Il menu proposto in settimana ai quotidiani dove collaboro

Il menu proposto ai quotidiani dove collaboro, in maniera da valorizzare idee che altrimenti restano solo nelle mail delle redazioni sportive.

1) Conte in nazionale con il fratello non convince appieno, come Prandelli con il figlio preparatore. Diverso era papà Cesare e il figlio Paolo Maldini, all’epoca talmente bravo da non essere mai in discussione e da dover essere il capitano. Anche Beppe e Franco Baresi avevano senso, insieme.

2) La vigilia del Torino puntata su Quagliarella, uomo promozione con Zaccarelli, ai playoff, e tornato alla base, ex Juve incredibilmente molto gradito, ai tifosi granata.

3) Il classico della Juve, a Villar Perosa, Juve contro primavera.

4) Il fattore Mertens per il napoli, è da Champions league a prescindere, il belga è un campione.

5) La cattiva strategia di de laurentiis, rischia di uscire dal preliminare, per il troppo aspettare sui grandi colpi.

6) La vigilia della Diamond di atletica, a Stoccolma, con la possibile intervista ad Alessia Trost: stagione negativa, dopo quella scorsa.

7) La storia del norvegese Oedegaard, a 15 anni in nazionale e altri precoci con le nazionali, evidenziando che in genere l’Italia non è prontissima nel lancio dei talenti, neanche con i grandissimi come baggio.

8) Desailly e altri due nel mirino del fisco francese, l’evasione fiscale tra gli sportivi è sempre molto praticata, anche all’estero.

9) La novità della staffetta mista agli europei di nuoto, con il record europeo. Il fascino dell’uomo e della donna che gareggiano insieme, non ricordo altre discipline. Con quel pizzico di pruriginoso che la cosa porta in sè.

10) La lituana Melyutite ha preferito le olimpiadi giovanili ai campionati europei di nuoto. Ha vinto, pensavo avesse saltato gli europei per riposarsi, invece preferisce le olimpiadi giovanili, scelta veramente inconsueta.

11) Andrea Mitchell D’Arrigo, emigrante per nuoto e a medaglia, cresciuto negli usa. Rasato alla vigilia, come da rituale per le matricole, con polemica da parte del padre. Recluta: niente di grave, a mio avviso, però si può dibattere.

12) Carrellata di campioni fra italiani che si allenano all’estero: D’Arrigo negli States, Fassinotti primatista italiano in Inghilterra e gli immigrati o sposi di italiani: Grenot, Amauri, di tutto un po’.

13) Globalizzazione, perfezionamento all’estero, le mille vie per l’emergere nello sport.
Niccolò campriani ha studiato negli states, poi in inghilterra. è il campione 2.0, giramondo per studiare il proprio sport o studiare in generale. oriundo è sempre bello. la canzone di Francesco Guccini: “America”.

14) Conte, Tavecchio, la Reggina e il Novara. Se Conte allena la nazionale, dopo avere patteggiato, mano più leggera su tutto, allora. Il Novara avrebbe diritto al ripescaggio.
Perchè la correggese non può giocare in lega pro, senza lo stadio? Pensiamo ad Hackett, pensiamo ai fallimenti in estate di tante società e invece ai fallimenti pilotati di Bari e tante altre. Da anni io non ci capisco più, figli e figliocci, la Fiorentina fallita e in c2 e il Bari no, ora di grandi ambizioni. Il Siena nella 4^ categoria nazionale nel basket e in d nel calcio. Cercasi coerenza, Tavecchio e Malagò. Duri con i deboli, deboli con i forti.

15) La mano più leggera nei confronti dei tifosi, educare senza reprimere. tante curve o stadi chiusi mi sembravano esagerati.

16) Cerci fa bene ad andare all’Atletico Madrid, non al Milan. Va con i vicecampioni d’Europa, sempre fascinosi.

17) Arianna castiglioni, a 17 anni, alla prima finale, è bronzo: è l’italia dei giovani, mitchell d’arrigo, paltrinieri che ancora lo è. Una bella Italia, orgoglio d’italia, orgoglio per Rio 2016.

18) Il Mantova cambia ancora presidente, dopo Llori non trova pace. Va ad Esposito, posso farlo raccontare da Roberto Boninsegna, l’ex bandiera, che fa spesso dentro e fuori dalla società.

19) La 20^ medaglia europea di Tania Cagnotto, posso tentare di avere il pezzo a sua firma o a firma del padre Giorgio.

20) A Sportitalia ho conosciuto il mental coach di Pedro Obiang, della Sampdoria, può raccontare lo spagnolo e anche la professione. Si chiama Diego Panicucci. Poi mi piacerebbe proporlo pure alle cronache italiane, per raccontare quel mestiere, proprio.

 

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