassuolo, a prescindere.
Ti farò sorridere, ma in fondo sei stato alla Cisco Roma in C2, avevi lasciato l’Udinese e a 50 anni non avresti problemi a rimetterti in gioco.
A te le chiavi, caro Pietro, del calcio italiano.
Non mi concedi interviste ai campioni del Parma, ma non importa.
Servirebbe un premio al miglior ds d’Italia, quest’anno non ci sarebbe gara.
Un tuo ex allenatore mi confessava che vuoi incidere su tutto, ma non è una brutta cosa.
Sei il dirigente italiano che incide di più sui risultati. Vanni Zagnoli

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