Il Messaggero, il basket. Il via alla serie A. Ha ragione Sacchetti: “Pianigiani non piangere, devi solo vincere”. Brugnaro: “Contro la Rai, ma voglio Quelli che il basket”. Le ambizioni di Torino, con il presidente notaio: “Unico nello sport italiano di vertice”. Di Bologna con (Segafredo) Zanetti. Metà campionato è in Europa, Capo d’Orlando può arrivare in Champions, stasera: del sud c’è anche e solo Brindisi. Cappellari per salvare Cantù dai bizzarri Gerasimenko. Varese in crisi da anni. La super A2 con Siena: Bagatta fa spettacolo, con Tamberi, ma le fiamme gialle non hanno gradito

Marcus Landry ha un fratello, Carl, che gioca in NBA (giornaledibrescia.it/Ciamillo)

L’integralità del racconto della prima giornata di basket, ovvero tutti i temi e personaggi e curiosità dell’Italia, per Il Messaggero.

La serie A di basket parte spalmata, persino più del calcio. Sabato sera il successo di Trento con la Virtus Bologna, di appena 4 punti, a testimoniare la distanza minima tra i finalisti di giugno e la matricola ambiziosissima di Massimo Zanetti, mister Segafredo, proprietario e sponsor al pari del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. A mezzogiorno Torino di slancio, 5 punti a Brindisi. In Puglia Dell’Agnello rileva Meo Sacchetti, che arrivò a un passo dai playoff e dalla semifinale di coppa Italia, uscito allo scadere contro Milano. L’Auxilium è ambiziosa, con il marchio Fiat e la wild card in Europa. “Nel tempo vorremmo rinverdire le 3 semifinali degli anni ’80”, facciamo dire al cranio rasato di Antonio Forni. “Oggi sono forse l’unico presidente notaio dello sport italiano di vertice”. Un quarto di secolo orsono, sfiorò la bancarotta il collega Goveani, al Torino calcio. I gialloblù hanno un bel quintetto, degno di Della Valle, May, Ray, Morandotti e Dawkins di un terzo di secolo fa, con Dido Guerrieri in panchina. Luca Banchi, scudettato a Milano, voleva Amedeo Della Valle, figlio di Carlo, ma Reggio l’ha trattenuto. E stasera ripartirà da Avellino. 0-3 nei quarti di maggio, 4-3 nella semifinale di un anno e mezzo fa.
A metà pomeriggio, Milano piazza il +16 a Cremona, Pianigiani stravince sul campo della ripescata (grazie al salto in aria di Caserta, scudettata nel ’91) e in mano al ct Meo Sacchetti. Che aveva già detto tutto sui colli bolognesi, neanche fosse Cesare Cremonini: “L’Olimpia deve vincere, è troppo più forte di tutte. Simone non piangere…”.
Simone è proprio Pianigiani, contradaiolo della lupa, alzatore di 16 trofei a Siena, alcuni revocati. “Colpa dei 51 milioni di nero evidenziati dagli atti”, conferma informalmente uno degli avvocati che arrivò a quella decisione. Tutta colpa di Minucci, insomma, ma ora la verbena è in A2. In una grande A2, con il presidente Guido Bagatta, che due settimane fa aveva coinvolto anche l’altro showman, Gianmarco Tamberi. “Venuto per 4 giorni gratis, per amore della pallacanestro”. Senza peraltro avvertire le fiamme gialle, infastidite. Bagatta va alle olimpiadi su invito del Cio, presenta la kermesse del campionato. Anche così, il basket è spettacolo. “Servirebbero le majorette”, suggerisce Brugnaro, campione d’Italia con Venezia. Punta alla semifinale di Champions league, avendo perso in primavera la final 4 di Eurocup. “Non pensiamo a Milano partecipante di diritto all’Eurolega”, tagliano corto il presidente Casarin e la stellina Stefano Tonut, figlio dell’Alberto, oro a Nantes ‘83.
La pallacanestro vuole ridurre le distanze dal calcio e allontanare il volley. “Ci vorrebbe un bel Quelli che il basket – sottolinea Brugnaro, 5 figli, due dalla nuova compagna -, peccato che la Rai non mi abbia perdonato la guerra di due anni fa”.

A Varese non bastano capitan Giancarlo Ferrero e Hollis, 12 punti per il 32-28. I campioni d’Italia piazzano l’11-0 con Haynes (due triple), Watt e Orelik. Il -9 di Waller non ha seguito, incidono l’ex Johnson e Orelik per il -24 e persino il 52-78.
Nel tardo pomeriggio, la Sassari di Pasquini, ds e coach, dilaga sulla Cantù del bizzarro russo Gerasimenko, che ha indotto il 72enne Recalcati a lasciare. All’ex vice Bolshakov, ucraino, dopo il flop del girone d’andata, con il grande Kurtinaitis. Spesso i proprietari stranieri fanno confusione, come i Piazza nel calcio, alla Reggiana, complici le donne. L’ex playmate Alicia Richter nel pallone, Irina Gerasimenko in Brianza. La presidentessa fa uscire il ds Betti per il 69enne Tony Cappellari, che evitare che la squadra si ritiri dal campionato, come accadde a Napoli e a Forlì, in A2.
A Pesaro, la Vuelle è piegata da Brescia (80-83), forte di Landry, mvp in carica. Capo d’Orlando recupera giovedì, con Pistoia, perchè stasera ospita il Saratov, vincitore di appena un punto in Russia. Dovesse pareggiare o perdere finirà in Fiba Europa cup, la 4^ coppa. Avellino e Sassari sono in Champions, con Venezia. Reggio e Trento in Eurocup, nella 3^ manifestazione, assieme a Torino. Abbiamo 8 squadre nelle coppe, metà campionato.
Vanni Zagnoli

Related Posts

Leave a reply